In Anti & Politica, Libertarismo, Primo Piano

ECCO L’ARTICOLO CHE HA INCURIOSITO IL SETTIMANALE “OGGI” (in edicola dal 19 al 26 ottobre 2011)

DI LEONARDO FACCO

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Nel 2001 mi sono opposto al censimento. Ho prima avuto uno scambio epistolare con il prefetto di Bergamo, e successivamente un incontro, per spiegargli che non avrei aderito al formulario statale. Qui, il resoconto di quella battaglia, che è stata la prima nel segno della disubbidienza civile che contraddistingue il Movimento Libertario che ho fondato quattro anni dopo.

Oggi, ribadisco quanto ho sostenuto allora e rispedirò al mittente il plico che l’Istat sta inviando, o ha inviato, a milioni di famiglie. Ecco la motivazione: “Ritengo necessario, per la difesa dei miei diritti individuali e della mia libertà personale, non compilare il questionario relativo al 15° censimento nazionale, considerato che tutte le domande poste sono inutili, pletoriche e/o intrusive della mia sfera privata, oppure ancora in merito a ciò che chiedete potrete trovare risposta negli uffici pubblici di competenza, considerato che per qualsiasi atto da me compiuto son sempre stato costretto a compilare modelli vari, pagare bolli vari, registrare contratti vari”.

Sarò anche un po’ pazzo, come spesso ruggisce mia moglie, ma sono convinto che senza passi concreti (e il libertario non è un’utopista) non riusciremo mai a toglierci ci dosso il peso di questo Stato occhiuto.

A suo tempo Gramellini scrisse quanto segue del censimento: “Una montagna di 34 milioni di questionari, raggruppati in 115.000 pacchi, raccolti da 95.000 persone e trasportati da 150 automezzi ha partorito il classico censimento-topolino. Masse di carta, tempo e denaro per scoprire che l’Italia del Duemila è esattamente come ci era stata raccontata in questi anni da giornali, cinema e tv. Più single e meno bebè ma popolazione stabile, dato che in un decennio si sono triplicati gli stranieri (quelli in regola, almeno). Città in calo a beneficio dei sobborghi, più respirabili e meno cari. Insomma, delle ovvietà a tal punto metabolizzate da tutti, che ieri (27 marzo ndr) la notizia del censimento è stata oscurata dai dati sull’aumento dell’occupazione, quelli sì sorprendenti per davvero. In altre epoche il censimento decennale era l’unico strumento per tastare il polso alla nazione. Ma oggi che siamo sempre sotto tiro, «monitorati», ogni movimento del corpaccione sociale viene fotografato all’istante dal primo sondaggio”.

Roberto Bellei, su “Italia Oggi” sostenne allora che il censimento è la dimostrazione che gli uffici pubblici, in cui lavorano troppi mantenuti, sono inefficienti: “Una sconcertante notizia apparsa in questi giorni mi costringe a riprendere il discorso sul censimento 2001. La notizia è questa: La banca dati dell’anagrafe di Roma non viene aggiornata da oltre 30 anni. Inoltre, se i dati dell’anagrafe sono gli stessi alla base dei certificati elettorali come si è potuta protrarre questa situazione per decenni? È lecito domandarsi quale validità abbia tutta l’operazione censimento, vista la scarsa attendibilità dei dati che ne deriveranno e soprattutto se la spesa vale l’impresa”.

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Pare che persino i Comuni, taglieggiati dal fede(ragli)smo leghista abbiano in animo di boicottare questa mastodontica e costosissima operazione di controllo.

Chiaro che anziché autodenunciarsi, come è nello stile di chi scrive, c’è anche la possibilità di riempirlo di dati falsi e degenerati, ma il sottoscritto, oltre a non voler pagare per le inefficienze di uno Stato canaglia – in punta di principio – ancor meno desidera essere controllato a vista da un apparato di tipo sovietico, che ha solo pruriti da secondino.

Vade retro censimento, vade retro Stato!

