In Economia, Scienza e Tecnologia

DI LUIGI CORTINOVIS

Per chi fa parte della cerchia degli apoti, quelli che non se la bevono, la panzana della sostenibilità delle energie rinnovabili lascia il tempo che trova. Basta aver voglia di informarsi, lasciando in un cassetto le illusioni verdi.

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Da Forbes: «La Spagna ha annunciato una riduzione del 40% nella sua sovvenzione dell’energia eolica. All’European Commission’s Energy Department è in discussione la validità delle politiche “20-20-20” volte a ridurre il “riscaldamento globale” (20% cut in emissions of greenhouse gases by 2020, compared with 1990 levels; a 20% increase in the share of renewables in the energy mix; and a 20% cut in energy consumption), citando la perdita di competitività economica che la loro attuazione comporterebbe. Il governo britannico ha staccato la spina sul suo bilancio in flessione ai progetti di cattura e lo stoccaggio della CO2. Dicono ora che sono costosi e fantasiosi, e lo sono. Il Giappone ha annunciato che sta riconsiderando il piano per tagliare la CO2 del 25% nei prossimi 8 anni. Il Ministro Nobutani, del Global Environmental Affairs Office, ha dichiarato che “il Giappone spenderebbe troppo” nel tentativo di raggiungere l’obiettivo. Il prezzo dei “carbon credits”, cioè il prezzo di quello che si acquista come un “permesso” ad emettere CO2, è sceso di molto. La causa è la gravità  della crisi dell’economia europea: nessuno ha bisogno di acquistare un permesso per emettere anidride carbonica quando le fabbriche chiudono. Questo significa che, calando il prezzo dei “carbon credits”, diminuiscono gli incentivi agli investimenti nell’ eolico e nel solare da cui i permessi possono essere acquistati. Come la storia ci insegna, quando i tempi sono buoni, il verde è grande, quando le economie vanno male, la “green economy” subisce un crack».

Da Der Spiegel: «Poiché l’idea è che più le turbine eoliche sono grandi più elettricità producono e meno spazio occupano a parità di produzione, le turbine eoliche istallate nei parchi per la produzione di elettricità tendono ad essere montate su torri sempre più alte ed ad avere pale ed ingranaggi sempre più grandi (ciascuna delle tre pale di una turbina può raggiungere anche una lunghezza di 70 metri, una larghezza di 5 metri vicino al mozzo, 5 tonnellate di peso). Mantenerle in funzione in modo regolare dopo qualche anno diventa sempre più problematico. Le statistiche delle assicurazioni rivelano che i guasti sono all’ordine del giorno malgrado le ditte costruttrici dichiarino che dovrebbero funzionare senza problemi per 20 anni. I basamenti di cemento delle torri si fessurano a causa delle forti sollecitazioni e in genere dopo 5 anni gli ingranaggi del rotore devono essere sostituiti. I costi della manutenzione sono ingenti e spesso non calcolati nella produzione del KWh prodotto».

Da sma.de: «Calcolando l’area della curva riportata nel programma in pratica si può dedurre che una centrali nucleare da 800 MW (costo 4 miliardi di euro) produrrebbe tanta energia come oggi hanno prodotto tutti i 19.000 MW di potenza fotovoltaica installata in Germania. Area = (picco massimo * larghezza della curva a metà del picco)/(2,35*0,4)= 3,6 GW*(5 ore – dalle 11.15 alle 15.15)/(2,35*0,4) = 19,1 GWh prodotti nella giornata (24 ore) del 16.11.2011 In 24 ore una centrale nucleare da 1 GW produce 1GW*(0,85 capacità)*24h= 20,4 GWh, da cui 19,1/20,4= 0,93 GW = una centra nucleare da 930 MW.

Non è migliore la situazione in Italia. Considerando che la Germania ha un’insolazione pari al 75% di quella dell’Italia (Italia 1500 KWh/mq, la Germania 1100 KWh/mq http://en.wikipedia.org/wiki/File:SolarGIS-Solar-map-Europe-en.png  si può dedurre che i 12GW di potenza FV attualmente installati in Italia (costo 54 miliardi di euro) hanno prodotto il 16.11.2011 (nelle 24 ore) come 1 centrale nucleare da 724 MW (costo 4 miliardi di euro)».

