In Anti & Politica, Economia

DI FRANCO DE POSSENTIS

Non è una novità, loro ci provano in continuazione: la libertà di ciccia non è ammissibile. Quelli che pensano al “nostro bene” ora – per racimolare denari con la scusa della salute – se la prendono coi grassi e si inventano tasse a raffica. “Il parlamento di Budapest darà vita a breve a una apposita tassa che sia in grado di colpire i principali responsabili degli aumenti di peso. L’imposta in questione, già ribattezzata col nome di “Chips Tax”, entrerà in vigore il prossimo 1° settembre ed è stata studiata per colpire bevande e cibi con due specifiche aliquote, vale a dire quella del 5% e quella del 20%”. L’Alabama, non senza polemiche visto il numero di obesi esistenti in quello Stato americano, farà la stessa cosa. La Francia, visto che Coca Cola e bibite zuccherine annesse fanno ingrassare, ha deciso di tassarle. L’incombenza di misure anti-obesità è solo la motivazione ufficiale del governo francese che, in tempo di crisi e di tripla A delle agenzie di rating, ha deciso di rastrellare qualche soldo in più. Pare si salveranno Coca light e Coca Zero”.

Quando i politici decidono di mettere nel mirino i grassoni, tirano fuori dal cassetto gli studi più fantasiosi ed antiscientifici. Tempo fa, a Detroit un gruppo di scienziati improbabili è arrivato addirittura a sostenere che l’obesità sarebbe contagiosa, come la peste oppure l’Aids. Spesso, i governi usano studi fantasiosi per cercare di aprire i cordoni della borsa del Fomdo Monetario Internazionale, presentando a quest’organo di parassiti internazionali programmi di governo ai limiti del salutismo nazista. Il buon cittadino è quello costruito a misura dei moderni dottor Menghele. la domanda da porsi è: chi è il grasso da additare come appestato, quello di 10 chili in sovrappreso o  il panzone oversize? Quelli che competono come strongmen alle gare dell’uomo più forte del mondo son malati di pinguedine? (vedi foto)

In Francia, l capo della Coca Cola Enterprise, Tristan Farabet, ha replicato: “Le bevande gassate rappresentano in media il 3,5% dell’apporto calorico quotidiano di un individuo: non è certo concentrandosi su quel 3,5% che si affronta seriamente la questione dell’eccesso di peso. Le ragioni di salute pubblica semplicemente non reggono”.

Un tempo, per spillare i soldi dei contribuenti, avevano almeno il buon gusto di tassarci per combattare la fame nel mondo. Ormai sono così spregiudicati da tassare qualsiasi cosa e basta. Ma che volete che gliene freghi al ladro-politicante di turno?

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Mostrati 2 commenti
  • pensieriscorretti
    Rispondi

    Io già sono terrorizzato all’idea: la maglietta della salute obbligatoria per legge.

    • _Salvatore
      Rispondi

      E se il datore di lavoro ti fa lavorare nonostante sei sudato? Potresti buscarti un raffreddore! Che nasca una nuova forma di presunta oppressione denominata “mobbing… salutaristichese”? :-D

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