In Anti & Politica, Economia

DI CARLO ZUCCHI*

Il 21 settembre, nel corso della sua omelia per la festa di San Matteo, il Cardinale di Bologna Carlo Caffarra si è soffermato sul tema delle tasse, esortando i cittadini a compiere il loro “dovere”, in quanto chi evade peccherebbe contro il Signore.

Il Cardinale ha ricordato che uno dei dodici Apostoli venne scelto mentre “seduto al banco delle imposte, faceva il suo lavoro” e come anche a Gesù un giorno fu richiesto di pagare la tassa del Tempio, che Egli la pagò regolarmente. Dopodiché ha rammentato quanto scritto dall’apostolo Paolo ai cristiani di Roma: “dovete anche pagare i contributi [alle autorità]: sono infatti servitori pubblici di Dio e si applicano costantemente a questo compito”. Parole con cui Paolo sottolinea il rapporto che si istituisce fra il servizio pubblico e il dovere di pagare le tasse, dovere che trova il suo fondamento oggettivo nel servizio che lo Stato rende ai cittadini. Personalmente, trovo quanto meno preoccupante che la Chiesa manifesti posizioni di questo tipo, tanto più da un esponente ritenuto fra i più “conservatori”.

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Eppure, c’è un aspetto che non può essere trascurato da un membro della Chiesa, per di più autorevole come il Cardinale Caffarra, ossia che gli esempi summenzionati si riferiscono a un’epoca, quella di Gesù e di San Paolo, nella quale non esisteva il marchingegno più infernale e contrario ai dettami della dottrina cristiana che l’uomo abbia mai creato: lo Stato cosiddetto moderno. In nessun altro marchingegno (nemmeno il denaro) l’uomo ha racchiuso il suo recondito desiderio di sostituirsi a Dio. Marchingegno istituzionale pervasivo a tal punto da scalzare ogni altro concorrente. Oggi viviamo in un mondo di soli stati. Certo, qualcuno esiste più sulla carta che nella realtà (es. Afghanistan e Somalia), ma la forma Stato regna ovunque. Anche l’antica Roma fu simile, nell’organizzazione, a uno Stato moderno, ma oltre i suoi confini non c’era alcunché di definito, una sorta di regno dei barbari con territori dai confini labili e incerti abitati da comunità tribali le cui strutture non erano minimamente paragonabili, quanto a complessità, agli attuali stati.

A differenza di quanto accadeva negli Stati a carattere patrimoniale, in cui la sovranità coincideva con la persona del principe, nello Stato c.d. moderno nato con le monarchie assolute l’apparato burocratico che costituisce l’ossatura dello Stato-macchina è in grado di sopravvivere alla morte della persona che incarna la sovranità. Si ha così un moloch che, in mancanza di una fine violenta dovuta a guerre e rivoluzioni, è in grado di perpetrare se stesso, in seguito al disarmo dei cittadini e al monopolio della coercizione in seno ad esso, per il cui esercizio si dà vita alla creazione di una casta di servitori dello Stato, armati e civili.

Come scrive Piero Schiera nell’introduzione a Terra e Potere di Otto Brunner: “Lo Stato assorbe finalmente in sé e giunge a “dominare” il “modo” storicamente determinato di organizzazione del potere dell’Occidente moderno, quando il disciplinamento sociale si è compiuto e le forme e le regole della nuova civile convivenza sono così salde da poter essere gestite al di fuori della società, nel modo formalizzato e burocratico che è caratteristico della moderna esperienza “amministrativa”, cioè dello stato moderno”. Uno stato debordante nelle dimensioni del suo apparato, pervasivo nel proprio operare e tremendamente costoso.

Lo Stato, nelle intenzioni dei suoi apologeti, sfugge a ogni regola, rifiuta ogni principio di “legge naturale”. La logica che permea il sovrano moderno è quella del volere è potere. È una logica figlia dell’epoca rinascimentale e dell’”uomo volitivo” che la contraddistinse (l’uomo al centro dell’Universo), un uomo che, liberatosi di Dio non conosce il senso del limite e che dà il meglio di sé non tanto sul mercato, dove deve comunque sottostare alla legge (di natura) della domanda e dell’offerta, quanto in politica, dove il monopolio del potere coercitivo lo illude in merito all’assenza di ogni limite, inebriando la sua smania di potere. E riguardo alle tasse, se in presenza di uno Stato di carattere patrimoniale in cui il sovrano derivava il suo diritto all’imposizione da un titolo giuridico legittimo (proprietà feudale), la tassazione era molto più bassa, con l’avvento dello Stato c.d. moderno la persona del governante non spende il proprio denaro, e la confusione non è più tra patrimonio del sovrano e quello dello Stato, bensì tra patrimonio dello Stato e redditi dei cittadini/sudditi presenti e futuri. E poiché per i debiti contratti dai governanti pagano i cittadini, l’irresponsabilità dei primi ha fatto sì che la spesa pubblica e l’imposizione si siano dilatate nel corso dei secoli.

