In Anti & Politica, Economia

DI LEONARDO FACCO

Non ricordo quante volte ho ripetuto la seguente frase: “Il 99% delle rivoluzioni sono accadute per questioni fiscali”. L’ho imparato leggendo “For Good and Evil” di Charles Adams. A questa affermazione, però, aggiungo che le rivoluzioni non si vincono per grazia divina, ma perché si combatte, a volte armi alla mano, altre volte subendo violenze.

In qualità di responsabile del Movimento Libertario sostengo ogni vera battaglia che abbia a che fare con la resistenza fiscale. Venerdì 25 novembre scorso, ho sostenuto – in quel di Padova – la protesta organizzata da “Veneto Stato” contro Equitalia. Fuori dagli uffici del “gabelliere di Stato” abbiamo intonato cori e slogan contro le tasse e una delegazione del movimento indipendentista veneto ha detto in faccia al direttore dell’agenzia padovana di “smetterla di taglieggiare gli imprenditori, considerato che Equitalia non è altro che un invasore non gradito”.

Oggi, leggo questa notizia, che risale a qualche giorno fa: “Equitalia se ne va dalla Sardegna. E l’Isola tira un grande sospiro di sollievo. Ad esultare sono in tanti. Tutti quelli che hanno dovuto subire le vessazioni di Equitalia e dei suoi mandanti”. Che per essere chiari sono i politici.

Ancora: “Per una volta il Popolo ha combattuto e – forse – vinto la sua battaglia. Una vittoria ottenuta grazie alla fortissima spinta delle proteste capeggiate dal cosidetto “Popolo delle partite Iva”, che in tutta la Sardegna ha combattuto una strenua battaglia contro Equitalia, sfociata anche nel clamoroso digiuno di un gruppo di donne che si sono accampate davanti al palazzo della Regione Sardegna”.

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Cosa è accaduto in quell’isola? Sempre da notizie.it: “Il Consiglio regionale ha deciso così di approvare un ordine del giorno unitario che dà l’addio alla famigerata Equitalia, accusata di prelievi forzosi nei confronti di tanti cittadini sardi. La Giunta si è impegnata a trasmettere al nuovo Governo il disegno di legge costituzionale – la Sardegna è una Regione autonoma, nda – che si pone come obiettivo primario quello di riscuotere le tasse e i tributi direttamente in Sardegna, con una apposita Agenzia regionale. La speranza di tutti è naturalmente che questa Agenzia regionale non si trasformi in una Equitalia in salsa sarda”.

Ora, che accadrà in futuro lo verificheremo prossimamente. Ciò che vorrei si evidenziasse di questa storia è che, ancora una volta, è stata la mobilitazione dei “productivos” (non gli articoletti dei Pierchecca Falloppio qualunque, finanziati con soldi pubblici) ad aver costretto le istituzioni sarde a prendere provvedimenti contro la famigerata Equitalia, chiedendone la sua chiusura.

Un futuro di libertà, di riappropriazione di quella libertà economica espropriataci dallo Stato italiano, passerà, obtorto collo, attraverso la resistenza e la rabbia di chi la ricchezza la produce, non di chi vive della ricchezza prodotta da altri.

Cacciare Equitalia non basta! Ora bisogna pretendere che all’esproprio fiscale venga messo un limite, invalicabile!

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  • FrancescoPD
    Rispondi

    Sviluppo molto interessante quello sardo.
    Unico rammarico invece per la manifestazione di padova, che si è fatta solo per un giorno.
    Visto che il gruppo di manifestanti ha letteralmente impedito ogni attività dei gabellieri, sarebbe bene programmare una manifestazione permanente per un mese/due in modo da bloccare l’attività di questi satrapi, e costringerli ad indietreggiare come nel caso sardo.
    Guerra di posizione, non violenta, ma che impedisca il perpetrarsi di sopprusi che in alcuni (troppi), sono sfociati in suicidio del perseguitato.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      Ci stiamo organizzando

      • Borderline Keroro
        Rispondi

        Se è decentemente vicino, conta su di me. Male che vada ci vengo a piedi, porto la tenda e mi ci installo.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Già un suicidio sarebbe troppo: è possibile citare lo Stato presso la CEDU?

