In Economia

DI MATTEO CORSINI

“Finora gli evasori hanno trovato una legittimazione al loro comportamento nel dire che le aliquote in Italia sono troppo alte; la realtà è questa, ma ha una spiegazione proprio nel fatto che la larga fetta di economia in nero che caratterizza il paese, la foltissima schiera di evasori, hanno quasi costretto lo stato a spennare fino al midollo i contribuenti che non possono evadere e coloro i quali, per senso civico e rispetto delle leggi, pagano le tasse.” (P. Panerai)

Ho tratto queste parole da un articolo nel quale, tra le altre cose, Paolo Panerai si occupa della preoccupante questione dell’abuso di diritto, in base al quale ogni utilizzo della normativa vigente per ridurre il carico fiscale può costare al contribuente una contestazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Panerai se ne lamenta, salvo poi occuparsi dell’evasione ribaltando, come fanno in tanti, i termini della questione. Il ragionamento politically correct funziona così: in Italia le aliquote fiscali sono troppo alte, non già per la voracità dello Stato, bensì perché c’è troppa evasione. Più lo sento ripetere e più mi chiedo come facciano in tanti a essere convinti di una tale sciocchezza.

Ecco, il problema è uno solo: si tratta di una tesi non supportata da alcun fatto concreto. In sostanza, mentre è chiara la causalità tra l’aumento delle dimensioni dell’apparato dello Stato e la necessità di aumentare il prelievo fiscale, nulla induce a supporre che se ci fosse meno evasione verrebbero ridotte le aliquote. E’ molto probabile, al contrario, che al maggior gettito fiscale finirebbe per corrispondere un ulteriore aumento della spesa pubblica e delle dimensioni dell’apparato statale.

Per questo, anche volendo prescindere dalla constatazione che l’imposizione fiscale rappresenta una violazione della proprietà dei cosiddetti contribuenti, non si può credere che una riduzione delle aliquote sarebbe la conseguenza di una maggiore “compliance” fiscale.

Data la situazione del bilancio dello Stato, solo se si inizia a tagliare la spesa pubblica è possibile ridurre le aliquote. Non ci sono altre strade, per quanto agli statalisti e a chi preferisce essere accomodante con l’autorità fiscale piaccia o convenga raccontare il contrario.

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  • paolo
    Rispondi

    E’ sempre un piacere leggere Matteo Corsini.

    Nell’articolo c’e’ un accenno al concetto di “abuso di diritto” che mi ha fatto sobbalzare. Sta roba e’ davvero incredibile: il diritto cogente e’ esattamente il frutto dell’opera dello stato regolatore… e serve proprio a delimitare i comportamenti individuali e a definire gli obblighi verso lo stato. Pensare che i cittadini possano abusare del diritto in danno dello stesso stato che l’ha creato mi pare privo di senso logico…
    a meno che il diritto (sopratutto quello fiscale) sia stato fatto cosi male e in modo talmente incasinato che nessuno ci capisce piu’ una fava…
    Cioe’ siamo di fornte ad un’altra ammissione di incapacita’ dello stato.

  • _Salvatore
    Rispondi

    A supporto di questo vi è la constatazine che la spesa pubblica è ben lungi dal “far i conti” con ciò che ha in tasca: semplicemente spende!
    Il debito è costantemente in aumento (vedasi il “Contatore dle debito pubblico” sul sito dell’Istituto Bruno Leoni), in barba a qualsiasi bilancio.
    La spesa è semplicemente fuori da ogni controllo, le maggiori entrate – di qualsiasi provenienza – vanno a finire un un buco senza fine.

  • Rodolfo
    Rispondi

    ….ed intanto quel pirla di Beppe Grillo aiuta lo stato ladro a dividere le persone con un nuovo post…:” furbi e fessi”.
    …e chi evade è il furbo che secondo lui sfrutta senza pahare, non si capisce quali servizi che io in 42 anni non ho mai visto….

    Senza mezzi di comunicazione faremo ( e mi ci metto anche io) sempre piu fatica a far valere le nostre ragioni libertarie..

    Rodolfo

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      PER FAR DANNI, NON C’E’ COME ESSERE DEMAGOGHI, SENZA ALCUNA TEORIA ECONOMICA SERIA ALLE SPALLE!!!!!!!!

