In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Una precondizione per fare uscire l’euro dalla crisi è arrestare il contagio che avvolge i mercati. E’ perciò necessario che la Bce si impegni senza limitazioni a impedire che i tassi di interesse sui titoli salgano oltre il livello che riflette il rischio sovrano propriamente detto.” (P. C. Padoan)

Pier Carlo Padoan è capo economista all’OCSE. Generalmente gli economisti che lavorano negli organismi multilaterali non si distinguono per fornire analisi particolarmente originali. Per lo più ripetono le stesse tesi che vanno per la maggiore in un determinato momento in riferimento a un certo argomento.

Nel caso specifico, è oggi più che mai diffusa l’idea che la soluzione magica alla crisi dei debiti sovrani dell’area euro consista nella monetizzazione dei debiti stessi da parte della Bce. Si tratta di un argomento sul quale mi sono già soffermato, per cui non intendo in questa sede ripetere le argomentazioni per cui ritengo che la supposta soluzione non faccia altro che aggravare, in prospettiva, il problema.

Forse allo scopo di limitare la discrezionalità della banca centrale, o forse per renderne trasparente l’operatività, Padoan sostiene (accodandosi ad altri) che la Bce dovrebbe stabilire un tetto massimo al rendimento dei titoli di Stato dell’area euro, impegnandosi a comprare illimitatamente quei titoli, se necessario, per far sì che i rendimenti non oltrepassino la soglia stabilita.

Una mera variante dell’allentamento quantitativo, che in parole povere è la monetizzazione del debito. Mi pare interessante notare che, secondo Padoan, i tassi di interesse non dovrebbero salire “oltre il livello che riflette il rischio sovrano propriamente detto”.

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E chi lo stabilisce qual è il rischio sovrano propriamente detto? Se non si interferisce con il libero incontro della domanda e dell’offerta di mercato, il rischio è la probabilità di default implicita nei rendimenti corrispondenti ai prezzi dei titoli prevalenti sul mercato stesso.

Se, viceversa, si sostiene artificialmente la domanda, mi pare ovvio che il livello del rischio sovrano “propriamente detto” finisca per essere arbitrariamente fissato a un livello più basso di quello di mercato. Adesso sta andando per la maggiore il livello di rendimento del 5% sui titoli decennali. Non so in base a cosa si possa stabilire che ciò sia un livello congruo (sarà perché non lavoro all’OCSE?). Né credo si possa escludere che domani si chieda che tale livello sia abbassato ulteriormente, perché neppure con rendimento al 5% i debiti sarebbero sostenibili.

In ogni caso, anche se si coniano nuovi tecnicismi, si tratta di variazioni sul tema della monetizzazione. Altro che “rischio sovrano propriamente detto”.

 

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