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Il Cardinale Caffarra dovrebbe ricordare due cose: la prima, che nel proprio ruolo di esattore, la Chiesa di un tempo si è sempre limitata ad esigere la decima e poco altro, e ha sempre difeso la proprietà privata come strumento di responsabilizzazione della persona; la seconda, che la deriva positivista e collettivista dell’era moderna e contemporanea, che ha condotto a prelievi fiscali elevati come non mai, ha sovente ricevuto la condanna della Chiesa. Certo, la sua intenzione è condivisibile, nella misura in cui intende richiamare i cittadini italiani a un maggior senso civico e a un maggior spirito collettivo, in mancanza dei quali una comunità non potrebbe dirsi tale, ma ciò non toglie che uno Stato che arriva a tassare le imprese oltre il 67% e spende oltre la metà (52%) di quanto viene prodotto nel paese è quanto di più antitetico ai principi di libertà che predica il Cristianesimo.

*La Voce di Romagna

 

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  • Gian Piero de Bellis
    Rispondi

    Purtroppo la nascita delle chiese nazionali ha messo in secondo piano la Chiesa come comunità universale. Quindi il Cardinal Caffarra parla innanzitutto come signor Caffarra, cittadino italiano residente a Bologna. Un suddito dello stato, come tanti altri, che fa anche l’impiegato della chiesa di bologna, ridente cittadina, capoluogo di regione.

    • _Salvatore
      Rispondi

      … oltre che percepiente di contributi diretti statali quali l’8 per mille, e indiretti – sempre statali – relativi a sigoli e puntuali interventi a sostegno di molteplici attività quali attività sociali, restauri, detrazioni sulle imposte, ecc. ecc. ecc.

      Forse che il “predicante” non è poi così “super partes”? Che tema anch’egli di perdere qualche “privilegino”??

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Per capire ve ne racconto una. Ho una cugina a Nuoro che, molti anni fa, chiedeva a qualcuno del ramo della famiglia in continente (in Veneto) di procurarle degli scampoli di stoffa in Continente (a Roma). Praticamente, in molte zone d’Italia persistono antiche tradizioni ed i vecchi costumi. In Sardegna ogni paese ha un costume diverso e vederli sfilare tutti è molto bello. Nel costume nuorese c’è una piccola striscia rossa del preciso colore degli abiti dei vescovi, mia cugina voleva rinnovare i costumi con i quali sfilano i figli, ma questa stoffa in Sardegna è introvabile e bisogna andar a cercarla a Roma. Un giorno che tornavo da un viaggio di lavoro in meridione, mi fermai a dormire a Roma ed al mattino, informandomi in albergo, presi un pulman che mi portò in un bel quartiere, mi pare fosse interdetto al traffico, dove vi sono tutte le sartorie che lavorano per il clero. Nelle vetrine si vedevano importanti abiti ed in tre o quattro entrai per chiedere scampoli della stoffa rossa vescovile. Diverse sartorie ne erano sprovviste perché pare lavorassero a comparti. Finalmente trovai la sartoria dei vescovi e questa aveva degli scampoli da darmi, veramente poca cosa, li vidi, li acquistai e trasalii per il prezzo che allora era tra le cento e centocinquanta mila lire, ed al tempo erano tanti soldi.
    Mia cugina ci teneva, pagai senza ricevuta, tornai all’albergo e poi mi riavviai a casa.
    Gli scampoli, per farne capire il quantitativo, li infilai in una busta A4 e li spedii a Nuoro.
    Io penso di capire la ratio di quel cardinale. Il clero dallo stato di quattrini ne prende tanti, penso non se la sia mai passata così bene nei secoli passati. Il Papa non ha il fastidio di governare, ma politici di ogni colore, per ingraziarsi i voti che il clero può procurare loro, sono più papisti del papa stesso. Se quattro scampoli di stoffa valgono quel che io pagai, lascio immaginare cosa valgano intere vesti, quindi cari maledetti evasori fiscali, pagate le tasse che lo stato vi chiede, e se non ce la fate, fate lavorare la moglie e fate tanti straordinari. Le indulgenze per i soldi per le guerre pare non vadano di moda, oggi, se pagate tante tasse vi aspetta il Paradiso.
    La Rivoluzione Francese non tagliò la testa solo ai nobili e noi con i forconi non dobbiamo dimenticarlo.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Eh, se la metti così metto al lavoro anche il gatto.
      Non sia mai che non partecipiamo al sostentamento del cittadino Caffarra.

