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DI LEONARDO FACCO

Non è ancora stata messa la parola fine alla piaga dei giornali assistiti. Lo abbiamo sentito annunciare diverse volte, c’è chi – come il Movimento Libertario – ha appoggiato il V-day di Beppe Grillo per dire basta ad una pletora di parassiti che vivono di denari estorti ai contribuenti, con la patetica scusa della “pluralità dell’informazione”.

Ora ci risiamo. Dato che la Finanziaria ha tagliato una parte di quei fondi, e dato che le testate che stanno in piedi solo grazie ai sussidi non si son mai poste il problema di esistere solo se hanno lettori veri, ergo clienti, tornano a farsi sentire, a tutto volume, gli alti lai dei portavoce dei vari “Terra”, “Il Manifesto”, “Liberazione”, “Padania”, “Foglio” e via discorrendo, senza dimenticare una miriade di settimanali vari di proprietà della Chiesa cattolica. Da ieri, la pletora di questuanti del desk è in fila davanti all’ufficio del sottosegretario Bonaiuti per evitare – secondo loro – la chiusura di 100 giornali.

“Vogliamo una legge – hanno sostenuto ieri durante un incontro i rappresentanti di Mediacoop – che stabilizzi il fondo dell’editoria, in modo che venga preservata la libertà e il pluralismo dell’informazione che non possono essere affidati a un mercato drogato dai piccoli e grandi intrecci di interesse che annodano e paralizzano il sistema dell’editoria italiana”.

Le solite litanie di chi vive alle spalle degli altri, alle quali aggiungere il solito carico da novanta messo sul tavolo della trattativa: “Se non verrà rifinanziato il fondo, dovranno essere lasciati a casa 4000 giornalisti”.

E allora, dove sta il problema? Saranno forse costretti a trovarsi un lavoro vero, anziché operare da veline del regime?

Inoltre, ciò che vorrei evidenziare sulla possibilità che poche migliaia di persone potrebbero perdere il posto di lavoro è la seguente: se il lavoro di quei 4000 di cui sopra è legato a doppio filo con i finanziamenti pubblici, allora abbiamo a che fare con degli statali, mascherati sotto mentite spoglie.

Dato che i dipendenti pubblici in questo paese sono almeno il quadruplo di quelli che servono, 4000 in meno sono un taglio irrisorio alla immane spesa pubblica italiana.

Dare soldi alla stampa tutta – compresi i grossi gruppi ovviamente – è un segno dell’immoralità dello Stato. Vogliono la libertà? C’è la rete che li aspetta, difendano quella semmai.

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Mostrati 19 commenti
  • Maciknight
    Rispondi

    Concetti semplici ed efficaci cui è difficile aggiungere altro a sostegno, Spero cess anche quella vergognosa messa in scena della rassegna stampa televisiva dei vari tg di regime in cui citano i titoli e sottotitoli di queste testate che avranno si e non duemila lettori cadauna, facendo una media generosa, e li propinano a milioni di telespettatori come se fossero testate di valore e a grande tiratura, intervistando persino i loro direttori, che sono uomini di partito

  • Claudio G. H.
    Rispondi

    Bravo Leonardo!!
    Bravo, no aspetta, BRAVO!!
    BRAVO
    …non l’ho detto abbastanza…BRAVO!

  • barbara
    Rispondi

    non fa una piega e dice tutto: che altro aggiungere? Solo ribadire BRAVO!

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Io mi accontenterei che intanto chiudessero la Calzetta dello Sporc, giornale color suino non per caso.
    Ma comunque abbiamo tanti di quei giornali che sparano cazzate da far paura.
    Stranamente la gente li legge sempre meno e si informa su internet.
    I Tg sono diventati succursali di Zelig e Colorado: a non seguirli quantomeno non sei depistato.
    Come ti volevo dire tempo fa, caro Leo, i giornalisti scrivono parziali verità in modo da poter intortare il lettore.
    Libro nero e libro rosso: ad usum delphini.