  • rik
    Rispondi

    anche il sistema di esazione ha subito nel tempo il processo degenerativo uguale a quello della politica e di tutti gli apparati nostrani.Questo processo e’iniziato per opera della sinistra che ha operato per abbattere i privati concessionari della riscossione delle imposte,che con solo un modesto aggio,incassavano molto di piu’ in modo soft,senza creare carrozzoni costosi come quelli che via via si sono trasformati con Equitalia,con presidenti , consiglieri e amministratori delegati.Anche le regole sono diventate piu’ vessatorie e le penali da usura,tanto e’ vero che nel passato la pensione minima non era sottoposta a pignoramento,il giudice non permeteva che fossero oggetti dell’esecuzione i beni strumentali indispensabili per l’uso e l’esercizio dll’ attivita’ in quanto fonte del proprio sostentamento e dei relativi famigliari,e del reddito,si qualunque specie,era pignorabile solo la parte eccedente cioe’ quella utile per la vita quotidiana.Tutto e’ cambiato e la degenerazione del sistema e’ la madre di questa tragica situazione.

  • Riccardo
    Rispondi

    Queste sono alcune delle tasse (in lire) che paghiamo per ogni litro di benzina. Su queste tasse, più altre che non compaiono qui, viene applicata l’IVA, cioè una tassa sulla tassa. Per cui alla fine per ogni euro di benzina che paghiamo, oltre il 60% va allo Stato. Non c’è solo Equitalia a fregarci.
    —————————————————————————————————————————————

    1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
    14 lire per la crisi di Suez del 1956;
    10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
    10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
    10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
    99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
    75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
    205 lire per la missione in Libano del 1983;
    22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
    0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004

  • r.
    Rispondi

    non c’è solo Equitalia chiaro ma siccome prendersela genericamente con “lo stato” non ha molto senso la cosa più efficace è impedire ai gabellieri (che sono persone fisiche) di esercitare il loro sporco lavoro. bravo Leonardo sono con te. r.

  • r.
    Rispondi

    tra parentesi faccio notare che con quello che ci è costata la missione forse ci sarebbe convenuto comprarcelo il Libano. r.

  • alessandro
    Rispondi

    mesi fa, segnalai quì i tumulti che avenivano a cagliari. credetemi eravamo 50mila incazzati neri.se si vogliono ottenere veri risultati bisogna fare casino in tutte le città di italia ,piazzarsi di fronte alle sedi di equitalia e regione e non arrendersi.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      HAI RAGIONE. Grazie per la testimonianza!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Sardi maledetti! Quando vi mettete in testa una cosa non c’è verso di farvi cambiare idea, eh?
      BRAVISSIMI ! VIVA LA SARDEGNA E VIVA IL POPOLO SARDO !

  • guggio
    Rispondi

    A Nuova Dehli, un tribunale ha inflitto una forte ammenda al negoziante Badura Ramasingh, il quale aveva minacciato di bollire in pentola, e mangiarselo, un esattore delle tasse: a suo dire, con le sue continue ingiunzioni di pagare le imposte il funzionario “gli rovinava la vita importunandolo insopportabilmente”.
    Propongo di intestare il movimento anti Equitalia a Badura.
    MOVIMENTO BADURA, il nostro mentore!

  • Roberto
    Rispondi

    Complimenti ai Sardi che sono riusciti in un’impresa importante, sempre che questa non venga resa inutile dai politici locali a questo punto.

    Ma purtroppo ci vuole troppo tempo per combattere Equitalia, e intanto le vittime sul campo, quelle vere, già ci sono e continuano ad esserci. I suicidi di gente per bene sono diventati all’ordine del giorno! Per non parlare di quelli che dallo stress subiscono danni irreparabili alla salute. Queste ultime sono le “vittime silenziose”.

    Inoltre vorrei sottolineare una cosa importante che in pochi dicono e spero che Facco cominci a sottolineare in quante più occasioni possibili: al Sud sempre più persone per bene si indebitano con strozzini e camorristi per poter pagare debiti ingiusti pretesi da Equitalia.

  • zenzero
    Rispondi

    So good!

  • Deciomeridio
    Rispondi

    La Regione Sardegna potrà FORSE limitare le ingerenze dello Stato centralista essendo Regione Autonoma.

    Se anche la Sardegna dovesse secedere , lo stato centralista perderebbe solo DEBITI.

    La stessa cosa non sarà certamente concessa alle Regioni Lombardia , Veneto , Piemonte , Emilia – Romagna , dato che rappresentano circa il 75 % del gettito fiscale dell’ italietta marocchina.( Vedere Il Sacco del Nord del Prof. Luca Ricolfi )

    A queste Regioni fino ad ora è stato concesso solamente lavorare , pregare , pagare le tasse e non rompere i coglioni ( a Roma )

    E se lo meritano , data la loro imbecillità politica che li porta a votare gente come Fini , La Russa , Berlusconi ecc. nonchè ad applaudire Mario Monti che , guarda caso , viene da Varese…

    Buon lavoro e ricordate che …..IL LAVORO RENDE LIBERI !

