In Anti & Politica, Libertarismo, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

Nel 2001 mi sono opposto al censimento. Ho prima avuto uno scambio epistolare con il prefetto di Bergamo, e successivamente un incontro, per spiegargli che non avrei aderito al formulario statale. Qui, il resoconto di quella battaglia, che è stata la prima nel segno della disubbidienza civile che contraddistingue il Movimento Libertario che ho fondato quattro anni dopo.

Oggi, ribadisco quanto ho sostenuto allora e rispedirò al mittente il plico che l’Istat sta inviando, o ha inviato, a milioni di famiglie. Ecco la motivazione: “Ritengo necessario, per la difesa dei miei diritti individuali e della mia libertà personale, non compilare il questionario relativo al 15° censimento nazionale, considerato che tutte le domande poste sono inutili, pletoriche e/o intrusive della mia sfera privata, oppure ancora in merito a ciò che chiedete potrete trovare risposta negli uffici pubblici di competenza, considerato che per qualsiasi atto da me compiuto son sempre stato costretto a compilare modelli vari, pagare bolli vari, registrare contratti vari”.

Sarò anche un po’ pazzo, come spesso ruggisce mia moglie, ma sono convinto che senza passi concreti (e il libertario non è un’utopista) non riusciremo mai a toglierci ci dosso il peso di questo Stato occhiuto.

A suo tempo Gramellini scrisse quanto segue del censimento: “Una montagna di 34 milioni di questionari, raggruppati in 115.000 pacchi, raccolti da 95.000 persone e trasportati da 150 automezzi ha partorito il classico censimento-topolino. Masse di carta, tempo e denaro per scoprire che l’Italia del Duemila è esattamente come ci era stata raccontata in questi anni da giornali, cinema e tv. Più single e meno bebè ma popolazione stabile, dato che in un decennio si sono triplicati gli stranieri (quelli in regola, almeno). Città in calo a beneficio dei sobborghi, più respirabili e meno cari. Insomma, delle ovvietà a tal punto metabolizzate da tutti, che ieri (27 marzo ndr) la notizia del censimento è stata oscurata dai dati sull’aumento dell’occupazione, quelli sì sorprendenti per davvero. In altre epoche il censimento decennale era l’unico strumento per tastare il polso alla nazione. Ma oggi che siamo sempre sotto tiro, «monitorati», ogni movimento del corpaccione sociale viene fotografato all’istante dal primo sondaggio”.

Roberto Bellei, su “Italia Oggi” sostenne allora che il censimento è la dimostrazione che gli uffici pubblici, in cui lavorano troppi mantenuti, sono inefficienti: “Una sconcertante notizia apparsa in questi giorni mi costringe a riprendere il discorso sul censimento 2001. La notizia è questa: La banca dati dell’anagrafe di Roma non viene aggiornata da oltre 30 anni. Inoltre, se i dati dell’anagrafe sono gli stessi alla base dei certificati elettorali come si è potuta protrarre questa situazione per decenni? È lecito domandarsi quale validità abbia tutta l’operazione censimento, vista la scarsa attendibilità dei dati che ne deriveranno e soprattutto se la spesa vale l’impresa”.

Pare che persino i Comuni, taglieggiati dal fede(ragli)smo leghista abbiano in animo di boicottare questa mastodontica e costosissima operazione di controllo.

Chiaro che anziché autodenunciarsi, come è nello stile di chi scrive, c’è anche la possibilità di riempirlo di dati falsi e degenerati, ma il sottoscritto, oltre a non voler pagare per le inefficienze di uno Stato canaglia – in punta di principio – ancor meno desidera essere controllato a vista da un apparato di tipo sovietico, che ha solo pruriti da secondino.

Vade retro censimento, vade retro Stato!

 

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Showing 81 comments
  • Mauro
    Rispondi

    Grazie, Leo!
    Sì, va bene, hai incontrato il Prefetto… e poi com’è finita?

    Possiamo organizzare una campagna di boicottaggio come Movimento Libertario? Perché non aprire intanto una pagina su Facebook?

    • Luciano
      Rispondi

      Siete ignoranti! il censimento produce dati utilissimi altrimenti non disponibili, come i dati sulla mobilità utilizzati quasi quotidianamente da tantissimi professionisti.
      Senza censimento quei dati semplicemente non si avrebbero.
      Quanto all’intrusione nella privatezza, la tutela della privatezza è ampiamente garantita dal sistema di gestione dei dati. Se poi non vi fidate, fatelo su internet.

      Purtroppo credo che voi saliate troppo facilmente sul carrozzone della battaglia senza nemmeno sapere di che guerra si tratta.
      Andate a studiare prima di prendere posizioni assurde su cose che ignorate!

      • sony.i@libero.it
        Rispondi

        mi dispiace Luciano ma non condivido la tua idea
        se fosse come dici tu non dovrebbero obligare le persone a compilare un questionario pieno di domande a mio parere inutili ma lasciare la libertà di scegliere (non siamo in 1 paese libero=ì)????
        e se proprio deve essere fatto che le domande siano pertinenti e che venga solo chiesto il necessario
        io mi ritrovo pagine e pagine di domande assurde e inutili
        RISERVATEZZA SUI DATI?? IN UN PAES COME IL NOSTRO??
        anche gli ebrei hanno compilato tranquillamente un censimento ho visto che fine hanno fatto!!!!!
        saluti!!!

      • pablo337500
        Rispondi

        in altri stati, vedi Francia Germania etc. i censimenti consistono in poche domande di carattere anagrafico… e comunque contrariamente a quello che lei sostiene, la riservatezza dei dati non è mai realmente garantita, in nessun paese che io conosca…

      • nicola
        Rispondi

        tu sei un perfetto servo dello stato….fosse per loro li vorrebbero tutti come te !!

      • Nome dante
        Rispondi

        Ma dico io, se le risposte possono essere per una certa percentuale di risposte : intenzionalmente false , false per fraintendimento della domanda, false per ignoranza, inoltre la raccolta dei formulari e la registrazione delle risposte conterrà pure una percentuale di errori. Secondo me porta al 30-40% di inesattezza. Poi, le conclusioni che ne verranno tratte saranno pure discutibili (dipenderanno dal giudizio politico che gli verrà dato) Che utilità reale e pratica ha tutto questo spreco di soldi nnostri ?

      • sandro
        Rispondi

        Ti sono grato di colmare le mie ignoranze con la tua cultura; eppure credevo che essere colti significsse essere tolleranti e quindi non accusare l’altrui ignoranza, va beh sorvoliamo) Senza il censimento i dati sulla mobilità li ricavi dalle banche dati dei vari enti legati al trasporto; biglietti del treno caselli autostradali….. I dati cercati li ottieni in tempo reale e soprattutto ottieni dati reali (chi mi impedisce di mentire sul cens?). Col cens paghi per chiedere a tutti se vanno in treno paghi e aspetti la risposta. Chiedilo a un pc delle ferrovie ti dice all’istante e senza cercare tra la popoloazione totale. La verità è che il cens non è che costi… al popolo lo si fa perchè qualcuno deve incassare dallo stato.

