In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Tuttavia, non appena sia possibile, tanto a seguito delle politiche europee quanto a quelle interne, pare essenziale una politica di diminuzione delle tasse per le classi meno abbienti e le imprese, e di stimoli anticiclici alla spesa pubblica, come è stato fatto, ad esempio, dal governo Obama (anche attraverso assegni alle famiglie) e dalla stessa Germania, che ha attuato un aggressivo programma di finanziamento alle imprese per mantenere i posti di lavoro durante la depressione.” (G. Rossi)

Quando leggo articoli di Guido Rossi che discetta di faccende economiche e finanza pubblica, arrivo sempre alla stessa conclusione: con la sua stessa competenza io potrei scrivere un manuale di ingegneria nucleare (onestamente sconsiglierei a tutti di leggerlo). D’altra parte, Rossi non è – ahimè – l’unico a straparlare di questioni economiche.

Dunque, secondo Rossi non appena sarà passata la tempesta bisognerà abbassare le tasse “per le classi meno abbienti e le imprese” e aprire il rubinetto della spesa pubblica (come se adesso fosse chiuso). Prendendo esempio da Obama e dalla Germania.

Contrariamente a Rossi, io credo che le tasse avrebbero già da tempo essere abbassate per tutti, ma senza far correre il deficit, bensì tagliando la spesa pubblica e dismettendo beni di proprietà dello Stato. Continuare a credere che lo sviluppo possa essere basato sulla spesa pubblica significa ignorare la storia dell’ultimo mezzo secolo, soprattutto (ma non solo) in Italia.

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Prendere come esempio Obama, il fallimento della cui politica economica (peraltro per diversi aspetti in continuità con quella di Bush Jr) dovrebbe ormai essere evidente anche ai suoi più devoti ammiratori, non mi sembra il modo migliore per sostenere la tesi degli stimoli keynesiani anticiclici (tra l’altro, a sostenere l’insostenibile penso basti e avanzi gente come Paul Krugman, senza che si cimentino nella stessa impresa anche giuristi rossi (di nome e di fatto).

Insomma: se la prospettiva è far calmare i mercati (o, almeno provarci) per poi aumentare di nuovo la spesa pubblica, tanto vale evitare lo sforzo, perché sarebbe controproducente. La crescita economica in un Paese ingessato e indebitato come l’Italia non può venire finché lo Stato intermedia più della metà della ricchezza prodotta. Se non lo si vuole capire, non c’è speranza di uscire dalla crisi.

 

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Showing 34 comments
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Se Guido Rossi straparlasse unicamente in ambito economico sarebbe già una bella cosa.
    Perdipiù la sua onestà intellettuale mi pare valutabile quanto la verginità di una prostituta.
    Giuda più che Guido.

  • antonio
    Rispondi

    vediamo quali stati nel mondo hanno minor carico fiscale. a parte gli arabi che se lo possono permettere grazie al petrolio, abbiamo: afghanistan, angola, bangladesh, cambogia, centrafrica, ciad, guinea, haiti.

    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_tax_revenue_as_percentage_of_GDP

    • FrancescoPD
      Rispondi

      wikipedia gran bella fonte di informazione certificata ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
      … se sei un bancario,… adesso mi è tutto più chiaro

  • utopia luca
    Rispondi

    ….o qui è come sparare sulla croce rossa, non avete ancora capito che lo Stato siete voi stessi e senza di voi non esisterebbero origini e senza origini ci sarebbe l’anarchia pura, il caos totale ovvero un film di una storia inventata….
    per mezzo dei servizi pubblici avete ricevuto istruzione, assistenza, energia, soccorso, trasporto ecc….

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Giusto, è grazie ad un’idiozia come questa che fra poco ne cambieremo i connotati di questo “stato”… anzi se li cambierà da solo con una bella implosione.
      Poi avrai il piacere di vedere che senza Stato ci sarà ancora civiltà, e comunità volontarie.