  • Caber
    Rispondi

    tra l’altro la tesi di corsini viene rafforzata se si guarda COME è nata l’evasione (superiore all norma) in italia

    è nata in seguito a bruschi aumenti della tassazione per far fronte ad una spesa pubblica gargantuesca.

    neanche guardando indietro sta in piedi la tesi “meno evasione = meno tasse”.
    anzi, probabilmente sarebbe il contrario, visto che con meno evasione un aumento delle tasse produrrebbe più gettito e quindi sarebbe un’ampia strada da percorrere per la politica per aumentare ulteriormente la spesa!

  • mattia
    Rispondi

    alla fine dei conti però io che sono dipendente e non posso “ribellarmi” a questo sistema attraverso l’evasione, lo prendo in quel posto?!?

    • andrea
      Rispondi

      ovvio, anche l’affermazione di Matteo Corsini è del tutto arbitraria!
      Secondo logica, se si va al ristorante con 10 amici, e alla fine c’è da pagare un conto di 300euro(30 a testa), se anche solo 2 amici dovessero tagliare la corda, gli altri 8 si troverebbero a dover pagare 37.5 euro a cranio, ben il 25% in più!

      poi se si vuole negare anche l’evidenza(e cioè il danno nei confronti dei contribuenti che non evadono un centesimo) , pur di autoassolversi, è un altro discorso…

      • Nicola Albano
        Rispondi

        Logico come discorso ma il punto è che nonostante lo stato sia ogni anno in deficit non limita le sue spese ma le aumenta sempre di più a prescindere dalle entrate…

      • rodolfo
        Rispondi

        Caspita andrea,
        complementi x l’esempio: azzeccatissimo!!!!
        Ma sai quello che dici ?

        “Lo chiavo di una volta difendeva il proprio padrone visto che non si rendeva conto di esserlo, e lo ringraziava pure per quel poco che il suo padrone gli concedeva”
        continua ad essere schiavo e guarda intanto i tuoi padroni fare quello che vogliono alla faccia tua.

        • _Salvatore
          Rispondi

          Giusto, Rodolfo!
          Il paragone del ristorante è completamente sballato.
          1) Al ristorante ci vai tu di tua volontà, scegliendoti TU i tuoi amici.
          2) Le spese statali sono a prescindere dalle entrate! Non è un conto da pagare dopo aver ottenuto qualcosa (come al ristorante, appunto – che se fa schifo puoi contestare, tra l’altro)
          3) Quello che non pagano gli altri al ristorante lo paghi tu se TU lo vuoi! Altrimenti tu paghi quello che hai mangiato – punto!
          4) Lo Stato ti fa pagare le tasse a prescindere dalle spese e a prescindere di quanto hai ottenuto o beneficiato.
          5) Lo Stato ti fa pagare a prescindere la qualità di quel che hai ottenuto.
          ecc. ecc.
          6) Nelle tasse non c’è correlazione tra quello che paghi per te e quello che paghi perché altri non pagano le tasse. Paghi e basta! E manco un centesino in meno e manco un centesimo in più!
          E per ultimo ma non ultimo:
          Chi protesta perché qualcuno non paga le tasse ha evidenti interessi da difendere. Teme di perdere privilegi che altrimenti non avrebbe.
          Uno che non beneficia di privilegi, prebende, e compagnia, sa MOLTO bene che quel poco che lo Stato passa lo potrebbe avere con molto meno e a qualità insuperabile.

          • andrea

            quello del ristorante era solo un esempio a caso, per dire che se uno non paga un conto, c’è sempre qualcun altro che è costretto a pagare di più!

            “3) Quello che non pagano gli altri al ristorante lo paghi tu se TU lo vuoi! Altrimenti tu paghi quello che hai mangiato – punto!”

            Cazzate, se i tuoi “amici” fuggono, il conto sei costretto a pagarlo tu!


            5) Lo Stato ti fa pagare a prescindere la qualità di quel che hai ottenuto.”

            Questo vale anche per il ristorante e qualsiasi altro servizio privato; anche se non t’è piaciuto, anche se la qualità fosse penosa, una volta consumato paghi lo stesso!