      • ɐɹo è ǝɯou oıɯ lı
        Rispondi

        rivoluzione
        vera
        senza colore
        onesta
        che tocchi
        solo i politici

      • Max
        Rispondi

        Ignorante sarai te! Ma chi diavolo mai sei tu che pretendi di dare lezioni agli altri distaccandoti altezzosamente dal resto della gente (offendendo pure). Cerca di portare rispetto a chi vede le cose in modo differente da te, anche se non condividi… Fino a prova contraria c’è ancora libertà di pensiero e di parola. E visto che siamo in topic invece di esortare chicchessia a studiare, inpara *tu* un po’ di educazione, “fenomeno” da tastiera!

      • M a x H e a d r o o m
        Rispondi

        Ignorante sarai te! Ma chi diavolo mai sei tu che pretendi di dare lezioni agli altri distaccandoti altezzosamente dal resto della gente (offendendo pure). Cerca di portare rispetto a chi vede le cose in modo differente da te, anche se non condividi… Fino a prova contraria c’è ancora libertà di pensiero e di parola. E visto che siamo in topic invece di esortare chicchessia a studiare, inpara *tu* un po’ di educazione, “fenomeno” da tastiera!

  • Jefferson Spirit
    Rispondi

    …l’anonimato e’ un arma!
    Usiamola!
    Raccontiamogli un sacco di palle!
    Disinfomiamoli. Malainformiamoli. Noninformiamoli. Controinformiamoli.
    Quando grande sara’ la confusione sotto il cielola situazione diventera’ eccellente!

    REDDE RATIONEM!

    • Mauro
      Rispondi

      Hai ragione. Ci sono però due problemi:
      – siamo troppo pochi per fare la differenza (ogni statistica prevede comunque un margine d’ errore)
      – l’anonimato per definizione non ci dà visibilità.

    • alepuzio
      Rispondi

      Sai che spasso farli lavorare dandogli informazioni sballate? :D:D:D:D:D:D Sarebbe una riedizione dell’approccio del premier cecosvolacco Dubcek con Breznev :”Voi vi imponete a casa mia? Allora beccatevi anche le conseguenze”

  • GiovanniC
    Rispondi

    Piccola testimonianza/resoconto di un censito nell’ultimo censimento, quello sull’agricoltura.

    L’intervistatore, impiegato comunale dell’ufficio traffico, mi ha raccontato di essere stato comandato al censimento e di aver quindi seguito un corso obbligatorio. Questo è stato tenuto in orario di servizio, giornata poi trasformata in ferie, perché l’essere intervistatore è attività “volontaria” e libero-professionale).
    Fra i vari censiti (= imprenditori agricoli) che ha incontrato, un signore detentore, più che allevatore, di due cavalli che mantiene a tempo perso su di un piccolo appezzamento del suocero….
    Con lui mi sono chiesto: un’attività così regolamentata/controllata (fotografie aeree confrontate con catasto)/pianificata/punita/… quale l’agricoltura (vedi le varie PIVA, PAC, CCIAA, UMA, associazioni professionali, …) che scopo ha di essere censita? Le risposte aumenteranno le conoscenze dello stato sull’agricoltura? Lo stato non sa già tutto di ogni “imprenditore agricolo”? Perché il censimento?

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Sì, Leo, mi sei venuto in mente appena ho visto le buste dell’ISTAT in distribuzione.
    Mi avevi accennato alla faccenda del rifiuto a compilare i moduli.
    Per quanto mi riguarda, parlerò con una certa tizia; la quale non mi ruggisce ormai più che sono pazzo per sfinimento.
    E credo proprio che seguirò il tuo esempio.
    Alla fine cosa mi possono fare? Mi ammazzano?

    Già lo scorso anno scolastico, e tu sai che posizione avevo, mi sono rifiutato di comunicare alcuni dati richiestimi dalla scuola di mio figlio.
    Sono stato richiamato all’ordine, ovviamente, dalla maestra; e non sto a raccontare tutto.
    Porca Eva, arrendermi? Io no.
    E’ stata una cosa meravigliosa, perché dopo “breve” ricerca ho addirittura scoperto che la compilazione del documento da parte mia era esplicitamente dichiarata facoltativa dal ministero stesso.
    Ovviamente mia moglie era per compilare e piantarla lì.
    Io invece ho stampato il provvedimento, evidenziato la parte che rigurdante la natura non obbligatoria della dichiarazione, e ho recato il tutto alla maestra.
    Dicendole pressapoco: “Se questo non le basta si rivolga pure alla magistratura. E se rompe ancora i coglioni a mio figlio con questa storia ci vado io”

    E’ che tutti per evitare fastidi cedono senza combattere, ma se solo si rendessero conto…
    Quello che vale per noi, sia chiaro, vale anche per i burocrati: tutti preferiscono evitare le rogne.
    Per cui, ragazzi, non cediamo. Oggi siamo 100, domani saremo 1000.

    • rodolfo
      Rispondi

      …è vero quello che dici…rimane il fatto che io mi sento male quando addirittura la propria moglie invece di appoggiarti ti prende per un polemico, ribelle, antisociale , e lo fa a volte anche davanti ai figli…
      siamo circondati da cechi che non vogliono vedere neanche se gli metti la patata negli occhi.
      E magari la ami anche e non vuoi litigare e quindi eviti di parlarne e ti sfoghi con altri…
      Come fare ? certo, ad essere singoli sicuramente il problema non esisterebbe più; poco da perdere e nessuno della famiglia compromesso….
      La soluzione comunque va trovata!

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Succede anche di mettere la crocetta sulla casella sbagliata.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      grazie!!! oggi 100, domani 1000, poi ancora di più

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Effettuare un censimento, serve a chi lo “mette in moto” per bearsi davanti al prossimo, inprimis davanti agli elettori. Anch’io sono convinto che, se gli uffici pubblici lavorassero meglio e fossero coordinati tra di loro, in modo migliore, probabilmente i dati sarebbero già presenti, disponibili ed utilizzabili. Non so, invece, fino a che punto i giornali raccontino la verità, a livello nazionale. Quindi, Gramellini, di cui ho potuto apprezzare diversi articoli, secondo me questa volta mi pare abbia scritto unicamente per difendere la sua categoria.
    Solletica anche me l’idea di raccontare un sacco di frottole, così come farei, del resto, se mi intervistassero per qualsiasi altro discorso, compresi gli exit pool delle votazioni. Quale strumento avrebbero per dimostrarmi che mento? I riscontri che potrebbero effettuare senza spreco di carta, denaro e quant’altro? Allora perché lo fanno? Forse proprio per bearsi e per farsi dire che sono stati bravi!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Lo fanno anche per giustificare l’esistenza dell’ISTAT, ente che mente, specie sull’inflazione.
      I dati secondo me sono manipolatissimi.
      Per quanto riguarda, invece, la mancanza di coordinamento tra uffici pubblici, ringraziamo la loro inefficienza, altrimenti saremmo ben oltre l’URSS.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Con tutti i dati che già sono in possesso alla pubblica amministrazione, questo è l’ennesimo lavoro inutile ideato per distribuire posti di lavoro: da prendere per quel che serve e quel che vale.
    Scriviamo al Prefetto, e lui, che conosce bene tutta la manfrina, se ne fotte.
    Indichiamo dati fasulli, e quelli dell’Istat che vanno ad elaborarli, ben sapendone dell’inutilità, elaborano anche il figlio centenario del padre adolescente, ché tanto poi, nei grandi numeri, questo nemmeno si vede.
    E già di loro, errori di copiatura, chissà quanti ne fanno.
    Si potrebbe fare un comunicato stampa, anche i giornalisti conoscono la manfrina, ma sono abituati a stare al gioco e raccontare di tutto pur da riempire le pagine.
    Mi sembrerebbe più interessante se quelli che sono iscritti a siti di comunicazione in internet, spiegassero la ratio del censimento e la sua inutilità invitando tutti a comportarsi di conseguenza.
    Sarebbe bene se essi lo facessero dichiarandosi libertari.