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Showing 32 comments
  • Nicola
    Rispondi

    Quando vedo la pubblicità del censimento “Sull’Italia che verrà”, mi chiedo che informazioni utili possa ricavare dal sapere quanti cessi ha in casa una persona, se ha l’acqua calda, se ci vede bene, se ci sente bene.
    Ma non hanno un cavolo da fare gli Statistici?

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Sapere quanto cachi mette l’Agenzie delle Entrate, in questo particolare frangente meglio detta Agenzia delle Uscite, di calcolare quanto spendi per mangiare e, quindi, se evadi il fisco.
      Tu mi dirai che ho scritto una stronzata.
      E invece è il caso di mandarli a cagare.

  • Gian Piero de Bellis
    Rispondi

    Nota: A coloro che criticano i contestatori del censimento affermando che tutti i paesi industriali effettuano un censimento decennale, occorre rispondere di andare a documentarsi meglio. (The Netherlands have not had a census since 1971, following a high level of refusal in 1971, and poor test returns in 1979. Both these and a number of other countries (including Denmark) have turned to alternative data sources, particularly population and housing registers and sample surveys, as the source of population statistics.)
    Bravo Leo. Facci sapere se hai bisogno di aiuto. Tienici al corrente.

  • Alessio
    Rispondi

    “La proprietà è un diritto naturale, le tasse sono un furto, vade retro censimento, vade retro Stato” !

    Me fate paura…………giusto in uno Stato di merda come il nostro può attecchire sta roba. Buona fortuna !

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Meglio il Terzo Reich e l’Unione Sovietica giusto? Quelli si erano Stati seri…

    • Nicola
      Rispondi

      E’ bello vedere che persone di idee completamente diverse iniziano a frequentare questo sito ed a leggere gli articoli.
      Mi sa che i modelli ideali di funzionamento di una società solidale e equa orientata al ‘Bene Comune’ (funzionamento rigorosamente basato sulla predazione delle risorse e la smania di controllo omnipresente da parte dello stato) che hanno nella testa costoro non riescono più a spiegare un bel niente.
      Bravi e benvenuti!
      Leggetevi Rothbard & Co., anziché Keynes (che ci ha procurato un sacco di debiti).

      • Alessio
        Rispondi

        Grazie, preferisco Stiglitz.

  • Giorgio De Stefanis
    Rispondi

    Ed io che pensavo di essere il solo ad essermi rifiutato di compilare qualla buffonata del questionario per il censimento…. vengano pure a sollecitarmi incaricati, vigili, ufficiali giudiziali…. solo se vedrò in volo i caccia della Nato (forse) comincerò a preoccuparmi !!!

  • Carlo
    Rispondi

    Caro Leo ,

    io ho dovuto mollare………non c’è stato verso di fermare mia moglie………lo ha voluto inviare per forza……..via

    web……..abbiamo discusso animatamente………..quando ho minacciato uno sciopero in cucina………mi sono

    arreso :-))

    In cambio , però , ho preteso il controllo totale del telecomando SKY per una settimana.

    Un saluto cordiale e affettuoso a tutti.

    Carlo

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      TRISTE VICENDA :-) , ma si sa tutti abbiamo un prezzo, eheheh, ora so che il tuo è una settimana col telecomando di SKY.

    • Alessio
      Rispondi

      Se sei ironico, credo di aver colto il senso.

  • Alessio
    Rispondi

    La filosofia politica ed economica contemporanea stenta a riconoscere la validità delle teorie libertariane, non tanto per l’opposizione alla gestione privatizzata e concorrenziale di settori fondamentali dello stato sociale come la giurisdizione, quanto per il fondato timore che in un assetto socio-economico così definito, privo di qualsivoglia governo centrale, una congrega ristretta di individui molto potenti siano tentati di imporre coercitivamente il loro potere sul resto della comunità; in pratica, il sistema anarco-capitalista sarebbe non auspicabile perché tenderebbe a favorire, nel momento stesso in cui venisse implementato, quei pochissimi soggetti che già dispongono di un notevole potere finanziario(multinazionali, banche d’investimento, lobby industriali etc.). Lo stato di diritto invece, essendo, quanto meno nelle sue forme più avanzate, basato sul sistema democratico della decisione politica, tenderebbe invece a contrastare la concentrazione del potere nelle mani di esigui gruppi privilegiati, dal momento che, qualunque sia la politica economica di una comunità, la maggior parte degli individui di quella stessa comunità ha interesse a difendere le già ristrette risorse e proprietà di cui dispone a fronte della soverchiante ricchezza di pochi soggetti. Uno degli oppositori più spietati dell’anarco-capitalismo è Noam Chomsky, il quale, da socialista libertario come egli stesso si è definito, ha affermato che le idee libertariane, qualora applicate al mondo reale della politica, produrrebbero “tali forme di tirannia e oppressione come se ne sono viste poche nella storia dell’umanità”.

