In Anti & Politica, Libertarismo, Primo Piano

DI MURRAY N. ROTHBARD*

La sanzione è proporzionale al danno arrecato alla vittima. Infatti il criminale perde i suoi diritti nello stesso grado in cui egli ha privato qualcun altro dei suoi. Dunque, la pena capitale può essere inflitta solo ad un omicida.

Questa è la punizione massima applicabile, non necessariamente quella che gli verrà inflitta. Infatti, nel diritto libertario il querelante, che è libero di scegliere se presentare o no l’accusa in tribunale (non vi è alcun procuratore che agisce in nome di una indefinita “società”), non avrebbe alcun obbligo di esigere il massimo della pena; egli, o i suoi eredi, potrebbero condonare l’intera pena o parte di essa, o commutarla in un’ammenda in denaro.

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Come determinare il rapporto di proporzionalità ? Nel caso del furto è semplice: un risarcimento pari al doppio della somma rubata, più i danni (comprese la paura e l’incertezza), le spese processuali e di polizia e gli interessi perduti. Infatti, la sola restituzione della somma non è una sanzione (oltre a non essere un deterrente); l’ulteriore cessione di una somma pari a quella sottratta è proprio la perdita di un diritto nella stessa misura in cui il ladro ne ha privato la vittima. Se il ladro non ha denaro, deve essere costretto a lavorare fino a che non consegue un introito pari alla somma da restituire.

Dunque, il principio fondamentale deve essere il primato del risarcimento della vittima.

Nel caso dell’aggressione fisica, in cui il rimborso non è applicabile, il criterio di punizione proporzionale comporta che, se A ha picchiato B, allora B ha il diritto di percuotere A (o di farlo percuotere da funzionari) in misura maggiore di quanto abbia dovuto subire. Si potrebbe permettere al criminale di evitare le percosse pagando una somma di denaro, ma solo in seguito ad un accordo volontario con il querelante.

Il diritto libertario ammette che ci si faccia giustizia da soli: il diritto di punizione infatti deriva dal diritto di autodifesa. Tuttavia la reazione non deve eccedere l’offesa subita. Ma in generale la propensione sarebbe quella di affidarsi alle agenzie giudiziarie (tribunali), per evitare che la vittima, ad esempio in mancanza di prove, venga accusata in seguito alla sua reazione di essere a sua volta un criminale.

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E’ evidente che la teoria della proporzionalità è una teoria della pena esplicitamente punitiva, la pena come castigo. Essa esclude le altre due teorie della punizione, ossia la deterrenza e la riabilitazione. Critica del criterio della deterrenza: se l’obiettivo della punizione è quello di scoraggiare il crimine, allora bisognerebbe applicare pene superiori ai crimini più diffusi e pene più blande per i crimini più rari: dunque il piccolo furto dovrebbe essere sanzionato più duramente dell’omicidio, ma ciò si scontra con gli elementari principi di giustizia di ognuno di noi.

Il criterio della riabilitazione, in base al quale il criminale subisce la pena fino a quando non si è redento, renderebbe indeterminata ogni sentenza, e affiderebbe un potere arbitrario agli psicologi e ai riabilitatori, per tacere dell’insopportabile significato pedagogico e moralistico di una tale visione.

*L’ETICA DELLA LIBERTA’

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  • Lorenzo
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    per i libertari vale quindi il principio biblico “occhio per occhio, dente per dente”

    • _Salvatore
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      L’occhio per occhio non è precisamente pertinente con questo argomento.
      L’individuo che ha subito un danno o torto, che è vittima di una ingiustizia, ha diritto al risarcimento.
      Il valore di questo risarcimento, la natura stessa del risalcimento, è esso stesso derivante da atto libero di chi è libero.
      L’occhio per occhio, dente per dente è una gabbia, non è una formula di libertà.

