In Anti & Politica, Economia

DI CARMELO MIRAGLIOTTA*

LA BANCA MONDIALE SCRIVE CHIARAMENTE CHE LE AZIENDE ITALIANE SONO SOTTOPOSTE AD UNA TASSAZIONE DEL 68,6% CONTRO UNA TASSAZIONE MEDIA DELL’UE DEL 44,2% e non si tiene conto di accise varie, costi indeducibili, beni ammortizzabili che hai comprato ma dovrai scaricare in cinque anni, sanzioni, piccole gabelle una tantum, registri, iscrizioni obbligatorie, ecc. ecc. E poi controlli, verifiche, ispezioni da parte di nullafacenti dal cui umore dipendi; sempre sotto ricatto!

Gli informatori del SISTEMA (altresì detto regime), da sinistra a destra, Oscar Giannino escluso che ha già dedicato due trasmissioni – e forse qualche articolo – all’argomento, danno a denti stretti e sottotono la notizia della forte tassazione, spesso tacendone la percentuale perchè i numeri sarebbero di forte impatto, ma rilanciano sull’evasione fiscale che, va da se (secondo loro) è tutta opera di piccoli imprenditori, dettaglianti, artigiani e lavoratori autonomi in genere.

RADIO24, la radio della Confindustria, (rappresentante del 5% delle imprese italiane ma principale se non unico interlocutore del potere politico), i cui principali esponenti producono in Paesi dove la manodopera è pagata con qualche dollaro al giorno ma vendono sui mercati occidentali a prezzi studiati tanto quanto serve per fare concorrenza ai pochi che si ostinano ancora a produrre in loco, non perde occasione nel gridare nei microfoni (vedi focus economia, la trasmissione quotidiana di Sebastiano Barisoni) che è inammissibile che la media delle dichiarazioni delle partite Iva non superi i 20.000 euro all’anno quando, io ne sono straconvinto, il 90% dei lavoratori autonomi che potesse avere uno stipendio di 1000 euro al mese, con tredicesima, quattordicesima, Tfr, un mese di ferie all’anno e, perfino, il diritto di ammalarsi, chiuderebbe in quattro e quattrotto la propria baracca.

I mantenuti statalisti si lamentano del diminuito flusso di denaro a perdere mentre il Governo, tramite i funzionari della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate – profumatamente stipendiati, spesso anche con percentuale di compartecipazione sul bottino dell’estorsioni – si concentrano sulla lotta all’evasione che, manco a dirlo, non può che riguardare gli unici rimasti in Italia ed ancora in piedi: I LAVORATORI AUTONOMI ED I PICCOLI IMPRENDITORI.

Non si rendono conto, questi famelici sciacalli, che sarà solo questione di poco tempo, non anni, che si arriverà obbligatoriamente ad una delle due seguenti conclusioni:

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1) Ci massacreranno tutti, facendoci fallire o costringendoci a chiudere e poi vedremo chi creerà più posti di lavoro (e conseguente gettito fiscale sul salario che in effetti è pagato dall’unità produttiva e non già dal dipendente che fa sempre riferimento al salario netto) visto che il 90% è oggi dato dalle aziende con meno di 50 dipendenti;

2) Ci costringeranno, per esasperazione, alla reazione fisica ed al corpo a corpo.

Intanto, beghe tra bande politiche, furti di denaro pubblico, sperperi da mala amministrazione, pastoie burocratiche NON ACCENNANO A DIMINUIRE.

Fondatore di “GENTE PRODUTTIVA”

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Showing 8 comments
  • leonardofaccoeditore
    Rispondi

    STASERA,
    SARO’ AD ARZIGNANO PER LA DIRETTA DI “PIAZZA PULITA” SU LA7, IN ONDA A PARTIRE DALLE 20.30-21.00

  • Borderline Keroro
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    E allora vengo anch’io. Vedi che stai cambiando residenza?

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Altroché se mi andrebbe bene: 1000 al mese x tredici mensilità, ferie, malattia, niente spese di commercialista.
    Niente notti in bianco. E non mi darebbero più dell’evasore fiscale solo perché giro con un’auto di lusso***.
    (Che però ho comprato a rate: è una magnifica Punto 1.3 Mjet del 2005. So che non tutti possono, scusate se spando merda)

    Per quanto riguarda le ipotesi che hai citato, penso che entrambe andranno in porto. Dal canto mio intendo chiudere e trasferire l’attività, visto che non sono troppo vincolato. Lavorerò per ditte in Italia con fattura dall’estero.
    E saprò difendermi se dovesse essere necessario.

    ***Eccheccazzo, a me danno dell’evasore fiscale e non vanno mai a controllarese alla GdF fanno i mercatini con la roba, teoricamente, sequestrata. Per la serie non c’è peggior cieco di chi va con i trans.