    I libertariani, d’altro canto, rigettano totalmente le accuse che vengono loro rivolte indistintamente dagli altri schieramenti politici, sia conservatori che progressisti, argomentando che in tutta la storia della civiltà umana, se proprio vi è un colpevole di violazione dei diritti umani, questi è soprattutto lo Stato. E infatti proprio il potere astratto e non vincolante dell’autorità statale è stato il principale mezzo con cui piccoli gruppi di potere o addirittura singoli individui hanno potuto, in tutti i tempi e in tutti i luoghi, realizzare forme di governo tiranniche, soverchianti e contrarie alle più elementari regole di pacifica convivenza civile, o reiterare arbitrariamente la violazione del diritto di autodeterminazione di ogni essere umano, tra cui, al netto dell’evidenza, vi sono gli interventi armati contro altre popolazioni, minoranze o addirittura nazioni, sistematicamente portate avanti in nome di uno specifico ordine sociale da raggiungere e da imporre a tutti, o in nome di una generica sicurezza e stabilità nazionale.

    Laddove quindi i tradizionali sostenitori dello Stato, inclusi i liberali classici, vedono in questo un’alta e possibilmente equa autorità garante dei diritti umani, senza il quale sarebbe impossibile contenere lo spirito egoistico umano, che in un contesto anarchico non avrebbe freni né argini per manifestarsi, invece i libertariani pongono maggior fiducia nello spirito filiale dell’umanità, rammentando che le stesse idee di libertà e uguaglianza sono nate dal basso, ovvero sono sorte spontaneamente dalla creatività mentale dei singoli, e non certo imposte dall’alto per “decreto intellettuale” da una presunta superiore autorità garante della ragione. Il libero mercato, dunque, essendo per l’appunto una manifestazione spontanea e originale dello spirito di cooperazione umano, da intendere come la volontà organica e orizzontale di una comunità di individui di determinare, ognuno per sé stesso, il corso della propria vita, vivrebbe per necessità di autoregolazione, che nella visione libertariana viene chiamata anche “auto-proprietà” o “assioma di non aggressione”.
    ———————————————————————————————
    …..l’abolizione dello Stato e la realizzazione di un sistema di privatopie, entità territoriali auto-organizzate nei limiti delle libertà individuali in grado di fornire servizi di libero mercato, sviluppantesi secondo un sistema di adesione volontaria alle regole che ogni enclave stabilisce autonomamente. Il sistema delle privatopie esclude a priori l’esistenza di nazioni e soprattutto entità sovranazionali, ammettendo unicamente la diffusione di una capillare e interattiva rete di piccole comunità private.