  • seremaro
    Rispondi

    L’idea è buona. Il censimento è una macchina enorme ed egualmente inutile. Ma vorrei sapere anche quali sono le conseguenze legali… una multa? La persecuzione?

  • folletto
    Rispondi

    Il censimento dal punto di vista dello Stato non è inutile.
    Ad esempio fu con il censimento nazionale con lettere di schede automatico fornito dalla pre – IBM che la Germania scovò tutti gli ebrei: fra le ultime domande c’era anche la … religione……

  • FM
    Rispondi

    Mi dovete spiegare una cosa: se vado in tribunale, davanti ad un GIUDICE mi posso avvalere della “facoltà di non rispondere”.
    Ai tizi del censimento bisogna invece rispondere OBBLIGATORIAMENTE ? Il “Censore” dell´istat vale più di un giudice ?
    Bah.

    Allo stato attuale ci sono 2 alternative:
    1. Non mi è arrivato il modulo
    2. Risposte fake, da controllare le possibilità concrete di essere presi in castagna
    (quali sono le domande pericolose?).

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Anche io vorrei sapere quali provvedimenti possono esser presi nei confronti di chi non vuol fornire dati sulla propria vita a ladri pronti ad entrarti in casa anche in tua presenza.
    Di chi è stanco di fornire mezzi atti ad esser usati contro di sè e la propria famiglia in nome di ideologie utili e centrate solo sul furto,anche di verità.
    Multe,limitazioni di diritti,contravvenzioni,annotazioni.
    E’ materia di diritto amministrativo,costituzionale,civile,penale?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Per quel che ricordo dei precedenti, sono rigorosamente anonimi, quindi in caso di errori non possono risalire alla fonte. Certo se agli enti di patronato Tremonti, o il loro amico di merende Sacconi, regalassero un’altro pozzo di soldi, loro potrebbero assistere un Cittadino che non ricorda o ricorda male alcuni suoi dati. Potremmo così metterci tutti in coda nei loro uffici per compilarlo insieme con un tecnico preparato a questa importante bisogna.
    Adesso non so più se si capisce in me lo scoramento profondo verso questo stato o se io stia suggerendo un’idea a qualche infiltrato tra i visitatori del sito, il quale colga la palla al balzo e corra a suggerire il superfinanziamento al caro Giulio.

  • Marco Paolemili
    Rispondi

    Io boicotterò il censimento. Ho ricevuto il plico, ma vorrei cestinarlo. Ho letto che s’incorre in un reato in caso di non compilazione e sono pronto a commetterlo. Non voglio rispondere in modo falso, non è una prassi nonviolenta l’inganno.
    Mi devo aspettare che vengano a prendermi a casa, che mi mandino una multa o cos’altro?

    • Mauro
      Rispondi

      Bravo! Io sono con te.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Servi ! Attenti tutti ! Ho ricevuto stamattina i moduli del referendum ed in prima pagina c’è una password che non è altro che un codice identificativo di ciascuno. La compilazione è anonima col piffero ! Dobbiamo far ben attenzione a dove e come imbrogliare i burocrati, nel farlo dobbiamo porre molta attenzione ed il nostro verso loro deve essere un inchiappettamento al burro e salvia come sono solito fare loro con noi.

  • Nicola
    Rispondi

    Fa piacere che ci siano altre persone che la pensano come me, infatti anch’io non intendo rispondere a questi burocrati che vogliono sapere della nostra vita privata. Nella Germania dell’est c’era la Stasi che ficcava il naso nella vita privata delle persone, oggi in Italia abbiamo l’Istat, basta infatti cambiare il nome no? Si ma qui siamo in “democrazia” è vero, e i nostri dati sono tutelati. (ma per piacere…)
    Comunque per chi fosse interessato a non rispondere, la sanzione a cui si va incontro è compresa tra quattrocentomilalire e quattromilioni, (lo scrivo in lire xchè anche nel decreto legislativo è ancora cosi’ riportato).
    E vabbè, preferisco pagare la sanzione piuttosto che rispondere a questo vergognoso interrogatorio che viola i nostri diritti, e la nostra sacrosanta privacy. Andate avanti cosi, altro che Russia!!

  • FM
    Rispondi

    LE VITE DEGLI ALTRI

    È ovvio che come risponderebbe il lupo travestito da nonnina a cappuccetto rosso
    che chiede “nonna, ma perchè mi fai tutte queste domande ?” e il lupo risponde:
    “per inc****** ehm cioè per sodomizzarti meglio”
    Il problema però non siamo noi, ma la massa di nostri simili, che proprio non la vogliono smettere di comportarsi, come scimmie, da minus-habens e presentano valanghe di domande
    (legittimando la STASI.. ehm l´ISTAT e tutto il resto) per fare i censori pagati a 4.5 euro a censimento …
    Questi sono il vero problema. Quando avremo cambiato le teste di questi poveretti, avremo vinto.

  • sony.i@libero.it
    Rispondi

    ciao a tutti
    io non ho ancora ricevuto il questionario ma penso sia questione di giorni
    Non mi va di scrivere i fatti miei ma nemmeno di prendere 1 multa dato che faccio fatica ad arrivare a fine mese, sono giovane ma nonostante tt lavoro da anni a progetto ….e pago 1 mutuo che è piu del mio stipendio :-(
    potete concretamente dire quali sono le domande che possono essere a trabocchetto per poter cosi rispondere in maniera errata e mettergliela cosi in quel posto a questi bastardi che non fanno altro ke succhiarci il sangue giorno dopo giorno senza preoccuparsi di risolvere i problemi in maniera CONCRETA???
    grazie a tutti

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Capisco le tue preoccupazioni (anche se non le condivido), quindi – fatte salve le domande principali – puoi lavorare di fantasia sul resto del questionario.

      • sony.i@libero.it
        Rispondi

        Non condividere è lecito. mi infastidisce il fatto di dover dire i fatti miei quando c e gente che dichiara 1 terzo di cio che guadagna e nn viene tassata
        I miei dubbi sono relativi al fatto che ci sono troppe domande che invadono la privacy
        non che io abbia milioni da nascondere anzi. solo che dato che esiste la privacy vorrei sapere s ad alcune domande posso rifiutarmi di rispondere
        lavorare di fantasia come dici tu. e se poi fanno dei controlli incrociati e scoprono che ne so che io dico d nn avere auto e invece ce l ho o qlsiasi altra cavolata ?
        boh se mi dici di lavorare di fantasia io non ne vedo l utilità

  • lozio
    Rispondi

    non compilando la multa prevista dalla legge (se ti beccano) è da un mimimo di 200 euro ad un massimo di 2000 euro. Come si dice, la libertà costa…e anche cara…. e io pago!!!

