In Anti & Politica, Economia, Libertarismo, Primo Piano

DI LEONARDO FACCO

Tremonti… se non esistesse bisognerebbe inventarlo. E un secondo dopo soffocarlo nella culla, infilandogli una mazzetta da 4000 euro in contanti in gola.

Dopo aver ignorato la crisi, e le sue motivazioni soprattutto, dopo aver fatto approvare due finanziarie che hanno solo aumentato la pressione fiscale e gli orpelli burocratici, dopo aver introdotto nuove imposte e aumentato una trentina di quelle esistenti, dopo aver dato il via libera ai taglieggiamenti di Equitalia, cosa si sta inventando il ministro dell’Economia (fallita) italiana?

Ecco qua: “Contante proibito per pagamenti superiori ai 500 euro. E’ una delle misure allo studio del governo che, secondo il Sole 24 Ore, potrebbe divenire già realtà con il prossimo pacchetto crescita. Misura che significa semplicemente che non si potranno pagare ‘cash’ tante delle spese più o meno ordinarie delle famiglie. Contante proibito, solo per fare qualche esempio, per l’idraulico (raro che il conto sia più basso) o per la colf. Praticamente impossibile pagare in contanti anche uno smartphone di grido o un pc portatile di media qualità. Niente contanti per buona parte delle spese sulla casa: dalla manutenzione al mobilio”.

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Solo un paio di mesi fa, il governo ha introdotto il primo taglio ai pagamenti in contante, dato che con la manovra di metà agosto è stato introdotto il criterio della tracciabilità sopra i 2500 euro.

Ora, il governo “liberale-liberista” de ‘sta cippa, con la nuova stretta, finirebbe per avvicinarsi alla soglia di 100 euro voluta anni fa dall’allora ministro Vincenzo Visco, il vero mentore di Tremonti.

Ma non basta: “La stretta sui controlli, in ogni caso, non finisce qui. Si amplieranno infatti i poteri di indagine dell’Agenzia delle Entrate che potrà accedere alle informazioni raccolte dagli intermediari finanziari e trasmesse dall’archivio dei rapporti così da creare liste selettive di contribuenti da sottoporre e verifiche e controllo. Il fisco potrà infatti controllare eventuali eccessive movimentazioni di un conto corrente incrociandole con la dichiarazione dei redditi. E questo vale per conti personali, cointestati e intestati a terzi, come per esempio un coniuge. Meglio quindi separare i conti ed essere in grado di spiegare i movimenti di soldi sui conti correnti privati”.

Se a ciò ci aggiungiamo il redditometro che entrerà ufficialmente in vigore il 1 gennaio 2012, patrimoniali fatte e in corso d’opera, gli studi settore, l’IRAP (la tassa sulle perdite aziendali), le quasi duemila gabelle esistenti in questo paese che han portato la pressione fiscale al 69%, le 250.000 leggi in vigore, i circa 10 milioni di parassiti che non producono nulla e percepiscono stipendi pubblici e para-pubblici, un sistema giudiziario che neanche Timbuctù ha mai avuto, un presidente della Repubblica che fuorchè banalità e idiozie non dice, un partito come la Lega Nord che non è altro che un’associazione a delinquere di stampo padanista, che rimane da fare?

1- Andarsene: lo stanno facendo le aziende, i laureati e i diplomati, i liberi professionisti e i cittadini comuni sempre con maggiore frequenza. Solo la Romania, in Europa, ha più emigranti di noi.

2- Difendersi: per farlo è necessario far piazza pulita della casta e del sistema paese, l’Italia non può esistere e per mettere fine a questo carrozzone infame non c’è che la rivolta fiscale e l’autodeterminazione;

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3- Rimanere: assistere all’agonia del Belpaese continuando a chiedere elemosine al governo e sperare di entrare a far parte di qualche cricca, tenendo d’occhio quel che accade in Grecia con la consapevolezza di potersi godere un futuro di povertà e scontri sociali, diventando sempre più invidiosi e rancorosi.

Sappiate che la legittimazione del prelievo fiscale nello Stato moderno è lo strumento perfezionato del totalitarismo: grazie al suo aumento, al tempo stesso, si sviluppano gli apparati dello Stato, cresce la capacità di controllo sulla società e si riducono le libertà delle famiglie e delle persone.

