In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“La posizione dell’Italia è ora più favorevole alla tassazione sulle transazioni finanziarie. Mentre prima la posizione era contraria. Certo non è un singolo paese che può prendere un provvedimento di tale genere.” (M. Monti)

Accodandosi all’orientamento di Francia e Germania, Mario Monti ha dichiarato che anche l’Italia, adesso, è favorevole alla tassazione delle transazioni finanziarie, ossia all’introduzione della cosiddetta “Tobin tax”.

Lo ha detto durante la conferenza stampa nella quale illustrava i contenuti della manovra da lui stesso definita “salva Italia”. Una manovra, come era facile prevedere, è fatta ben più di aumenti di entrate che di tagli di spesa pubblica.

Se anche un tassatore professionista come Vincenzo Visco (peraltro, come ho già sostenuto, molto meno ipocrita di chi ha ricoperto il suo ruolo prima e dopo di lui) ha dovuto riconoscere che ogni aumento delle imposte ha effetti recessivi, almeno uno dei tre pilastri della manovra presentata da Monti difficilmente darà gli esiti sperati.

Monti e i suoi ministri hanno a più riprese sostenuto che avrebbero agito con tre punti di riferimento: rigore, equità e crescita.

Il rigore lo sentiranno le tasche dei contribuenti molto più di quelle dei politici; e fin qui, niente di nuovo, anche se il presidente del Consiglio, bontà sua, ha annunciato che rinuncerà agli emolumenti che gli spettano come capo del governo e ministro dell’Economia e delle Finanze.

Quello di equità è un concetto che ritengo inconciliabile con quello di redistribuzione che caratterizza ogni forma di tassazione. Per cui ogni volta che si tassa qualcuno io credo che si compia un’iniquità. Mi pare di capire, peraltro, che saranno in pochi a ritenere davvero equa la manovra.

Quanto alla crescita, l’Italia cresce poco da almeno tre lustri prevalentemente per via di una tassazione troppo elevata, di una burocrazia elefantiaca e di un debito pubblico che assorbe diverse decine di miliardi ogni anno per il pagamento degli interessi. Francamente dubito che si possa invertire la rotta aumentando ancora la tassazione, ancorché dando qua e là una spruzzatina di liberalizzazioni (o supposte tali).

Come se non bastasse quanto fatto in Italia, Monti vorrebbe anche introdurre la Tobin tax a livello europeo o, meglio ancora, globale.

Servivano davvero tanti professori per concepire idee del genere?

 

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Showing 11 comments
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Servivano davvero tanti professori per concepire idee del genere?
    Sì.
    Per far credere che questi provvedimenti di incredibile idiozia siano intelligenti.
    In più abbiamo una ministra che piange come una fontana: non so voi, ma quando le donne si mettono lì a fare il piantino è segno che te la stanno mettendo nel culo.

    • andrea
      Rispondi

      E già, davvero insopportabile sta ministra Fornero, almeno le ministre berlusconiane, per quanto incompetenti e ladre, almeno non sono mai arrivate a tanta ipocrisia. Fottevano col sorriso sulle labbra!
      Questo invece è il governo del moralismo di facciata, e del “chiagn’e fotte”….al peggio non c’è mai limite!

  • Riccardo
    Rispondi

    Napoleone diceva: “Gli uomini piangono per farsi compatire, le donne per farsi credere”. Agli italiani non importa se vengono fregati. L’importante è che a fregarli sia la persona giusta. Monti lo è.

  • libertyfighter
    Rispondi

    Ma quale persona giusta? Gli italiani non vogliono Monti, non lo hanno votato e credo che al 90% dei cittadini sia subito andato sul cazzo. Per usare un francesismo.
    E’ che Monti è la persona giusta affinché i politici ci freghino senza, secondo loro, pagarne le conseguenze.

