In Libertarismo, Varie

DI CARLO ZUCCHI

Chiunque abbia frequentato una palestra o qualsiasi luogo in cui si fa attività fisica agonistica si è imbattuto, prima o poi, in chiacchiere riguardanti l’ansia da prestazione di cui sono vittima i trentenni palestrati. Maschi, naturalmente. E questo, non certo da oggi. È da 25 anni che sento questi discorsi, soprattutto negli ambienti summenzionati, poiché chi assume una mentalità da prestazione è inevitabile che anche nella vita di tutti i giorni tenda a replicare quanto fa in palestra. E il sesso non fa eccezione.

Del resto, secondo il noto psichiatra americano di origini ungheresi Thomas Szasz, il sesso è uno sport di corpo a corpo, che vive di prestazioni, le quali generano ansia. E come ogni sport che si rispetti, anche il sesso ha il suo doping, che è il Viagra, che a differenza delle altre sostanze dopanti ha anche un vantaggio non indifferente: non è proibito. Certo, il sesso è uno sport particolare e alquanto pericoloso, la cui pericolosità dipende dal fatto che gli atti sessuali sono molto personali. Il comportamento sessuale verso un’altra persona è rischioso, perché in esso ci si svela e perché i bisogni dei partecipanti cambiano e di rado sono del tutto complementari. Per questo può essere il più crudele degli sport se vissuto in maniera sbagliata, poiché non ci sono né avversari troppo forti, né arbitri cornuti a giustificare eventuali fallimenti. Oddio, la figura del cornuto (o della cornuta) nel sesso compare spesso, ma questo meriterebbe un discorso a parte.

Insomma, uno sport insidioso, e come tutte le cose insidiose della vita, da due secoli a questa parte sono finite sotto l’egida del medico. Sì, perché ormai tutto ciò che comporta difficoltà è medicalizzato. Pensate al linguaggio di tutti i giorni, il termine medicina è divenuto un sempre verde di ogni metafora. Si deve ricorrere a un rimedio drastico? Ecco l’”amara medicina”. Si deve risolvere un problema? Basta trovare la “giusta medicina”. Che nel caso del sesso si chiama Viagra. Eppure, né la liberazione, né l’inibizione dell’impulso sessuale costituiscono o provocano di per sé una malattia. Ma trattare tali fenomeni come se lo fossero, evidentemente è più comodo. Del resto, viviamo nell’era dell’egualitarismo e della massificazione dei comportamenti, e tutto ciò che in qualche modo esce dagli schemi è da condannare e ciò che esce dai binari dell’ovvio e del prevedibile crea panico. Figurarsi poi, se si fa cilecca a letto, comportamento da sempre fonte di imbarazzo.

In effetti, quel che caratterizza la nostra epoca è proprio l’illusione che la scienza medica sia in grado di risolvere, non solo i problemi inerenti la nostra salute, ma tutti quelli che di volta in volta coinvolgono la nostra persona, sia in ambito fisico che psicologico. Una sorta di ricerca della felicità su ricetta medica che sta pervadendo la nostra società in ogni suo ambito più recondito. Il numero di persone morte (soprattutto tra le donne) nel corso di operazioni di chirurgia estetica sta salendo in modo preoccupante. Se il proprio fisico non è “funzionale” ai propri progetti di vita lo si modifica, in una sorta di dissociazione tra corpo e mente, in virtù della quale il corpo non sembra più costituire un limite ai propri desideri.

Il nostro corpo non viene più percepito come un dono di Dio, ma come un involucro che, se una volta acclarato che non è privo di difetti, finisce per costituire un ostacolo sulla via di un nostro fantomatico successo. Per questo il Viagra non è più usato da persone anziane, il cui fisico è sottoposto al logorio del tempo, ma da giovani spinti ad assumerlo a mo’ di vitamina, pur non avendone fisicamente e sessualmente alcun bisogno, e ignari degli effetti collaterali a breve e a lungo termine, che, come ha ricordato Melania Rizzoli in un suo articolo su Il Giornale: “oggi provocano un nuovo fenomeno clinico, quello dei «giovani infartuati» da Viagra che fino a qualche tempo fa non sarebbero mai arrivati all´osservazione medica”.

Proprio questa incapacità di accettare i propri limiti, unita ad aspettative eccessive, genera ansia e insicurezza in molti giovani ignari delle difficoltà della vita. Difficoltà da risolvere in modo rapido e “indolore”. Allora, che c’è di meglio di una pillola? Soprattutto in quest’epoca, in cui ci si è sentito in dovere di medicalizzare tutto, adottando verso la sessualità umana quel tipo di atteggiamento che in genere gli scienziati adottano nei confronti della circolazione, della digestione e di altri fenomeni fisiologici. Ma gli scienziati che studiano la fisiologia della digestione non cercano di trasformare uomini e donne in buongustai. Purtroppo, in un campo come il sesso, nel quale la gente è insicura e si lascia facilmente ingannare, molti studiosi con pochi scrupoli hanno avuto gioco facile nel trasformare quelli che sono comportamenti anomali o pure e semplici insicurezze umane in malattie che, una volta definite tali, richiedono “per forza di cose” una cura. Possibilmente farmacologica.

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Mostrati 19 commenti
  • aaaa
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    ma… un bel chissenefrega di questo articolo ?