Credo sia ampiamente scaduto il tempo della sterile protesta, quello della delega e financo quello della pazienza. Chi ancora crede alle letterine di Berlusconi inviate all’UE è un beota. Tutto già promesso, ma mai mantenuto. Il Leviatano va fatto morire di fame!

https://www.movimentolibertario.com/2011/10/25/a-padenghe-contro-la-patrimoniale/

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  • Leonardo Facco
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    ECCO PERCHE’ I PARASSITI DELLA CASTA SON SOLO DEI BUGIARDI, FALSARI E LADRI: “L’assessore al Bilancio, Bruno Tabacci, punta a vendere le quote di Sea e Milano-Serravalle per trovare entro la fine dell’anno 350 milioni di euro utili a rispettare il patto di stabilità. L’operazione, però, incontra resistenze in Consiglio”.

    • Borderline Keroro
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      A parte tutto il resto, mi piacerebbe sapere a chi potrebbe vendere.
      Le banche devono acquistare titoli di debito pubblico.
      I politici sono impegnati a rincorrere il debito PUBICO. L’unica cosa che distingue la destra dalla sinistra è la predilezione per le mignotte per la prima e dei trans la seconda. Mi chiedo quali preferenze abbiano quelli del terzo polo, ma non oso rispondermi.
      La soluzione è quella di indurre la gente a svuotare i conti correnti e portare i soldi all’estero o convertirli in metalli preziosi.

  • Gianluca pavan
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    Non ti curar di loro, guarda e passa…il futuro e’ libertario…

    • Brillat-Savarin
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      giustissimo, NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA. che facciano tutti i redditometri, spesometri e sciocchezze del genere… non curiamoci di queste cose…

  • Michele Liati
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    o come sto scrivendo io ultimamente: “non ti curar di lor, ma corri e basta!”

  • gattamelata
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    quale democrazia è mai la nostra, impostaci dai predoni che governano l’italia, se non solo un’ombra della democrazia diretta ateniese? e perché mai la democrazia dovrebbe essere il migliore dei sistemi di governo?

    perché “predoni”? non per via di un “demagogico” sentimento di anti-politica, ma per una ragione ben chiara: perché l’acquisizione delle risorse che servono loro per vivere (i loro stipendi, le pensioni, le macchine e le case che usano ed in cui abitano, il denaro che spendono in nostro nome) non proviene da un libero scambio di beni e servizi, volontario e perciò ritenuto conveniente da entrambe le parti, ma sulla base di una imposizione forzata a fronte della fornitura di servizi certamente utili (difesa, giustizia, sanità, assicurazione sociale), almeno in parte (perché tutta la sovrastruttura burocratica che esiste solo per pagare se stessa non è certo utile a nessuno se non a chi ne fa parte), ma il cui fornitore non ci è concesso scegliere e che si è obbligati ad acquistare, anche se non li si desiderano o li si desidererebbero forniti da altri. se io non voglio acquistare da te una cosa, anche se utile, che tu mi offri e mi imponi con la forza di comprarla, cosa sei se non un predone?

    perché (quasi) nessuno si ribella ai predoni? perché i predoni rubano a qualcuno ma danno ad altri, tenendo per sé una parte del bottino. e questi altri sono ormai diventati la maggioranza della popolazione, che quindi non ha nessun interesse a ribellarsi alle ruberie perché beneficia dei furti dei predoni o direttamente, ad esempio attraverso lo stipendio o la pensione che percepisce, o indirettamente, ad esempio per via delle commesse statali o delle concessioni che riceve. ma come mai. almeno la minoranza predata non si ribella al furto continuato che sono le tasse? prima di tutto perché la forza legale è nelle mani dei predoni e quindi si finirebbe con la testa rotta da una manganellata, se va bene, o in galera per evasione fiscale se va male. poi, perché la maggioranza (di destra e di sinistra, maggioranza di popolo, non politica, sia chiaro) che li sostiene più o meno caldamente, viene facilmente convinta dai predoni, con l’appoggio degli intellettuali al loro servizio: la stampa, la televisione, la chiesa (da notare come tutti questi intellettuali sono o a libro paga dei predoni attraverso i contributi all’editoria, l’esenzione ici sugli edifici di culto oppure sotto scacco, attraverso la concessione o meno di frequenze e privilegi vari) che evadere le tasse, cioè ribellarsi al furto, è un male e che chi lo fa è un parassita. che bel paradosso! il bue, che dice cornuto all’asino…

