In Anti & Politica, Primo Piano

DI GIACOMO PETRELLA

Bossi torna alla secessione. Una secessione tranquilla, si è subito affrettato a definirla Calderoli dal pulpitino dell’assemblea leghista di Vicenza. Una secessione democratica, hanno aggiunto poi, con grande responsabilità, gli altri gerarchi. Una secessione che, oh povero Miglio, si ponga l’obiettivo di inserire la macroregione del nord nel quadro continentale di Austria, Svizzera e Lander tedeschi meridionali. In buona sostanza, la nuova terra promessa del rinato messia, ad oggi, si chiama Europa dei popoli.

Come definire tutto ciò? Dopo 10 anni di puro centralismo e dopo aver succhiato fino al midollo contributi e prebende romane, dopo aver sostenuto sino al limite estremo della vergogna gli interessi privati di altri, dopo aver rinchiuso decenni di lotte e rivendicazioni in quattro stanzette ministeriali a Monza, la Lega appare per quello che è sempre stata: una farsa elettorale priva di contenuti.

E non lo dice il recente passato nel quale la demagogia è servita a camuffare il servilismo con la realpolitik; lo dice, piuttosto, il presente del carroccio post-berlusconiano. Incapace di riformare dall’interno la crudele Babilonia (vecchia balla dei rivoluzionari innamorati del potere), Bossi torna al giochetto geopolitico di una Padania libera fra i popoli liberi della nuova Europa. Letteralmente, una presa per il culo. Per i più raffinati, invece, un mito incapacitante già percorso negli anni ’80 e ’90 dalla nuova destra ex-missina finita oggi a sostenere, Fini o non Fini, il governo dei tecnocrati di Maastricht.

Ecco il punto: non esistono rivoluzioni senza strappi. Non esistono leader in pantofole. Non esistono compromessi di fronte al crollo storico e sistemico del capitalismo di stato. Non esistono ulteriori narrazioni in grado di legittimare una rappresentanza centralista di interessi indipendenti.

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La Lega Nord potrà campare di rendita, nei prossimi anni, sull’opposizione al governo Monti. Questo è certo. Ma è palese la fine della sua ragion d’essere quale movimento riformatore dello stato-minimo e federalista. Sia esso a dimensione nazionale o peggio continentale.

Finisce cioè la costruzione fideistica e religiosa della Padania – Stato fra Stati mentre emerge, in tutta la sua effimera inconsistenza, la nuova dialettica leghista votata alla mitezza democratica di un’autodeterminazione immaginaria e onirica. Una Lega fatta di Cecoslovacchia e Kossovo, di Onu ed Ue, di referendum, plebisciti e belle parole: nella realtà, la firma in verde della resa incondizionata alla sovranità globale.

Riemerge quindi preponderante per tutti i libertari il tema di fondo che la Lega Nord ha oscurato in tutti questi anni di entrismo politico: cosa è, davvero, la secessione. Non un’arma di ricatto politico ma una rivoluzione. Non una macchina burocratica al servizio del momento elettorale ma un movimento dal basso privo di mediazioni. Non un insieme di interessi ma un atteggiamento radicale ed intransigente. E’, in fondo, quell’estrema proprietà di sé che Papà-Trota non potrà più rappresentare ed usare.

 

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Showing 5 comments
  • FrancescoPD
    Rispondi

    …ma quale secessione democratica, quale parlamento del nord…sono tutti conati di vomito propri di chi non ha idee.
    A proposito del parlamento del nord, la Lega è come quella prostituta che non potendo più esercitare ad alti bordi per ragguinti limiti di età e decenza, si ritira nei propri appartamenti!

  • Rispondi

    Dall’articolo ” ..Ecco il punto: non esistono rivoluzioni senza strappi. Non esistono leader in pantofole. Non esistono compromessi di fronte al crollo storico e sistemico del capitalismo di stato. Non esistono ulteriori narrazioni in grado di legittimare una rappresentanza centralista di interessi indipendenti. …”

    Leo, ci mancano solo i punti esclamativi. Glieli metto io: !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!

  • Riccardo
    Rispondi

    Eppure nel nord la lega prende un sacco di voti! Sono tutti imbecilli o forse non hanno di meglio a cui affidare le loro sperarnze? Certo, dopo quello che è successo, vedere gli striscioni con scritto ‘Umberto ti vogliamo bene’ e Calderoli affermare che ‘La lega è Bossi e Bossi è la lega’…viene quasi da pensare che valga la prima ipotesi. Ma siccome voglio sperare che non sia così, allora mi sforzo di vedere il lato positivo delle cose e accettare il fatto che in fondo, almeno al momento, sono stati gli unici a dire ‘NO’ al governo Monti. Berlusconi sarà stato anche un puttaniere, un mafioso, un corrotto e gli ultimi anni, una persona con non banali problemi psichici, ma adesso dove sono i ‘No global?’ i ‘No TAV’ , i ‘Black block?’ Improvvisamente tutti zitti. Se c’è solo la lega a dire, ‘NO’, mi associo alla lega…e per dirlo un romano…mala tempora currunt !

    • FrancescoPD
      Rispondi

      ….caro Riccardo è quà che ti sbagli! Parlo per il veneto, la lega alle ultime regionali ha fatto il pieno grazie al dictat imposto per aver voluto far rientrare un’INCAPACE come Zaia al posto di Galan (meno peggio)…
      IL dover votare per forza un incapace per paura che vinca la sx che conosciamo bene, ecco questo voto falsa il reale sentiment dell’elettore veneto.
      Hanno si preso tanti voti, ma rubando, ricattando eD imbrobliando. Questa è la lega, da non confondere con la maggioranza dei veneti! Ti assicuro che il giorno che i veneti sono andati a votare, erano così incazzati che se trovavano un leghista tra le mani a ragione lo schiaffeggiavano. Nella realtà poi si sono visti i fatti, un’accozzaglia di idioti alla giunta regionale.
      E’ ora di scopechiare la pentola, e dire le cose come stanno senza peli sulla lingua!
      Gli idioti imperano quando viene meno questa sentimento di ribellione nei confronti di parassiti, …e come scritto da Leonardo in qualche articolo, .la libertà non te la da nessuno, te la devi riprendere, ed aggiungo, è un dovere smascherare gli impostori!!
      FrancescoPD, libertario, veneto, e NON leghista.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    La Lega è Bossi, e Bossi è la Lega… ci mancano solamente: La Lega è la Padania, e la Padania è Bossi e poi abbiamo copiato pari pari, ciò che affermavano in Germania, all’epoca di Hitler. Come dire…. la Lega non mostra alcuna originalità. Ora, che qualcuno sia innamorato di Austria e Germania passi (anche io mi metto tra questi), però, come la mettiamo con le lotte dei nostri avi, per scacciare il nemico austriaco dall’Italia, se ora qualcuno dimostra di non conoscere la storia, o, tuttalpiù, se la conosce dimostra di disprezzarla? Bossi & co, non farebbero meglio ad emigrare in Austria o Germania? Già, immagino che là avrebbero qualche piccolo problemino… i fanfaroni da quelle parti credo non li voglia nessuno!

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