    Ma cos’è sta cazzata, ma se in italia si scannano persino nelle riunioni condominiali…………..ma percarità.
    Comunità o grandi Stati, sono sempre gli individui che li compongono e fra questi ce ne sarà sempre qualcuno che creerà parecchi dispiaceri a tutti gli altri. Ci sono degli Stati dove le cose funzionano bene e i cittadini sono felici e molti sono proprio in Europa, a cominciare dalla Svizzera.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      A parte che col copia-incolla sono buoni tutti, ti faccio notare che
      “il sistema anarco-capitalista sarebbe non auspicabile perché tenderebbe a favorire, nel momento stesso in cui venisse implementato, quei pochissimi soggetti che già dispongono di un notevole potere finanziario(multinazionali, banche d’investimento, lobby industriali etc.)”
      è ESATTAMENTE quello che le democrazie hanno realizzato.
      Più forte è lo Stato, più vi è possibilità di impoverire la maggioranza (tramite tassazione allucinante? Fai tu) per trasferire questa ricchezza nelle mani di multinazionali, banche, grandi industrie, e clientele varie. Non so se te ne rendi conto, ma questa è esattamente l’Italia. Questa è esattamente l’UE. L’UE… LUE ! Abbiamo preso la LUE e, democraticamente, non ci hanno nemmeno consultati per sentire cosa ne pensavamo.
      Per cui la frase seguente
      “Lo stato di diritto invece, essendo, quanto meno nelle sue forme più avanzate, basato sul sistema democratico della decisione politica, tenderebbe invece a contrastare la concentrazione del potere nelle mani di esigui gruppi privilegiati”
      pur se in via teorica accettabile, nella sua applicazione concreta direi che ha fallito.
      Prova a guardare, tanto per fare un esempio, quale ricambio c’è in vetta alla politica. Quale ricambio c’è in Parlamento e al governo del Paese. Ce n’è addirittura meno oggi di quando era in piedi il muro di Berlino.
      Chomsky è dagli anni ’70 che dice cazzate per vivere, e chi sono io per togliergli il suo giocattolo?

      Il libero mercato è la più alta forma di democrazia: tu paghi, quindi tu scegli. Se lo Stato distorce la concorrenza,aiutando quel povero imprenditore che ha messo via soldi quando le cose andavano bene, ma ora che vanno male vuole socializzare le perdite, non fa altro che togliere soldi a chi ha visto giusto e prodotto quello che la gente voleva per dare a chi ha fallito.
      Quindi uno Stato del genere premia gli sbagli facendo pagare il conto a chi si comporta bene.
      Un po’ come il 6 politico del ’68, o gli esami di gruppo ad Architettura (e i risultati si vedono).
      Poi mi dici che ci sono Stati come la Svizzera, dove la gente vive felice.
      Anche lì, i pro e i contro, come dappertutto.
      Ti faccio sommessamente presente che in Svizzera la gente può chiedere di votare, tramite referendum, su qualunque cosa. Anche sulle tasse, cosa che da noi è stata opportunamente (per i politici) esclusa direttamente in costituzione. Come i referendum propositivi, in quanto i cittadini italiani sono ritenuti, evidentemente, dei deficienti dai soloni della politica.
      Volevo in ultimo farti notare che in Svizzera le tasse sono estremamente più basse che da noi, che anche da loro c’è una relativamente piccola percentuale d’evasione fiscale, e che, a quanto mi consta, lo Stato non mette il naso nell’economia così pervasivamente come il nostro.
      Sarà per il fatto che la Svizzera tende ad essere un paese più liberale dell’Italia, che invece è socialisteggiante, ma là sono più felici. E più ricchi.
      In Italia ci si scanna anche alle riunioni condominiali semplicemente perché è il paese dei furbi, dei lazzaroni e dei ruffiani, altro che stato di diritto. Qui chi è più immanicato vince.
      Qui i processi si fanno sui media e nessuno ci trova niente di strano.
      Qui ti vogliono intercettare anche quando fai il bidet, e c’è sempre il coglione che dice “voglio essee intercettato”.

      P.S.: Domanda per Fidenato: in Svizzera c’è il sostituto d’imposta? Io credo di no. Che sia un altro motivo per cui gli Svizzeri sono, come dice Alessio, più felici?

      • Leonardo Facco
        Rispondi

        copia e incolla… LE SOLITE CAZZATE! Oggi, invece, comanda il POPPPPOLO! :-D

        • Alessio
          Rispondi

          Non sei nemmeno capace di leggere.
          Riunitevi, riunitevi……però prima studiate un pò, altrimenti ve la incartano.

      • Alessio
        Rispondi

        Se la sintesi è che l’italia è uno stato di cacca sono d’accordo. La Svizzera invece è uno Stato ma non è di cacca.
        Potrei farti altri esempi, magari parlando anche della differenza che c’è fra vivere in Germania e nella nostra penisola di merda, ma non ho voglia di perdere tempo che c’ho da lavorà. Voi intanto fate gli anarchici e createvi la vostra comunità felice, se vi riesce.

