In Anti & Politica, Economia, Libertarismo, Primo Piano

DI REDAZIONE*

Murray Rothbard è stato uno dei più importanti economisti della Scuola Austriaca del novecento. iil suo libro sulla “Grande Depressione del 1930” rappresenta probabilmente la migliore analisi storica sulle cause della Depressione Economica, da cui è traduco quest’estratto dove sono elencate le tipiche contro produttive politiche governative che peggiorano la crisi invece di risolverla!

La decisione, di ieri, della Banca Centrale Europea, governata da Mario Draghi, di mettere a disposizione delle banche liquidità per 523 miliardi di euro ne è un esempio perfetto.

1) Prevenire o ritardare la liquidazione (dei cattivi investimenti sostenuti durante la fase di boom n.d.r.). Prestare denaro a business traballanti (vedi la Fiat, ecc. n.d.r) piuttosto che a banche traballanti (tutte le banche aggiungo io…)

2) Inflazionare ulteriormente (ovvero pompare ancora più denaro).

L´inflazione ulteriore ferma la necessaria (e naturale) riduzione dei prezzi, cosi ritarda il recupero e prolunga la depressione.

Un ulteriore aumento dell’espansione creditizia (stampare nuovo denaro e pomparlo nell’economia ) provoca ulteriori cattivi investimenti che, a loro volta, dovranno essere liquidati nella prossima recessione.

Ogni politica governativa della “moneta facile” impedisce al mercato di ritornate alla sua naturale situazione di più elevati tassi d’interesse

3) Mantenere i salari elevati. Il mantenimento artificiale di elevati salari in una depressione economica assicura una prolungata disoccupazione di massa.

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4) Mantenere i prezzi elevati. Mantenere i prezzi ad un tasso superiore a quello del libero mercato assicura un eccedenza dei magazzini di prodotti non più vendibili e previene il ritorno alla prosperità.

5) Stimolare il consumo e scoraggiare il risparmio… Più risparmio e meno consumo porta al recupero; più consumo e meno risparmio aggrava ancora di più l’insufficienza di capitale accumulato.

6) Sussidiare la disoccupazione, Ogni sussidio di disoccupazione… prolungherà la disoccupazione indefinitamente, e ritarderà il movimento dei lavoratori verso quei settori dove il lavoro è disponibile.

I GOVERNANTI EUROPEI SE NE SONO PUNTUALMENTE FREGATI DI OGNI SUGGERIMENTO, COMPORTANDOSI NEL MODO OPPOSTO

IL TESTO ORIGINALE

(1) Prevent or delay liquidation. Lend money to shaky businesses,
call on banks to lend further, etc. (2) Inflate further. Further
inflation blocks the necessary fall in prices, thus delaying
adjustment and prolonging depression. Further credit expansion
creates more malinvestments, which, in their turn, will
have to be liquidated in some later depression. Agovernment
“easy-money” policy prevents the market’s return to the necessary
higher interest rates. (3) Keep wage rates up. Artificial
maintenance of wage rates in a depression insures permanent
mass unemployment. . . . (4) Keep prices up. Keeping prices
above the free-market levels will create unsalable surpluses,
and prevent a return to prosperity. (5) Stimulate consumption
and discourage saving. . . . [M]ore saving and less consumption
would speed recovery; more consumption and less saving
aggravate the shortage of saved capital even further. . . . (6)
Subsidize unemployment. Any subsidization of unemployment
. . . will prolong unemployment indefinitely, and delay the
shift of workers to the fields where jobs are available

*Tratto da Riecho Economia e Libertà

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Showing 24 comments
  • fabrizio
    Rispondi

    Nel lungo periodo saremo tutti morti (J.M. Keynes)

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Keynes diceva bene, saremo tutti (proprio tutti) morti dopo essere vissuti bene (ovviamente si riferiva solamente a se stesso e alla combriccola della sua confraternità economico e politica). Peccato che con o senza Keynes, saremo sempre tutti morti. Con la differenza che una ristrettissima sparuta minoranza avrà anche vissuto bene sulle spalle di miliardi di uomini e donne che hanno vissuto malissimo, lavorando senza poter risparmiare, pagando tasse per ottenerne in cambio, nulla se non debito pubblico per intere generazioni a venire.
    AMEN

  • Pedante
    Rispondi

    Non avendo figli, Keynes poteva benissimo fregarsi delle future generazioni. Non teneva molto alla famiglia tradizionale.

