In Anti & Politica

DI MATTEO CORSINI

Boicottare il messaggio di fine anno del presidente della Repubblica è un’iniziativa anti-italiana. Noi dell’Udc siamo fieri del nostro Capo dello Stato e la sera del 31 dicembre lo ascolteremo perché solo grazie al presidente Napolitano, ineccepibile, l’Italia ha voltato pagina. (A. De Poli)

Apprendo dall’ANSA che Antonio De Poli è portavoce nazionale dell’Unione di centro. De Poli inveisce contro l’iniziativa del “Movimento giovani padani”

tesa al boicottaggio del messaggio presidenziale di fine anno. Credo che volesse conquistare i suoi 5 minuti di notorietà, perché altrimenti non riuscirei a spiegarmi il tono grave della sua dichiarazione.

Chi mi legge sa che non nutro simpatie leghiste. Ciò nondimeno, mi pare che la reazione di De Poli (e altri esponenti di secondo livello di quasi tutti i partiti) sia del tutto eccessiva.

Il massimo che uno possa fare per boicottare il messaggio di fine anno di Napolitano è non guardarlo. Dato che la maggior parte delle reti televisive lo trasmetterà in diretta, sarà sufficiente tenere il televisore spento.

Trattandosi di un orario nel quale si potrebbe benissimo essere a cena, non credo si tratti di una decisione particolarmente “anti-italiana”.

Ciò detto, ognuno è libero di essere fiero di chi vuole, ma credo che si possa anche non condividere l’opinione che De Poli ha dell’operato del presidente della Repubblica. Magari non è “ineccepibile” per tutti.

Il punto è: si può non essere d’accordo con ogni cosa che dice e fa il presidente e magari spegnere il televisore quanto parla a reti unificate, oppure vogliamo togliere agli individui anche la libertà di usare il telecomando come meglio credono?

Per quanto mi riguarda, alla fine di un 2011 in cui il carico fiscale e l’invadenza dello Stato sono aumentati e in vista di un 2012 in cui entrambe le questioni tenderanno a peggiorare ulteriormente, sapere che almeno sta per terminare la retorica dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per quanto magra, è una consolazione.

 

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Showing 9 comments
  • FrancescoPD
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    ..accidenti an’vediohh chi ciccia fuori…, sarà anche la nuova leva dell’ UDC ma sono 25 anni che vive appollaiato sul groppne dei veneti prima e degli italiani poi.
    Adesso mi metto all’opera per divulgare sempre di poù il boicottaggio del simpatico nonnetto, e dirò pure da dove è arrivato l’incoraggiamento a far proseliti !!!

  • RayMilano
    Rispondi

    Io non sono per niente Leghista, anzi al contrario, mi considero ideologicamente agli antipodi di quel partito politico (non chiamatelo movimento per carità di Dio), eppure ritengo che l’iniziativa meriti tutto il rispetto. Ho bandito il discorso di fine anno del presidente della repubblica delle banane già da anni. E credo che continuerò. Fa bene alla salute.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Penso che sia pacifico come io orgogliosamente ignorerò il messaggio del re eletto dalla casta.
    Su questo non ci piove!
    Vorrei chiedere a Matteo Corsini chi sia questo A. De Poli dell’Udc.
    Grazie

    • FrancescoPD
      Rispondi

      …compio un abuso, mi intrometto e rispondo, visto che l’individuo ce l’ho in casa…..
      L’ HIV, se lo conosci lo eviti….. è una regola di sopravvivenza.
      Guardati il sito,.. è più condito, infarcito di un sito di una multinazionale che spazia in tutto il mondo…
      http://www.antoniodepoli.it/
      50 anni e oltre 25 anni di vita politica, ZERO giorni di lavoro… ti serve altro.
      Chiaro, che non posso aggiungere altro… altri commenti metticeli tu….

  • Deciomeridio
    Rispondi

    E SE NAPOLITANO FOSSE UN SAVOIA ??????

    sabato 18 luglio 2009

    Geni napoletani. O savoiardi?

    Disse Bertrand Russell, ironicamente, che il miglior consiglio per morire da giovani è quello di scegliersi con cura gli avi.
    Russell morì quasi centenario e da poco il “capo di stato dei Casalesi”, come io lo apostrofo, ne ha compiuti 84 di anni.
    Chi sono, in effetti, i progenitori di Giorgio Napolitano?
    Dalle sue diverse biografie reperibili in internet poco trapela (1, 2).
    Sappiamo solamente che la sua famiglia è originaria di Gallo di Comiziano, vicino Napoli (3). Mentre degli altri presidenti di repubblica si conoscono vita, morte e miracoli.
    Il padre? Giovanni, fu avvocato del Foro di Napoli, e chissà come faceva di cognome la madre.
    Napolitano avrebbe un fratello, Riccardo, e una sorella, Giacinta.