    • Samuel Adams
      Rispondi

      Dal punto di vista razionale condivido il tuo post ma ricordo quanto mi diceva il mio padre, uomo saggio e vincente, feroce bestemmiatore e cattolico praticante (mai persa una messa nemmeno con 40 di febbre), “lasa star i preti, Francesco, lasali star…”. Credo che volesse dire che non porta bene andare contro la Chiesa perchè, al di là dei nostri bei ragionamenti e sempre vero che “ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”.
      Dio protegga i suoi figli libertari!
      Samuel Adams
      PS: Bravo sto’ Zucchi

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    ..però se non pagavi la decima la chiesa non veniva in casa tua con gli scagnozzi per strapparti parte della tua proprietà ed in più le sanzioni. Al massimo avevi una sanzione sociale!!!

  • michele lombardi
    Rispondi

    la chiesa e’ il male assoluto, tutto qui

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Io sarei meno drastico. Dopotutto non dimentichiamo che la Chiesa è fatta da uomini, oggi molto secolarizzati.
      Inoltre ha avuto anche dei meriti (la conservazione della cultura occidentale dopo la caduta dell’Impero Romano: e sospetto che la stessa cosa risuccederà tra poco).
      Poi se tu sei agnostico o ateo puoi anche considerare i preti dei parassiti sociali, purtroppo però la religione è uno strano bisogno sentito dall’uomo sin dalla preistoria.
      Ad ogni buon conto se uno ci tiene ad andare in chiesa, permetterai che è libero di farlo, quanto tu ed io di non frequentarla.
      Sul sostegno di Stato alla Chiesa sono d’accordo, è una specie di compravendita delle indulgenze. Quindi sono per l’abolizione.
      Per contro bisogna dire che gli oratori, per i ragazzi, sono ambienti un po’ più sani delle strade e questo “servizio” costa; anche se puoi sempre dirmi che loro dovrebbero guardare solo al tornaconto in anime.

      • lorenzo
        Rispondi

        ..l’affermazione che la chiesa cattolica abbia protetto la cultura greco-romana sfiora la tragica comicità; non vale la pena nemmeno sprecare tempo per controbattere. Ma , almeno per curiosità, per favore dai una occhiata a questo sito: http://www.rassias.gr/9011.html
        Poi magari fai tutti i riscontri storici che ritieni opportuno.

        Il Vaticano è il nostro padrone assoluto; i politici sono preti, di sinistra, destra e centro; marionette al loro servizio a cui è demandato lo sfruttamento fiscale del popolo. Chiediamo l’abolizione del concordato clerico fascista. Estendiamo l’esenzione fiscale di cui gode il vaticano a tutti gli italiani.

        • Borderline Keroro
          Rispondi

          data un’occhiata al sito. In effetti si sapeva che i cristiani, dapprima perseguitati dai pagani, ne sono poi diventati i persecutori. Fatto sta che oggigiorno puoi anche bestemmiare e nessuno ti mette in galera. Prova a dire in giro che un PdR è un ladro e vedi cosa ti succede.
          Per quanto riguarda Gesù come personaggio di una fiaba, pur non ricordando perfettamente, è citato da qualche storico romano. Come persona fisica, insomma, pare sia esistito. Poi, ripeto, credi quello che ti pare.
          Comunque dobbiamo ai monasteri ed alle abazie se si è conservata parte della cultura classica. Ti stupiresti nel vedere l’apertura mentale di taluni preti.
          Certo, hanno salvato per primo quello che interessava loro, ma anche tu faresti così se fossi costretto a scegliere in fretta.
          Io, pur con tutta la calma del mondo, non so se salverei Comte o Marx. E’ cultura, come l’autolesionismo.
          O il lancio di scooter allo stadio.
          TI ripeto, pensala come vuoi e dì quello che vuoi, ti saluto. Oggi è martedì e ho un processo da seguire. Ciao

  • Maximus Deciomeridio
    Rispondi

    Il fatto che nessun Papa abbia mai scelto come nome quello di Francesco , la dice lunga sulla venalità del clero.

    Questi stronzi hanno nostalgia delle decime , ve lo dico io ,ed hanno anche tempo di occuparsi delle mignotte di Silvio , vedi il cardinal Bagnasco.

    Sono anche diventati paladini dell’ Unità d’ Italia , dopo che i loro antenati si spinsero persino ad ingaggiare mercenari francesi , gli zuavi , per adoperarli contro Garibaldi.