    • leonardofaccoeditore
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      Immaginavo arrivasse qualcuno a commentare in questo modo.
      Questo articolo ha due significati da intellegere:
      1- Il fatto che oggi, come giustamente denuncia Zucchi, l’autodeterminazione individuale va sempre più annichilendosi, dato che persino per fare sesso uno ha bisogno del consiglio del medico;
      2-Non solo vogliono i consigli del medico, ma pretendono anche che sia il servizio sanitario nazionale a pagare per le loro cazzo di turbe ridicole.

  • Annino Bizzarri
    Rispondi

    Questo è tze tze un sito di promozione che dopo aver la fiducia di grillo , propone gli ogm …una barzelletta sia il video sia il soggetto .Un suicidio come questo non può essere propagandato .

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Vedi, tu sei la dimostrazione dell’intolleranza dei nazisti!!!!!!!!!!!!!! Sei un insulto all’intelligenza e, soprattutto, alla libertà!!!!!!!
      Onore a quei siti, come tze-tze che pubblicano mille fonti diverse, impara e anzichè lavarti la bocca di pluralità dell’informazione studia.

      • zanno
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        i nazisti soo quelli che fingendo di essere altro e per il bene degli altri ti rifilano una ciofeca a dir poco che si può trasformare in un cul de sac .Quindi prima di dare del nazista a qualcuno impara ad accettare che al mondo ci sono cose che possono essere fatte e altre no e questo non vuol dire limitare la libertà ma buon senso .Ma quelli come te sono antropologicamente diversi ed appartengono alla nuova religione libertaria di fare un po quel che cazzo gli pare senza dover rispondere a nessuno .La tua libertà sai dove ficcartela insieme agli ogm .

        • zanno
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          la battaglia dell’imprenditore sà molto di mein kampf …

  • Annino Bizzarri
    Rispondi

    Ho sbagliato il commento era per un’altra pagina quella su gli ogm …

    • Giorgio Fidenato
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      Che male ti hanno fatto gli OGM? Spiegamelo.

      • zanno
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        Niente solo che servono solo per distruggere tutte le colture variegate e ridurle a poche e monopolizzate .Se è sufficente altrimenti o altri argomenti …

        • _Salvatore
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          Signor Zenno, dalla sua risposta deduco che di ogm ne sa meno di un pappagallo ma come tale è in grado solo di scimmiottare risposte sentite qua e la. Se avesse, non dico studiato, almeno letto qualcosa sarebbe in grado di capire che proprio grazie agli ogm si possono salvare “le colture variegate” – come lei le chiama.
          Ma le dò uno spunto: si cerchi notizie sul pomodoro San Marzano, sulle banane Gros Michel o Cavendish che grazie agli ogm potrebbere essere salvate; anzi sarebbe l’unica salvezza dall’estinzione

          • zanno

            Il pappagallo è lei che si ammanta dà scienziato per produrre merda tecnologica , che somiglia molto di più ad un virus che ad una pianta .Se vuole questa libertà vada nel paese dove viene prodotta e la coltivi lì e la dia da mangiare a quelli lì .

          • _Salvatore

            Signor Zanno, questi sarebbero i suoi “altri argomenti”?
            Complimenti!

  • Maciknight
    Rispondi

    IL business farmaceutico – sanitario ha trasformato la nostra società riducendola nella “cultura della pillola”, c’è una pillola come rimedio ad ogni disturbo, anche gli spot publbicitari ormai sono inondati da giovani superficiali, per non dire dementi, che al minimi sintomi di disagio ricorrono alla scatoletta magica tenuta ovunque, nei motorini, in borsetta, nel crusscotto dell’auto, sempre a portata di mano, dando il segno di quanto pervada e si intenda invadere la nostra società di rimedi artificiali per rimediare a disturbi indotti dal Male di Vivere, come scrisse qualcuno più qualificato di me parecchi anni fa, che spesso potrebbero essere risolti semplicemente comunicando, socializzando, cooperando, ecc. …

  • zenzero
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    Almeno Banfi ricorreva alla dottoressa. . .

    • Giorgio Fidenato
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      … almeno questo era un rimedio molto efficace e divertente

  • maschile individuale
    Rispondi

    Se la questione è il finanziamento pubblico delle “soluzioni” ai problemi(presunti o meno) di sessualità allora si discute sul finanziamento pubblico e non su ciò che esso vorrebbe curare.

    Se il problema è la medicalizzazione di una problematica(sessuale in questo caso) , allora si dovrebbe mettere in discussione il ricordo ai professionisti in ogni singolo ambito(pensiamo agli architetti).

    Infine ricordo che la spinta a primeggiare è uno dei fondamenti del capitalismo e quindi ovvio che si applichi in ogni settore.

    dico questo senza alcuna simpatia per la “cultura” delle palestre

  • LightQuantum
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    Bell’articolo Carlo! Firmato: un amico libertario.

  • Dino
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    Questo è un articolo di disinformazione pura. Le medicine per curare l’ansia da prestazione sono una cosa utile, questo genere di problemi c’è sempre stato, dall’alba dei tempi, e anche se un soggetto vuole fare l’amore potrebbe non riuscirci per diversi problemi. I medicinali sono una grande soluzione, anzi molti si vergognano a farne uso perché pensano che sia roba da vecchi finendo così per non vivere alcuna vita sessuale.

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