In Anti & Politica, Varie

DI MICHELE LIATI

Al sindaco del comune di Carnago, Maurizio Andreoli Andreoni;  Al Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini.

Con la presente comunico ai vostri Enti che NON consegnerò il questionario per il Censimento 2011 relativo al mio nucleo familiare.

Tale decisione è dettata principalmente da due motivazioni, una di principio, una più personale.

Il censimento è una spesa inutile.

La maggior parte delle informazioni che l’ Istat chiede ai cittadini le ha già, dovrebbe averle o potrebbe ottenerle integrando le banche dati dei vari enti della PA, oppure con le tradizionali indagini campionarie.

Inoltre, il censimento del 2011 non è un censimento come tutti i precedenti, si può dire che è il primo censimento su scala europea; tutti gli Stati che fanno parte dell’UE, infatti, sono stati chiamati a organizzare un censimento nel 2011 per poter avere dati comparabili anche temporalmente.

Tuttavia, il Regolamento CE n. 763/08 del 9 luglio 2008, lasciava un ampio margine agli Stati riguardo alla scelta della modalità con cui svolgere questo censimento: si poteva usare un censimento tradizione, un censimento basato su registri, oppure anche indagini a campione.

L’Italia ha scelto di realizzare un “censimento tradizionale”, con un ovvio aggravio di costi;

La spesa totale autorizzata dal decreto legge 78/2010 sarà in totale di 627 milioni di euro; a titolo di esempio, la Spagna realizzerà il suo censimento con una spesa di 80 milioni.

In un momento come questo, sono tutte spese INUTILI , che UMILIANO il contribuente.

Parte di queste risorse potevano piuttosto esser spese, come detto, per integrare i dati dei vari enti della PA, in modo da poter avere per il futuro dati più affidabili e con una aggiornamento in tempo reale, senza più la necessità di costosi censimenti tradizionali.

Riguardo al secondo motivo, più personale: in questo momento sono disoccupato;

mi trovo in questa situazione anche per colpa dello Stato, che tollera, ma sarebbe più giusto dire sostiene, un sistema neo-corporativo sindacale (imprenditoriale e dei lavoratori) che danneggia il libero mercato del lavoro e in particolare i diritti e gli interessi dei singoli lavoratori, soprattutto se non “tesserati”.

Per protestare contro questa situazione nel mese di ottobre ho corso da Milano a Roma e ho scritto alle Istituzioni chiedendo risposte. Risposte che non ho ricevuto.

Ho avuto così conferma di come lo Stato considera i suoi cittadini: signori NESSUNO, semplici SUDDITI.

Ebbene, il signor NESSUNO non sa proprio cosa dovrebbe scrivere di sé allo Stato.

Il signor NESSUNO non capisce perché lui dovrebbe rispondere alle domande dello Stato, quando lo Stato non vuole rispondere a quelle che pone il cittadino.

Per questo motivo, il signor NESSUNO, questa volta non risponderà allo Stato.

La sfida è impari, lo so; VOI avete il monopolio della forza, e lo userete.

Ma occorre che qualcuno inizi a dire BASTA!!!

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Showing 8 comments
  • robby
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    non potrei essere piu’ daccordo con questo post!!!!
    amen fratello!!

  • christian
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    Io ammetto di averlo compilato perché obbligatorio. Ma hai ragione te, se non ci ribelliamo chi schiacceranno sempre di piu.

  • rodolfo
    Rispondi

    MITICO!!!
    Grande leonardo!
    10/100/1000/un miliardo come te ci vorrebbero.

    • Anthem
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      Grande grandissimo Facco!!!

  • Al
    Rispondi

    Personalmente ritengo che gli “obblighi” siano ben altri. Per sapere chi abita a casa mia e dove è nata mia madre basta guardare l’anagrafe, non c’è nessun bisogno di spendere soldi in carta e spedizioni per scassare il cazzo a me. Per sapere se negli ultimi anni ho cercato lavoro oppure ho provato ad aprire attività basta guardare il registro delle imprese e le relative titolarità o partecipazioni, come sopra.

    Io non mi sono preso neanche il disturbo di rispedire il plico indietro o di scrivere raccomandate ne lettere: ho stracciato tutto e l’ho buttato nella mondezza. E quando arriverà la multa farà la stessa cosa. Fanculo a questi buffoni ed ai culi caldi che lavorano per loro.

  • marcopedroni
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    Leonardo, perché lo ‘stato’ non impariamo, definitivamente, a scriverlo ‘stato’ con la ‘s’ che si merita?

  • Riccardo
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    Ben fatto e ben scritto.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Leo !!! Leo !! Leo !!!
    ma quante volte ti devo dire che è meglio dire :
    CENSIMENTO ? ma cos’è ? una cosa che si mangia ?
    non l’avete ricevuto ? mannaggia che disperazione, ma quando me l’avete mandato ?
    io non l’ho mai ricevuto !! ma tu l’hai ricevuto : Leo !! Leo !! Leo….

    ciao, pubblica quella cosa dell’ARVAL !! che almeno tiriamo su il morale a quelli di trento

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