  • Rodolfo
    Rispondi

    Poche parola che riassumono esattamente la situazione.
    come sempre sintetico e preciso!!!! BRAVO!
    Parassiti a CASA!!! Deve finire il tempo delle vacche grasse a spese di tutti.

  • Johnny
    Rispondi

    Bravo Leo. Un genio e’ capace di esprimere concetti profondi in poche parole, e tu lo naqui. f.l.s.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Grazie, ma magari fossi un genio, ahahah

  • saldisaldi
    Rispondi

    Mi associo anche io……al BRAVO !

  • zenzero
    Rispondi

    E mi associo anche io.

  • Rispondi

    Condivido ma … a che serve ???
    Nell’era degli schiavi e frusta non è che gli schiavisti fossero convinti di fare bene e quindi argomentazioni convincenti da parte degli schiavi avrebbero potuto fargli cambiare idea. Facevano gli schiavisti perchè gli conveniva e la forza delle leggi e delle regole glielo permetteva.
    In seguito CON MEZZI IDONEI gli schiavi, fisicamente tali, si sono liberati, almeno in parte, dalla schiavitù fisica.
    Oggi siamo in una situazione di schiavismo “moderno” e non abbiamo ancora trovato (o messo in atto) i MEZZI IDONEI per liberarci e quindi LORO possono continuare a schiavizzarci !!!!

  • nu2zi
    Rispondi

    Si sono daccordo per i finanziamenti all’editoria , ma sono meno daccordo su tagli ai dipendenti pubblici. Cioè capire cosa si intende.
    Perchè se intendiamo tagli alla “Brunetta” (cioè precari da buttar fuori a calci con contratti a tempo det. e contratti co co) allora non son daccordo.
    Io son più favorevole a dar ordine di importanza per tagli alla dirigenza pubblica.
    Tagli ad enti venuti fuori dal nulla per fare il favore al politichetto che ha finito il mandato in provincia o regione ecc ecc…. e allora bisogna ricollocarlo in qualche posto dove gli si garantisce lo stipendio di prima a 80/90 mila €.

    • Claudio G. H.
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      Quando dico che l’Italia NON è riformabile…

  • maschile individuale
    Rispondi

    e perchè poi dovremmo finanziare i giornalisti e non gli ingegneri che progettano impianti fotovoltaici o qualche biologo che studia patate ogm (oppss. forse in italia è proibito) per impiantarle in africa …
    e perchè devono chiudere gli ospedali e dare soldi ai giornali?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Un BRAVO LEO non posso non urlarlo anch’io. Mi piace la considerazione che quei 4000 giornalisti da lasciar a casa sono statali sotto mentite spoglie. Dubito ciò avvenga. Chiudere un petrolchimico o che un’ altra grande impresa è possibile, i “villani” troveranno da arrangiarsi, ma qui si tratta di “gente del castello”. E dubito sulla privatizzazione vera delle infinità di piccole IRI locali indispensabili per l’accasamento dei piccoli politici trombati.

  • daniele
    Rispondi

    Lasciano a casa 4000 giornalisti!? Speriamo visto che io (operaio metalmeccanico) ho perso il lavoro,possono sparire tranquillamente anche loro!
    Ha ragione Leonardo…se sono legati ai soldi pubblici significano che quei 4000 infami sono dei comuni statali, quindi?! GO HOME SIGNORI….

  • gimmi81
    Rispondi

    tutti questi giornali inutili, sarà il caso che taglino le spese oppure chiudano.
    Ormai esiste internet, un bravo giornalista può fare da solo creando un blog oppure creando una piccola azienda assieme ad altri. Praticamente senza spese può costruire un bel business, certo, se qualcuno lo legge, altrimenti anche io posso dire di meritare di giocare in serie A di calcio, perchè non mi danno un fondo di solidarietà da 1 milione per pagarmi l’ingaggio? =))

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