            “6) Nelle tasse non c’è correlazione tra quello che paghi per te e quello che paghi perché altri non pagano le tasse. Paghi e basta! E manco un centesino in meno e manco un centesimo in più!”

            Altra stronzata, lo stato ha una determinata spesa(che spesso supera le entrate), e ovviamente quello che non incassa per colpa dell’evasione, cerca di recuperarlo tartassando le categorie che non possono evadere. Ovvio che il prezzo degli evasori, si paga alla prossima finanziaria, non subito, ma si paga ugualmente.

            Per concludere, solo gli evasori marci(pure Berlusconi, fino a qualche hanno fa, diceva le stesse puttanate che hai scritto tu!), hanno interesse a far passare l’evasione come un comportamento virtuoso(inventandosi una marea di stronzate)!

          • _Salvatore

            Mi dispiace contraddirti in tutto!
            Non è necessario ch’io replichi. La tealtà mi è testimone
            Naturalmente tu potrai dire ciò che vuoi, ma questo non significa che ciò corrisponda al vero.

          • andrea

            X Salvatore:
            Chi non replica acconsente; se ti limiti a dire che le mie sono solo falsità, senza spiegare il perché, è semplicemente perché non è facile arrampicarsi sugli specchi!

          • _Salvatore

            Andrea…
            “Al è inutil cirî di insegnâ al mus, si piart dome timp e si infastidis la bestie.”
            … eh, la saggezza popolare!

  • Rusty
    Rispondi

    Per Rodolfo: il pirla sei tu, prima di definire con questi aggettivi gli altri, leggi bene cosa scrivono. Se non capisci i contenuti fatteli spiegare, ignurant!

    • rodolfo
      Rispondi

      non comment.!
      cercherò di tradurlo in inglese per capirci meglio.

      Rodolfo

      • rodolfo
        Rispondi

        anzi replico!!
        cito alcune frasi di beppe nel post.: “Il contribuente è oggi l’unico vero valore rimasto in questo Paese nello sbando più totale, ma lo sarà ancora per poco e senza la necessità di nessuno sciopero fiscale. Il contribuente sta infatti per dare le dimissioni ed entrare nel paradiso del mondo dei furbi”

        Viva i furbi allora!!! Ma non lo so se sono più furbi chi si tiene in tasca il flutto del proprio lavoro e chi invece mangia alle spalle del lavoro altrui. Ti ricordo che anche se dovessi evadere tutto l?iva del 20% la pago SEMPRE anche senza volerlo, ed il bollo etc etc.

        E’ il temine di confronto tra i due che NON MI PIACE, fessi e furbi!!

        I veri furbi sono coloro che continuano a farti credere che è l’evasione e quindi i cosidetti furbi che fanno affossare l’Italia.

        saluti

        i

  • Rodolfo
    Rispondi

    Mattia, io ho fatto sia il dipendente statale che dipendente privato che libero professionista con un dipendente che ho tutt’ora: ti garantisco che le tasse e le rogne che pago allo stato x avere un unico dipendente sono impossibili da sopportare. Preferirei dare tutto al dipendente in modo da far vedete quanto va a lui e quanto PAGO IO PER LUI allo stato. Perche ti ricordo che purtroppo le tasse che paghi te allo stato vengono fuori dal lavoro del tuo capo che se non ti avrebbe risparmietebbe non solo lo stipendio , magari scaricando invece un altra auto piu bella al tuo posto. Non prendiamocela sempre con le persone sbagliate !!!!!!!
    rodolfo

    • mattia
      Rispondi

      rodolfo va bene, ma senza di me il mio capo non produce, non estremizziamo le cose, è questo il mio discorso. è vero che la tassazione è insopportabile, ma è anche vero che non tutti gli evasori lo fanno per uno scopo “buono”.

      • andrea
        Rispondi

        E quale sarebbe lo scopo “buono”? tutti quelli che evadono, lo fanno per far del bene solo a se stessi, e spesso evasori e falsi invalidi, o falsi poveri con pensione statale, coincidono nella stessa persona!