    E che si conosce del presidente in persona?
    Studiò al “Classico” a Napoli e a Padova. All’università come QUASI TUTTI i “padri della repubblica italiana” (!!!) fu militante FASCISTA iscritto al GUF (Gruppo Universitario Fascista). Anche se di questo particolare biografico ovviamente non vi è traccia nel sito del quirinale (1).
    Si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli con una tesi dal titolo già allora molto “attuale” “Il mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno dopo l’unità e la legge speciale per Napoli del 1904”.
    Nel 1953 fu eletto per la prima volta deputato, tra le fila del Partito Comminuta Italiano cui era iscritto dal ’45 (DOPO la caduta del Fascismo), e da allora ha SEMPRE seduto sugli scanni del parlamento nazionale o europeo fino ad essere eletto presidente dello stato-zombie.

    La carriera politica di Napolitano appare particolarmente “aristocratica”.
    Nonostante il suo appoggio all’intervento sovietico in Ungheria nel ’56 egli, all’interno del PCI, fu sempre considerato un “moderato”. Negli anni 70, con la “guerra fredda” in pieno sviluppo, svolse una vasta attività di conferenziere all’estero perfino in università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington).
    Domanda. Come fece un ex fascista e fervente comunista a, prima, tenere conferenze nelle migliori università americane e poi diventare capo di stato di uno dei membri del G8?

    La risposta è forse nei geni.
    Da sempre circolano strane voci sulla sua ascendenza patrizia.
    Intendiamo poco della genealogia di Giorgio Napolitano, può darsi, perché lui fa parte delle “elite dominanti” (come le definì Gramsci). Napolitano è con tutta probabilità di “sangue blu” addirittura sospetto di essere figlio segreto di Umberto II ultimo re d’italia.
    Impressionante la somiglianza fisica (4).
    Nella pagina di Wikipedia dedicata al re (5) c’è una fotografia di lui con Mussolini in tenuta militare.
    Dite voi se Umberto II non rasassomiglia a Napolitano con l’elmetto in testa.
    Le spoglie del sovrano riposano nell’abbazia di Altacomba, in Savoia, le “spoglie” di Napolitano a Roma. Sarebbe interessante, ma non accadrà, che qualcuno chiedesse di fare un confronto tra il DNA dei due personaggi attraverso le moderne tecniche filogenetiche.

    “Cambiare tutto affinché nulla cambi”, Tomasi di Lampedusa, del resto un NOBILE, mette in bocca al famoso Gattopardo.
    Questa è il sistema degli Iluminati per fortificare il LORO POTERE invisibile: fare credere che ogni cosa cambi mentre tutto rimane immutato.
    Pensateci.
    A voi sembra normale che un dirigente del più grande partito comunista dell’Occidente potesse essere liberamente invitato a tenere conferenze nelle più prestigiose università d’America?
    Ancora, nel periodo dell’elezione al colle per Napolitano la sua età avanzata NON costituì motivo di turbamento tra i politologi dei media a differenza dei ben più giovani McCain, in USA, e Berlusconi nella sua smania di salire alla carica più alta.

    Credete siano castelli in aria?
    Copio e incollo da Wikipedia: ”Napolitano ha assunto una serie di iniziative verso l’ordine giudiziario: nella primavera del 2007 ha chiesto al CSM stesso notizie relative al fascicolo personale di Henry John Woodcock, il pm che indagava su Vittorio Emanuele di Savoia” (2).
    Bizzarro, non è così?
    Perché mai un ex comunista, che avrebbe in odio l’aristocrazia, dovrebbe stoppare un’inchiesta su un aristocratico, per giunta decaduto da costituzione?
    Forse temendo che quel magistrato, indagando, avrebbe prima o poi scoperto qualche documento comprovante discendenze segrete di casa Savoia?