  • lozio
    Rispondi

    scusate,
    non compilando il censimento…omissis

  • Carmine
    Rispondi

    Un saluto a tutti
    Oggi mi è stata recapitata la busta con i moduli ISTAT ho dato uno sguardo al contenuto e la prima domanda che mi sono posto è : quale mente l’ha partorita, perchè leggendo alcune domande tipo (pag.23) del questionario dice: per chi a 8 o più anni… DIFFICOLTA’ NELLE ATTIVITA’ DELLA VITA QUOTIDIANA e ti chiedono se ci vedi, se ci senti, se sai camminare opp. salire e scendere le scale e per finire se hai difficoltà nel ricordare e nel concentrarti. Ma santo Iddio con tutto quello che stiamo passando mi fate queste domande? E io rispondo: no non ci vedo più perchè sono incazzato nero, no non ci sento perchè sono stufo di sentirvi solo blaterare e non risolvere mai niente, no non so camminare più perchè non riesco ad arrivare a fine mese con la pensione e sto rintanato in casa è questo mi evita di salire e scendere le scale. Si ho difficoltà di ricordare perchè la mia pensione non aumenta mai e l’ultimo aumento non ricordo quando mi è stato dato. E dulcis in fundo sto cercando di concentrarmi per mandarvi a fare in c…….una volta e per sempre. Da notare ancora che nel modulo le domande che ti fanno sempre a (pag.23) vedi 7.5 dove dice (faccia riferimento a mercoledi scorso) ma di quale anno di quale settimana di quale mese. Mi sorge il dubbio forse sono ignorante e andrò da un competente per farmi spiegare il tutto, almeno per capirci qualche cosa

    • sony.i@libero.it
      Rispondi

      buongiorno Sig Carmine?
      posso chiederle il permesso di copiare le sue risposte alle stupidissime domande del questionario?
      grazie buona giornata…..

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Boicottalo, scrivi una serie di falsità!

  • Albert Nextein
    Rispondi

    Il Decreto Legislativo 322/1989 prevede all’art.7 l’obbligatorietà di fornire i dati richiesti, e prevede all’art.11 le sanzioni amministrative per chi non ottempera non fornendo i dati o fornendone di falsi o incompleti.
    Il costo della sanzione per le persone fisiche va dai 206,58€ ai 2065,82€.
    Non so poi se nei confronti di tali sanzioni ci si possa difendere in via amministrativa/civile per affermare la propria libertà di scelta.
    E non so se,pagata la sanzione, si debba comunque fornire i dati richiesti.
    La sanzione è ,in sè, un furto finanziario,mentre la comunicazione di dati è una estorsione di dati dato l’obbligo di legge.
    Più che dare carta moneta , io darei a costoro carte bollate.Li impegnerei in contenziosi legali a catena.E farei sapere alla gente di questa battaglia.
    Esiste tra noi un avvocato amministrativista?
    Qualcuno che ci possa dire come difendersi da questo obbligo e dalle sanzioni conseguenti?

    • sony.i@libero.it
      Rispondi

      è 1 vergogna: sono davvero stanca di vivere in 1 paese cosi incivile che sbandiera tanto la libertà delle persone ma di fatto non mantiene ciò che dice!
      Io ii moduli non li ho ancora ricevuti e a questo punto spero non mi arrivi mai anche perchè non vedo il motivo per cui devo dire a loro i fatti miei
      possibile che i cosiddetti “ricchi” possono dichiarare ciò che vogliono e restare impuniti mentre un onesto cittadino è obbligato contro la propria volontà a dire cose che sono molto personali se no pena amministrativa? sembra a voi 1 cosa normale??
      non esiste proprio nessuna legge che ci tutela?
      sono davvero schifata!!!!!

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        IO ANCHE

      • barbara
        Rispondi

        ho appena chiesto all’amica avvocato: purtroppo possono sanzionarti, è obbligatorio compilare. Io la penso come voi ma non so se mio marito accetterà di sborsare il prezzo della tutela della nostra privacy e della libertà. Farò indigestione di fegato :-( Quanto a dare risposte a rampazzo, bisogna stare attenti di non darsi la mazza sui piedi, quindi spendeteci il tempo necessario per ponderare bene ogni domanda e ogni risposta in mondo che lo scherzo non vi si ritorca contro: cornuti, ma almeno non mazziati. Certo che con tutte le maledizioni che si beccano questi, non so se staranno tanto bene…. considerate che gli iettatori esistono :-)

  • Giuseppe Garibaldi
    Rispondi

    visto che a questo punto sembra obbligatorio la compilazione da bravo cittadino del censimento, onde evitare tra l’altro di prendersi una multa e chissà quale altra conseguenza. la mia domanda è, nel mio caso una volta accertata la mia situazione famigliare come dissoccupato e con figli ed un mutuo sulle spalle,
    lo STATO si accorgerà che deve darmi una mano? oppure continuerà ad ignorare i miei problemi senza fare niente come ha fatto finora?
    il mio nome la dice lunga quì bisogna tirarsi su le maniche ed indossare la CAMICIA ROSSA
    e partire da zero.

  • Roberto Tarozzo
    Rispondi

    Il censimento è uno strumento utilissimo, e serve essenzialmente a fotografare la situazione paese. Si tranquillizzino tutti i “caproni” che pensano che servi a contare solamente i peli del proprio culo. E triste constatare che gli imbecilli tendono ad aumentare in questo paese. Il “medioevo” culturale ed economico si combatte anche così. N.b.: La compilazione via internet è velocissima ed intuitiva. r|t

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Complimenti, di imbecilli come te lo Stato ha solo che bisogna. Compila in fretta, patetico schiavo!

      • Tiziano R.
        Rispondi

        Stamattina 25 novembre 2016 ho scoperto che il Comune di Vigevano mi ha cancellato dai residenti in data 20/03/2013 per non aver compilato i fogli del censimento . La multa non è’ arrivata . Forse sono l’unico che ha seguito le direttive del sito. Grazie

        • leonardofaccoeditore
          Rispondi

          SPERO L’ABBIA FATTO ANCHE IL MIO COMUNE CON ME. MA TEMO DI NO

    • sony.i@libero.it
      Rispondi

      e bravo Roberto: io ho cosi tnt soldi e fatturo cosi tnt in nero che figuro tra i caproni che dici tu che non vogliono compilare il questionario.
      Puntualizziamo che è 1 emerita stronzata questo questionario e che a parere mio serve a niente ma solo a far spendere a noi italiani 10 euro a famiglia e far si che lo stato sappia se io ho a 30anni ho oppure no difficoltà a camminare salire le scale ecc ecc
      ma per favore svegliatevi tutti… Lo Stato ha già queste e altre informazioni solo che cosi è molto piu semplice e veloce sapere le cose senza dover andare a spulciare negli archivi o a chiedere informazioni a banche o enti pubblici
      D’altronde, questa è l’Italia: il paese che niente da ma che tutto vuol ricevere
      E finchè ci sarà gente cosi andremo moolto avanti!!!
      saluti!!

  • Mauro
    Rispondi

    io ho SEMPRE dato risposte “a rampazzo” (?!?), come dice barbara, anche prima che esistesse il Movimento Libertario. Tipo 18 bagni, 318 cucine e nessuna camera da letto in casa. D’altra parte, il questionario è anonimo, se no se lo facessero loro…
    Il punto è che non mi sembra una gran soluzione, visto che “le sviste” sono ovviamente computate nel margine d’errore di ogni procedimento statistico. La vera soluzione sarebbero le carte bollate che proponeva un altro lettore.