        • macioz
          Rispondi

          Voi intanto fate gli anarchici e createvi la vostra comunità felice, se vi riesce.

          Non so se l’hai notato, ma in quel “se vi riesce” sta tutta la differenza tra libertà e coercizione.
          Se non ci riesce, è solo perchè ci viene impedito con la forza.
          L’autorità statale non consente a nessuno di svincolarsi dagli obbighi unilateralmente stabiliti, vedi in primis pagare il pizzo chiamandolo tasse, accise, imposte, o contributi di solidarietà, che fa più figo.
          A chi preferisse la società della coercizione, noi diremmo: se ci tenete, accomodatevi, de gustibus…., purchè noi ci lasciate in pace nelle nostre piccole, ridicole, comunità felici.
          Ma a chi preferisce la società libera, lo Stato cosa risponde? Col caxxo che ve ne andate!! Dobbiamo stare tutti insieme, vicini vicini….
          Vedi, in un mercato libero, le due società potrebbero competere in una sana e onesta tenzone, e se come dici, lo Stato è così indispensabile, in breve le piccole comunità felici schiatterebbero d’invidia e scomparirebbero spinte dal desiderio insopprimibile di tornare sotto l’ala benevola del vecchio papà, un pò burbero, forse, ma buono e giusto. Non prima, beninteso, di essersi cosparsi il capo di cenere. Pensa che soddisfazione, che rivincita.
          Tutto questo accadrebbe, sarebbe inevitabile, ancora non capisco perchè lo Stato continui a privarsi di questo sottile piacere.

  • Alessio
    Rispondi

    Ve l’ho detto, non è che se l’italia è uno stato di merda fatto da cittadini di uguale natura, poi tutto fa schifo…….

  • Bacchus
    Rispondi

    Che il censimento così come è stato concepito fino al 2000 sia superato, lo dimostra la modifica radicale che è stata introdotta in Svizzera: per ridurre l’onere per la popolazione, le informazioni sono estratte principalmente dai registri degli abitanti e completate con rilevazioni campionarie. D’ora in poi, solo una piccola parte della popolazione è interrogata per iscritto o telefonicamente. Il primo giorno di riferimento del nuovo censimento della popolazione è stato il 31 dicembre 2010. Si tratta di un censimento più moderno, ECONOMICO, rapido e completo.

    • Alessio
      Rispondi

      Sicuramente lo psicopedofilo provvederà integrando la letterina a babbo natale.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Ci si può ragionare fin che si vuole, ma a quello che serve, noi lo sappiamo tutti.

    1° dar da fare a tanti per aver la motivazione di dar loro una retribuzione della quale si sentano appagati e scongiurare tumulti, anche se questi per primi si rendono conto di essere pagati per fare un lavoro inutile.

    2° dare un ordine innocente ed essere ubbiditi: qualche psicologo lo potrà spiegare meglio di me, ma se il Capo ordina ai maschi di indossare i pantaloni, è ubbidito senza fatica, poi alle femmine di usare di preferenza le gonne, ed è ubbidito, poi quella che era “di preferenza” diviene obbligatorio, e un po’ alla volta il Capo arriva ad ordinare quello che vuole ché la gente è assuefatta e trova normale e doveroso ubbidire sempre, anche ad ordini che non condivide, tipo la soluzione finale per gli ebrei. Sui vecchi velieri oceanici, quando la navigazione era tranquilla e non serviva impartire alcun ordine, il capitano faceva pulire la tolda con acqua di mare e piccoli mattoni di pietra pomice detti “bibbie”: quanto potesse essere sporca una nave in mezzo all’oceano lo si può immaginare, ma per il mantenimento dell’Autorità era necessario ordinare sempre e far che i sottoposti avessero sempre da ubbidire.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Hai vinto un caffè.

