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8 Responses

  1. FrancescoPD
    FrancescoPD at | | Reply

    Era da attendersi una correzione fisiologica utile per scaricare gli oscillatori che erano in fortissima tensione.
    Ne hanno approfittato per gli eventi twist e G20, con una tensione simile bastava una scintilla per scatenare ciò. La sintonia di rialzo e ribasso con gli indici non è sostenibile per molto, la divisione delle strade tra i due si ripristinerà a breve, un po di pazienza…

  2. mauro meneghini
    mauro meneghini at | | Reply

    La conseguenza di aver creato così tanto denaro è che si creeranno altre ulteriori bolle. Sono inoltre certo che una simile bolla toccherà anche i metalli preziosi; verrà prodotta dalla paura e dall’avidità, ma anche dal buon senso…….. Con un po’ di fortuna accadrà anche per le azioni collegate all’oro, ma non ancora, non adesso. Non ho alcun dubbio ma prima che ciò accada vedremo aumentare i corsi dell’oro di 100 USD al giorno.

    1. Brillat-Savarin
      Brillat-Savarin at | | Reply

      Non sono del tuo avviso per la bolla dell’oro: un’oncia=un’oncia, dove può esserci bolla?

  3. L’altalena dell’oro « iawb at |

    […] https://www.movimentolibertario.com/2011/09/28/laltalena-delloro/ Like this:LikeBe the first to like this post. […]

  4. maschile individuale
    maschile individuale at | | Reply

    ma sei sicuro che gli Stati possano vendere massicce quantità di oro? mi pare che la possibilità di vendere oro da parte degli Stati sia molto limitata per legge. mmmm… è una cosa da verificare.

    voglio proporre anche un quadro fantapolitica da distopia: persone ed aziende hanno terminato la liquidità e stanno monetizzando sul bene che avevano in cassaforte che ha il miglior prezzo sul mercato.

    1. Johnny Cloaca
      Johnny Cloaca at | | Reply

      “ma sei sicuro che gli Stati possano vendere massicce quantità di oro?”

      Suppongo di sì, visto che alla fine degli anni novanta Gordon Brown vendette metà delle scorte d’oro della Banca d’Inghilterra.

  5. mauro meneghini
    mauro meneghini at | | Reply

    per maschile:
    Nel frattempo anche le ritrose banche centrali salgono sul treno dell’oro. I massicci acquisti ufficiali di oro da parte delle banche centrali degli ultimi tempi sono nettamente inferiori agli effettivi acquisti reali, in quanto Paesi come Iran e China- di cui si è certi pratichino ingenti investimenti in oro fisico- molto mal volentieri forniscono dati ufficiali.
    “Compera a buon prezzo e vendi quando i prezzi sono alti”, è la regola di un qualsiasi investitore accorto, ma le banche centrali dei Paesi occidentali sembra abbiano trascurato se non dimenticato questa elementare regola.
    Le banche centrali dei Paesi occidentali hanno lanciato per decenni le loro riserve auree come per vendetta in un mercato orso. L’anno, prima che le banche centrali iniziassero la vendita delle riserve auree –quindi le banche centrali comparivano sul mercato come compratori al netto- era il 1988, allora il prezzo nel corso dell’anno scese da 485 $ oncia a 410 $ oncia.