        • rodolfo
          Rispondi

          andrea, non ti offendere ma ho già letto altri post tuoi e mi sembra di capire che fai fatica a capire quello che il sito vuole spiegare da tempo. rimani sempre delle tue idee. inutile quindi replicare a quello che dici . “Questa è l’Italia. che ci vuoi fa!! “.
          sara per questo che non andremo mai da nessuna parte?
          Bo!.
          senza offesa.
          rodolfo

          • andrea

            Anche voi rimanete sempre delle vostre idee!
            e poi non c’è proprio assolutamente niente da capire, è ovvio che volete solo evadere le tasse, e mettervi a posto la coscienza con la scusa dei grandi ideali libertari….

            E’ evidente che non avete un fine politico, altrimenti anziché promuovere e giustificare l’evasione individuale fine a se stessa, a quest’ora avreste almeno provato ad organizzare un vero e proprio sciopero fiscale, con obiettivi precisi(come ad esempio la riduzione degli sprechi statali)!

  • Rusty
    Rispondi

    Ma dai! Non capisci l’italiano…figurati in inglese! Lascia stare, và!

  • Rusty
    Rispondi

    Caro Rodolfo, grazie per la spiegazione, ma questo è solo un tuo pensiero che nessuno vuole contraddire. Ma adesso mi sta bene quello che scrivi, il primo tuo commento non ci stava per niente, cosa c’entra Beppe Grillo con lo spaccare l’Italia in due? Anche lui scrive ciò che pensa e se permetti, pur non essendo io un accanito fan di Grillo e di conseguenza del M5S, posso dire però che se qualcuno che conta del nostro povero (di mente) governo mettesse in pratica anche solo un decimo di quello che sostiene Grillo, l’Italia andrebbe sicuramente meglio. Bye bye.

    • rodolfo
      Rispondi

      su questo concordo con te.
      ci sentiamo.
      ù
      rodolofo

  • Slavery
    Rispondi

    “È singolare che gli stessi individui che parlano con stile raffinato di libertà politica e che considerano come uno dei diritti inalienabili dell’umanità il diritto di imporre le tasse non abbiano scrupolo di ridurre una grande proporzione delle creature a loro simili in condizioni tali da essere private non solo della proprietà, ma anche di quasi tutti i diritti.” (John Millar)

  • mattia
    Rispondi

    spesso concordo con le vostre idee, ma sulla tassazione tempo che in parte andrea abbia ragione così facendo lo tirate in culo allo stato ma anche a tutti i dipendenti che lavorano onestamente e che non possono evadere, risorse su cui lo stato riversa i “mancati introiti”.
    Cambiare l’apparato statale mi sta bene, ma evadere per salvaguardare se stessi mi sembra un tantino egoistico.
    saluti.

    • andrea
      Rispondi

      non solo ai dipendenti, ma anche alle piccole e medie imprese, con un a struttura tale che non permette di evadere nemmeno un centesimo(quelli che credo possano evadere di più, sono alcune categorie di commercianti, e alcune tipologie di autonomi : medici, dentisti, commercialisti ecc….), come per esempio gli artigiani, che subiscono una pressione fiscale in alcuni casi vicina al 70%!

      Uno sciopero fiscale, con degli obbiettivi politici precisi(per esempio l’abolizione delle province, e la richiesta di una riforma della spesa pubblica ecc…) sarebbe condivisibile, ma elogiare l’evasione individuale, a scapito dei poveraccia che non possono evadere, è solo egoismo, quasi allo stesso livello dei falsi invalidi, dei dipendenti pubblici fannulloni, e delle pensioni d’oro dei politicanti