  • alessandro
    Rispondi

    veramente quando a gesù gli fu chiesto denaro disse a simon pietro ,suo discepolo,vai al mare che nella bocca del pesce troverai il soldo da dare al riscossore delle tasse.in un’altra occasione Gesù rispose se anche i figli del re pagassero le tasse!CHE CAZZO DICE QUESTO CAFFARA?AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO!SAPETE COSA SIGNIFICA?NON ROMPERE I COGLIONI !A ME SEMBRA CHE EQUITALIA LI ROMPA ABASTANZA.IL PUNTO E CHE LA CHIESA è DIVENTATA NAZZI SOCIALISTA E DEL 8 X MILLE NON SE NE VUOLE PRIVARE !LADRI!

    • lorenzo
      Rispondi

      d’accordo…ma quando nomini gesù ,etc, tieni presente che NON C’E’ ALCUN DOCUMENTO SCRITTO DA STORICI A LUI COEVI CHE NE PARLA E NE DESCRIVE LE GESTA DESCRITTE NEI “VANGELI”.

      Cioè, è un puro personaggio di fantasia, come d’altra parte tutta la bibbia.

      • _Salvatore
        Rispondi

        Mi par che le tue conclusioni corrano… scivolino.

        Non perché uno è cieco non esista la luce.
        Non perché uno è sordo non vi siano rumori.
        L’esser cieco e sordo possono esser più evidenti del rumore e della luce, ma non li escludono.
        Perché non vedi colui che ti ha percosso non significa che nessuno ti ha percosso.
        Al rientro a casa, non trovando il ladro, non significa che nessuno ti abbia svaligiato.
        Così anche al negativo: dire stupidaggini non necessariamente preclude il possedere un cervello, sbagliare un ragionamento non significa non essere in grado di ragionare.

        L’indagine scientifica ha strumenti molto più raffinati e precisi di una semplice osservazione banale, e banali sono sicuramente le deduzioni affrettate.

  • mauro meneghini
    Rispondi

    Io invece vorrei che tutti i cittadini italiani avessero la stessa imposizione fiscal della chiesa!!!!! (Sarebbe un bel passo avanti sull’alleggerimento del peso fiscale)!

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      iO PURE

    • _Salvatore
      Rispondi

      Gisto, Mauro!
      Proprio stamattina discutevo con un amico (inglese) quanto sarebbe meglio un mondo nel quale le tasse siano basse, fisse, semplici, uguali per tutti… intorno il 10%.
      Abbiamo ragionato che se, poniamo, il mio lavoro di 8 ore mi permettesse un certo stile di vita (non importa quale) ed io volessi far qualche miglioria al mio giardino – per, poniamo, fare una piscina – avrei due possibilità:
      1) finito il lavoro, dedicare due ore del mio tempo libero per un certo numero di giorni – con pala, piccone e cazzuola – ed avrei una… pozza più o meno funzionale.
      2) continuare a fare il MIO lavoro (che so fare bene) due ore oltre le 8 per un certo numero di giorni e con il guadagnato pagare un capace imprenditore che – con scavatore, betoniera e attrezzatura professionale – in breve mi consegnarebbe una bella e funzionale piscina come da progetto avevo sognato.
      Io pagherei le basse, fisse, semplici, uguali tasse del 10% sul “lavorato”.
      L’imprenditore pagherebbe le basse, fisse, semplici, uguali tasse del 10% (il nero – a questo livello di tassazione – non conviene più a nessuno).
      Io avrei fatto bene il mio lavoro, l’imprenditore piscinaro il suo.

      Ma nel nosto mondo… è proprio un altro mondo!

      • lorenzo
        Rispondi

        il problema sarebbe pero’ che la nostra classe parassitaria sfruttatrice non potrebbe più ricattarci…molto grave per loro e soprattutto per il loro potere…

        • Borderline Keroro
          Rispondi

          E qui ti quoto al 100%.

    • lorenzo
      Rispondi

      d’accordissimo!

  • Mirko
    Rispondi

    Io proporrei di trasformare il libertarismo in una religione e chiederne il riconoscimento per l’ottenimento dell’ 8permille. Almeno si tira su un pò di grano…..

  • Carlo
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    Leggendo quanto detto da Caffarra e Bagnasco………….mi vien solo da dire ” da che pulpito viene la predica ”

    …………

  • rik
    Rispondi

    Da tempo e soprattutto in questi ultimi tempi la chiesa e’ riuscita a superare se stessa,aggiudicandosi il trofeo mondiale dell’ìipocrisia tanto che mai come in questo caso e’veramente appropriata la frase” quarda da che pulpito viene la predica”.

  • michele lombardi
    Rispondi

    Gesu’ non e’ mai esistito.

    quel pagliaccio infame era Giovanni da Gabala, Nazareno = terrorista.

    Nazareth fu creata 300 anni dopo la morte sua.

    il cristianeismo e’ solo menzogna ed infamia contro l’umanita’.

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