    • sony.i@libero.it
      Rispondi

      Mauro il questionario purtroppo non è anonimo. non so quelli precedenti perchè io abitavo ancora con i miei ma in quello di quest anno c’è scritto il alto a sinistra nome cognome e indirizzo!!
      Non so se t conviene scrivere cose non vere!!!
      E cmq a me mi da molto fastidio il fatto di non essere libero di poter scegliere se compilare oppure no!!! :-(
      è 1 offesa alla libertà individuale e se c’è gente che dice che sono ,o siamo esagerati a pensarla cosi , io rispondo invece che se continuiamo cosi ben presto non avremo nemmeno piu la libertà di respirare che c faranno pagare anche l’aria!!!!
      Non è che poi se scrivo che non sono credente mi bruciano xke non credo in Dio :-)
      saluti a tutti!!!!!

  • TVRT
    Rispondi

    scusate, non capisco perchè non vi limitate a cestinare il modulo che avete trovato nella buca delle lettere… sento parlare di sanzioni varie… alla fine mica è arrivato x raccomandata! nel caso che qualche solerte messo comunale venisse a rompere le balle, possiamo sempre sostenere di non aver ricevuto nulla… a me un sacco di posta non arriva xchè il mio postino è un deficente…:(

    • massimo
      Rispondi

      ma loro dicono che con tutta la pubblicita’ non potevi non sapere pero’ e’ anche vero che non sono obblicato a sapere x me giuridicamente non possono fare multe io non lo faccio

  • Mika
    Rispondi

    Per quanto riguarda la privacy Dell operazione vorrei raccontare la mia storia. Nel 2002 venne a farmi visita un certo signore chiedendomi perché non pagassi il canone. La risposta era ovvia, non possedevo un televisore, se voleva controllare…bene, mi dice, ma stando al censimento dell anno scorso lei ha dichiarato di possedere un computer. Si, e quindi? Bene, il canone deve essere pagato su qualsiasi apparecchio che permetta la ricezione di informazioni e bla bla bla…..
    E la privacy?

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Bella lì!
      Usare il censimento come arma contro ISTAT, RAI, banche, governo e politici.
      Sulla balla della privacy non ci crede nessuno, c’è anche il nome stampato sopra! Rispondere a certe domande è praticamente un’autodenuncia.
      Cazzarola, per fortuna non ho ancora passato ilmodello al distruggidocumenti.
      Dichiariamo un sacco di balle verosimili!

  • Yuri
    Rispondi

    scusate ,ma per loggarsi sul sito del censimento online serve codice fiscale e password univoca presente sul modulo cartaceo……come fate a dire che è anonimo????
    non è per niente anonimo

  • Spartacus
    Rispondi

    Salve a tutti miei cari compaesani, come voi mi ritrovo questo plico dinanzi agli occhi con un gran nervosismo che mi assale…La cosa che più mi da fastidio è che tale censimento non sia in forma anonima. Non riesco a comprendere perchè una indagine statistica, che altro non è che una semplice elaborazione di dati, debba essere contornata dai nostri nomi e cognomi. Credo che in forma anonima molti avrebbero risposto tranquillamente, io stesso avrei risposto con più serenità. Invece NO, qui più che un censimento stiamo assistendo ad un bell’interrogatorio coatto sancito dal’art. 7 del d.lgs. n. 322/1989… Riprendendo una parte della motivazione sostenuta da Leonardo Facco “…tutte le domande poste sono inutili, pletoriche e/o intrusive della mia sfera privata, oppure ancora in merito a ciò che chiedete potrete trovare risposta negli uffici pubblici di competenza…”, mi vorrei soffermare proprio su questo discorso…Alcune di queste domande rivolteci nel questionario sono davvero inutili, sì inutili per noi però, a chi invece saranno inviati saranno utili per incrociare tutti i dati che hanno già su di noi con quello che dichiareremo qui sul questionario, proprio come hanno fatto con il nostro amico che non pagava il canone, poichè giustamente non aveva la tv, e si è ritrovato a bussare alla sua porta un funzionario dello Stato pronto a “sbattergli” sul naso ciò che aveva dichiarato sul Censimento e cioè che possedeva un computer, apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni e perciò obbligato al pagamento del canone di abbonamento…Quindi come si può vedere da questo caso è che non ci si limita solo a raccogliere dei semplici dati sulla popolazione per poi chessò migliorare servizi di ogni sorta che vadano dall’istruzione alla mobilità, alla disoccupazione etc etc…NO raccolgono informazioni su di noi e poi incrociano il tutto con tutto quello che sanno di noi…Qualcuno potrebbe dire che questa è una buona cosa dato che così potrebbe esser beccato qualche “evasore” di turno che magari ha dichiarato TOT sulla nettezza urbana e invece dovrebbe pagare TOT…Il punto è, e mi ricollego a ciò che ho detto all’inizio, che non sia un questionario anonimo e soprattutto facoltativo, che tutti o quasi avremmo compilato con più serenità, invece NO amici qui è violata la nostra sfera personale e se non lo si compila ti mandano pure “l’agente Smith” di turno a casa (il rilevtore)…Tutto ciò la chiamano libertà, aggiungerei vigilata e l’Istat lo chiamano istituto Nazionale di Statistica, ma farebbero meglio a chimarlo ISTITUTO NAZIONALE DI INQUISIZIONE….vi lascio con un video emblematico ( https://www.youtube.com/watch?v=EVzK0O_QEgU )…E ricoratevi che non siete soli nel “Paese delle meraviglie”!

  • Maurizio
    Rispondi

    Chi si barrica dietro alla presunta privacy vuole solo nascondere cose di se dalla luce del sole. Se le energie sprecate nell’assurdo boicottaggio di un mero, a volte stupido, questionario fossero utilizzate per produrre cultura o lavoro e ricchezza (e sottolineo che indico prima cultura) saremmo tutti più contenti. Paragonare il periodo della persecuzione degli ebrei al periodo del censimento mi sembra una scelta infelice e malvagia per chi in quel periodo ha perso parenti e amici o, peggio ancora, se in vita, ha vissuto l’incubo della deportazione. Se a me chiedono quanto guadagno, se prego, se ho un auto, se uso il trasporto pubblico etc. non mi interessa. Poi se la paura di rispondere se possiedo una televisione è dovuta al fatto che meschinamente non pago il canone rai o che sono nullatenente ma mia moglie o compagna possiede 5 ville e 10 auto allora il problema è di tutt’altro tipo e vergognoso è trincerarsi dietro la libertà di non rispondere ad un questionario. Povera Italia.

