In Anti & Politica, Economia

DI GIACOMO ZUCCO

La più grande e antica democrazia liberale del mondo è nata da una rivolta fiscale, e ad innescarla è stato il “Boston Tea Party” (letteralmente: “ricevimento del tè di Boston”) del 1773, plateale gesto con cui i coloni rovesciarono in mare le casse di tè inglese per protestare contro la tirannia fiscale imposta dalla Corona. Ma il governo elefantiaco e vorace cacciato dalla porta con la vittoria militare del 1783, è gradualmente rientrato dalla finestra  della politica, fino a giungere ad una situazione più pesante di quella coloniale: è in questo quadro che, nel 2008, un vasto e diversificato movimento di protesta si è organizzato nuovamente sotto il simbolo della rivolta che ha fatto da scintilla per la Rivoluzione Americana. La parola “Tea” è stata reinterpretata come acronimo di “Taxed Enought Already” (“già abbastanza tassati”), e il nuovo Tea Party si è evoluto da semplice coordinamento di protesta a vera e propria “lobby” di pressione, che è arrivata a condizionare l’intera politica americana battendosicontro il salasso fiscale, la burocrazia asfissiante, gli sprechi della spesa pubblica, la corruzione politica, i debiti irresponsabili, le politiche monetarie disastrose. La crisi economica mondiale evidenzia un problema di statalismo mondiale: così in qualche anno il movimento mette radici in tutto il mondo, Italia compresa (un paese che di ricette anti-stataliste ha un particolare e disperato bisogno).

 Il Tea Party italiano ha organizzato molte “tappe” territoriali e tematiche, ha sottoposto “contratti” trasversali ai politici di tutti gli schieramenti alle ultime elezioni amministrative, ha lanciato molte proposte di policy concrete e approfondite. La prossima iniziativa è anche la più ambiziosa: il pomeriggio di sabato 26 novembre, a Milano, si svolgerà una manifestazione contro la rapina fiscale (presente e soprattutto futura, vista l’aria che tira) e contro le politiche economiche irresponsabili che ci hanno portati alla catastrofe.  Sarà una manifestazione a cui prenderanno parte proprio “quelli che non manifestano mai”: coloro che lavorano, studiano seriamente, producono ricchezza, vivono la propria vita senza pretendere nulla dagli altri. Il movimento non si lamenterà di questo o quel governo e non loderà questa o quella parte politica, ma si concentrerà sui temi concreti: SI alle riforme liberali richieste dalla BCE (liberalizzazioni, riduzione del pubblico impiego, riforma  delle pensioni, tagli di spesa per il pareggio di bilancio), NO alle ipotesi di politiche miope e recessive che circolano in questi giorni sulla stampa (nuove patrimoniali, reintroduzione dell’ICI, inasprimento dello stato di polizia fiscale).

Il ritrovo è per le 14:30 nella centralissima piazza di San Babila, nel cuore della “capitale dei tax-payers” italiani. Parteciperanno alla manifestazione anche celebri giornalisti, economisti, intellettuali, personaggi dello spettacolo … ma la voce che si alzerà sarà quella di ragazzi e ragazze, piccoli imprenditori, liberi professionisti: tutti coloro che vogliono riprendere in mano la loro vita e chiedere MENO TASSE, PIU’ LIBERTA’!

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*Portavoce nazionale Tea Party Italia

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Showing 6 comments
  • new s☼n
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    “taxed enought already” – “enough”.

  • new s☼n
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    “taxed enought already”.

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    Ovunque c’è da lottare contro gli oppressori e gli estorsori io ci sarò: anche in piazza S. Babila !!!!!!
    Speriamo che presto, dall’indignarsi ed inveire con cartelli, si passi ad azioni più concrete ed incisive tipo le azioni dei PASTORI SARDI e di VENETO STATO. !!!

  • Roberto Porcù
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    Sono in dichiarato dissenso con Giorgio e la sua aspirata rivoluzione ghandiana. La libertà si conquista e si mantiene con la spada, altri metodi non esistono. La rivolta del te non avvenne con i cartelli, ma con i fucili, ben diffusi tra i coloni americani, e con i fucili poi continuò. In Italia c’è una paurosa corruzione politico/burocratica e moltissima evasione avviene da società statali per produrre fondi neri per l’appetito di chi fa politica, a tutti i livelli. A questa si aggiunge la paurosa elusione della Chiesa che ha ottenuto per se leggi speciali che ricompensa tenendo buona e sottomessa la gente. Ancora una volta il Primo ed il Secondo Stato hanno fatto comunella. C’è poi la delinquenza organizzata a più livelli che viene combattuta e potrebbe essere totalmente debellata se chi la combatte non dovesse sottostare a leggi fatte apposta per frenarne l’opera. Durante il fascismo il prefetto Mori ottenne ottimi risultati, sino a quando non toccò i piani più alti della corruzione e venne quindi rimosso dall’incarico. I piani bassi operano con lo spaccio, la prostituzione (volutamente illegale) ed ogni sorta di azioni volte a delinquere, i piani alti lavorano con lo Stato ed i suoi appalti: poi parte dei proventi finanziano la politica.
    Solo pensare che le sanguisughe si facciano spontaneamente da parte dopo pubbliche dimostrazioni, è una deleteria illusione, esse servono solo per aggregare i Cittadini e dare loro quella coscienza di appartenenza che dai media è negata. I media ignorano o denigrano regolarmente ogni manifestazione “non politicamente corretta”. Ma le manifestazioni servono anche a perdere del tempo e mandare in cancrena la piaga Italia.
    Qui di seguito vi incollo, come un amico me l’ha passata, la dichiarazione del deputato che non conta nulla Carlucci dopo che la scoprirono pagare in nero il suo personale.