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Anche il Fatto quotidiano ha ripreso gli studi tedeschi ed ha scritto: «Un mondo basato sulle energie rinnovabili è un bel sogno, ma avrà un costo molto salato. A “fare i conti” è stato il settimanale tedesco “Der Spiegel”, che ha dedicato all’argomento un documentatissimo dossier di 10 pagine dal titolo “Ecologia a qualunque prezzo”, con una copertina raffigurante torri eoliche tra le nuvole con la didascalia “Il sogno caro dell’energia pulita”. Partendo dal piano del governo di Angela Merkel, che prevede di innalzare dall’attuale 16 all’80% la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2050, il settimanale di Amburgo ha scritto che sulla base degli studi esistenti, per raggiungere questo obiettivo sarà necessario spendere in Europa “la favolosa cifra di 3 mila miliardi di euro solo per la produzione di energia. E in questa cifra non sono nemmeno compresi i costi per il necessario rinnovo delle reti e per l’immagazzinamento energetico”».

In conclusione: se energia rinnovabile deve essere, che sia il mercato a deciderlo. Laddove c’è business c’è sempre qualche imprenditore mosso da buone intenzioni.

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Showing 17 comments
  • zenzero
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    Terrible

  • FrancescoPD
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    E’ scritto sulla pietra a caratteri cubitali. Le energie rinnovabili sono un crimine contro l’umanità.
    … tralasciando il fotovoltaico che è la più antieconomica per eccelleza, motivo la mia affermazione con i seguenti punti:
    1) per produrre un 1MW di energia con la cogenerazione ad olio vegetale (colza e girasole) serve la produzione agricola di ben 1700 ettari. Risultato, produco energia per 300 famiglie e tolgo il pane a 2800 famiglie! IL dato è della FAO quanto stima di 0,22 ha la superficie calcolata pro-capite per la coltivazione di derrate alimentari.
    2) Per produrre etanolo, gli Stati Uniti consumano il 48% del mais coltivato dal maggior paese produttore (dati disponibili per tutti al sito USDA).
    Risultato per produrre il carburante che un SUV consuma in un W.end (130 litri) servono ben 400 kg di mais. Con 400 kg. di mais mangia un africano per un anno intero!
    3) Biodiesel, vale lo stesso discorso del punto 1) per il girasole, colza e soia, e la cosa si aggrava se parliamo delle piantagioni di olio di palma. Per disboscare regioni intere in indosesia e sud-est asiatico in genere, si è distrutto l’ecosistema, la biodiversità e per bruciare la torba si è prodotto l’inquinamento che i carburanti fossili avrebbere causato da qui al 2050! Gli italiani, inglesi e tedeschi in questo sono in prima fila, con piantagioni paragonabili alla superficie di svariate regioni italiane!.
    Che non mi venga a dire qualche “scienziato della domenica” che i terreni coltivati a fini bioenergetici sono terreni marginali, che lo mando a coltivarli a suon di calci,.. e così si renderà conto di persona che terreni vanno coltivati.
    Oltre a questa distruzione, dissipamento di risorse alimentari, di territorio e biodiversità, abbiamo distrutto una valanga impressionante di sovvenzioni pubbliche (soldi nostri, distillati puntualmente con bollette e tasse varie), se ci fermiamo qui senza fare altri impianti, abbiamo un debito per incentivi di quasi 8 miliardi di euro all’anno solo per il fotovoltaico e l’eolico! Una manovra finanziaria….tutti gli anni.
    A quando il risveglio delle coscienze? bisogna proprio fallire perchè la gente della strada apra gli occhi e cominci a ragionare con la propria testa?
    Voglio vedere quando si tratterà di decidere se sostenere un minimo di sistema sanitario, o continuare a finanziare la mafia con le sovvenzioni sul fotovoltaico e l’eolico, voglio proprio vedere come finirà…

    • Lorenzo
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      Un mio conoscente ha messo su un impianto fotovoltaico sul tetto coi contributi statali, dopo un anno mi ha confessato che nonostante i sussidi riparmia poco perché il guadagno se ne va quasi tutto in interessi alle banche.
      Sconsigliate il più possibile ai vostri amici e parenti questo investimento!