    • Cristian Merlo
      Rispondi

      Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…
      Figuriamoci poi chi non sente e poi ne vuol parlare …
      Lo Stato non è la società. Sono due concetti letteralmente agli antipodi e irrimediabilmente inconciliabili. L’uno ha a che fare con la sistematizzazione dei mezzi politici, disproduttivi e disfunzionali, per definizione. L’altra è invece espressione dei rapporti cooperativi, liberi e volontari e di scambi pacifici e mutualmente produttivi.
      Noi non siamo lo Stato …a meno di non esserne amministratori, dipendenti, clienti o fornitori …

      • utopia luca
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        VOCABOLARIO : STATO.

        Grado, condizione, l’ essere. Lat. gradus, conditio, status.
        ..e l’essere sei tu!

        • Cristian Merlo
          Rispondi

          VOCABOLARIO: STATO

          entità giuridica e politica che è frutto dell’organizzazione della vita collettiva di un gruppo sociale nell’ambito di un territorio, sul quale essa esercita la sua sovranità

          Ovvero, in altre parole
          – quell’organizzazione della società che tenta di mantenere un monopolio nell’uso della forza e della violenza
          in una data area territoriale; in particolare, è la sola organizzazione nella società che ottiene le sue entrate non con contributi volontari o in pagamento di servizi resi ma con la coercizione (Rothbard);

          -la grande finzione attraverso la quale tutti si sforzano di vivere sulle spalle di tutti (Bastiat).

          – una formidabile ‘invenzione’, fatta di idee astratte, cioè di fantasmi e di ‘maschere’.(Miglio).

          Ripeto, IO NON SONO LO STATO. FAREI SCHIFO A ME STESSO, SE LO FOSSI…

          • utopia luca

            stai scrivendo in italiano la lingua di Stato….hahahaha che ridere, siete veramente convinti che qualcuno creda alle vostre soluzioni, vedrete la fine che farete voi e il monti appena lo Stato popolazione si ribellerà hahaha….

      • antonio
        Rispondi

        scambi pacifici???
        vedo da un vostro manifesto politico che vi rifate al pacifismo libertario del… FAR WEST… 40milioni di indiani morti ammazzati e un continente RUBATO.
        più parassiti di così…
        forse è meglio se vi rifate a STAR TREK…

        • Cristian Merlo
          Rispondi

          Antonio, io non so quale sia la fonte dei tuoi dati. Mi sembra però quanto meno inopportuno, di più scorretto e distorsivo dei fatti storici sparare cifre a casaccio, cercando di impressionare la platea con la tecnica del “chi più le spara grosse, più vince”.
          Secondo Rudolph Rummel, la massima autorità mondiale nel campo della studio dei genocidi, “malgrado dai film western sembri che i pellerossa venissero massacrati a decine di migliaia, il numero dei morti fu decisamente più basso”: stimabile in 4.000 vittime a fronte delle guerre indiane, e circa 20.000 per cause indirette (maltrattamenti, penose condizioni di vita imposte). Il numero di tutti gli indiani morti, fino a tutto il 1900, non supererebbe quindi le 25.000 unità. E non, come dici tu, “40 milioni”.
          Posto che anche la morte di un solo individuo è una tragedia immane, è però certo che falsare la storia, i fatti e la realtà delle cose per darsi ragione è sicuramente ingiustificabile.

    • mark
      Rispondi

      Nessuno dice vadano aboliti i servizi pubblici, ma almeno riorganizzati per essere efficienti ed efficaci.
      Inoltre se negli altri paesi vengono forniti con un pressione fiscale più contenuta della nostra, perchè noi non ne siamo capaci? Perchè in Inghilterra si possono costituire società (ltd) con poco più di una sterlina e senza notai e inutili lungaggini burocratiche, mentre qui occorrono ingenti capitali e loschi individui (burocrati e notai strapagati) per costruire società? In pratica i capitali per avviare aziende vengono spesi in figure che nulla danno ai risultati imprenditoriali, costringendo spesso l’imprenditore a sottopagare tutte le altre figure responsabili dei risultati finali.
      Questi parassiti, prendono senza dare nulla di concreto (non è che se hai il timbro del notaio gli affari girano a 1000). Fin quando ci saranno questi orpelli medievali burocratici atti a creare posti di lavoro per gli amici della politica, sarà recessione perenne.
      Così mentre qualche giovane inglese o americano, avvia una impresa in un garage senza soldi ma con idee,talento e passione e forse un giorno creerà una nuova apple o semplicemente un business per vivere, in italia il giovane spera di poter diventare dipendente pubblico (magari super mega vice responsabile della qualunque) o magari diventare imprenditore con i soldi dello stato ed appalti pubblici.