    • alessandro
      Rispondi

      purtroppo in sardegna non c’è lavoro. siamo invasi da grosse multinazionali che distruggono le piccole imprese.se equitalia, va via dalla sardegna è solo perchè c’è troppa disperazione, creata dai politici che
      hanno permesso alle varie multinazionali di schiacciare quel poco di economia che girava.

  • Fabrizio Dalla Villa
    Rispondi

    La Sardegna è una regione autonoma, appunto! Le tasse si pagano in Sardegna, appunto! Chi ci garantisce che la società di riscossione sarda non si comporti come Equitalia, in futuro? Nessuno, appunto! Insomma, io credo che la vera rivoluzione passi attraverso la possibilità di detrarre almeno un tot percentuale delle proprie spese sostenute e documentate (facciamo il 21%?) con l’obiettivo di arrivare entro x anni al 100%. In questo modo poi si potrebbe decidere di abbassare l’aliquota delle tasse, perché ok per lo stato minimo, ma l’abolizione di ogni stato mi sembra abbastanza un’utopia. Lo so che sarebbe bello vivere in un mondo senza stati, però…. tra il dire e il fare… eppoi, scusate, ma eliminiamo gli stati e c’è qualcuno che inneggia a Veneto stato? Mah!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      ‘sto ceppo.
      I soldi sono i nostri, non siamo noi che dobbiamo implorare di lasciarcene almeno un po’ per sopravvivere.
      Togliamoci dalla testa questa sudditanza, i soldi sono i nostri, le tasse vanno tagliate e basta.
      Ma non di 0,25 punti, bensì di 25 punti senza virgole e senza zeri, e sarebbe ancora troppo quello che gli diamo.
      Loro continuano a dire che non è il momento e che bisogna fare sacrifici, e invece no, palle.
      Ma tanto succederà, perché soldi non ce ne sono più, loro vogliono anche quello che non abbiamo e quindi andranno a toccare la casa e la mangiatoia: sarà rivolta con ghigliottine in piazza.

  • Massimo74
    Rispondi

    @Borderline Keroro

    25 punti di PIL corrispondono a circa 400 miliardi di euro.Per operare un taglio fiscale di tale entità sono necessari tagli draconiani alla spesa pubblica.Bisognerebbe privatizzare sanità e scuola,licenziare in massa i dipendenti pubblici,fare una riforma previdenziale che introduca il sistema contributivo per tutti retroattivamente,vendere gran parte del patrimonio pubblico per ridurre lo stock di debito e abbattere gli interessi sui titoli di stato.Tutto queste misure (che pure a mio avviso sarebbero sacorosante) provocherebbero certamente una sommossa nazionale da parte di tutti i parassiti che non vogliono rinunciare ai loro privilegi.Secondo te chi avrebbe oggi il coraggio di prendere delle misure tanto impopolari?

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      @Massimo74
      Non parlavo di 25% di taglio di PIL, ma di aliquota irpef.
      Come tu sicuramente saprai, tra l’altro, Antonio Martino ha calcolato che con un sistema fiscale con tassa al 19% togliendo le detrazioni assurde che vanno a vantaggio dei soliti, lo Stato incasserebbe addirittura di più di quanto faccia oggi. Il sistema non vogliono cambiarlo perché alle elite fa estremamente comodo, perché più fumoso è più è difficile accorgersi del furto (guarda le bollette ENEL, gas e buste paga: però adesso la gente si accorge che fa più fatica che mai e fra poco con l’espolsione della disoccupazione sarà da ridere…).
      Che il sitema si airredimibile, che i parassiti non molleranno mai, l’ho già scritto.
      Per questo è nostro dovere portare l’Italia al collasso, svuotando il conto in banca (potremmo fare lo “svuoting day” in risposta al BTP day) e rifiutandoci di pagare le imposte in base a questo articoletto appartenente a quella cosa usata al posto del deodorante ascellare da alcuni magistrati:

      Art. 53 – Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
      (ampiamente superata: siamo ormai alla quarta manovra correttiva e ne prevedo una quinta subito dopo: basta, non possono levarci altro, questi sono criminali contro l’umanità)
      Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
      (devono averlo informato male, perché ad esempio per le imprese, più sono grandi meno pagano in proporzione; tra l’altro spesso ricevono, le grandi imprese…)

  • Riccardo
    Rispondi

    Antonio Martino è una persona capace. Infatti non conta niente. Il sistema si regge sugli utili idioti. Chi non lo è ha due alternative: andarsene o fare finta di esserlo.

