In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“I prelievi sui patrimoni e sui conti titoli sono anche un modo per far pagare finalmente chi evade. Perché è chiaro che i soldi che non compaiono nella dichiarazione dei redditi vanno a finire da qualche parte… Ma contro l’evasione saranno soprattutto importanti le comunicazioni, che abbiamo previsto, da parte delle banche all’Agenzia delle entrate dei dati sulle movimentazioni dei conti correnti. Chi non evade non ha nulla da temere. Anche perché questo strumento sarà utilizzato con grande cura e rispetto. Il modo in cui queste informazioni saranno comunicate sarà nel pieno rispetto della privacy e della tranquillità di ciascuno.” (V. Grilli)

Vittorio Grilli, già Direttore generale del Tesoro e Ragioniere generale dello Stato, è viceministro dell’Economia nel governo Monti. Era anche il candidato ideale di Umberto Bossi alla successione di Mario Draghi in Banca d’Italia in quanto milanese.

In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, Grilli ha usato argomentazioni tutt’altro che tecniche per giustificare il nuovo giro di vite sui dossier titoli e l’obbligo per le banche di comunicare all’Agenzia delle entrate tutti i movimenti effettuati dai loro clienti.

Secondo Grilli, “i prelievi sui patrimoni e sui conti titoli sono anche un modo per far pagare finalmente chi evade”. Checché se ne pensi dell’evasione fiscale (e la posizione libertaria sull’argomento è nota), è evidente che la giustificazione fornita da Grilli regge ben poco. Se aumentare i balzelli sui conti titoli (di fatto, un’imposta patrimoniale) serve “anche”, per far pagare chi evade, mi sembra che si sia andati a caccia di uccellini con un lanciamissili.

L’evasione è in ogni caso un fenomeno che riguarda una minoranza dei contribuenti totali. Credo che sarebbe stato molto meno ipocrita giustificare il balzello con la voglia di fare ulteriormente cassa, e di farla in fretta. Perché, come è ormai evidente a tutti quanti, (in Italia) è facile tassare, ma sembra impossibile ridurre la spesa pubblica e i privilegi parassitari.

Credo che non serva essere un genio per capire che per lo stesso scopo è stato introdotto il nuovo obbligo per le banche, a partire dal primo gennaio 2012, di comunicare tutti i movimenti effettuati dai loro clienti.

Non solo erano già noti al fisco tutti i rapporti; d’ora in poi sarà noto ogni minimo movimento. Grilli sostiene che “chi non evade non ha nulla da temere. Anche perché questo strumento sarà utilizzato con grande cura e rispetto” (sic!).

Sta di fatto che lo Stato sarà in tutto e per tutto come il Grande Fratello di Orwell (e già era da tempo sulla “buona” strada). Credo ci sia davvero poco da stare tranquilli. Anche per chi non evade o non ha la possibilità di farlo.

 

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Showing 5 comments
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    Io sono pronto ad affidare la gestione della mia attività a Vittorio Grilli ed Attilio Befera, per conto dello STATO per cui operano e con l’impegno di mantenerla nelle stesse condizioni di struttura e di avviamento commerciale in cui la ricevono, in cambio dello stesso trattamento salariale netto, per gli attualmente occupati ed il sottoscritto, di cui gode un addetto al mio settore: stipendio, 13esima, 14esima. tfr, ferie contrattuali, straordinari e festività.
    Offro, ovviamente, identico impegno attuale.
    Che questi amministratori dimostrino come si fa a gestire l’attività con le loro regole, tempi e cavilli !!!

  • Riccardo
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    Quando non ostante i provvedimenti contro l’evasione fiscale, la finanza dello stato precipiterà sempre di più nel baratro, allora non avranno che due alternative: ammettere che hanno fallito contro l’evasione e quindi autoincolparsi oppure dire la verità: e cioè che l’evasione fiscale non era la vera causa del collasso dell’Italia. Sia nell’uno che nell’altro caso, per loro non ci saranno scusanti. A quel punto, fuggiranno all’estero con le tasche piene mentre noi resteremo nella miseria che loro ci hanno causato. Svegliarsi subito! Tra un po sarà troppo tardi.

  • CARLO BUTTI
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    Certo,svegliarsi subito, prima che sia troppo tardi. Con tutti i mezzi non violenti che abbiamo a disposizione:evasione fiscale, boicottaggi, disobbedienza civile, capillare propaganda contro la truffa di Stato. Io nel mio piccolo lo sto già facendo. E se mi capiterà di finir dentro, me ne farò un titolo d’onore.

  • paolo cintolesi
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    Questo grande debito, hanno contribuito a farlo tutte, e dico TUTTE le forze politiche che si sono succedute da 40 anni, lega compresa. L’evasione, che pure deve preoccupare, è una scusa. La realtà è che l’apparato statal-comunista che impera in Italia ci stà riducendo sul lastrico. E allora mi chiedo: con questo DEBITO PUBBLICO, IO CHE C’ENTRO? e perché devo pagarne anch’io una parte? Stò cercando adesioni per lanciare una iniziativa che potrebbe creare un movimento capace di ribaltare questo assetto composto di corrotti e parassiti che albergano nelle “cosche” di Montecitorio e Palazzo Madama. Chi è disponibile a smettere di rammaricarsi e incominciare a promuovere atti concreti? Badate bene, non sono un visionario, sono anziano ma ancora in cervello!!!

  • ura
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    sto pensando di andare alla camera del commercio ,dare indietro la mia partita iva e in cambio voglio solo un lavoro da 1500 euro mese con 13 esima e 14 esima..starei sicuramente meglio di adesso.
    Se lo stato non ci consente di guadganarci lo stipendio da soli e meglio che ce lo garantisca lui a questo punto visto che e scritto nella costituzione.

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