    • silvio
      Rispondi

      Vedi Maurizio, secondo me non capisci alcune questioni sia storiche che politiche-amministrative.
      Alcuni esempi che pone Leonardo Facco in merito agli Ebrei e la loro storia, nasce proprio dalla possibilità che in cui un paese da” libero” come dovrebbe essere il nostro, possa precipitare in una dittatura, tutte le informazioni che hanno nelle loro mani si possono ritorcere verso un comune cittadino, che ignaro di quello che la storia potrebbe riservargli, compila tutte le informazioni che gli vengono richieste senza fermarsi un attimo a pensare in che preciso momento si trovo a vivere il suo periodo storico. (Non è un concetto difficile, noo?)
      Per quanto riguarda il tuo appellativo “meschinamente non paga il canone RAI”, mi spiace dissentire anche qui con te. Hai in mente che questa legge risale al periodo Regio-Fascista? Stabilita più per la diffusione radiofonica ai più che per i quattro gatti che possedevano un apparecchio televisivo. Ti rendi conto che gli appellativi del tipo” apparecchi atti a ricevere segnali via etere ecc. ecc.” vengono applicati, con lungimiranza di ieri, eheheheh su videocitofoni, macchine fotografiche digitali, computer fino ad arrivare, appunto, agli apparecchi televisivi? Non ti fa ridere tutto ciò? O sei davvero convinto di comportarti da bravo cittadino a pagare una schifezza di RAI come quella che ci troviamo oggi?

  • Aury
    Rispondi

    Anche io sono assolutamente contraria alla redazione del censimento. Tutti i dati che vengono richiesti sono disponibili presso le pubbliche amministrazioni. Ed è proprio quì che a mio parere risiede il solito inganno dello Stato. I dati forniti serviranno semplicemente per poter cercare polli da spellare con tasse aggiuntive, sanzioni e quant altro. Se il censimento venisse fatto realmente a fini statistici non sarebbe asssolutamente necessario indicare il nome e il cognome della persona. Ed inoltre tutti sanno che uno dei requisiti fondamentali affinchè le persone si sentano di rispondere con sincerità è la garanzia dell’anonimato.
    Mi sorge poi spontanea ancora un ultima domanda: e tutti gli irregolari presenti sul territorio? loro non saranno di certo censiti…… E’ triste pensare che viviamo in uno Stato in cui la condizione migliore è quella degli irregolari, gli unici che riescono a sfuggire alle continue imposizioni statali.

  • Maurizio
    Rispondi

    Non sono d’accordo su molti punti. In merito a chi dice che i dati sono già in possesso dei vari enti/amministrazioni e che è inutile richiederli, ma poi riflette che i dati da noi forniti verrebbero poi usati per chissà quali infimi scopi dico: riordinate le idee. Se possiedono già i dati non li potrebbero già utilizzare per tassarci, deriderci ma si, anche frustarci? Il fisco sa benissimo quanto guadagnamo. Il catasto sa cosa possediamo. Il pra conosce per ogni cittadino la lista delle auto di proprietà. Insomma siamo già schedati OVUNQUE. Per quanto concerne il canone rai (definirei odiato canone rai) ricordo ai più che quasi TUTTI GLI STATI hanno una tassa per il servizio televisivo pubblico, e non stati totalitari e antidemocratici ma anche Svizzera, Francia, Germania, Austria etc… e noi ABBIAMO IL CANONE TRA I PIU’ BASSI D’EUROPA. Non spariamo cavolate quindi please!!! Poi se si vuole discutere del modo assurdo di riscossione, dell’alta evasione di questa “tassa non tassa” e di come vengano malamente usati quei soldi è un altro discorso. Quindi se si vuole impostare la discussione in modo costruttivo, criticando per esempio la scelta di non fare un censimento anonimo (e qui posso condividere la vostra posizione), di fare alcune domande poco chiare e che sia spiegato lo scopo per ogni richiesta sono d’accordo con voi. Sparare a zero per partito preso con eruditi vaneggiamenti sugli ebrei e il nazifascismo no. Passare da uno stato democratico quale il nostro ANCORA è alla DITTATURA ANARCHICA

    • FM
      Rispondi

      Ma quanti siete all´istat ? Milioni di milioni ?
      Ma poi l´istat non era quello che diceva che, no, no, il costo della vita non era raddoppiato dopo l´introduzione dell´euro, non era vero niente…

      Ma mi faccia il piacere, diceva Totò….

      Riguardo al canone rai (altra cosa delinquenziale, che solo una nazione acefala può accettare),
      sarà il più basso d´europa, ma è OBBLIGATORIO, cazzo e io non lo voglio.

      E la televisione che finanzia, quella è davvero la più bassa e schifosa d´ europa, del mondo
      e di tutto l´universo conosciuto.

      FM

  • Maurizio
    Rispondi

    … scusate mi è partito il messagio in automatico…. concludo…
    …. alla DITTATURA ANARCHICA no grazie preferisco un censimento.

    • FM
      Rispondi

      Dittatura anarchica ?
      Ma che cazzo dici ?

      Dittatura e anarchia sono due cose opposte, come bianco/nero, caldo/freddo ecc…

      Se non capisci questi concetti minimi, riparti dall´asilo, perchè non hai appreso nulla.

      FM

      • Maurizio
        Rispondi

        Siamo di nuovo alle disquisizioni prettamente erudito-vaneggianti con annesse anche offese personali a cui cercherò, da persona rispettosa nei riguardi di tutte le idee, anche quelle che non condivido, di rispondere civilmente. Ricordo ai più che in italiano, come anche in qualsiasi altra lingua al mondo, è possibile associare due parole in antitesi tra loro, proprio per richiamare la “pericolosità” e l’assurda ed improbabile condizione che si verificherebbe nel caso in cui si concretizzi una determinata situazione. La dittatura anarchica, già richiamata in molti scritti, rappresenta l’emblema di come una buona idea (nessuno ha il potere e obbliga alcuno) porti in realtà all’effetto contrario. Smantellare uno stato, qualsiasi esso sia, porta al disfacimento delle sue per alcuni odiate istituzioni.
        Nella peregrina ipotesi di un’anarchia al comando essa stessa diventerebbe il comandante supremo (leggasi dittatore) di una nazione senza più alcun riferimento se non quello del relativismo etico-culturale. In una società dove non ci sono regole, non ci sono organi deputati al comando, non ci sono persone che si prendono la briga di decidere alcunchè, tutto sarebbe lecito, tutto sarebbe possibile; il vostro vicino di casa potrebbe sostenere che parcheggiare l’auto nel vostro giardino è cosa giusta, perchè lui il giardino non lo ha e a voi non serve (perchè magari avete un garage). Ma soprattutto non potreste nemmeno invocare l’aiuto delle forze dell’ordine, perchè in uno vero stato anarchico non dovrebbero esistere o se ci fossero quali leggi dovrebbero applicare se non c’è nessuno che le fa? Gli esempi potrebbero essere infiniti ed anche di maggiore gravità. Il nostro stato, come tutti gli stati del mondo, non è perfetto, ma miglioriamolo impegnandoci seriamente criticando, urlando, sbraitando, contestando. Decidere di non compilare il questionario è una forma protesta, ma in violazione di un obbligo di legge. Allora io non faccio la dichiarazione dei redditi perchè decido autonomamente che è sbagliata la tassazione a mio carico.

        • FM
          Rispondi

          Ribadisco che il tuo è un deficit culturale.
          E se vedo bene tu sei uno stipendiato statale, di colore blu, nero o verdino.

          FM

          • Maurizio

            Discutendo con te caro FM ho provato la stessa sgradevole e insulsa sensazione con la quale cercai, inutilmente e faticosamente, di spiegare il mio pensiero, contrario ovviamente al loro, nel sito del fan club di Berlusconi. Se a te non interessano le mie idee figurati il mio lavoro, la mia fede politica e i miei guadagni.
            Come sono entratoin questo sito, ovvero in punta di piedi, me ne esco, lasciandovi parlare solo con chi condivide le vostre idee liberi di ripercorrere ciò che da sempre fanno fascisti, comunisti, leghisti, berlusconiani e cattolici ultraconservatori. Buona fortuna.