  • antonio
    Rispondi

    wiki riporta dati heritage fundation (liberisti americani vostri amici)… sei razzista contro i bancari?

  • Cristian Merlo
    Rispondi

    Ti posso solo assicurare che, quel giorno, lo aspetto con ansia…
    Il redde rationem, la resa dei conti con tutti i parassiti, gli approfittatori, i margnuffoni di Stato e tutta quella risma di lestofanti e mangia pane a tradimento a te cara.
    Speriamo che arrivi presto quel giorno…

  • Michele Biasi
    Rispondi

    ehm…utopia luca. se dobbiamo essere precisi, la lingua non nasce perchè lo Stato ha votato ogni singola parola ma è nata spontaneamente e inconsapevolmente nella società per esigenze “individuali” di comunicazione. La nascita del linguaggio non è stato un processo eterodiretto.

    • utopia luca
      Rispondi

      ingrato quando si dice “la madre lingua” madre equivale a terra, la terra di uno Stato, il tuo ITALIANO lingua derivante dal latino nasce a firenze e si divulga e si distingue dai vecchi dialetti….

      • Fidenato Giorgio
        Rispondi

        Che mi dici dello stato Svizzera dove ci sono 4 lingue ufficiali diverse? Anche li lo stato ha creato la lingua? MI sembri come quel leghista che afferma che la padani a esiste perché esiste il grana padano… ahahahah … sei della stessa pasta ignorante

        • utopia luca
          Rispondi

          hahaha bella questa del leghista, peccato che tu stai parlando la lingua ufficiale dello STATO italiano è come se il bue dice cornuto all’asino ahhhaha e poi sono io l’ignorante ma siete dei fanatici figli di papà che vi rode il culo perchè adesso non potrete più evadere…..e io godoooooooooooooooo
          ahahahahhahah

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Ingrato per cosa mi scusi? Gradirei una risposta a questa offesa.
    L’italiano nato a Firenze è divenuto quello moderno grazie anche alla lingua siciliana ma questo non rileva in quello che ho scritto prima, trattasi solo di una precisazione. Ma le ripeto il concetto: nessuno lo ha stabilito consciamente e nessuno lo ha imposto coercitivamente.
    La mia critica è alle parole da lei usate : “la lingua di stato”. Io ho voluto solo dimostrarle che la lingua non è dello Stato ma preesiste e anche se lei negasse ciò non potrebbe negare che essa si sviluppa indipendentemente dalle decisioni dello Stato. Per Stato va inteso il monopolio della coercizione tramite un governo su una comunità stanziata su un territorio (questa invece è la società). Perfino la dottrina costituzionale italiana (statalista) è d’accordo su questa distinzione.

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Oggi con il monopolio dell’educazione lo Stato sta riuscendo pero a fare gli stessi danni che provoca quando stabilisce arbitrariamente un prezzo o interviene in economia: svuota il significato delle parole che è il frutto di milioni di vicende incontrollabili da parte di una singola mente e lo sostituisce arbitrariamente con un altro; immette nuove parole tramite i suoi dipendenti con i significati da lui arbitrariamente scelti. Insomma crea depressione e svaluta la lingua inflazionandola.

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Mi correggo sull inflazione del linguaggio da parte dello Stato: gli effetti più devastanti si hanno quando utilizza qualsiasi parola con i più diversi significati per giustificare le sue azioni di conseguenza togliendo valore a quella parola.

  • utopia luca
    Rispondi

    volete meno stato??? …guardatevi cosa dice questo signore in questo video… http://gek60.altervista.org/2011/12/video-dove-decidono-parte-6/

    privatizzare uccide il popolo occidentale!!!! somarI!

    • utopia luca
      Rispondi

      consiglio : riscrivetevi lo statuto perchè avete fallito!