  • gattamelata
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    oggi, girovagando in rete, mi sono brevissimamente soffermato sulla polemica tra fede e vendola (se non sapete di che si tratta, non perdete tempo, come purtroppo ho fatto io, ad approfondire, seppure per sola curiosità).

    sono così finito sul sito di youtube per seguire l’intervista in cui la polemica di fede si sviluppava e ho quasi subito cliccato, per scarso interesse alla cosa, su un link collegato in cui si faceva cenno ad una intervista alla moglie di fede.

    ho pensato: “chissà che cacchio potrà dire la moglie di fede?”. era una intervista di qualche secondo (http://youtu.be/gDDLJxTLEak). e cosa ho scoperto? che la moglie di fede è un senatore! (http://goo.gl/tMw2x)

    poi, sempre oggi e sempre in giro per la rete, su dagospia, mi incuriosisco del matrimonio della nipote di berlusconi, figlia di suo fratello paolo. scorrendo la lista degli invitati e cosa scopro? che la ex moglie di paolo berlusconi è un deputato! (http://goo.gl/RdOJN)

    rothbard e hoppe ci forniscono gli strumenti logici e etici per darci una ragione del perché e del come siamo arrivati a questo punto.

    e delle volte verrebbe voglia di prendere un lanciafiamme per eliminare un po’ di parassiti.

    poi rifletto che il modo migliore, non violento ed efficace, per eliminarli tutti è farli morire di fame. come? non pagando più le tasse.

    ma questa è un’altra storia …

  • simone 1
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    Gli unici che creano ricchezza in questo cazzo di paese sono gli imprenditori senza la scintilla di queste persone che ogni mattina si alzano e cercano di creare ricchezza per loro i dipendenti le tasse statali, quelle comunali ecc nessuno stato sarebbe possibile, io dico che la misura e’ colma che e’ ora di tirare su la testa e chiarire a tutti gli statali di questo pazzo paese che lo stipendio in maniera diretta o indiretta glielo diamo noi e che ora ci hanno spaccato le palle, quindi taglio subito della spesa statale o tutti a casa.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Al riguardo di grandi imprese, statali e private e di evasione, vorrei che qualcuno rammentasse quali di queste aziende hanno uffici negli odiati paradisi fiscali e ne spiegasse la ratio. Vorrei anche che qualcuno tra lettori rammentasse scandali dei petroli e similari, altro che evasioni, fatti con la complicità della GdF. E mi piacerebbe sapere, nel caso qualcuno ne sia al corrente, se di questi sono stati recuperati allo stato i quattrini o se è tutto finito in prescrizione.
    Altro pensiero che mi frulla in testa. 1° o 2° repubblica abbiamo visto che sono camaleonticamente uguali.
    Abbiamo scoperto, leggendo i giornali che ci sono tangenti che girano, che chi le rastrella ne tiene una parte per se e gira a chi di dovere il resto. Abbiamo visto che il rastrellato arriva a salire fino al ministro il quale pagherà poi il suo partito per l’incarico ricevuto. Bernini (ministro dell’industria o del lavoro), De Lorenzo (ministro della sanità) e badate che, nonostante tutto, io considero quest’ultimo il miglior ministro della sanità che l’Italia abbia mai avuto. Ecco, di tangenti alla GdF ne siamo venuti a conoscenza di molte, ma mai che i quattrini siano arrivati al ministro ché quelli in questa carica sono tutti santi.
    Ricordo, sono vecchio per qualcosa, un ufficiale della GdF che aveva l’incarico di controllare le estrazioni del lotto. Si scoprì che aveva messo in piedi un bel giro d’affari facendo estrarre le palline, fredde, mi sembra.
    Scoperta la tresca, tutto quel che gli fecero fu di rimuoverlo dall’incarico e passarlo ad altre mansioni di controllo. E’ da allora che me ne chiedo il motivo e mi frulla in testa che forse quello sapeva troppo.

    • Borderline Keroro
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      I petrolieri che conosco io agiscono in modo tale da finire, male che vada, in prescrizione.
      Per quanto riguarda la GdF, penso che tutti immaginino cosa bolle in pentola.
      Ovviamente essendo preposti a controllare che tutti rispettino la legge, si sentono talvolta in posizione tale da poter sorvolare su alcune formalità: tipo farsi fare la fattura, oppure elencare con precisione quello che hanno sequestrato.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    quello che leggo qui e quello che vivo direttamente mi fanno vedere due facce della stessa medaglia. In pratica un imprenditore crede che lavorare come dipendente sia un lusso e un dipendente crede che fare l’imprenditore sia un lusso! A questo punto, mi viene il sospetto che qualcuno voglia attuare l’antico motto: divide et impera! In pratica a chi conviene che imprenditori e dipendenti stiano divisi? Innanzitutto ai politici che possono fare quel che vogliono, crearsi voti di scambio con questo o con quello. Ai sindacati, perché fino a quando datori di lavoro e dipendenti non capiranno di essere sulla stessa barca, i sindacati stessi avranno i soldi delle tessere. Giusto per fare due esempi… Se poi penso alle grosse società (le spa per intenderci) dove ci sono più direttori che lavoratori, e spesso le direzioni (lavoro da oltre trent’anni ed era così anche quando iniziai a lavorare) si fanno la guerra, anziché collaborare… beh il gioco è fatto. Pensiamoci dunque e combattiamo i nemici comuni, ovvero quelli che ci vogliono divisi per speculare sulla nostra divisione.

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