    Dal 1989 al 2000 le banche centrali hanno proseguito nella vendita dell’oro in loro possesso mentre il prezzo continuava a scendere fino ad arrivare al minimo della storia recente di 250$ oncia. Le banche avevano così tanta fretta di liberarsi di un tale scomodo relitto –l’unico vero, tangibile e fisicamente constatabile riferimento
    di valore- che trovarono indispensabile quanto necessario accordarsi sulla quantità annuale di oro da mettere sul mercato.
    Per questo motivo le banche centrali europee (le allora 11 banche centrali dell’eurozona e la banca centrale europea, la banca centrale svedese ed inglese) nel 1999 siglarono l’accordo Central Bank Gold Agreement (CBGA1).
    Nell’accordo CBGA1 si stabiliva che l’oro sarebbe rimasto un importante elemento di riserva monetaria
    globale, e nel contempo si limitava il quantitativo massimo vendibile sul mercato a 400 tonnellate annue complessive e si stabiliva inoltre che nei 5 anni successivi venissero venduti complessivamente non più di 2.000 tonnellate. Da quel momento in poi si unirono al gruppo altri importanti possessori d’oro – USA, Giappone, Australia, il fondo monetario internazionale e la banca per i regolamenti internazionali- in maniera informale.
    Nel 2004 venne firmato un secondo ulteriore accordo, CBGA2, in cui si stabiliva che il quantitativo annuo vendibile veniva aumentato a 500 tonnellate, mentre veniva fissata una quantità massima di 2.500 tonnellate complessive per tutta la durata dell’accordo. Con la ratifica del terzo accordo, CBGA3, che è entrato in vigore nel 2009 e vale fino a settembre 2014, le quantità d’oro che possono essere messe sul mercato sono state fissate ai quantitativi del primo accordo.
    Che si constati, che l’andamento toro del prezzo dell’oro inizi proprio nel momento dell’accordo CBGA1, e che non si tratti solo di un caso, qualche domanda aperta certamente la lascia……
    Ma per essere seri, è giusto far notare, che le banche centrali hanno proseguito nelle perdite e una parte delle stesse è dovuta alla testardaggine a proseguire nelle vendite anche in una fase di prezzo stagnante dell’oro. L’ultimo anno in cui le banche centrali si sono attenute all’accordo CBGA e ai quantitativi da vendere è stato il 2007, quando il prezzo dell’oro è passato da 600 a 850$ oncia. Nel 2007 le banche centrali ne vendettero circa 500 tonnellate.
    Dal 2008 la vendita d’oro da parte delle banche centrali è drammaticamente aumentata- una situazione che ha poi condotto nel secondo semestre del 2009 a vederle come acquirenti…… proprio nel momento in cui il prezzo dell’oro saliva verticalmente.
    L’accordoCBGA naturalmente non rappresenta tutte le banche centrali del mondo. Ovunque nel mondo –specialmente nei paesi in via di sviluppo- vi sono compratori disposti e incuranti del fatto di quanto oro possano cedere le banche centrali.
    Prendiamo ad esempio la China. Il Paese sembra diventare il maggior detentore di riserve auree, e in tale maniera salvaguardare e proteggere le proprie riserve valutarie che ammontano a migliaia di miliardi.
    Dal 2000 fino ad aprile 2009 –l’ultima volta in cui la China ha fornito dati ufficiali riguardanti le sue riserve auree- la banca centrale cinese ha triplicato le proprie riserve passando da 395 a 1.054 tonnellate. Questo dato la mette al 6° posto nel mondo come maggior detentore d’oro al mondo, e comunque con grande probabilità anche questi dati potrebbero non esser reali e i dati cinesi esser stati pesantemente manipolati al ribasso.
    La China è attualmente il maggior produttore mondiale d’oro, ci tiene in scacco, dato che la China sottace questo dato mentre la banca centrale acquista tutta la produzione nazionale. E dato che il Paese fornisce i dati riguardanti le proprie riserve auree ogni 5 o 6 anni dovremo pazientare ancora per sapere di quanto sono aumentate le riserve auree negli ultimi tempi.
    L’Arabia Saudita nello stesso periodo –dal 2000 al 2009- ha raddoppiato le proprie riserve auree portandole a 323 tonnellate. L’India, nel 2009 ha aumentato le proprie riserve auree di ulteriori 200 tonnellate quando il Fondo Monetario Internazionale glie li offrì. Anche la Russia prosegue nell’acquisizione di oro trasformando i profitti dalle vendita d’idrocarburi in valuta pesante e questo porta a 840 tonnellate le riserve auree russe mettendola al 7° posto fra i maggiori detentori di riserve auree al mondo. Solo nel 2009 le riserve russe sono aumentate di 330 tonnellate. Il Messico, nel primo trimestre 2011, solo ha comperato 93 tonnellate d’oro quadruplicando in un colpo solo le proprie riserve.
    Ai citati paesi va aggiunto l’Iran, un Paese che più della China agisce in maniera paranoica riguardo all’oro e che non viene citato dal Word Gold Council come possessore ufficiale di riserve d’oro. In un documento pubblicato da WikiLeaks della Banca d’Inghilterra
    “Osservatori del mercato ritengono che Theran dopo la China, Russia e India sia fra i maggiori possessori di oro fisico dell’ultimo decennio e con oltre 300 tonnellate conta fra i 20 maggiori Paesi con riserve auree….”

    Il punto è, che altre banche centrali comperano, mentre le banche centrali del CBGA vendono. Nel frattempo tutte le banche centrali sono salite sul treno dell’oro. Nel corso dell’ultimo anno le transazioni fra Stati in oro fisico hanno ampliamente superato le 200 tonnellate.

    Visto in chiave storica, vi è una serie di complessi motivi, per cui banche centrali vendono o comperano oro, una cosa è certa: il desiderio di possedere il metallo giallo è grande e le stesse banche centrali nemiche dell’oro hanno ricominciato a seguire il trend e ora si stanno lanciando con forza cercando di recuperare le posizioni perse..

    1. ignazio
      ignazio at | | Reply

      Salve a tutti.Vorrei chiedere a qualche esperto se conviene oggi per un privato comprare oro fisico a $ 1660.
      Non sono un competente in materia,ma amo l’oro fisico.Allora per diversificare gli investimenti, pensavo di acquistare delle monete auree tipo krugerrand, 50 pesos messicani etc.Ma conviene farlo ora? O aspettare che l’oro scenda un pochino?(ma scenderà?)Ho letto che molti prevedono comunque un trend al rialzo nei prossimi mesi/anni.E’ davvero così?E’ realistico pensare tra un anno l’oro a $ 2500 dollari l’oncia?Grazie.

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