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Utopia Luca posso farle una domanda? Lei che propone più Stato ritiene l’uomo un essere infallibile nei suoi ragionamenti oppure fallibile? Attenzione a come risponde perché potrebbe essere lei a dover riscrivere tutto il suo modo di pensare. Naturalmente questa è solo un ipotesi. Non ho la pretesa di imporglielo come invece la ha fatto lei con i commentatori di questo forum.

    • Cristian Merlo
      Rispondi

      Michele, lei ha ragione da vendere.
      Perchè deve essere ribadito a tutti gli statalisti e agli interventisti di ogni risma, unitamente alla sterminata teoria di parassiti che ne segue a corredo, che, citando Ricossa, i libertari non hanno la pretesa
      “di tentare una teoria della felicità, cioè di quanto forse nemmeno esiste: mi limito a notare che non si può essere felici se non si vuole esserlo. .. Ciascuno deve essere libero di definirsela e cercarsela, la felicità. Sembra che via sia perfino chi la trova nella propria schiavitù: ebbene, non faticherà a procurarsi un padrone, ma non lo imponga anche a chi ama restar libero e se ne assume la responsabilità. Il buon borghese preferisce smagrire cimentandosi nel campo di sua scelta che ingrassare nella stalla dove c’è chi non gli fa mancare nulla tranne la libertà”.
      Auguri di buon anno a tutti i coloro che in quella stalla non ci vogliono proprio stare!

      • Michele Biasi
        Rispondi

        Christian, concordo pienamente con lei e auguro a lei e a tutti di passare un capodanno fuori da quella stalla perchè qui da me la stalla si fa sempre più stretta anche a capodanno: il sindaco del mio capoluogo qualche giorno fa ha compiuto una scelta (ovviamente con effetti vincolanti su altri individui, non sia mai che uno pensi solo a se stesso) , a suo dire, di civiltà e cioè vietare i botti a capodanno. Ora, io sono totalmente contrario ai botti di capodanno e infatti non li uso ne li compro e inolte cerco di convincere, con le mie argomentazioni, i miei conoscenti a non farlo MA più di questo non faccio. Se loro vogliono spararli lo facciano, non glielo impedirò di certo. Però con quella scelta dl sindaco, che pur si accorda con la mia morale, io mi sono sentito togliere un altro pezzo di libertà. Spero finisca presto questa storia dello Stato.

        Saluti a tutti e auguri per un anno di successi personali e di gruppo =)

    • utopia luca
      Rispondi

      io non ho proposto più Stato ma ho detto che lo Stato è indispensabile altrimenti saremmo come dei marziani extraterrestri, certamente il nostro Stato è ridotto male da chi è penetrato nelle nostre istituzioni, costoro sono ricchi privati quasi tutti liberali: vogliono il mercato libero senza regole e senza controllo per fare meglio i propri porci comodi, se sono in difficoltà si fanno aiutare dallo Stato allora si che viene riconosciuto, poi gli stessi vogliono fare investimenti importanti con la finanza virtuale e non hanno scrupoli se i comuni mortali a causa loro sono rimasti con le pezze al culo….
      umanamente parlando è necessaria un’identità, un’appartenenza, un proprio confine, perchè non siamo tutti uguali in un mondo globalizzato, non sarà mai così.., umanamente parlando è necessaria un’identità, un’appartenenza, un proprio confine anche perchè è necessario riconoscere i nostri simili i quali avendo gli stessi interessi ci si può agregare e lottare contro quei potenti megalomani che imperano sulle nostre terre sulle nostre città. Ecco la ragione per la quale il nostro Stato si chiama Italia,ci siamo uniti per risorgere e per ottenere tutti quei diritti sul lavoro e sul sociale che oggi stiamo perdendo a causa di questi privatii elittari con la cravatta….
      …non vedo nelle mie parole cosa ci sia di tanto complesso da capire, la questione è molto semplice: ci sono due direzioni : uno Stato giusto e efficente o Stato malato perchè infettato dai privati, oggi è evidente che ci troviamo uno Stato meno efficente perchè chi lo gestisce(il governo, i parlamentari) sono privati liberali che pensano solo a fare i propri interessi, ricordo Prodi con la sua Europa unita, ricordo Berlusconi con i suoi guai e le sue televisioni e adesso Monti con la sua finanza e le sue banche… tutti ricchi affaristi privati senza il minimo interesse di rendere efficente la comunità italiana. Ora in tutto questo cosa ci possa essere di cosi tanto opinabile proprio io non lo vedo….. mi sembrano cose veritiere e abbastanza elementari, lo capisce anche un bambino, per venirmi contro si deve proprio essere di parte senza il minimo senso della realtà….non credo siate tutti ricchi benestanti…

