In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO BERINGHI

Nel 2002 in uno dei miei primi viaggi in Russia, mi trovavo a Mosca e presi un autobus locale. Ad una fermata salì un signore di circa 45-50 anni, mostrò il suo abbonamento all’autista e successivamente si girò verso la coda dell’autobus per mostrare a tutti gli altri passeggeri il proprio abbonamento. Il gesto mi lasciò stupito, lo considerai senza senso.

La mia professoressa di russo successivamente mi spiegò che in epoca sovietica era abitudine mostrare agli altri il proprio biglietto. Era un modo per far vedere di essere in regola, di essere un cittadino che faceva il proprio dovere avendo pagato il prezzo del biglietto allo Stato.

In Russia si è appena celebrato il 20° anniversario dal colpo di Stato estivo del 1991, anno degli ultimi sussulti di un pensiero ipercentralista che fece la fine che meritava, implose.

Oggi, anno domini 2011, leggo della proposta dell’italico governo di pubblicare online i redditi di tutti i contribuenti (non che sia una novità dato che nel 2008 per pochi mesi fece lo stesso il ministro Visco). E quest’idea mi riporta alla mente l’immagine dell’autobus.

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20 anni dopo il 1991 mi sembra che le società occidentali (che si credevano superiori a quelle sovietiche) si siano accorte che certi metodi sovietici di controllo assoluto sui propri cittadini non sono poi così riprovevoli e li hanno importati (nda, sto ancora aspettando che qualche mente illustre faccia un bel revival del reato di sabotaggio di staliniana memoria – con tale reato si poteva accusare tutti di tutto).

Adesso non bisogna più mostrare il biglietto sull’autobus, ci pensa lo Stato stesso a mettere tutto in pubblica piazza, magari aspettando che sia qualche delatore invidioso a denunciare il proprio vicino dal giardino più verde, per raccogliere qualche denuncia (o anche sospetto) e per iniziare un percorso di persecuzione di qualche cittadino al fine di arrivare magari ad un patteggiamento e all’incameramento di qualche somma di denaro per chiudere il procedimento d’indagine (e per non finire sulla pubblica gogna virtuale, chi farebbe mai affari con un criminale?).

Non so se mai si arriverà alla pubblicazione online di tali dati (temo di sì), ma comunque di una cosa sono certo: sicuramente faremo la stessa fine dell’Unione Sovietica, forse anche peggio, poiché parecchie persone sono abituate a livelli di vita che non si possono permettere, lo Stato stesso ha un livello di vita che non si può permettere. Ma tutti pretendono che siano gli altri a pagare per mantenere tali livelli.

Ed il clima di invidia sociale che da anni si è instaurato in questo paese non promette nulla di buono.

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Mostrati 17 commenti
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Il clima è da futura guerra civile e dittatura rossa.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      ARIA PESANTISSIMA, QUESTI SON DEI PAZZI!

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Secondo me sono alla disperazione. Non stanno più nemmeno navigando a vista, non sanno proprio a che santo votarsi.
        Insomma, lo Stato è alla canna del gas. Il che non è un male di per sé.
        Il problema è che, siccome non ha pagato la bolletta, il gas gliel’hanno tagliato e, purtroppo, non riesce nemmeno a suicidarsi.
        Ma che grandissime teste di cazzo…
        Ma che grandissime teste di cazzo…
        Ma che grandissime teste di cazzo…
        Ma che grandissime teste di cazzo…

  • Claudio G. Hütte
    Rispondi

    E’ sicuramente così, e il percorso è quello. In Ungheria hanno abolito la libertà di stampa e instaurato un sistema dittatoriale modificando la costituzione, in apparente assenza della opposizione (forse perché anche là l’opposizione è connivente?) Barroso dice che tiene sotto osservazione …forse ha bisogno di un oculista.

    Dunque, dato il trend, di pratico che si pensa di fare? Fuga in altri stati? Certo, se si è da soli che altro si può fare? Altre opzioni?
    Insomma io di chiacchiere ne sento tante, ma di fatti se ne vedono pochi.

    Se ricordi, Leonardo, io ti predissi tutto questo quel giorno che ci incontrammo davanti al tribunale di Pordenone nell’occasione della prima audizione di Fidenato. Io allora sostenevo il percorso del PNV.
    Il PNV si è poi fuso con VS. Ma i risultati credo siano ancora molto da venire. Prima che arrivino ci sarà la dittatura in Italia e allora anche il progetto di VS andrà a farsi benedire. Come la tua testata, naturalmente.

    Ripeto quindi la riflessione. Assunto che il ML resterà una minoranza molto minoranza, specialmente nel contesto italiano, e che ha più speranze (si fa per dire) un partito indipendentista sardo, ci sono altre opzioni pratiche se non quella di darsi alla fuga?

    • Claudio G. Hütte
      Rispondi

      Ops, ho notato adesso che l’articolo NON è stato scritto da Leonardo. Come non detto le domande dirette a lui, ma resta ovviamente il senso di fondo: cosa si pensa di fare di pratico?

