In Economia

DI MATTEO CORSINI

“Le tasse vanno pagate per obbligo morale. Chi le evade pecca contro il Signore… ci troviamo di fronte ad una svolta epocale della civiltà giuridica occidentale: l’uomo non osserva le leggi per paura della sanzione – sarebbe un atteggiamento indegno dell’uomo – ma ‘a motivo della coscienza’. L’obbligo legale o affonda le sue radici nella consapevolezza di un vero e proprio obbligo morale o è, nonostante le apparenze, assai fragile. Le tasse vanno pagate per obbligo morale.” (C. Caffarra)

Carlo Caffarra è arcivescovo di Bologna. Anche lui, come pochi giorni prima il suo collega (ammesso che il termine sia pertinente) Bruno Forte, tira in ballo l’obbligo morale di pagare le tasse.

L’occasione era un’omelia pronunciata davanti a una platea di militari della Guardia di Finanza, in occasione della festa del loro patrono, San Matteo. Il quale, prima di ricevere la chiamata da Gesù, faceva l’esattore.

Ora, Caffarra conosce il Vangelo certamente meglio del sottoscritto, ma a me non pare di avere mai letto che Gesù chiamò Matteo perché aveva bisogno di qualcuno che riscuotesse le tasse per conto suo. Mi risulta che Gesù non abbia mai istituito tasse per i fedeli, né abbia imposto con la forza ad alcuno di fare ciò che lui voleva. Non riesco, pertanto, a capire quale sia la fonte del peccato contro il Signore se uno evade le tasse.

L’idea che chi evade sia un ladro (e quindi peccatore, contravvenendo al settimo comandamento) perché usufruisce dei servizi pubblici viene spacciata come verità assoluta, ma non lo è. Dal punto di vista libertario, ad esempio, l’evasione non è certo vista come il modo di campare alle spalle degli altri. Al contrario, l’opposizione alla tassazione è la rivendicazione all’integrità del diritto di proprietà. Il libertario non vuole i servizi pubblici gratuiti; vuole essere libero di scegliere quali servizi utilizzare, da chi fornirsi e a quali condizioni. Al tempo stesso, vuole poter scegliere se fare del bene al prossimo e a chi farlo, senza che sia lo Stato ad imporglielo.

Non sono d’accordo con Caffarra neppure quando sostiene che “l’uomo non osserva le leggi per paura della sanzione, ma a motivo della coscienza”: nella quasi totalità dei casi, soprattutto nel caso delle tasse, il pagamento è fatto proprio per evitare la sanzione. Si è mai chiesto l’arcivescovo perché lo Stato pretende di avere il monopolio legale dell’uso della forza?

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