      • Stefano
        Rispondi

        appunto.
        Le piccole imprese hanno una pressione fiscale allucinante.
        Poi la pressione fiscale per le imprese è regressiva, a quanto mi consta.
        Se una grande banca può permettersi di dire che la pressione fiscale per lei è pari all’ 11% (tutto compreso)
        qualcosa di vero c’è.
        E teniamo conto che non c’è posto migliore che una banca per fare apparire e sparire il denaro.
        Manco fossero Mr. Tarocò (con l’accento sulla Q)
        Qui si sta spiegando, da un paio di settimane almeno, che la causa delle aliquote mostruose NON è l’evasione.
        Semmai è vero il contrario, e cioè che l’evasione viene incoraggiata proprio dall’estrema esosità del fisco.
        Che poi se uno che non può evadere, come me, s’incazza è ovvio. Ma non facciamoci prendere per il culo da lorsignori i veri responsabili del disastro.
        Ovviamente politici e relativi clientes stanno benissimo così, e mai ammetteranno di essere dei ladri (ve li vedete in TV a dire: “ebbene sì, noi sprechiamo i soldi che ci date, per questo non sono mai abbastanza e vi tassiamo anche sull’aria che respirate”. Non ce livedete, vero?)
        Diciamo che è un po’ come la Storia della Colonna Infame, gli untori di oggi sarebbero gli evasori, usati quali capri espiatori dai veri responsabili dello sfacelo.
        Da tempo immemorabile le cose non sono cambiate, e la gente si beve la versione di comodo.
        Anche perché, ti assicuro, fare emergere la verità quando hai tutti i media contro è piuttosto dura (sai, anche i giornalisti “tengono famiglia”, ed è molto meglio scrivere sul giornale che andare a lavorare sul serio).
        Peraltro c’è un caso di vittoria contro i media da parte degli internauti che è cronaca di questi giorni (non lo cito per paura di urtare la suscettibilità dei tifosi ex-onesti).
        Quindi non è detto che non si possa far emergere quello che i media nascondono, l’importante è ragionare con la propria capoccetta e non bersi le fandonie che ti propalano in TV e sugli incartapesce.

        • andrea
          Rispondi

          Io volevo solo dire che è comprensibile che magari all’imprenditore con infrastruttura “pesante” che deve subire una pressione del 60-70% minimo, e non potrebbe evadere un centesimo nemmeno se volesse, il fatto se esistano liberi professionisti che possono fatturare e pagare meno della metà di tasse, potrebbe anche fargli girare un po’ tanto le palle!

          Perché se è vero che ci sono gli sprechi, rimane vero anche il fatto matematico, che chi non paga il conto(giusto o gonfiato che sia), fa lievitare il conto di chi non ha scappatoie. E quindi il grosso della pressione fiscale si concentra tutto su alcune tipologie di imprese, e sui lavoratori dipendenti!

          • Stefano

            ma certo che chi è costretto a pagare tutto si incazza. Su questo fanno leva i nostri cari tassatori.
            Ed è per questo che bisogna tenere gli occhi sull’obiettivo.
            In caso di naufragio è poco intelligente pretendere che lo squalo mangi tutti allo stesso modo: che ne so, una gamba a testa.
            Molto meglio ammazzare lo squalo, non torvi?

      • rodolfo
        Rispondi

        ..a parte che se non l’hai capito siamo praticamente sotto dittatura.
        ti ricordo che nemmeno le firme di 250mila persone al giorno che sono state chieste da beppe grillo per chiedere di cambiare alcune regole è stato minimamente preso in considerazione.

        Loro se la suonano e se la cantano da soli!!!!!!!!!!!!

        e credo che l’unico modo, oggi, per cercare di sopravvivere è anche evadere, se si può!
        e forse l’evasione per alcuni imprenditori permette ai loro eventuali dipendenti di non essere ancora licenziati, non pensi?

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    fino a quando non sarà permesso ad ogni contribuente di detrarre dal proprio reddito, ogni spesa documentata sostenuta, potremo star qui a discutere di tutto e di più, senza mai arrivare a capo di nulla. Larga fetta di lavoro in nero? Se io sapessi che posso detrarre ogni lavoro dal mio reddito, purché abbia la relativa pezza giustificativa, credete che farei svolgere il lavoro in nero? Certo che no! E poi, denuncerei la situazione agli organi competenti. Vogliamo semplificare le attività, in modo che sia più facile fatturare, per chiunque? Facciamolo, ma smettiamola con i soliti discorsi che servono solamente a dare aria ai denti (con quel che costano i dentisti, poi!)….

    • Stefano
      Rispondi

      visto che non hai la possibilità di detrarre invece, devo supporre che il nero lo fai, o sbaglio?
      Comunque non ti preoccupare, mai ti daranno la possibilità di detrarre. Mai faranno un sistema fiscale chiaro, né buste paga né bollette comprensibili (mi riferisco a luce, acqua e gas).
      Tutto deve restare misterioso e deve celare i misteri dolorosi che permettono di ingozzarsi alla nostra classe politica, all’elite italica che ne è alleata e alle clientele relative.