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Non sono economista, delle teorie economiche ne so men che niente e mi sforzo di imparare da voi che vi giudico tutti più istruiti di me.
    Premesso questo, l’articolo redazionale è di una semplicità disarmante. Sarebbe come spiegare che, dopo la pioggia, l’acqua cerca la sua strada sempre in discesa. Da capire c’è poco. Che poi non lo abbiano capito i soloni della politica, è un’altra cosa. Per me sono tutt’altro che handicappati mentalmente e sono certo che quel che c’era da capire lo abbiano ben capito da lungo tempo. Il problema è che essi intendono la politica come fossero mediatori di vacche, con la differenza che sono molti, coloro che essi cercano di mettere d’accordo per percepire la loro provvigione. Affermano poi spudoratamente tutto ed il contrario di tutto affinché ciascuno abbia a sentire quel po’ che a lui sta bene.
    Unica differenza tra loro ed i mercanti di vacche è che se quest’ultimi sono ricompensati per ogni affare andato a buon fine, per loro è invece funzionale a quanto tempo sono riusciti a tener aperta la trattativa, a quanto tempo sono stati in piazza a cercare di mettere tutti d’accordo.
    Capita talvolta che si distraggano e l’affare che tiravano in lungo vada in porto da solo ed allora subito se ne vantano facendosene merito.
    Essere statisti è un’altra cosa, ma di questi non se ne vede da molto.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Caro Roberto, tu puoi non avere cultura economica come dichiari, ma se usi la testa come dimostri di fare bene, affidandoti al buon senso e all’innato spirito di libertà che abbiamo tutti dentro al DNA, sei insieme ad altri come me, il terrore del tiranno. I tiranni di oggi in Italia, siedono in parlamento, si sono anche fatti eleggere per giustificare i propri delitti. Ma “guai a chi si trova davanti l’ira del Giusto”, dice un antico libro. “Non ne scamperà neppure uno”.

      • Roberto
        Rispondi

        Mi dispiace doverti correggere, ma i tiranni non siedono affatto in parlamente. In parlamento ci sono solo gli specchietti per le allodole, i pupi…

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          Accetto di buon cuore la correzione, hai ragione. I pupi stanno in parlamento e al quirinale. Il puparo nessuno l’ha mai visto. Lui sta sempre dietro il sipario. Ciao.

  • Robespierro
    Rispondi

    Non mi sembra il caso di contraddire ancora il padrone di casa che crede a queste teorie al punto di trasformarle in dogmi, ma faccio presente alcune inesattezza che invalidano la teoria, poi potrete restare a credere fideisticamente a tutto ciò che volete: non c’è inflazione e questo è determinante, nemmeno nei paesi che stampano c’è inflazione, perchè?! Perchè la crisi è dovuta ad un’improvvisa mancanza di credito, ovvero, di denaro fresco, che le banche creando debito in pratica “stampavano” altro modo di avere denaro circolante è con le esportazioni, che sono crollate e le importazioni aumentate “grazie” ai cinesi ed ai politicanti corrotti che l’hanno permesso e questo ha drenato denaro verso la cina senza essere compensato da eguali importazioni, questo ha ridotto la moneta in circolazione. Anche nella grande crisi del ’29 non c’era infalzione, ma ho letto bene?! Il vecchietto “austriaco” dice: “inflazionare ulteriormente bloccando la la necessaria caduta dei prezzi” riferito alla crisi del ’29 ma che cosa s’inventa, basta controllare la serie storica dal ’29 al ’33 l’inflazione era negativa fino a superare il -10% meno diecipercento e rotti !!! Forse il vecchietto “austriaco” con gl’anni s’era un po’ rincoglionito e confondeva la grande depressione usa con la grande inflazione germanica, rincoglionimento che ha afflitto un’altro “grande” dell’economia mondiale: Bossi padre che l’8 dicembre sulla padania ha affermato la medesima castroneria. Perchè le cause della grande depressione sono state le stesse dell’attuale crisi: l’improvvisa mancanza di denaro circolante. Dunque, oggi, blocco del credito, aumento delle importazioni e crollo delle esportazioni hanno ridotto il denaro circolante e questo ci ha inguaiati, il fatto che non ci sia infalzione in nessuno dei paesi che stampano è la prova. Pensare che la soluzione sarebbero alti tassi d’interesse mi sconvolge non poco fate due conti e vi vedrete costretti in pochi anni a pagare metà del vostro debito costituito soltanto da interessi sugl’interessi. Abbassare i salari quando sono già fermi da dieci anni a causa della concorrenza sleale degl’immigrati vuol dire impoverire il popolo ingiustificatamente, dunque questa politica è già in atto da dieci anni peggiorando la situazione. Chi ha detto che i prezzi sono superiori al libero mercato, (nell’america liberista del ’29 poi…) le tariffe in regime di monopolio, ovviamente sì, ma il resto dei prodotti è soggetto a libera concorrenza, che non si faccia abbastanza contro i cartelli, ad es. i grossisti agricoli, è vero, ma un cartello non è libero mercato e non tutti i prezzi sono controllati da dei cartelli e come si dovrebbe fare per abbassarli, un prezziario redatto da un qualche burocrate ministeriale, non voglio pensarci… Stimolare i consumi e scoraggiare il risparmi, vuol dire tassare pesantemente qualunque forma di risparmio, in un paese di forti risparmiatori come l’Italia non mi sembra una grande idea, il risparmio serve ad avere “le spalle grosse” in momenti di crisi, serve a non dover dipendere da una banca ad alti tassi d’interesse per comprarsi una casa o aprire un’attività, l’idea è talmente errata che non mi sembra nemmeno il caso di contestarla, ricordo, se non avete voglia di far di conto che 20 anni di prestito al 5% il debito raddoppia. Togliere i sussidi di disoccupazione senza che alla gente sia stato permesso di risparmiare equivale alla volontà di creare masse di schiavi.
    Dunque queste idee fanno felici soltanto i governi, dato l’aumento insostenibile della tassazione sui risparmi, fanno felici le banche che saranno le uniche ad avere i capitali che servono ai cittadini ed il cittadino per ogni cosa dovrà mettersi in ginocchio a pregare il direttore di banca di fargli un mutuo al nove percento, per la casa o per aprire un’attività, fanno felici le grosse imprese che avranno a disposizione grosse masse di persone senza una lira disperatamente alla ricerca di un lavoro e disposte a qualunque paga anche la più infima. In conclusione a me queste idee non mi sembrano una gran cosa anzi prefigurano una società terrificante.