  • Nicole
    Rispondi

    La multa nel caso di mancata compilazione è di circa 500 €. Inutile che guardate agli altri paesi europei come a modelli. Siamo costrettia fare questo censimento per direttiva dell’Unione Europea. Se fosse stato per l’Italia quello del 2001 sarebbe stato l’ultimo. In ogni caso questo è l’ultimo perchè nei prossimi anni si procederà al rilevamento annuale a campione. Modalità diversa. Vorrei solo capire dove volete arrivare non compilando il questionario. Non vi è stato chiesto se avete abortito, se avete avuto tumori o siete gay. Sono semplici domande che non vedo come possano intaccare una persona. I fogli rimangono anonimi perchè l’intestazione sulla prima pagina serve solo per farvi recapitare a casa il plico. Quella pagina verrà staccata e rimarrà in comune. Stessa cosa vale per il secondo foglio, quello con i dati delle persone. All’Istat andranno solamente i dati sul sesso data di nascita e comune di residenza e credetemi, non siete di certo rilevanti da far perdere tempo alla gente per risalire a voi. Quindi, se la vostra “privacy” vale più di 500 euro, pagate pure la multa, che lo stato ha bisogno di soldi.

  • FM
    Rispondi

    Bando alle cazzate.
    Eccolo quà:
    —————————————————————————————————————————————————-
    D.Lgs. 30-6-2003 n. 196

    Codice in materia di protezione dei dati personali.
    Pubblicato nella Gazz. Uff. 29 luglio 2003, n. 174, S.O.

    TITOLO II

    Diritti dell’interessato.

    7. Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti.

    1. L’interessato ha diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.

    2. L’interessato ha diritto di ottenere l’indicazione:

    a) dell’origine dei dati personali;
    b) delle finalità e modalità del trattamento;
    c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di strumenti elettronici;
    d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell’articolo 5, comma 2;
    e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o incaricati.

    3. L’interessato ha diritto di ottenere:
    a) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l’integrazione dei dati;
    b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
    c) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

    4. L’interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
    a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano, ancorché pertinenti allo scopo della raccolta;
    b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.
    —————————————————————————————————————————————————
    Altro che anonimato e solo intestazione prima pagina, c´è il codice a barre su ogni singolo foglio.

    Comunque come dice Zalone, mettetevi giù come brave pecorelle e compilate, che il cane abbaia.

    FM

  • Patrizia
    Rispondi

    Premessa sono anche io dell’idea che è un’abuso questo ultimo censimento, tant’è che negli altri paesi europei le domande sono molto più generiche e sono poste in modo anonimo. Anzi a proposito di privacy; vorrei porvi una sola domanda: Ma è Legale che il messo comunale (vivo in un borgo di duemila anime) si sia permesso di aprire il mio censimento in mia presenza dicendo che Doveva controllare se era stato compilato bene.. e si è pure permesso di commentare, obbiettare e disquisire su alcune mie risposte? no dico ma è davvero legale che i fatti miei siano non solo alla mercè di istat ed altri organi simili. ma anche del messo comunale che avrà già detto a tutti i 1998 abitanti i fatti miei ?! Vi ringrazio moltissimo per le Vostre gentili risposte.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Direi di no!

    • FM
      Rispondi

      Come ti sei sentita in quel momento ? Non gli avresti dato fuoco ?
      Ed era solo un messo comunale.
      Mettici che tutto verrà messo in un database con nomi e cognomi,
      forse venduto a poco prezzo e utilizzato per Dio sà cosa
      (ma sicuramente nulla a favore delle persone, di questo potete stare sicuri)
      ed hai il quadro della situazione.

      FM

  • barbara
    Rispondi

    non voglio compilarlo!!!….ma siamo proprio sicuri che è obbligatorio?????…

  • barbara
    Rispondi

    scusate…solo ora ho letto le vostre risposte….ok….io non lo compilo ugualmente!!…è ora di dire basta…e di smetterla di farsi prendere per il culo!!…un caro saluto a tutti….grazie..barbara

  • Giovanni Birindelli
    Rispondi

    Io lo mando indietro con questa lettera, la cui prima riga è copiata da Leonardo Facco.

    “Ritengo necessario, per la difesa dei miei diritti individuali e della mia libertà personale, non compilare il questionario relativo al 15° censimento nazionale.

    Ritengo che la libertà non possa esistere senza legge; che la legge debba essere il fondamento dello stato e della convivenza civile.

    Tuttavia dò alla parola legge un significato molto diverso da quello che gli danno coloro che ritengono che quei provvedimenti da voi elencati nel censimento, in base ai quali sarei obbligato a compilare questo questionario, abbiano valore di “legge”.

    Oggi con la parola “legge” voi intendete un provvedimento particolare, nella sua natura e nel suo scopo, che sia burocraticamente corretto. In altri termini, ciò che per voi rende una “legge” tale non è il suo contenuto, ma la sua forma (nelle parole di Dworkin, il suo pedigree): il fatto che essa sia stata emanata dall’autorità legalmente costituita seguendo particolari procedure burocratiche.

    In concreto, se un provvedimento esprime la volontà della maggioranza rappresentativa in parlamento ed è stato approvato secondo le procedure burocratiche stabilite, allora esso per voi è “legge”. Per voi la legge è dunque una decisione, la quale esiste in quanto espressione della volontà dell’autorità rappresentativa di quella maggioranza. E voi considerate “legislatore” colui che ha il potere di prendere quella decisione, di fare quella “legge”.

    Bene. In base a questa idea di “legge”, non c’è differenza fra la norma che difende il principio in base al quale non si può rubare, o non si può seviziare una persona, e quella in base alla quale io dovrei compilare il vostro questionario (pena una violazione della mia proprietà sotto forma di “ammenda”) nel senso che entrambe queste norme sono chiamate con lo stesso nome (“leggi”) e entrambe sono approvate dalla stessa istituzione (il parlamento) e quindi dalle stesse persone.

    Eppure le norme del primo tipo difendono un principio il quale esiste indipendentemente dal parlamento (se il parlamento approvasse una “legge” in base alla quale in generale è giusto rubare o seviziare le persone starebbe approvando una non-legge), mentre le norme del secondo tipo esistono solo in quanto decisioni del parlamento, e quindi in quanto espressioni della sua volontà, o meglio della volontà della maggioranza dei suoi componenti (prima che il parlamento decidesse che io dovevo compilare il vostro questionario io non dovevo compilarlo).

    Per le norme del primo tipo il parlamento è un archeologo, il quale scopre, custodisce e difende dei principi generali e astratti che esistono indipendentemente da esso (si sono infatti formati spontaneamente nei millenni attraverso un processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni, così come le regole della lingua italiana) e che sono regole di comportamento individuale che non hanno uno scopo particolare. Per le norme del secondo tipo il parlamento è invece un costruttore, il quale costruisce gli edifici che vuole lui in base alla sua particolare volontà (o più spesso agli interessi particolari che è stato eletto per promuovere).