  • Caber
    Rispondi

    ma l’elogio dell’evasore avviene anche per gli eventi positivi che porta.

    se il macellaio prepara e ti vende la carne non lo fa perchè è “buono” o per qualche altro stramboide “fine superiore”, lo fa per il suo profitto. eppure ciò porta ad un aiuto a tutta la società, quindi la sua opera è apprezzata.

    similmente l’evasore evita che le tasse siano alzate ulteriormente e preserva parte del reddito nazionale dagli sprechi dello stato. certamente lo fa per un suo profitto (o minore spesa), resta il fatto che è di utilità a tutta la società.

    @ Fabrizio Dalla Villa: in pratica tasseresti il risparmio (tra l’altro con un’aliquota spaventosa, prossima al 100% per compensare il minore gettito, che probabilmente non sarebbe compensato comunque). sei sicuro sia una buona idea? che non sia distorsivo? nessun paese ha mai tentato di applicare una tassazione del genere (e ne ha ben donde); al massimo viene fatto il contrario, tassare il denaro speso (IVA e accise varie)

    • andrea
      Rispondi

      “similmente l’evasore evita che le tasse siano alzate ulteriormente e preserva parte del reddito nazionale dagli sprechi dello stato. certamente lo fa per un suo profitto (o minore spesa), resta il fatto che è di utilità a tutta la società.”

      Cazzate, il TUO reddito, non coincide con il reddito nazionale!
      Se tu non paghi le tasse, l’imprenditore che ha una infrastruttura tale che non gli permette di evadere manco se volesse, magari paga il 20-30% in più, e paga anche per te…

      Volete evadere? ok, ma almeno abbiate la decenza di non ammantare l’evasione fiscale di chissà quali virtù, abbiate il coraggio di dire: “NON PAGO LE TASSE, E DEGLI ALTRI(che pagano anche per te) NON ME NE FOTTE UN CAZZO!”

      • Rodolfo
        Rispondi

        Caspita Andrea, hai sbagliato sito, allora!
        Ma se non ti sta bene e di solito tutti ti danno contro ci sara un motivo.
        Leonardo non ti commenta nemmeno più!,,

        È meglio che ti vai a leggere Libero o La Repubblica e altro di simile così ti continui a lavare il cervello……

    • Fabrizio Dalla Villa
      Rispondi

      Caber non sono sicuro di niente, nemmeno di essere vivo! La mia proposta nasce tenendo conto delle grosse cifre sparate dai media, sulle attività illecite e illegali: spaccio di droga, prostituzione, ricettazione di articoli rubati, lavoro nero, finanziamento illecito ai partiti, e chi più ne ha, più ne metta…. o sono tutte frottole, oppure se si tratta di verità, basterebbero quelle cifre a mettere ordine al bilancio dello stato, a meno che la matematica non sia diventata un’opinione. Quanto è il disavanzo dello stato? a quanto ammontano le attività illegali o illecite, in euro? Poi, discutiamo pure se liberalizzare o meno la droga e la prostituzione, non è questo il punto, però qualunque sia la decisione, se invece di martellare sulle gengive chi non si fa emettere lo scontrino o la fattura, perché così risparmia lui e risparmia chi percepisce i soldi in nero, si pensasse ad incentivare un comportamento in cui ognuno avesse anche il minimo interesse a farsi fatturare ciò che paga, credo che i conti tornerebbero. Come farebbero ad esserci concussioni e corruzioni, se chi paga non può farsi fatturare alcunché, ovvero rischia di pagare le tasse anche su ciò di cui non dispone più? Insomma, non ho mica inventato io i dati sulle attività illecite! Il mio è un discorso conseguente a questi dati. Se sono frottole, allora qualcuno deve assolutamente cambiare mestiere perché non merita di percepire uno stipendio… se si tratta di verità, allora la musica cambia! Chissà perché quando ho posto la stessa obiezione ad un giornalista (“allora sono tutte frottole!?”) non ha più risposto alla mia domanda.