    A guardar bene, che ha fatto per l’italia Napolitano poi?
    Quando era ministro dell’interno di Prodi fu coautore della famigerata legge Turco-Napolitano che spalancò le porte del paese all’immigrazione selvaggia con le bestiali conseguenze sotto gli occhi di tutti.
    Da presidente degli “italiani” ha dichiarato che l’italia “non potrebbe andare avanti senza immigrati”. Un’affermazione che sarebbe indicibile e bollata come antipatriottica se fosse pronunciata da un qualunque altro capo di stato! Probabilmente altrove un presidente responsabile di una simile dichiarazione sarebbe stato cacciato con ignominia, costretto alle dimissioni!
    Che fa molto il paio, per inciso, con la recente iniziativa di un molisano semianalfabeta, Antonio Di Pietro, il quale ha comprato una pagina dell’Herald Tribune per lamentarsi della mancanza di democrazia in italia.
    Neanche i bambini dell’asilo si comporterebbero in maniera simile, i “panni sporchi” si lavano in casa ovunque tranne che nella Repubblica delle Banane di Pizzaland.
    Come se i tifosi del Milan andassero a lagnarsi sui forum degli interisti che quest’anno la società di via Turati non ha soldi per la campagna acquisti!

    A proposito di emigrazione in questi giorni il nostro uomo ha sentito il bisogno di commentare la solita ridicola statistica secondo la quale in 11 anni (UNDICI) dal Mezzogiorno sarebbero emigrate 700 mila persone (6).
    Statistiche, quelle della Svimez, ridicole in primo luogo perché prima queste combriccole romane affibbiano del “razzista” a chi dice che “non siamo uguali” e subito dopo, però, sanciscono che l’”italia è spaccata in due”!
    Risibile quei dati perché i meridionali costretti a emigrare sono BEN PIÙ DI 700MILA dato che molti, pur dislocandosi, mantengono la residenza nella regione di nascita per continuare a godere dei privilegi e sovvenzioni assai diffusi nel Sud.
    Non ho l’abitudine di leggere i giornali.
    Tuttavia direi che, a corredo di questa notizia, nessuna fonte ha menzionato che PRIMA DEL 1861 l‘emigrazione dal sud non sussisteva come non esistevano la “MAFIA”, tantomeno certi epiteti come “TERRONE”.
    I problemi del Mezzogiorno, a partire dall’impoverimento inarrestabile, SONO STATI CAUSATI DALL’UNIFICAZIONE GARIBALDINA.
    E l’emigrazione è studiata a tavolino a Roma. I giornali non avranno senz’altro rammentato che l’abbandono del meridione è alimentato dallo stato medesimo che, dopo avere depredato quelle regione, offre ai meridionali come contropartita di trasferirsi al nord a fare i dipendenti statali, “satrapi” dell’unificazione.

    Il fine è di CANCELLARE LE DIFFERENZE ETNICHE TRA MERIDIONALI E SETTENTRIONALI. Scopo perseguito DALLO STATO FINO DALLA SUA COSTITUZIONE, di recente pure consentendo agli stranieri l’ingresso libero ed facendo godere loro di ogni privilegio e regalia.
    Obiettivo anche di estinguere le culture e lingue locali e sostituirli con il modello americano e un idioma “nazionale”. Non la lingua italiana del Manzoni, beninteso, (nemmeno di Dante, troppo vetusta!) bensì forse con il dialetto romanesco dilagante in radio e televisione. Sicchè gli attorucoli e mezze tacche giornalistiche della “capitale” sarebbero liberati dall’incombenza di andare a corsi di dizione.
    Ma sulla nuova lingua “nazionale” non sentirete alcun commento, dal colle più alto fino all’ultimo dei quotidiani prezzolati con i finanziamenti all’editoria.

    Napolitano ha anche espresso preoccupazioni sul pure moderatissimo “pacchetto sicurezza”.
    Nel mirino le cosiddette “ronde”.
    Il perché di tale astio è presto spiegato.
    IL SISTEMA CENTRALISTA, in questo caso personificato da corte costituzionale (infarcita di massoni) e quirinale, non gradisce che la popolazione autoctona ritorni a controllare il PROPRIO territorio.
    In modo tale che i CRIMINALI MERIDIONALI ed EXTRACOMUNITARI possano, indisturbati, incistare in Padania un sostrato malavitoso. Dopodiché i mass media “autorevoli” potrebbero felicemente pontificare che “la mafia c’è anche al Nord” e “nelle città del settentrione ci sono i quartieri a rischio”.
    Nessun “mal di pancia” quirinalesco invece per il continuo invio di soldati tricolori a morire ammazzati senza una giusta causa, in terre lontane, in ossequio ai dettami del Nuovo Ordine Mondiale.
    Le “ronde” sono brutte, sporche, cattive, volete mettere diversamente il “blasone nazionale” di un solenne, struggente funerale di stato trasmesso in diretta tv!
    Molto più “glamour”, non trovate?
    Questo infine vi dovrebbe svelare molto.
    Ecco chi è Giorgio Napolitano, uomo dei poteri forti, forse occulta rivalsa dei monarchici iniziati appagati dal sapere che i geni savoiardi sono sempre al vertice dello stato.
    Nulla muta, ancora una volta.