  • Michele Biasi
    Rispondi

    berlusconi liberale? prodi liberale? monti liberale? Non mi pare: berlusconi fa il piano casa e vuole il nucleare pagato con soldi pubblici…le sembra uno che propina il libero mercato? prodi ci fa entrare in un super stato quale è l’europa…le sembra qualcosa di liberale (le ricordo che i liberali vogliono ridurre lo stato mentre i libertari vogliono disfarsene ma non impediscono a chi lo voglia di realizzarlo senza dar fastidio agli altri) invece monti sta salvando le banche…si ricorda la prima regola del libero mercato? è la possibilità di fallire se si sbaglia.
    Quindi al governo non ci sono mai stati liberali.

    Poi le dice che i liberali propongono il libero mercato senza regole. Ha ragione ma solo se intendiamo per “regole” quelle emanate da un parlamento o votate (ove fosse possibile) dal popolo intero sia a maggioranza(metodo con cui si sottomette una minoranza e ad ogni cambio succede la stessa cosa…insomma, una sorta di guerra giuridica (cit. Leoni)) che all’unanimità(molto difficile e tra l’altro facilmente suscettibile del ricatto da parte di uno solo).
    D’altro canto esiste un alto genere di regole molto più antico: le regole di condotta che emergono nella realtà sociale spontaneamente e che i giudici si occupano di scoprire più che di inventare. Queste sono le regole che i liberali vogliono per il mercato.
    Se le interessa capire perchè i liberali puntano a un libero mercato così regolato le faccio una sintesi:
    L’uomo è un’ essere fallibile e ignorante e questo possiamo notarlo dall ‘esperienza pratica e scientifica di millenni. Dunque nessun uomo o gruppo di uomini deve avere il potere di dire a un altro uomo o gruppo di uomini cosa egli/essi deve/devono fare. Proprio questa è il senso più intimo dell’uguaglianza davanti alla legge il cui corrispettivo indispensabile è l’autonomia negoziale (che è più o meno la libertà di fare contratti secondo i propri interessi). Le regole spontanee che ho descritto sopra si rifanno proprio a questi due elementi dal momento che non si occupano di dire come bisogna agire (quindi non impongono una morale) ma semplice delimitano il campo della nostra azione permettendo a ciascuno di perseguire i propri fini senza interferire con gli altri.
    Le regole scelte dal popolo o dal parlamento con il voto sono solo un imposizione di qualcuno che ritiene di essere più intelligente degli altri e infallibile.
    Se desidera ulteriori chiarimenti possiamo parlarne in altra sede. E le voglio precisare che un tempo anch’io la pensavo come lei ma per fortuna ho capito in tempo l’irrazionalità di quel modo di pensare.

    • utopia luca
      Rispondi

      Sig. Biasi ho letto tutto e se vuole le rispondo qui ma anche in un’altra sede come preferisce lei…..

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Utopia luca, spero abbia la pazienza di leggere quanto ho scritto sopra come ho fatto io con suoi commenti.

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Si ha ragione forse è meglio continuare qui =)