      • FrancescoPD
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        Sacrosanta considerazione, le energie rinnovabili sono servite alle banche per dare il classico calcio al barattolo. In previsione delle crisi economica basata sullo scoppio dell’immobiliare, “il sistema” ha spinto sulle energie rinnovabili sovvenzionate dalla collettività, quindi le banche hanno fatto niente altro che una serie di impieghi a rischio limitato (voglio vedere ora se fallisce lo stato, chi pagherà gli incentivi) tutti impieghi che sono stati distolti dalle normali attività produttive. La germani che se n’è accorta prima di noi ha calcolato che per ogni 2 posti di lavoro creati nelle rinnovabili, se ne sono persi ben 7 nei settori tradizionali, caricando di debiti futuri la collettività per gli incentivi.
        Illuminante questo articolo:
        http://www.ilgiornale.it/interni/il_grande_flop_fotovoltaico/22-03-2010/articolo-id=431445-page=0-comments=1

      • Roberto Porcù
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        Questo dopo un anno, ma vedrai come sarà contento dopo dieci anni quando l’impianto sarà pagato e non dovrà più nulla alle banche. Peccato che il tutto sarà da smantellare e rifare perché ormai fuori uso. Gli impianti li danno per 20 anni, ma l’energia producibile decade con il tempo e già dopo 10 anni fanno bella mostra sui tetti, ma non servono ad un tubo. A conoscenti li hanno poi montati ad una decina di centimetri dal tetto e sono divenuti ricovero per stormi di colombi che riempiono di guano le grondaie e rimuovono le tegole. Per la salute dell’ambiente il rimedio migliore è appendere gli ambientalisti ai lampioni ché i danni che hanno fatto e che continuano a fare sono epocali e non ancora tutti valutati. Senza contributi a chicchessia, se il sistema funzionasse, chi è favorevole rischierebbe in proprio e lo adotterebbe. Al solito i politici che dello stato hanno fatto Cosa Loro si mettono in mezzo su tutto e su tutto pretendono di decidere, considerando i Cittadini tutti dei cretini (avendoli eletti … non hanno poi tutti i torti).

  • prezzemolo
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    Bisogna tornare al nucleare è l’energia sicura pulita economica infinita mica quella robaccia verde.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    No, permettetemi di dissentire. Le energie rinnovabili non sono affatto un crimine, di per sé. Forse lo è il materiale per costruirle o lo sono altri lavori “accessori”, ma produrre energia, sfruttando sole e vento, di per sé non è alcun crimine! E’ vero: solamente l’eolico non aiuta molto, così come il solare o qualsiasi altra energia presa a sé. Per quanto riguarda le case, occorre anche costruirle con tecniche volte al risparmio energetico, così come è necessario aumentare il ricorso al telelavoro, nelle attività in cui esso è possibile.Per esempio, a differenza di molti miei ex – colleghi, che percorrono 40, o 50 km al giorno per lavorare, io me ne sto comodamente a casa e svolgo un lavoro simile al loro. Quindi, sì alle energie rinnovabili, e sì a tutte le attività che fanno risparmiare energia. Sì alla bicicletta per chi può utilizzarla (io, purtroppo non ne ho più le capacità, che comunque sono sempre state scarse), sì ad un consumo più intelligente di energia e no agli sprechi!