    ora, se smettessimo di pagare le tasse dove finirebbero tutti gli insegnanti, i poliziotti, i militari, i bidelli, i burocrati? non farebbero forse la rivoluzione essendo rimasti senza lavoro e senza stipendio? qualcuno scenderebbe in piazza, la sofferenza per i più durerebbe però qualche mese, perché presto il mercato li assorbirebbe dando loro un nuovo lavoro nel settore privati. non è che infatti, all’improvviso, abolendo questi lavori svolti dal settore pubblico, la loro utilità verrebbe a cessare altrettanto all’improvviso: le scuole dovrebbero ancora essere pulite, i malati curato ed i ladri acciuffati. solo che a farlo sarebbe il settore privato e non quello pubblico. il lavoro, in regime di competizione, sarebbe svolto al meglio con la tendenza alla riduzione dei costi e del miglioramento del servizio. e in un mercato senza il peso dello stato, del monopolista della violenza legale, della giurisdizione, e della tassazione i cartelli che potrebbero forse formarsi durerebbero molto poco, demoliti dalla competizione loro interna ed esterna, come la storia economica ci insegna. qualcuno rimarrebbe escluso dal mercato perché inadatto, una certa minoranza (e a questi penserebbe la solidarietà umana e privata che in un passato meno statalista ha provveduto a costruire ospedali, case di riposo, scuole, ostelli dei poveri), mentre qualche altro, la maggioranza degli esclusi, verrebbe comunque utilizzata anche se a prezzi, e quindi con stipendi, molto inferiori a quelli lucrati in precedenza sotto l’egida dello stato.

    quindi nessun dramma, ma solo la grande paura del dramma sollevata dagli uomini dello stato, che dallo stato beneficiano, la casta, la quale non può fare altro che sollevare il timore, anzi il terrore, dell’anarchia, del disordine civile, della ribellione di piazza come conseguenza dello smantellamento dello stato così come noi lo conosciamo oggi. un vecchio trucco hobbesiano, già usato in passato che ormai non funziona più.

    la rivolta: http://youtu.be/h7b8mT7zDH0

    la soluzione: http://youtu.be/0syvQ5JL9mY

  • zenzero
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    Amazing

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Buongiorno a tutti. Questo articolo mi ha dato diversi spunti di riflessione. Innanzitutto, il discorso del pagamento in contanti… io pago quasi tutto a mezzo carta di credito o bancomat, e, come terza possibilità uso gli assegni. Solamente laddove mi chiedono unicamente i contanti, uso quel metodo di pagamento. Il discorso è che con i contanti si possono effettuare pagamenti in nero, perché non è possibile controllare questo tipo di moneta. I pagamenti in nero continueranno comunque ad esistere in contanti, alla faccia della legge, proprio perché non controllabili.
    Sul da farsi… non sono d’accordo sull’abbandonare l’Italia in balia di questa classe politica pappona. Se è vero che l’unione fa la forza, vediamo di liberarci di questi mangiapane a tradimento, che fingono di litigare per dividere gli italiani. Fino a quando ci faremo la guerra, lorsignori continueranno ad avere il deretano incollato alla poltrona, 24 ore su 24!
    Potrà non piacere a qualcuno, però penso che il primo obiettivo sia il referendum che ci restituisca la possibilità di scegliere chi vogliamo mandare in parlamento. Ovviamente, con un piccolo sforzo ulteriore, potremmo appoggiare le candidature di qualcuno che, a nostro avviso, merita fiducia. Una volta che il parlamento sarà composto da persone fidate ed affidabili, allora potremo sperare in un’Italia migliore. Chi espatria, anche se con le più buone intenzioni, di fatto volta le spalle a chi, in Italia, è costretto a subire certi soprusi.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Ti senti abbandonato perché non puoi fuggire. E ti capisco.
      Io evito il pagamento con carta di credito e bancomat semplicemente perché così non pago commissioni.
      Malgrado quanto affermano le banche, le commissioni ci sono anche sul bancomat, anche se sono occultate facendole pagare al punto vendita e addebitandoti uno o due giorni prima di valuta a te (controlla): questo significa che se fai la spesa il 10 e due giorni prima eri pulito, paghi anche lo scoperto.
      Malgrado tutto l’utilizzo del contante è privo di commissioni; anche se poi ti raccontano che il denaro elettronico non ha gli stessi problemi di custodia conteggio e riconteggio (che sono spese) non è che ti fanno sconti perché usi la carta, anzi, ti pelano di più.
      Un po’ come il telepass, che permette notevoli risparmi alla società gerente le autostrade, ed in più fa incassare il canone.
      Sul fatto che i pagamenti non sono controllabili se sono in contanti, posso anche darti ragione.
      Sul fatto che sia desiderabile che il governo sappia cosa compro al supermercato nutro seri dubbi: non ho nemmeno le varie tessere raccolta punti proprio per non dare troppe informazioni in giro (tu non sai quanto preziosi siano certi dati per chi sa come utilizzarli. Birra e pannolini!).
      Riguardo ad un eventuale referendum, non sono ottimista quanto te: quello sulla responsabilità civile dei magistrati mi pare che sia stato appena appena stravolto.
      E Dio solo sa quanto farebbe bene ad alcuni magistrati assaggiare un pochina della loro stessa medicina.
      E non parlo di toghe rosse o nere o gialle, parlo in generale.
      Per cui i referendum vengono accolti, dai nostri politici, solo quando vanno bene ai loro gusti. Altrimenti cercano di disinnescarne gli aspetti a loro più scomodi, oppure bellamente se ne “dimenticano”.
      Dammi retta, il sistema non è redimibile; l’edificio è marcio nelle fondamenta e va semplicemente abbattuto e ricostruito.