    Ora, come dice Hayek, i principi che devono essere difesi dalle norme del primo tipo, proprio perché sono indipendenti dalla volontà di chiunque (inclusa quella di coloro che hanno il potere di difenderli), sono un limite al potere (e quindi al potere politico); mentre le norme del secondo tipo, opportune o meno che siano a seconda dei punti di vista, proprio perché esprimono la volontà di chi ha il potere di imporle, sono uno strumento di potere.

    In base alla vostra idea di “legge”, quindi, il limite al potere e lo strumento di potere sono la stessa cosa e stanno nelle mani della stessa istituzione e quindi delle stesse persone. In altre parole, la vostra idea di “legge” confonde potere politico e potere legislativo e quindi rende il potere politico illimitato.

    La nostra costituzione non è un limite a questo potere politico ma la sanzione legale alla sua illimitatezza: quando la Corte costituzionale ha bocciato il cosiddetto “Lodo Alfano” (immunità per le “alte cariche dello stato”) in quanto violava l’articolo 3 della costituzione, essa ha affermato che per poter passare il “Lodo Alfano” deve essere approvato “come legge costituzionale”, cioè: violare il principio di uguaglianza davanti alla legge va bene finché è il più forte (chi detiene la maggioranza qualificata) a farlo (adottare un’idea di legge che garantisse questa possibilità è stato necessario ai collettivisti per mettere al sicuro la progressività fiscale – art. 53 della costituzione – dall’accusa di violare l’uguaglianza davanti alla legge).

    La vostra idea di “legge”, quella in base alla quale io dovrei riempire questo questionario, è dunque, dal mio punto di vista, totalitaria. Come dice Hayek, dove si ha questa idea di “legge”, dove la legge è confusa con i provvedimenti particolari, si ha uno «stato senza legge».

    Dal punto di vista di chi difende la libertà, la legge sono solo quei principi generali (compatibili fra loro su un piano astratto) che le norme del primo tipo devono difendere; il legislatore è un archeologo, non un costruttore; i provvedimenti particolari (quelli che hanno scopi particolari) devono essere approvati da una istituzione diversa da quella che deve custodire e difendere la legge, e ad essa subordinata, nel senso che questi provvedimenti non possono violare la legge.

    Voi mi dite che io devo fare una cosa, perché così ha deciso chi detiene il potere politico illimitato. Ebbene io vi dico che in una società libera ad essere sovrano non è il parlamento ma la legge di cui questo deve essere schiavo, cioè la legge che questo deve custodire e difendere ma non può fare più di quanto l’Accademia della Crusca possa fare le regole grammaticali della lingua italiana; e che nel momento in cui il parlamento “fa la legge”, nel momento in cui la legge viene confusa con le misure, esso distrugge la legge.

    La legge è tale solo se vale per tutti allo stesso modo, cioè se vale per lo stato allo stesso modo in cui vale per il privato cittadino: rubare, così come seviziare le persone, è illegittimo sia che lo faccia un privato cittadino sia che lo faccia lo stato, proprio perché la regola che impedisce di compiere queste azioni è un principio generale e astratto.

    Ebbene, se esiste una legge (intesa come principio) in base alla quale io non posso obbligare il passante per strada a darmi le informazioni che mi chiedete voi con questo questionario (o in alternativa rubargli dei soldi dal portafoglio puntandogli una pistola alla testa) allora questo non può farlo nemmeno lo stato; e il legislatore, nel senso vero del termine, dovrebbe difendere questa legge invece che violarla. Ma oggi non esiste un legislatore, l’archeologo difensore della legge, esiste solo il costruttore. Esiste solo il potere del più forte del quale voi che mi manderete l’ammenda senza nemmeno aver letto queste parole, siete strumento.

    Secondo Oakeshott, lo stato moderno, cioè lo stato totalitario, nasce nel XVI secolo quando lo stato usa il proprio potere per aumentare il suo controllo sulla vita dei cittadini (attraverso «richieste di informazioni, archivi, registri, files, dossiers, indici, passaporti, carte d’identità, licenze, … controllo sull’emissione di moneta» e molto altro – la lista, lunghissima e incompleta, è a pagina 370 delle sue Lectures in the History of Political Thought), al fine poi di rendere più efficace e spedita l’adozione di politiche particolari. Ma, come ricorda questo autore, «nello stato moderno, l’attività della jurisdictio [cioè l’attività di scoperta e di difesa della legge] è stata completamente compromessa dall’attività di gubernaculum [cioè dall’attività di governo, relativa all’approvazione di misure per il conseguimento di fini particolari]. Uno stato moderno è un policy state [uno stato la cui ragion d’essere è l’adozione di politiche particolari]; e questo, nella sua forma estrema, è un police state [uno stato di polizia]. Infatti quello che costituisce uno stato di polizia non è il ‘bussare alla porta’ (questo è un dettaglio minore), ma il fatto che un governo persegua delle politiche particolari in relazione ai suoi stessi cittadini».

    Nel mandare a me e a coloro che non hanno compilato questo questionario l’ammenda voi state rispettando la decisione del parlamento ma state contribuendo allo stato moderno, state violando la legge intesa come principio e state rinunciando alla vostra libertà anche se forse non sarete mai in grado di capirlo. Se voleste provarci, vi suggerisco di iniziare un percorso di letture che parta da Legge, Legislazione e Libertà di Friedrich A. von Hayek e dall’opera citata di Oakeshott.

    Giovanni Birindelli”

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      SOLO APPLAUSI!

  • g-g
    Rispondi

    se una persona non compila questi moduli , e gli fanno la multa , dopo è libero?o è soggetto ugualmente a dover compilare i moduli ?
    Ad ogni modo mi vergogno di essere italiano ! e anche europeo!! ma purtroppo per sfiga o per fortuna lo sono …

  • elisabetta
    Rispondi

    La banalità dei dati richiesti in questo censimento, non giustifica il metodo minaccioso con cui è stato impostato.
    Avrei compreso un richiamo al senso del dovere, invece hanno impostato l’obbligo con minaccia di sanzione.
    Benchè i termini di compilazione non sono ancora scaduti ho personalmente ricevuto la bellezza di 3 solleciti mediante visita di un messo comunale al mio domicilio.
    Questo accanimento per dei dati banali e reperibilissimi posso attribuirli solo ad un voler “tastare il polso”, cioè verificare quanto siamo pecore e sotto minaccia di multe obbediamo.
    Una volta schedati saremo chiamati per sottoporci a MICROCHIP obbligatorio.
    Per favore restiamo uniti in questa battaglia la LIBERTA’ prima di tutto

  • alessandro
    Rispondi

    Buongiorno a tutti io mi sono rifiutato come molti di Voi ad mi è arrivata una notifica di presentarmi in comune…appena avrò notizie in piu vi aggiorno….certamente non lo compilerò a costo di multa etc…

  • Barbi
    Rispondi

    Non ho fatto il censimento e ora il comune mi invita a dichiarare “di non aver provveduto al proprio censimento” indicandone i motivi, a confermare o meno la dimora abituale (per la quale pago regolarmente tasse e quant’altro): mi sento violata! e’ come se mi chiedessero di autodenunciarmi! Ma dico io, basta che lo stato inserisca il numero di previdenza il codice fiscale e in un batti baleno la privacy va a farsi benedire.
    Non ne posso più di controlli e verifiche, voglio essere anonima.
    GRAZIE GIOVANNI BIRINDELLI

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