      E’ facile capire che una moneta d’oro dal peso di – poniamo – un’oncia ha un valore molto inferiore per l”atleta che possiede una medaglia d’oro dal peso di – poniamo – un’oncia. E sarà anche quest’ultima di valore diverso da quella posseduta da quell’atleta che ne è veuto in possesso grazie ad anni ed anni di duro allenamento; che per tanto tempo l’ha cercata. Ma anche questa potrebbe essere diversa di valore da un’atleta che non ripone i suoi traguardi, le sue glorie in una medaglia.
      Ecco che una misura come l’occhio per occhio per risarcire gli identici furti di un’oncia d’oro è frustrante per i primi due atleti e ingiusta per il terzo che ne potrebbe anche decidere il dono a colui, che con il furto, se ne è impossessato, attiribuendo “altro” il risarciamento.

      • Lorenzo
        Rispondi

        Diversamente dal nostro ordinamento giuridico in cui l’aggressore viene punito attraverso forti limitazioni delle libertà (il carcere o gli arresti domiciliari), Rothbard sostiene che, salvo diversamente convenuto, l’aggressore dovrebbe essere punito attraverso l’inflizione di una pena corporale.
        Insomma la violenza punita con la violenza.. e questo assomiglia tanto all’occhio per occhio, dente per dente.

    • _Salvatore
      Rispondi

      … a proposito di “immagini bibliche”.
      E’ più pertinente, per un libertario, la distinzione che viene fatta sui due spiccioli della vedova comparati alle somme che i ricchi versavano sul tesoro.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    per un’altro libertario, può valere il principio dell’amore al nemico.
    Caro Lorenzo, non definire i libertari per quello che intendono o non intendono. Altrimenti anzichè libertari, siamo solo dei poveri imbecilli.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    A PROPOSITO DI IMMAGINI BIBLICHE QUELLO CHE E’ PIU’ PERTINENTE PER UN LIBERTARIO O MENO NON DOBBIAMO STABILIRLO NOI, ALTRIMENTI CODIFICHIAMO QUELLO CHE VALE PER NOI E CHE DEVE VALERE ANCHE PER ALTRI O CHE QUANTO MENO SUGGERIAMO DI ADOTTATE AD ALTRI. QUINDI ANZICHE’ LIBERTARI COMINCIAMO A CERCARE FORME DI CONSENSO DI CUI TUTTI CONOSCIAMO GLI EFFETTI LETALI (CONSENSOCRAZIA !!) E LIBERTARI NON LO SIAMO DAVVERO.
    QUELLO CHE E’ PIU’ PERTINENTE STABILISCILO DA SOLO PER TE E IO RISPETTERO’ QUANTO TU STABILISCI, PERCHE’ TU RISPETTERAI QUANTO IO STABILISCO DA ME E PER ME.

    • _Salvatore
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      Guarda che ti si è incastrato il tasto delle maiuscole…

      • Antonino Trunfio
        Rispondi

        GRAZIE, ERO SULLA MIA MAGNIFICA OLIVETTI LETTERA 32 E NON ME NE ERO ACCORTO
        sono passato alla tastiera dell’ACER

        • _Salvatore
          Rispondi

          ;-)

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    ANCHE A ROTHBARD E’ PERMESSO DI AVERE LE SUE IDEE CIRCA LA PUNIZIONE
    ERA IL SUO PUNTO DI VISTA