    • Massimo74
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      @Fabrizio Dalla Villa

      Fabrizio mi dispiace dirtelo ma sei un illuso se pensi che si possa cambiare qualcosa semplicemente mettendo una crocetta su un simbolo elettorale piuttosto che su un altro…. e comunque anche se ci fosse in italia un politico alla Ron Paul (cosa che nel panorama politico attuale non vedo proprio),questo non avrebbe alcuna possibiltà di farsi eleggere per il semplice fatto che in un paese dove la spesa pubblica supera il 50% del PIL( e quindi metà della popolazione vive di stato ) l’elettorato in gran parte continuerà a votare per quei partiti e per quei politici che vorranno mantenere lo status-quo in modo da garantirsi una riserva di voti sicuri da parte di tutti i parassiti che beneficiano di questo stato di cose e che mai in nessun modo e in nessun tempo decideranno di mollare l’osso.
      Quindi che ti piaccia o meno, abbandonare questo paese che ormai è diventato una fogna a cielo aperto è rimasta l’unica soluzione per non sprofondare,l’altra sarebbe uno sciopero fiscale di massa,cosa che però al momento non vedo possibile per mancanza di volontà e/o di coraggio del cittadino italiano medio.

  • rik
    Rispondi

    anch’io sono d’accordo che qualsiasi tipo di forma elettorale in questo paese non cambi mulla,se avessi potuto me ne sarei gia’ andato da questo paese,ma non essendo trovatello,non mi e’consentito soprattutto per motivi familiari.Il pensare di dover vivere in questo inferno fiscale da incubo mi esaspera a tal punto che
    passerei alle vie di fatto.Purtroppo al di la della rabbia e delle proteste,vorrei vedere una luce.anche minima in questo tunnel buio e sapere quale strada o iniziativa intraprendere per mutare questa condizione che sembra irreversibile.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    Massimo 74 e rik, sono le stesse parole che mi ripeteva alla nausea chi era convinto che io non ce l’avrei mai fatta a camminare, lavorare, sposarmi, ecc… beh, io da buon illuso, mi sono rimboccato le maniche e, seppur non abbia mai provato la gioia di correre ed arrampicarmi su alberi, rocce, ecc… beh, non si può dire che la mia vita sia stata piatta, stile vegetale! Secondo me rinunciare a lottare significa essere degli struzzi. Voi credete che non sia possibile cambiare nulla in Italia? Andatevene pure…. io HO SCELTO di rimanere e, semmai, se ne possono andare (dove lo potete immaginare) gli attuali politici. Questa è la mia patria e non me ne vado, a meno che non mi facciano fuori!

  • rik
    Rispondi

    Fabrizio dalla villa: io non intendo rinunciare a lottare,il fatto e’che mi sento disarmato ed impotente singolarmente;la mia speranza e il mio obbiettivo sono la divulgazione piu’ ampia possibile di questo sito e dei valori che puo’ comunicare ma purtroppo il cammino e’ lungo ed iltempo strige.

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