  • Massimo74
    Rispondi

    @Borderline Keroro
    In effetti il 25% del PIL mi sembrava troppo.Riguardo all’aliquota unica mi pare che Martino abbia detto che sarebbe sufficente un aliquota flat al 15% eliminando tutte (o quasi) le detrazioni e deduzioni (che ammontano a circa 160 miliardi di euro all’anno) per far sì che il gettito per l’erario aumenti notevolmente.Tra l’altro se la flat-tax fosse applicata solo al settore privato (cosa che sarebbe auspicabile visto che è quello che crea vera ricchezza e tiene in piedi tutta la baracca) escludendo il pubblico,si potrebbe anche arrivare ad un aliquota unica intorno al 10 -12%.
    Un provvedimento di questo tipo sarebbe una vera e propria manna per l’economia che tornerebbe a crescere come ai tempi del boom economico degli anni 60,ma allo stesso tempo rappresenterebbe una minaccia per la categoria dei commercialisti,la quale risulterebbe a quel punto totalmente ridondante grazie alla semplificazione del sistema tributario introdotta dalla flat-tax.Proprio per questo motivo (oltre al fatto che come dici tu più un sistema è complesso più lo stato ti può fottere facilmente) una riforma del genere non sarà mai attuata.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Io il terzo avviso di garanzia me lo sono già preso per l’occupazione delle Imposte Dirette di Venezia. Cosa è servito: allora a nulla se non a far aprire gli occhi a qualcuno. Idem prevedo a Vicenza.
    La Sardegna inizia ad essere bella dai cartelli stradali forati dalle pallottole. Chi pensa di avere lo scettro del comando, “sa” che i fucili lì ci sono e non sono una pirlata alla Bossi: il modo di porsi è diverso.
    Questa crisi dell’euro sta agitando tanti che prima tutto sopportavano: bene !
    La casta ben ramificata nello stato si è guardata bene dal lasciarsi limare le unghie: ancor più bene !
    Questo default che alla buona volta arriverà, sarà l’occasione per mettere le cose in chiaro, con il 1° ed il 2° stato. Ho già spiegato che le rivolte non si fanno con i cartelli. Innanzitutto non comprate titoli del debito pubblico ! Questo stato non è nostro, noi siamo “i productivos” che lo stato dei parassiti sfrutta per vivere.
    E noi non aiutiamo gli sfruttatori !

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Minchia Roberto! Anche tu un pregiudicato!
      Oh, tra Moggi, Fidenato, te, e chissà quanti altri, ho un sacco di amici che sono “avanzi di galera”.
      Vedrai che fra poco toccherà anche a me.
      Sul default sono d’accordo, succederà, direi che a gennaio al riaprirsi delle scuole e delle fabbriche, troveremo meno fabbriche che riapriranno.
      A dicembre ci sarà una morìa di partite IVA, una morìa di CC bancari, perché anche se stanno studiando il modo di tenersi i nostri soldi, questo accadrà.

      P.S.: mercoledì sono stato a un convegno di commercialisti, infiltrato, e ho potuto vedere quale ignoranza crassa ci sia tra alcuni di loro, specie i giovani, sulla criminalità statale. E dei Sardi che hanno preso a calci in culo Equitalia, pochissimi sapevano qualcosa.

  • Tom
    Rispondi

    Io suggerisco di cominciare a conoscere ed usare i bitcoin, che permettono di bypassare del tutto stati e banche nelle transazioni economiche, e sono intassabili e inespropriabili:

    • Roberto Porcù
      Rispondi

      Cosa sono? Spiegamelo ad usum delphini ché sono un po’ duro d’orecchi. Grazie

  • Tom
    Rispondi

    Sono una “moneta” virtuale p2p senza niente dietro se non la domanda da parte di milioni di utilizzatori e l’investimento in hardware ed elettricita’ necessario per produrli. Hanno una produzione molto limitata quindi sono deflazionistici. Permettono di effettuare acquisti direttamente (anche di oro e argento fisici su coinabul o altri siti) o possono essere convertiti in moneta fiat su apposite agenzie di cambio come Mtgox.com o Cryptoxchange.com o direttamente tra privati.
    Leggi una guida qui: https://it.bitcoin.it/wiki/Pagina_principale
    Oppure cerca bitcoin su Wikipedia.it oppure se leggi l’inglese visita il forum quasi-ufficiale bitcointalk.org.

  • mfp
    Rispondi

    Festeggio con voi, ma permettimi due correzioni d’obbligo:
    1) sia ben chiaro che i “productivos” sono i lavoratori (indipendentemente se subordinati, autonomi, pubblici o privati), non gli imprenditori (il capitale non si ri-produce da se).
    2) Il rischio di localizzare le funzioni borderline (come il recupero crediti) e’ la produzione e/o rafforzamento delle mafie locali. Pertanto quando ti chiedi cosa accadra’ in futuro… lo sappiamo gia’. In questo periodo sono felice per qualunque azione indipendentista ma il problema non e’ risolto, si e’ solo spostato… e’ cambiato…

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