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Porca miseria! Finalmente leggo espresse le mie opinioni! Lasciamo perdere richiami biblici che “non ci azzeccano”. Io penso che se Tizio va a rubare a casa di Caio, Caio deve poter dire la sua al riguardo della condanna a Tizio. Se Sempronio uccide o fa comunque del male alla figlia di Tizio, Tizio deve poter dire la sua.
    Se, animato da profonda fede religiosa lo vuole perdonare, penso sia giusto lo possa perdonare, ma se invece vuole per lui una pena almeno uguale, è giusto che questa pena ci sia.
    Delle stronzate politiche per accaparrare voti, ce n’è un’infinità. Una di queste è quella radicale del “Nessuno tocchi Caino”. Io sono per il “Nessuno tocchi Abele” e darei a Caino la morte che lui ha dato al fratello.
    C’è uno stato imbelle ed imbecille che non governa e, per inchiappettare meglio i Cittadini e far in modo che essi non se ne accorgano, dà a vedere di essere taaaanto buono, in odore di santità e perdona con estrema facilità.
    Mi metto nei panni dei tanti Abele e delle loro famiglie ed il comportamento perdonista dello stato mi fa schifo. Se qualcuno, per profonda fede personale vuole meritarsi il Paradiso porgendo l’altra guancia, nessuno stato in Paradiso potrà mai andarci in quanto, anche per i credenti, questo è riservato alle anime e non alle organizzazioni politico/burocratiche. Uno stato perdonista a priori, non è santo, ma solo imbecille. Mi piacerebbe che tra i libertari nascesse una associazione “Nessuno tocchi Abele” e che questa si presentasse come parte civile nei processi più eclatanti contro la persona a chiedere per i colpevoli la pena che vorrebbero loro infliggere le vittime del caso o i loro congiunti più stretti. Se non si è capito, uno stato perdonista mi fa schifo! E se infligge una pena detentiva e poi la riduce perché il tale in carcere “è stato buono” e questo stato non è capace di costringerlo ad esserlo e ci riesce solo premiandolo, e se poi avvenga che quel tale esca e ripeta il crimine per il quale è stato rinchiuso, questo stato mi fa schifo due volte. Stato, leggi dello stato, chi le vota e chi le applica. Un grande schifo!

  • Marcello
    Rispondi

    Mamma mia che cagata… non avevo mai letto una serie di scemenze simili.

  • Marcello
    Rispondi

    Siete dei retrogradi altro che libertari, ma poi di che parlate? di polvere nell’ universo. Meglio che riponiate i vostri pensieri verso qualcosa di utile non in queste cacate medievali. State cercando di togliere un brufolo ad un uomo che sta per morire di tumore. “Checcialtroni”

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Non so a chi vi riferiate. Io penso che lo stato spreme i Cittadini e poi condanna a pene detentive criminali che non meritano pietà come loro non l’hanno mai avuta. Poi, in caso di buon comportamento, tra le sbarre, regala sconti di pena, ed il delinquente abituale torna a delinquere per guadagnare quanto prima quel che deve pagare all’avvocato che lo ha difeso. La detenzione in un carcere costa come in un albergo a cinque stelle. Io sono favorevole alla pena di morte quando questa sia meritata. I quattrini estorti ai Cittadini devono tornare ai Cittadini come servizi e non mantenendo recluse persone che non meritano umano rispetto. E’ la mia opinione, contraria al buonismo comune internazionale che vorrebbe questa ovunque abolita.
    Condanna capitale dopo ogni grado di giudizio affinché la pena senza ritorno sia inflitta con la massima certezza, per intenderci, come in alcuni stati Usa e non come in Cina. Pena che può essere mitigata se le persone offese, in questo caso le persone care della vittima, manifestassero il loro perdono: sono esse che devono poter perdonare o non perdonare, non l’entità politico/burocratica stato. E’ la mia opinione, se vi va bene, altrimenti rimane senza la vostra approvazione.

  • Marcello
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    La certezza assoluta non esiste mai. Non è buonismo è buon senso. E’ civiltà. Ed è un paradosso, non si può punire un reato con un reato. Che sia la tua opinione nessuno lo discute, che rimanga senza la tua approvazione non frega proprio a nessuno. Solo i cretini non sanno mettersi in discussione.

  • Dino
    Rispondi

    La pena di morte si incastra perfettamente con il sistema libertario, perché questi è un sistema che punta a creare di fatto forti diseguaglianze, aumenta di conseguenza la criminalità e la rende necessaria.

  • Marcello
    Rispondi

    Appunto Dino… Bella cagata.
    Qui dentro c’è gente che scrive molto e pensa poco. Degli invasati.

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