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Sono stato chiaro nel mio post, ho considerato “crimine contro l’umanità” e lo riconfermo con forza, per tutte quelle energie che partono dallo sfruttamento di risorse agricole distogliendo terreni e derrate al loro consono uso.
      A proposito del post precedente ci aggiungo il biogas, dove nella lombardia (terra di grana padano, parmigiano reggiano e prosciutti) il mais va ormai per il 50% marcito nei digestori…! …mentre ormai l’80% dei prosciutti di parma in realtà sono olandesi…alla faccia delle associazioni tipo coldiretti!! ed il tutto foraggiato con incentivi!
      Per quanto riguarda il fotovoltaico e l’ìeolico le considero esclusivamente un pozzo di san patrizio di quattrini estoriti alla collettività.
      Non sono contrario alle rinnovabili, se non consumano risorse altrimenti destinate (agricole) e soprattutto se fatte con i quattrini di chi ci crede e non con i miei.
      Grazie

      • Leonardo Facco
        Rispondi

        IO APPOGGIO LA TUA AFFERMAZIONE

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Questo si chiama ragionare.
        Dati alla mano e non titoli da Gazzetta dello Sport.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    scusate, ma… il nucleare chi lo paga? Non si utilizzano anche i soldi delle mie tasse, al pari delle fonti rinnovabili?

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Di quale centrale parli? Caorso o Trino Vercellese?
      Hai mai sentito dire che in Italia dall”86 siamo usciti dal nucleare?
      Paghiamo per la dismissione delle centrali, dismissione che procede a ritmi vertiginosi (per delle tartarughe) visto che tanto paga Pantalone.
      Se il nucleare in Italia ha degli extracosti devi ringraziare chi ha voluto disfarsene in modo così improvvido.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    siamo usciti, siamo usciti, per fortuna! A me il nucleare fa paura. Qui c’è qualcuno che inneggia ad esso e la mia risposta, ovviamente era rivolta a lui. Appunto! Paghiamo per la dismissione, anche perché nessuno sa dove portare le relative scorie radioattive! Border.. leggi qualche post sopra al mio. Sì, io ringrazio chi ha voluto disfarsene, ma perché le centrali nucleari mi fanno paura. Spingendo le energie alternative, insieme al telelavoro e ad altri accorgimenti per consumare in modo intelligente, forse si riuscirebbe a risparmiare seriamente e a non dipendere dall’estero.

    • FrancescoPD
      Rispondi

      L’Italia sarebbe libera dal nucleare?? Ma dove vivete nel paese delle meraviglie??
      Le scorie ospedaliere, il cobalto 60 usato per strappare il DNA dalle sementi.. e modificare la genetica, la chiamate acqua fresca questa?
      Grazie per l’attenzione

  • Maciknight
    Rispondi

    Solo nel basso Piemonte nel raggio di 50 km ci sono ben tre siti di stoccaggio di materiale nucleare, alcune a rischio alluvionale e vi sono già state perdite in atmosfera e rilasci nel terreno e falde, come Saluggia, Trino e Bosco Marengo, ma la popolazione è disinformata e disimpegnata, si informa tramite la tv e vive da beota …

    • Robespierro
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      A Saluggia oltre al sito di stoccaggio alluvionato, ci sono a cento metri i pozzi di uno degl’acquedotti più estesi d’Italia, l’acquedotto del Monferrato, TUTTI i pozzi privati attorno a Saluggia sono stati chiusi perchè radioattivi tranne quelli dell’acquedotto.
      Affidare la gestione di una centrale nucleare al pubblico e/o parapubblico è come dare ad una pistola in mano ad un bambino. Inoltre se contiamo i costi di dismissione, il fatto che di uranio non ne abbiamo, i costi di stoccaggio per mille anni (!!!) ed al non secondario fatto che la gente s’è già espressa con un no… le centrali nucleari non sono ne economicamente ne moralmente accettabili.
      Esiste il gas naturale che costa poco e con i rigassificatori potremmo approvigionarci da più fonti, circa l’emissione di co2 è tutta un balla colossale, inventata dalle banche per commerciare i certificati di emissione di co2, una truffa più grande di quella delle obbligazioni o dei subprime, Kyoto è la più grande truffa del secolo.

  • Maximus Deciomeridio
    Rispondi

    Volete vedere un documentario contro corrente sul riscaldamento globale ???

    Cliccate qui

    http://youtu.be/1B2KWUIg-68

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