    • Fidenato Giorgio
      Rispondi

      @Robespierro. Il tuo nome è già un programma. Quello che tu descrivi come causa della crisi, un un passaggio del ciclo economico austriaco. Ti fermi sempre al contingente, senza vedere i futuri sviluppi. Sta di fatto che tre anni di azioni contrarie a quello che dice il “vecchietto rincoglionito” ci ha portato proprio dove il vecchietto aveva predetto. Abbi fede che prima o dopo l’inflazione partirà, perché non c’è altro modo di superare questa crisi; cioè trasferire la ricchezza dai creditori-risparmiatori ai debitori, che con quattro soldi pagheranno i debiti nominali contratti nell’epoca del boom. Abbi solo pazienza che tutto, purtroppo, si avvererà. Non capisco poi la tua logica: dici “….Dunque, oggi, blocco del credito, aumento delle importazioni e crollo delle esportazioni hanno ridotto il denaro circolante e questo ci ha inguaiati,..”; ma se mancano i soldi con cosa si pagano le importazioni??? Mah, mi pare che hai le idee un po’ confuse. Cerca di capire meglio il fattore “manipolazione della moneta e del credito” prima di venire a sostenere le tue contraddittorie tesi!!!!!

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Dici bene, una società terrificante.

    Da una parte ci sono quelli con il reddito garantito (e che non si ammazzano di lavoro), che siano banchieri o uscieri comunali, poco importa: hanno la certezza che il loro domani è protetto e che mammasantissima non li abbandonerà mai. Usufruiscono di merci che un po’ per la crisi ed un po’ per l’importazione, riescono ad avere a prezzi sempre migliori. Crisi o mica crisi, la loro vita migliora di giorno in giorno.

    Dall’altra ci sono quelli “che son sospesi” principalmente piccoli imprenditori e loro maestranze che mammasantissima, mentre corre a foraggiare le grandi imprese in difficoltà, assiste contemporaneamente senza battere ciglio all’asfissia delle piccole. Per loro la vita è di giorno in giorno più grama, costretti ad accettare commesse e posti di lavoro con condizioni “da sopravvivenza” sino … ad un mancato pagamento, … ad una tassa che prima non c’era, … ad un qualsiasi intoppo, … e non fanno più storia imprenditori che si suicidano ed operai sui tetti o sulle impalcature.