    • Nicola Albano
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      Non ci sono fatti ? E come lo chiami il fatto che dopo i rumeni, gli italiani sono quelli che emigrano di più in unione europea ? Questo paese sta diventando un deserto… lo stato scaccia coloro che vogliono intraprendere una qualsiasi attività, alla fine rimarranno solo i parassiti o chi non può permettersi di espatriare e scoppierà una guerra civile… i tempi purtroppo non sono lontani.

  • Marcello
    Rispondi

    Ragazzi che si fà?
    Io sono terrorizzato, l’unica idea che mi viene in mente è quella di espatriare prima che sia troppo tardi.
    Qualcuno ha idee migliori?

  • Mauro
    Rispondi

    IO son nato a Borgosesia In provincia di Vercelli,a pochi passi da dove è nato mio padre ,mio nonno ,il mo bisnonno,l’ultima migrazione familiare è avvenuta nel 1848 da Milano.Abbiamo subito angherie simili a quelle attuali,durante la repubblica di Salò (maiali requisiti per nutrire dei rottinculo di fascisti locali,i quali affermavano di requisirli per nutrire le truppe combattenti in Russia,quando queste erano già prigioniere o defunte).IO rimango qua! Non me ne vado! Rimango e resisto,come resistettero dopo il 1943 i miei predecessori, Come fecero i popolani che rigettavano le tasse napoleoniche intimando agli esattori di :
    “andarsene fintanto che erano sani” Incontriamoci e guardiamo negli occhi i nostri avversari ,ne più ne meno di come fanno i gorilla,monterà l’adrenalina e facciamo capire loro che non tolleriamo le leggi che han fatto per noi,per tenerci schiavi ! Stanno già preparando il dopo ,i felloni,facce nuove per padroni vecchi ! E’ L’ora di agire !

    Mauro

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Commento a Bordelin Keroro:
    Ma perché hai scritto solo quattro volte “Ma che grandissime teste di cazzo…” ?

    Commento a Marcello:
    Se sei giovane ed hai possibilità di andartene, non attendere i giorni da bollino rosso e fallo subito. Con la mia benedizione. Per decidere dove andare, ti consiglio quei paesi nei quali i nostri signori del Palazzo hanno inviato i loro sudati risparmi, pronti anch’essi a raggiungerli appena sarà necessario. Quelle di Bordelin Keroro sono parole sante: siamo alla canna del gas e quelli della casta non se ne rendono conto perchè ci hanno chiuso il gas per non aver pagato la bolletta.

  • Alberto
    Rispondi

    Se Berlusconi avesse davvero le palle sbatterebbe fuori Tremonti a calci in culo e nominerebbe Antonio Martino.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Ma perché hai scritto “solo” quattro volte “Ma che grandissime teste di cazzo…” ?
    Col copia incolla, questi ne meritano molte più di quattro.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Vero. Però già quattro rendono l’idea.

  • Giuseppe Gloria
    Rispondi

    Ho 75 anni. Sono pensionato e vivo da solo in campagna con i miei 3 cani.
    Se avessi 30 anni emigrerei perché la fiducia nel nostro Stato mi si e’ prosciugata da tempo.
    La mia pensione la pagano i giovani lavoratori di oggi, ma io a suo tempo io l’ho pagata ad altri piu’ vecchi di me. Comunque mi scuso con i primi .
    La soluzione ideale sarebbe che ogni giovane disoccupato uccidesse da 2 a 3 pensionati . Cioe’ la guerra civile intergenerazionale ! Soluzione un po’ costosa! Perché per ora non cominciamo a fare uno sciopero in massa dei contribuenti ? Rifiutamoci di pagarle le tasse a questo iniquo Stato! In Francia alcuni anni fa’ Poujade ci provo’ con qualche successo !
    Se alcuni milioni di italaiani si rifiutano di pagare in tutto o in parte quanto a loro chiesto dalla Agenzia delle Entrate cosa fara’ Tremonti o chi per lui : ci sbattera’ tutti in galera ? Ma le galere sono piene gia’ ora : allora cosa fara’ : il confino ? l’esilio ? la garrota ?
    Geppogloria

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Di metterti in galera, allo stato non conviene. Lui ci vuole tutti vuole fuori a fare Pil. Quello che fa è prendersi molto di più di quello che non hai dato. Prima di non pagare le tasse bisogna spogliarsi di tutto, auto, casa, televisore e bicicletta. Però allora su cosa dovremmo pagare le tasse? Secondo me, che mi reputo vecchio, la rivolta la faranno i giovani, la rabbia cresce e non manca tanto. Io spero non sia una rivolta, ma una rivoluzione con tante teste fisicamente nel cesto, affinché servano da futuro monito. Tu affermi che “In Francia alcuni anni fa’ Poujade ci provo’ con qualche successo !” vedi? Quanti anni sono passati? Penso ricorderai le manifestazioni dei viticoltori, … in Francia “il monito” continua a funzionare con la casta dominante. In Italia “il monito” è sempre mancato e si sentono tutti sovrani per diritto divino. Sovrani ed impuniti.

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