  • GIOVANNI BORTOLOTTI
    Rispondi

    Se il problema è che i dipendenti non possono evadere,bè,che sostengano con donazioni la battaglia di Giorgio Fidenato e del Movimento Libertario per l’abolizione del sostituto d’imposta.Gli avvocati costano.

  • Caber
    Rispondi

    è li il punto di differenza.

    per me non è “l’onesto” che per colpa del “disonesto” paga il 20-30% in più (e io sono nella prima categoria, mettiamolo in chiaro).

    piccolo esempio: la mafia chiede il pizzo a due imprenditori e A paga e B no. ad A non viene richiesto un pizzo maggiore “perchè B non paga”. anzi, la reazione più probabile se B pagasse è il seguente pensiero della capoclan “guarda come siamo potenti e temuti, alziamo la quantità di pizzo che chiediamo ad ogni imprenditore”. punto di equilibrio del gioco (da teoria dei giochi, non perchè sia divertente…) : se tutti gli imprenditori pagano ogni imprenditore pagherà di più (E NON DI MENO).
    sostituite “mafia” con “stato” e “pizzo” con “imposte” e il gioco chiude nello stesso modo

  • Caber
    Rispondi

    passiamo al punto 2
    ricchezza personale vs ricchezza nazionale
    indubbiamente le due cose non coincidono.
    va però rilevato che trovarsi in una zona dall’alta ricchezza (anche se non posseduta direttamente da me) porta a redditi maggiori (qualunque banale calcolo della produttività del fattore lavoro basta a dimostrarlo), quindi pur non possedendo nulla, o quasi, di mio un vantaggio ce l’ho.

  • Caber
    Rispondi

    Caro Fabrizio,
    non so a che dati ti riferisci…

    attualmente il sommerso italico (comprendente sia evasione che attività illecite) è una cifra pari a circa il 15-20% del pil.
    ora prendiamo il massimo e applichiamoci la tassazione media del 50% (atto improprio, perchè le attività illecite non emergerebbero, al massimo sparirebbero, così come alcune attività che sopravvivono solo evadendo).
    si recupera un gettito pari a circa il 10% del PIL (e sono stato molto generoso con le analisi).

    d’altra parte si perderebbe però tutto il gettito derivante da reddito disponibile poi spesi in consumi, cioè 80% del reddito circa.
    applichiamoci l’aliquota di prima e puff sparisce il 30% del PIL di gettito…

    saldo totale del gettito -20% del PIL (cioè circa un terzo del bilancio della repubblica italiana)

    i calcoli ovviamente sono un po’ spannometrici, ma non dovremmo allontanarci molto dalla realtà (almeno da quella dipinta dai dati ufficiali)

    • andrea
      Rispondi

      La spesa pubblica non rientra nel PIL?

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Caber, hai considerato droga, prostituzione, ricettazione di merci rubate, o vendita di merci, per esempio cinesi, non conformi alle leggi europee? Hai considerato che per ogni contribuente avere in tasca anche solamente il 19%, 20% in più, può diventare un invito a spendere quei soldi in beni o servizi? Scomparirebbero le attività illecite. Risposta esatta. So che ciò impedirebbe a molti analisti e giornalisti, di riempirsi la bocca di bei paroloni per spiegare ciò che è già ovvio perfino ai bambini… ma non mi interessa nemmeno un po’. Sono affari loro, a voler ben guardare. Se anche il lavoro nero fosse il 10% del PIL, le altre attività illegali, tutte sommate (e ci metto anche il finanziamento illecito ai partiti, concussioni e corruzioni varie), a quanto potrebbero far arrivare il recupero? L’attuale sistema non può funzionare, perché alla fine, per compensare determinate situazioni di svantaggio, se ne creano inevitabilmente altre. Invece, poter detrarre ogni spesa documentata dal proprio reddito, e, parimenti annullare tutti i privilegi o presunti tali, a favore di chicchessia, renderebbe una maggior giustizia sociale, stimolerebbe i consumi. Se poi vogliamo intervenire tassando maggiormente le attività finanziarie, mi sta bene. Insomma se io alla fine dell’anno, anziché avere da parte 1000 euro, ne ho 10mila, forse mi posso permettere una crociera, oppure posso pensare di avere mezza auto nuova pagata, o cambiarmi lo stereo…. e via di questo passo gli esempi si sprecano. A voi farebbe schifo una tale situazione? oppure preferite che tutto rimanga così com’è per poter inveire contro qualcuno? per avere un nemico da combattere?