    • utopia luca
      Rispondi

      Michele ho poco tempo, sarò molto ermetico, so bene la differenza tra liberale e libertario, i primi più che ricercare la libertà vogliono indebolire lo Stato e colpendo le casse dello Stato colpiscono i soldi degli italiani, i secondi invece vogliono la libertà assoluta dell’individuo oltre ogni tipo di aggregazione, i quali non riconoscono i servizi e i beni pubblici come ricchezza collettiva di una comunità. Penso che se almeno i primi sono anti qualcosa di certo i secondi sono anti e basta, nel senso che per molteplici fattori non potranno mai ritrovarsi in un mondo senza confini e senza stati, alcuni motivi ?
      Primo. Dal punto di vista sociologico non siamo tutti uguali ma tutti possiamo riscontrare delle somiglianze con dei propri simili, l’esempio più stupido che mi viene in mente sono i concerti musicali i quali come gli Stati esiste il popolo che si riunisce negli stadi per assistere ai concerti rock, quello che preferisce i concerti blues nelle piazze , chi invece ascolta il jazz nei teatri ecc. Ragion per cui gli italiani da nord a sud pur riscontrando differenze hanno comunque caratteristiche simili tanto da ritrovarci in un unico Paese ancora ben saldo nelle sue radici ad eccezione di una minoranza come lo è la lega. Così tutti parliamo la stessa lingua, tutti o quasi crediamo nello stesso Dio, tutti vogliamo una famiglia, tutti ci facciamo la pizza, tutti tifiamo gli azzurri ma anche su cose più profonde come la solidarietà siamo sempre stati fra i primi nel mondo, tutti abbiamo forti tradizioni abitudini ed un’educazione ed una civiltà che ci distingue da altri popoli.
      Secondo. Sul piano ideologico sono convinto che il libertario e l’anarchico hanno molte cose in comune, entrambe non hanno o non vedono nessuna forma di organizzazione collettiva e da sempre l’umanità, dalle tribù all’occidente, si è fatta da sè organizzandosi, si è sviluppata ed è cresciuta, di conseguenza la popolazione ha dovuto riconosce il territorio come una ricchezza da dividere e da gestire, ovviamente con tutte le conseguenze positive e negative che possono sorgere.
      Terzo. Dal punto di vista individuale possiamo inoltre affermare che l’uomo nel momento in cui si accoppia, a livello figurativo, ha creato intorno a sè un suo STATO, tale accoppiamento poi porta alla procreazione e a sua volta genera la famiglia, riconosciuta anche come nucleo famigliare, ciò significa che il concetto di Stato è già a priori fortemente intrinseco nell’essere umano. Anche madre natura ci spiega quanto sia importante e necessario avere dei confini, dei propri limiti, ad esempio è risaputo che gli animali selvatici nel proprio ambiente segnano il proprio territorio per difenderlo.

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Utopia luca, mi rifaccio ai suoi punti (eccetto per quello che ho chiamato “0)”) sottolineando alcune tesi, a mio parere, erronee.

    0) i libertari propugnano una non-società in cui esistano individui senza relazione tra loro. Essi dsiderano una società non imposta dall’alto ai presenti e alle future generazioni, ma solamente una società liberale costituita da relazioni volontarie. Insomma i libertari desiderano che l’individuo sia libero di scegliere se e con chi aggregarsi e per quali fini.

    1)Avere delle somiglianze o anche essere uguali non giustifica lo stare insieme ad ogni costo. So che molti temono che la teoria libertaria porti inevitabilmente alla distruzione dlla società sostituita solo da singoli individui separati ma bisogna tener conto che l’uomo ha dei bisogni e che per soddisfarli ha bisogno degli altri. Insomma la società non è lo Stato, non è un ente giuridico, la società è semplicemente la risultante inconsapevole e spontanea delle relazioni consapevoli e coscienti di milioni di individui.

    2)Vale quanto detto ai punti 0 e 1

    3)Nel momento in cui si accoppia l’uomo ha creato non lo Stato ma la Famiglia che si basa su rapporti “volontari” mentre lo Stato si basa sulla coercizione.
    Se poi vogliamo guardare alla storia, l’intera famiglia era sottoposta al capofamiglia e la società era dunque il risultato inconsapevole delle relazioni “volontarie” tra capifamiglia. Poi man mano i membri della famiglia hanno acquisito maggiore libertà e la società è divenuta quella conosciamo oggi.

    Lo Stato(come lo abbiamo conosciuto) è diverso dalla società proprio per l’elemento di libertà insito nella seconda.

  • Michele Biasi
    Rispondi

    Mi scusi ho sbagliato a scrivere al punto 1) : i libertari NON propugnano una non-società in cui esistano individui senza relazione tra loro.

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