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DI REDAZIONE

Intervista con Paolo Rebuffo, dopo la sua partecipazione a Matrix – su Canale 5 – in cui ha ricordato l’insostenibilità della pressione fiscale italiana e la NECESSITA’ DI ABBATTERE IL DEBITO PUBBLICO DI 200 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO.

– Il debito pubblico e’ la somma dei debiti dello Stato e degli enti locali che sono rappresentati dall’insieme dei titoli di Stato (Bot, Cct, Bpt, ecc.) e dai finanziamenti ottenuti da banche e altre istituzioni creditizie. Per riproporre il parallelo, il debito pubblico della famiglia Rossi e’ dato dalla somma dei debiti in essere, rappresentati da mutui, finanziamenti rateali, ecc.

Ritorniamo al punto. Perche’ e’ cosi’ grave che lo Stato abbia un Pil di 100 e debiti di pari importo? D’altronde, anche la famiglia Rossi -che ha redditi annuali pari a 50 mila euro- ha appena comprato casa, accendendo un mutuo di 100 mila euro. In questo momento, quindi, la famiglia Rossi ha un rapporto debito/Pil pari al 200% (100.000/50.000*100), ben piu’ alto dell’attuale rapporto dello Stato italiano che a fine 2005 era “solo” del 106,6%.

Situazioni come quella della famiglia Rossi sono abituali. E allora, perche’ e’ importante ridurre il debito a un tasso molto inferiore al 100% del Pil, a livello di altri Stati paragonabili all’Italia? Per esempio, il rapporto in questione in Francia e’ Germania e’ tra il 60 e il 70%, in Spagna e’ sotto il 50%, per non parlare del Regno Unito dove e’ poco superiore al 40%.

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La risposta e’ banale. Perche’ i debiti vanno prima o poi onorati e se non si pagano oggi, si dovranno pagare domani, sostenendo costi aggiunti. Non solo gli interessi passivi, ma soprattutto l’impossibilita’ di effettuare investimenti.

CLICCA QUI SOTTO ,L’INTERVISTA CON PAOLO REBUFFO:

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Showing 5 comments
  • Michele
    Rispondi

    Ciao, invece di inserire solo il file audio mp3, scrivetelo in questo modo, ad esempio:

    cosi vi compare automaticamente un player, per i file audio, senza necessità di doverlo scaricare.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Molti anni fa, ad un incontro organizzato a Castelfranco (TV), Tremonti disse più o meno le stesse parole. Seguirono molte domande dei presenti. Io dissi che per tagliare si sarebbe dovuto diminuire il numero di quelli che erano alla dipendenza pubblica e chiesi a Tremonti come avrebbe potuto ridurne il numero e cosa ne avrebbe poi fatto di loro. Tremonti ascoltò tutti e poi rispose, ma non rispose a me. Anche a Paolo Rebuffo vorrei fare la stessa domanda. Per chi non la conoscesse ricordo la storiella della barca con tre persone a bordo ed una che voga. Ad un certo punto costui afferma di essere stanco e chiede che sia un altro a vogare: “Ma come, abbiamo votato che a vogare fossi tu, vuoi che votiamo un’altra volta?” Spesa pubblica e sprechi vari non sono fini a se stessi, ma servono al mantenimento di una classe parassitaria (al nord ed al sud) che ha diritto di voto.
    E’ da illusi attendersi cambiamenti senza usare il remo a mo’ di clava e buttar in acqua i parassiti imbarcati.

    • lorenzo
      Rispondi

      Sono d’accordissimo, ma quale REMO si potrebbe usare? Prima dei fucili, penso che le uniche soluzioni possibili sono lo SCIOPERO FISCALE e le SECESSIONI. tutto il resto; scioperi, manifestazioni, referendum, etc…NON SERVONO a NIENTE…sono solo specchietti per allodole per idioti frustrati.
      NB: Oltre che mettere uori combattimento i parassiti, Sciopero Fiscale e Secessioni darebbero un fortissimo impulso alla crescita economica e al benessere generale…Ciao. L.

  • mauro meneghini
    Rispondi

    La carta cinese. La Cina si rende disponibile ad acquistare x miliardi di titoli del debito pubblico italiano a condizione che prima i governanti italiani mettano ordine nella loro situazione finanziaria. Ironia della sorte, uno Stato socialista chiede ad un altro Stato socialista di cancellare dei servizi sociali e di innalzare le tasse.

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