  • Gigi
    Rispondi

    Questo è un inutile modo di farsi cavoli altrui, con domande stupide con riferimento alla nostra vita privata e per creare posti di lavoro a spese del cittadino senza nessun profitto per nessuno!
    Bravi…. contunuiamo così, i problemi di oggi è sapere quanti bagni abbiamo e quanti minuti impiegamo ad
    arrivare al lavoro, sono sicuro che una volta che il governo avrà in mano questi dati la vita in Italia migliorerà

  • Gigi
    Rispondi

    Ki Av At evi Tutti Governo di Me r Da

  • Gigi
    Rispondi

    Si

  • Bruno
    Rispondi

    Che ne pensate di questo ? Succede oggi fresco fresco!

    Casale Monferrato Comune campione
    Chissà che ne pensano molti cittadini, dopo aver perso la mattinata o il pomeriggio presso la sede dell’ ufficio censimento cittadino lo scorso anno, tra code che si allungavano sulla strada, e altri intoppi, nell’apprendere come me, che l’ Istat, ha deciso un’altra bella buffonata! Il controllo qualità del censimento! Però! Mi sono detto! Probabilmente i soldi stanziati dal Governo erano in esubero e quindi abbiamo accantonato qualcosa, un tesoretto, a questo punto tanto vale buttarli per fare esattamente la stessa cosa che abbiamo fatto qualche mese fa. Oppure, ne hanno stanziati dei nuovi, e quì sarebbe davvero il colmo. Trovo vergognosa e inutile questa bella pensata, oltretutto nel momento difficile, che tutti stiamo attraversando. Ho trovato strano, per ben due volte, l’ avviso lasciato sulla mia porta, di contattare il Sig. tal dei tali, per fare il mio dovere, e cioè rispondere al questionario sul censimento. Visto che in mie mani, conservo un documento ufficiale, dell’ ufficio censimento di Casale, con tanto di numero questionario e timbro dell’ufficio censimento datato 18.11.2011, che attesta l’avvenuta consegna, mi sono detto, vadano a ricercarsi i miei dati sul computer dato che ero presente quando venivano inseriti a terminale tramite l’addetto. Ora, dopo aver appreso questa notizia, Casale Comune campione, ho scoperto che l’ Istat condurrà in 255 Comuni in tutta Italia, un controllo qualità attraverso una ulteriore rilevazione. Pazzesco e vergognoso. In Casale, saranno coinvolte le zone di Casale Popolo, centro storico-San Domenico, e Rotondino – Ronzone. Credo non ci siano parole, altra carta buttata, tempo perso, movimentazione di personale e tutto il resto. Possibile che nessuno dica nulla? Adesso per censire in una casa 4 gatti, ci vuole il controllo qualità iso 9000? Di fatto sarebbe meglio censire quelli che mai saranno in grado di censire. E tanti sono gli stranieri che sfuggono al controllo.
    Consiglio, di dare almeno la possibilità alle persone, di recarsi presso l’ufficio censimento per ricompilare/rivedere e riparlare delle stesse cose di 5 mesi fa. Le persone non possono stare a casa per aspettare i rilevatori, oltretutto, con la diffidenza che c’e’ oggi nell’aprire la porta, rischiano di restare fuori di casa pur avendo un tesserino. Saremo sanzionati? Benissimo, tanti sono i ricorsi che si possono fare, e si può anche andare più a fondo sulla faccenda.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Una buffonata il censimento, una buffonata tutto il resto

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    @ Bruno – Se tu cerchi la razio nella valutazione Iso 9000 dei dati non la troverai mai.
    C’è disoccupazione, tanti disoccupati non sanno cambiare la guarnizione ad un rubinetto o riparare un frullatore e chiedono lavoro. E lo stato mammasantissima glielo dà, semplice semplice anche se inutile, per tacitare le richieste odierne.
    Con i lavori inutili ci saranno altre imposte da pagare ed un aggravio dell’economia, ma ciò riguarderà il futuro.
    Sai com’è, … domani è un altro giorno, … domani chissà chi ci sarà a comandare al posto mio, … e cazzi suoi.
    Questa è la politica dei tanti soloni che si riempiono la bocca con la sacralità delle istituzioni.

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