In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI NEREO VILLA

Il “dies irae” è probabilmente arrivato ma nonostante il castello pericolante dell’Unione Europea e del suo moloch monetario, il governo italiano ha deciso di ottemperare senza nessuna esitazione ai diktat imperiosi provenienti da Bruxelles. Il “pareggio di bilancio entro il 2014” appare così come una demenziale trincea per la quale se necessario morire dissanguati pur di raggiungere il miraggio dell’ennesima promessa di una nuova età dell’oro, anzi, della cartaccia spacciata come oro ed emessa come se piovesse dalla BCE, imitatrice o facsimile della FED americana nella bancarotta degli Stati anticamente i più industrializzati e prosperi.

Questa euro-manovra disperata in nome della “Patria” non assomiglia forse a quella delle sanzioni mussoliniane prima della debacle finale e guai a dissentire? E tranne la solita opposizione di circostanza nessuno propone di far saltare la BCE rifiutandosi di proseguire in questo procedere tragicomico verso il baratro non solo secondo la tragicommedia greca (questo spettacolo che si aprì con la reale tragedia greca si chiuderà con una euro-farsa, in quanto se la Grecia ha scoperto di non poter pagare i creditori, e l’Irlanda pensava di poterlo fare ma si sbagliava, mentre Portogallo e Spagna pensano ancora di potercela fare ma non possono farcela per via della logica della crescita esponenziale della moneta-debito) è chiaro che la mega-finanziaria da 47 miliardi appena approvata è solo la prima fase italiana del fallimento greco (cfr. Salvatore Antonaci,”Euro-spremitura”, lasentinelladellalaicita.wordpress.com/).

La nostra situazione non avrà anche (come qualcuno osserva) i connotati catastrofici di quella greca, ma la crassa ignoranza e la pusillanimità della classe politica (tutta!) superano quella ellenica, dove si parla di tagli draconiani accanto a privatizzazioni e perfino a vendite massicce di patrimonio pubblico. In Italia invece imperano geniali strateghi bizantini incapaci di tutto, o capaci solo di escogitare le solite alchimie. Si vedano per esempio le “gabole” dell’ennesimo aumento alle accise dei carburanti, della stretta sulle transazioni finanziarie, della stangata su SUV ed auto di lusso, cioè misure da soviet supremo più che da ministero occidentale! La cosa più odiosa è poi quella di aizzare giacobinamente l’invidia sociale nell’additare i soliti demoni della speculazione internazionale, comportamento che questo nostro bastardo sistema corporativo ed antiliberale padroneggia in sommo grado e con maestria.

Anche se per ora appare che non sono toccati l’aumento dell’ IVA e quello sull’aliquota contributiva dei lavoratori parasubordinati, tutto ciò sarà poi come al solito reintrodotto in sordina dopo che le solite insabbiature avranno coperto la verità dei fatti, cioè di questi vergognosi balzelli alla Verre!

In questo contesto di sanguisughe comunitarie, la cosiddetta tassa patrimoniale continuerà ad aleggiare come idea spettrale del terrorismo di Stato, finendo, magari, per concretizzarsi sotto gli auspici e gli applausi dei padroni parassiti del “nostro” Paese. E fra queste ultime disperate mosse del “gatto”, della “volpe” e dei “gendarmi” fiscali nel “campo delle monete”, governo, Bce e Fiamme gialle (Equitalia o simili), non hanno null’altro da aggiungere se non …“lo spesometro” appena entrato in vigore, mediante il quale ogni commerciante si trasforma in un agente del fisco, cioè in un delatore legale senza stipendio, ma con l’obbligo di comunicazione telematica delle spese della gente. E si noti che già nella bolletta del gas il 60% da pagare sono tasse (G. Pitton, art. “Bolletta del gas. Il 40% è energia il 60 tasse e costi” de “Il Giornale di Vicenza”, 1/7/2011).

“Il Grande Fratello fiscale, insomma” – come scrive Leonardo Facco -“sta sempre più prendendo forma e ciò che fa sorridere è che quelli che stanno al governo – fautori di queste norme liberticide, insieme alle ganasce fiscali di Equitalia – vanno sui prati della Bergamasca ad inscenare teatrini contro il loro stesso ministro”. In verità i cialtroni del “federalismo fiscale” sono i nuovi gabellieri d’Italia!

in collaborazione con viacialdini.it

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