    FMB

    1 ) http://www.quirinale.it/presidente/presidente.htm
    2 ) http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Napolitano
    3 ) http://it.wikipedia.org/wiki/Gallo_(Comiziano)
    4 ) http://italy.indymedia.org/news/2006/05/1079459.php
    5 ) http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_II_d%27Italia
    6 ) http://www.corriere.it/economia/09_luglio_16/su_ricerca_svimez_a370bc94-71e4-11de-87a4-00144f02aabc.shtml
    2 commenti

  • Flavio Berlanda
    Rispondi

    Nel discorso di fine anno il nostro presidente Napolitano ha dichiarato che il problema dell’Italia è costituito dall’evasione fiscale. Tesi ricalcata da Pansa ed entrambe definibili conclusioni semplicistiche e superficiali. Si dice che il pesce comincia a puzzare dalla testa e mai definizione potrebbe calzare meglio alla situazione italiana. L’evasione è un cattivo costume, per altro non esclusivo dell’Italia, che parte da lontano, da quando il signorotto locale si inventava nuove gabelle per soddisfare le sue esigenze più materiali e goderecce ed il popolo sottraeva i raccolti all’avidità del despota. Ora noi viviamo in un paese democratico, ma questo costume in realtà non è mai scomparso perché i signorotti purtroppo esistono ancora ed il popolo continua a difendersi come può. L’evasione non è prerogativa dei ricchi, come si vuole far pensare, ma è un male trasversale che riguarda tutte le classi sociali. L’evasione quindi non è una causa, ma un effetto. La causa, e cioè il vero problema che determina la situazione italiana, è quello dell’appropriazione indebita legalizzata e degli enormi sprechi che si trasformano a loro volta in furti. Azioni perpetrate da parassiti, mantenuti a caro prezzo, che oltre a soddisfare le proprie esigenze, si prestano anche, per convenienze personali o politiche, a sperperare denaro in opere pubbliche inutili o volutamente criminose. Irresponsabili che sprecano in cose frivole o inutili il denaro che una persona normale guadagna in tutta una vita di lavoro. Ovviamente nella categoria dei «mangiapane a tradimento» non rientrano solamente i rappresentanti politici di livello nazionale, regionale, provinciale, comunale, ma anche le truppe operanti in enti, associazioni, fondazioni, comunità, corporazioni, sindacati, e quelle dei pensionati di lusso, degli invalidi attivi, dei mantenuti di tutte le categorie, insomma tutti quei cittadini italiani che magari pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, ma che, a differenza degli evasori, non sottraggono denaro guadagnato, ma sperperano denaro pubblico che la comunità deve pagare in un crescendo sempre più vergognoso ed ora anche sempre più forzoso. Stiamo per arrivare ad una lotta di sopravvivenza tra illegali evasori e ladri legalizzati. I primi rischiano in proprio, i secondi pontificano e continuano a spassarsela con il denaro sudato dagli altri. E proprio uno dei due pontificanti, citati all’inizio, rientra nella categoria degli sprechi da eliminare.
    (lettera pubblicata sul mio sito ed inviata ai giornali)
    PS: Ho utilizzato la vostra immagine sul mio sito.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Un meritato plauso a Flavio Berlanda il cui commento non dubito che sarà ignorato da tutti i giornali ai quali lui lo ha inviato.
    E se mai sarà pubblicato, i tagli lo traviseranno.
    Non è possibile che programmi di intrattenimento facciano concretamente vedere cattedrali nel deserto fatte con soldi pubblici e che per chi di dovere non sia mai stato possibile punire severamente gli autori di tali dissipazioni.
    Cane non magia cane.
    Spero che il default prossimo venturo induca gli italiani a non considerare simili cani animali di affezione ed ad apprezzare il cibarsi di essi: per quel che mi riguarda, io ho già appetito.

  • Roberto Scano
    Rispondi

    Il discorso? L’ha boicottato pure lui visto che non c’era….
    http://robertoscano.info/random-bits/napolitano-il-bello-della-diretta-oppure-no/

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