    Unica via di uscita che io consiglio a quest’ultimi è, per gli imprenditori di cessare l’attività e riaprirla in un altro paese, poco importa se Austria, Svizzera, Costarica o Canada: le imprese italiane sono accettate a braccia aperte da tutti con una tassazione ed una semplificazione fiscale che qui nemmeno immaginiamo, per i lavoratori dipendenti di fare anch’essi la stessa cosa, in accordo con l’imprenditore o autonomamente, anche le maestranze italiane sono ben considerate all’estero (ora con la crisi alcuni paesi tendono a non far entrare nessuno, ché le porte spalancate le ha solo l’Italia, ma c’è altrove la possibilità di crearsi benessere.

    E in Italia ? Chi se ne frega, lasciamo gli emigrati che altri non vogliono, i dipendenti pubblici ed i politici.
    Gli immigrati sono quelli che faranno loro la pensione: li lasciamo in buone mani.

    P.S. Vorrei dire ad Antonino Trunfio, che mi piace il “guai a chi si trova davanti l’ira del Giusto”, dice un antico libro. “Non ne scamperà neppure uno”.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Scusate, qualcuno vada sul blog di quel deficiente del golden boy della politica italiana che di nome fa pierferdi.
    Sentite cosa pontifica oggi giorno di natale di nostro signore.
    ====================================================================
    Perché lo spread non scende?

    In tanti mi chiedono: “perché lo spread non scende rispetto ai livelli del Governo Berlusconi?”. La risposta è semplice: ieri la BCE comprava miliardi di titoli di Stato per sostenere l’offerta, oggi non più. Procediamo con le nostre gambe!

    Pier Ferdinando
    ====================================================================
    Cantategliene 4 pure voi, io ho già dato.

  • maschile individuale
    Rispondi

    i punti 2) e 3) sono palesemente sballati per l’attuale crisi.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      scusa e ci lasci cosi, senza spiegazioni ? prova a spiegarlo. Qui nessuno beve niente, neanche se è Rothbard a parlare e neppure Maschile Individuale.

      • maschile individuale
        Rispondi

        2) non si sta stampando nuova moneta. i prestiti della BCE non sono uno stampare una nuova moneta (dal nulla). tantomeno vi è un facile accesso al credito. vi è semmai una stretta creditizia. uno dei problemi dell’economia reale è proprio la difficoltà a chiedere finanziamenti. prova ad andare in banca a chiedere un finanziamento vedi cosa ti dicono oppure fai un business plan con questo livello di tassi di interessi vedi quanto ci guadagni.

        3) i salari sono tutt’altro che alti. dall’introduzione della legge 30 si è assistito ad un declino dei salariali impressionante. oggi si vedono persino lavoratori pagati con un ” riborso stage” . su questa riduzione dell’ammontare del valore pro-capite degli stipendi (per via dei neoassunti) si aggiunge poi un generale aumento della tassazione(o delle tariffe) od ad un blocco dei rinnovi per gli stipendi di chi ha lavoro fisso.

        rothbard è morto da quasi venti anni (e pure quando era vivo di cazzate ne diceva un bel po’, come tutti gli economisti del resto) citarlo per spiegare questa crisi dimostra tutt’altro che una mentalità lontana dall’ipse dixit