    <<< “In Parlamento guadagno troppo poco” Ebbene la faccia tosta della classe politica italiana non ha confini: dopo aver m…ollato il Pdl per l’Udc, la deputata Gabriella Carlucci torna a far parlare di sè con le sue ultime affermazioni in difesa della Casta, sostenendo che lo stipendio dei parlamentari è il minimo visto il duro lavoro che fanno, e che al contrario degli operai lei sì che lavora duramente, 24 ore su 24. E pensate che lo fa per noi … ecco cosa ha dichiarato, da rabbrividire:
    “Ti faccio l’elenco delle mie spese e poi vediamo se il mio stipendio è alto. Il mio stipendio è il minimo! Dormo tre o quattro ore per notte perché io da Montecitorio mi porto il lavoro a casa! Devo studiare, devo leggere … Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto”: non sono le battute di qualche comico, ma sono proprio le parole usate dalla deputata Carlucci per spiegare quanto duramente lavorano i parlamentari italiani, e, badate bene, a fronte di uno stipendio davvero misero.
    E continua: ”Ma quale stipendio troppo alto! Io ho una segreteria a Roma che pago io, due segreterie in Puglia che pago io … Sa cosa vuol dire mantenere una segreteria? Affitto, telefono, luce … Allora adesso io ti mando l’elenco delle mie spese. Perché io ho il rimborso aereo, ma quando vado a Trani o a Bari dormo e mangio in albergo. Ti faccio l’elenco delle mie spese e poi vediamo se il mio stipendio è alto. Il mio stipendio è il minimo! Perché tutte le spese che ho le sostengo con i miei soldi. Spese che giustamente servono a mantenere il rapporto con l’elettorato”.
    Tutta questa rabbia nasce da una vicenda che l’ha vista condannata in tribunale, in cui si è scoperto che pagava a nero i suoi assistenti. La parlamentare si difende ancora: “Un operaio quando va a casa ha lasciato i suoi problemi nel suo ufficetto (n.b. il tono dispregiativo). Io quando vado a casa ho ancora i miei problemi di lavoro. Il mio telefono è sempre acceso, è sempre quello dal 1994 e chiunque mi può raggiungere, sabato domenica o festivi. Ma mica solo io lavoro così tanto. Però voi purtroppo pensate che tutti siamo dei lavativi perché questo è il messaggio che passa”. Nessuno mette in dubbio il tempo impiegato per il suo lavoro, ma direi che la cara Gabriella abbia sproloquiato abbastanza…non credete?
    di: L'Italia che esiste..

    Il quinto emendamento alla costituzione degli Stati Uniti sancisce che i Cittadini possono acquistare e detenere armi. Un emendamento che si guardano bene dal cassare anche dopo casi eclatanti di omicidi ad opera di pazzoidi che si scopre poi detenessero arsenali in casa. Quella degli americani non è un’aspirazione alla violenza, ma amore per la libertà, da difendere sempre da chiunque. Da noi può detenerle solo il personale al servizio dello Stato, o altri dopo autorizzazioni burocratiche, e tasse, e sempre in misura molto limitata.
    Lo stato italiano sa bene di dover avere paura dei suoi Cittadini.

  • nikolas
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    altro che gandhi qua fra un po’ tornano le brigate rosse

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    LEGGETE SOTTO COSA SCRIVONO SUL SITO DI PIERFERDI, IL CASINI DELLA POLITICA ITALIANA, I SUOI SUPPORTERS !!
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    Per combattere l’evasione e VINCERLA bastano tre semplici mosse:
    1) Un Ministero CONTRO l’evasione
    2) Darlo a Visco (o chiederne la collaborazione)
    3) Lasciarlo lavorare fino al 2013.
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    Ora uno può mandarli ramengo, oppure scrivere quanto ho scritto io al tale don chisciotte che ha lui le tre soluzioni chiave !!

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    Anche da qui, egregio sig. XXXX le chiedo lumi.
    Se un problema ha delle cause, la scienza (e per la verità anche la coscienza) insegna che occorre ricercarle prima, valutare le contromisure possibili per rimuoverle alla radice, se possibile. E dopo qualche tempo controllare che le contromisure siano state messe in atto, e verificarne l’efficacia. Questo secondo un ciclo manageriale, noto a chi come me si occupa di questa materia. Allora io leggo delle sue tre soluzioni al problema dell’evasione fiscale. Le chiedo, se alla due lei dice “mettiamo Visco”, che è la soluzione, ma la causa dell’evasione fiscale è la mancanza di Visco ?
    Se alla 1 lei propone un ministero apposito, giusto per non farci mancare niente, che forse l’evasione fiscale è causata dalla mancanza di un apposito ministero ?
    quanto alla 3. quella non è la soluzione, è semmai un programma.
    Allora Stefano, faccia così :
    si interroghi prima sulle cause dell’evasione fiscale.
    Poi quando ha finito, e ne vuole riparlare, scriva pure. Non vedo l’ora di leggerla. E come sempre, se lei avrà elencato le cause, ci metteremo d’accordo per combatterla. Le anticipo una cosa :
    siccome finanzio con le tasse anche questo sito, ivi comprese le prebende di Casini e il rimborso elettorale del suo beneamato partito, sono alquanto stufo e diciamo pure incavolato, di sentire sproloqui anche sull’evasione fiscale e sul modo di risolverla.
    Solo per finire, magari tra una ricerca e un’altra, lei provi a studiarsi la curva di Laffer, non le farà male affatto. Mi creda. Stia bene – A.T.

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