  • Caber
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    @ andrea, hai ragione… ma la spesa pubblica non costituisce reddito se non per il dipendente pubblico (o l’azienda appaltatrice). di conseguenza è su questo percettore di reddito che si va a fare i conti in tasca.

    considerando tutto (evasione + droga + finanziamento illecito + merci cinesi di contrabbando + tutto il resto) non si supera il 20% del pil. come ho detto prima non ho considerato solo l’evasione, ma tutto il sommerso.

    comunque col tuo metodo le attività illecite non emergerebbero (perchè non possono in quanto illecite) e non scomparirebbero (perchè se uno vuole andare a prostitute ci va lo stesso).
    quanto agli evasori alcuni emergerebbero, ma la maggioranza probabilmente chiuderebbe semplicemente bottega.

    rimane oltretutto l’effetto secondario di tutto questo. disincentivare pesantemente il risparmio (dovrebbe essere tassato tipo al 200% sic stantibus per dare un’idea).
    a fronte di tale disincentivo non si creerebbero distorsioni enormi in economia? (fuga di capitali, spesa di tutto il reddito, fine degli investimenti, maggiore richiesta di indebitamento) penso proprio di si…

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    caber, non so se ti riferisci a me…non mi chiamo Andrea, anche se spesso condivido il suo pensiero. Uno che vuole andare a puttane ci va comunque? Non potrà detrarre quella spesa a meno che non diventi un’attività fatturabile. Porta i capitali all’estero? Beh, non potrà spendere e portare in detrazione alcunché. Io non ho di questi problemi, anche perché il mio capitale è difficilmente trasportabile: la casa di proprietà. Al massimo posso venderla e col ricavato acquistarne un’altra. Il discorso che non si fa nulla perché, tanto non cambierebbe, mi pare un po’ da rinunciatari. E’ proprio grazie agli innumerevoli tentativi portati avanti da scienziati di ogni disciplina, che oggi siamo in grado di volare in aereo, di comunicare col mondo in tempo reale, ecc… se non fossero mai stati fatti tentativi al riguardo, oggi saremmo all’epoca delle caverne e delle clave. Relativamente agli evasori che chiuderebbero bottega, ti dispiacerebbe? a me nemmeno un po’.

    • Stefano
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      Il “buon” Vincenzino Visco ebbe a dire a suo tempo, che le economie delle regioni del Sud se dovessero applicare le regole fiscali italiche collasserebbero in un amen; specialmente quella della Calabria dove l’evasione è praticamente totale.
      Saresti contento? Io no. E non solo perché dopo ci toccherebbe mandare aiuti ai Calabresi.

  • GIOVANNI BORTOLOTTI
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    se non ci fosse l’ “evasione” ed il “nero”,l’itaGlia (che nel frattempo è fallita a causa del debito insostenibile) sarebbe già fallita da un pezzo!

  • Caber
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    Scusa, solo la prima frase era riferita ad andrea.
    Il resto era per Fabrizio.

    Innanzitutto ti segnalo un pezzo sull’argomento: http://phastidio.net/2011/08/27/contrasto-di-interessi-una-bufala-italiana/

    per quanto riguarda gli evasori che chiuderebbero bottega mi dispiace, ma ancor di più mi dispiace per i loro dipendenti (che tra l’altro sono soprattutto in aree disagiate come il sud). inoltre se il tuo discorso è “meglio chiusi che evasori” vuol dire che sei semplicemente invidioso, visto che dal lato pratico non ottieni nulla…

    Il mio discorso non è “non fare perchè inutile” ma “non fare perchè dannoso”. il campo economico sociale non si presta agli esperimenti più bislacchi (non è chimica dove si può replicare in laboratorio), sono proprio tali esperimenti che hanno portato ad aberrazioni come il comunismo e il nazismo… dici che ne è valsa la pena per la virtù del “metodo scientifico”? vorrei sentire conferma o smentita…

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