  • Caber
    Rispondi

    una manovra del genere la sapeva concepire chiunque, al bar e dopo qualche giro…

    non risolverà nulla… è già tanto se rimanderà la catastrofe…

  • rik
    Rispondi

    si:la ridisribuzione ci sara’ buona parte del bottino andra’ come alsolito alle banche e alle imprese,con la scusa della crescita e dell’occupazione,belleperole per gli allocchi perche’la stangata di tasse,riduce il potere di acquisto e quindi della domanda per cui la produzione ristagnera’ e di conseguenza l’occupazione e lo sviluppo,sostituiti dalla recessione,ma i quattrini,quelli si rimarranno nelletasche dei confindustriali che gongoleranno maggiormente per ladiminuzione dell’irap.Un altro gioco delle tre carte a beneficio di pochi poggiato sul danno per i piu,spacciato per’ ilbene del paese.Purtroppo quando si pensa di essere giunti sul fondo,basta scavare per riscoprire un fondo sempre piu’ giu’ e questo e’ il bel paese.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    A me quello che più sta sulle balle della manovra Monti è la sua iniquità: a pagare sono sempre gli stessi.
    Non è stato eliminato il finanziamento ai partiti contro il quale gli italiani hanno votato contro e che è stato riproposto tradendo il referendum e poi avvallato dall’Oscar garante della costituzione e come tale superpagato che, solo per questo, meriterebbe la fucilazione alla schiena.
    Non sono stati eliminati i finanziamenti all’editoria in modo che vadano in edicola solo i quotidiani che hanno lettori.
    Su Libero di oggi leggo che il tal Monti “ha allo studio” di adeguare gli appannaggi ai nostri politici alla media europea.
    Monti, “VA A FAN CULO !” A noi da pagare subito ed ai politici in un secondo tempo, … forse.
    La nave sta andando sugli scogli, ai galeotti ai remi più frustrate ed ai nocchieri avvicindatisi al timone solo chiacchiere.
    Per quel che tu rik prima hai sostenuto , ti faccio notare l’inesistenza del “bottino alle imprese”.
    Per agevolarle sarebbe semplicissimo diminuire le imposte, a tutte indistintamente.
    Le agevolazioni ” quando … a chi … se … ” , sono sempre prese per i fondelli, bisogna fare ed aver fiducia di un ritorno dallo stato, ma se la fiducia lo stato se l’è già bevuta, il “se” non incanta nessuno.
    Inoltre tutte queste agevolazioni causano un incremento della burocrazia per la loro gestione.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Dimenticavo: il finanziamento ai partiti fu proposto nella 1° versione accampando gli alti costi della politica per i quali i partiti, senza questo finanziamento erano costretti a rubare promuovendo opere inutili a prezzi gonfiati per poter farci la cresta sopra. Di Pietro, quando interrogò un (non ne ricordo il nome) che asseriva di aver portato dei soldi in Via delle Botteghe Oscure, gli chiese se questi fossero destinati ad Occhetto o al partito.
    Il tale rispose che al suo paese c’era la festa di Sant’Antonio ed i contadini portavano i cesti con un salame e offerte al parroco e che chiamavano queste “il salame per Sant’Antonio”, ma aggiunse, mica se li mangia Sant’Antonio i salami! I partiti hanno continuato con le ruberie su opere inutili, spesso rimaste abbandonate per la loro inutilità ed ogni finanziamento non è loro dovuto.

  • Zero Zero Cinque
    Rispondi

    E perchè no alla tassa sulle transazioni finanziarie? Come mai tanta contrarietà?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Una tassazione sulle transizioni finanziarie non mi tocca e mi lascia economicamente indifferente. Penso che chi acquisti o venda qualche cosa, sia già tassato ed io sono favorevole alla tassazione minima ed al calo delle spese “di gestione”, non al calo “dei servizi” come danno ad intendere quelli che sono all’ingrasso nei palazzi del potere. Suppongo tu ti riferisca alle transazioni di borsa, e con queste la gente è tassata a priori, anche quando fa perdite: dovrebbe essere anticostituzionale, ma, ripeto, la cosa non mi tocca e poco ne so.
    Sull’abolizione del finanziamento ai partiti, invece ci misi l’anima per promuovere il referendum.

  • Zero Zero Cinque
    Rispondi

    Mi riferisco esclusivamente alle transazioni finanziarie in borsa sulla compravendita dei titoli finanziari (sul mercato spot e per titoli derivati). Perchè un cittadino paga l’IVA su beni e servizi e un operatore in borsa non fa altrettanto (contestualmente il reddito di un cittadino è tassato molto di più delle rendite finanziarie)? Ritengo poi la TTF una misura assolutamente necessaria se si vuole disincentivare/ostacolare il flashtrading e pratiche di trading predatorio scollegato da attività economiche reali o di compravendita di assicurazioni (e.g. CDS) su titoli (peggio se sovrani) non posseduti (ma magari avuti in prestito da istituti bancari per dedicarsi alla vendita allo scoperto), di scommesse (peggio se OTC e dunque non tracciabili, magari eseguite nelle opacissime dark pools) sui fallimenti di imprese, stati, crolli e svalutazione delle monete, andamento delle materie prime e commodities agricole con effetti distorsivi sui prezzi (difficoltà di programmazione del piano industriale per le imprese), con la destabilizzazione delle valute e con la trasmissione di rischi immani a terzi non coinvolti nè responsabili!

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