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          Grazie intanto del tuo punto di vista. Che di cavolate ne spariamo tutti, è un dato di fatto. Non è un dato di fatto, invece che tutti non riconoscono le cavolate, dalle cose fondate sulla scienza e su una sana teoria.
          A me pare che Rothbard, qui non lo intendiamo come la spiegazione “ipse dixit” alla crisi di oggi, ma come una possibile chiave di lettura, per approfondire come stai facendo tu, io ed altri su questo sito.
          Quello che scrivi è confermato da fonti autorevoli e dalla comune esperienza di vita di ciascuno, senza alcun dubbio già da almeno l’inizio di questo anno per quanto riguarda la stretta creditizia e da almeno dieci anni per la perdita di potere d’acquisto dei salari. Tuttavia, dobbiamo comprendere che la stretta creditizia, non è generata dalla mancanza di liquidità ma dal fatto che le banche con i soldi a buon mercato ricevuti dalla BCE che a sua volta li crea dal nulla (si cosi viene creato il denaro dal nulla !!, tutto elementare Watson, tanto elementare che nessuno indaga e approfondisce) acquistando i debiti degli stati, sistemano i loro bilanci a breve. Poi soldi non vengono immessi nel circuito produttivo e sociale, proprio per chè i debiti che permettono alla BCE e alle Banche di vivere e prosperare ancora, rendono irrisorio il rendimento di qualunque investimento, irrisorio l’interesse per le banche, altissimo il rischio di insolvenza. Se le banche fossero imprese in un mercato libero e non assistito dalla BCE, dovrebbero correre dei rischi per stare in piedi, come capita a qualsiasi attività economica. Se questo non accade, e le banche rimangono in piedi è perchè ricevono denari in prestito che a loro volta provengono dai debiti che vengono accollati ai cittadini ignari e inconsapevoli del gioco delle tre carte, fatto dalle democrazie del consenso e dai loro apparati. Questo è il paradosso !! e come diceva Bergson : “il paradosso contiene lo splendore della verità”.
          L’unica per uscirne è ridurre drasticamente le spese dello stato accettando l’idea che gli assestamenti del mercato dell’occupazione, dei servizi pubblici si protranno per anni. Questo eviterebbe un collasso prossimo futuro spaventoso per tutti e irreversibile.
          Ma come puoi constatare l’interesse del puparo, che tiene in mano i fili dei pupi (Draghi, Monti, e tutta la accomandita) non teme la catastofe, anzi è quello che punta di ottenere dopo aver raschiato tutta la ricchezza e il risparmio possibile. Sarà lo stesso puparo a presentarsi con altri pupi dalle facce diverse, a catastrofe avvenuta e dire dal palco : ora ci penso io.
          Tutto come da copione della storia.
          Rothbard non diceva stupidate, diceva cose che permettono oggi a noi, a distanza di 48 anni dalla prima pubblicazione in Italia del suo libro sulla grande depressione americana, di discutere, confrontarci e riconoscere almeno i pupi e l’opera del puparo. Ti pare poco ?
          A me per niente. La gente come noi, come te e come tanti altri, è la più temuta dal puparo e dai suoi pupi e sai perchè ? davanti a quel teatrino, noi con le parole e le idee li possiamo seppellire sotto una coltre di fango e sterco per sempre.
          Buon natale a te e a quei 4 gatti che ci leggono
          A.T.

        • macioz
          Rispondi

          Che tutti gli economisti dicano cazzate cos’è, una maledizione divina? Un destino ineluttabile? Sta a significare che non può esistere una scienza economica coerente e esente da errori?
          E allora cosa la studiamo a fare? Ognuno si faccia la sua teoria e buona notte.
          Se invece la scienza economica, come tutte le altre, deve basarsi sulla ragione, allora la scuola austriaca, di cui Rothbard è un grande esponente, è quella che meglio di tutte ha saputo costruire una teoria coerente e fondata su assiomi logico deduttivi la cui erroneità deve ancora essere dimostrata. I tuoi tentativi di dimostrarne la fallacia su base empirica ricordano tanto la famosa storica diatriba tra Carl Menger e la scuola economica tedesca di Schmoller. I fatti empirici vanno esaminati alla luce di una teoria logica, altrimenti spesso si confondono le cause con gli effetti.
          Se, come dici, la BCE sta solo prestando soldi, si suppone che un giorno debbano essere restituiti con gli interessi. Esiste una ragionevole possibilità che gli stati beneficiari dei prestiti siano mai in grado di restituirli? Per farlo dovrebbero sperare in futuri imponenti avanzi primari, che richiederebbero una totale ristrutturazione della società, cioè delle condizioni che li hanno portati a indebitarsi in questo modo. E’ pensabile? No non lo è.
          Di conseguenza, quando la BCE si renderà conto (lo sa già benissimo) che i prestiti non possono essere rimborsati che farà secondo te? Si torna alle solite 2 opzioni: default o monetizzazione, che tradotto significa, fallimento o inflazione monetaria.
          E’ un processo prevedibile e inevitabile, che la scuola austriaca ha sempre evidenziato come conseguenza della manipolazione della moneta e del credito. E’ solo questione di tempo, ma è inevitabile, come per tutti gli schemi di Ponzi.
          Nel momento in cui si cessa di inflazionare si manifestano subito i sintomi della crisi di astinenza, credit crunch e deflazione, e come per il drogato all’ultimo stadio, la crisi è dolorosissima. La nostra società implora fiat money come l’eroinomane implora un’altra dose, è disposto a tutto pur di averla. In questo momento il medico saggio sa che solo l’astinenza, per quanto dolorosa, potrà curare il paziente, nuove dosi curano il dolore momentaneo ma portano alla morte. La risposta delle nostre società è sempre stata: nuova eroina in vena, tanto nel lungo periodo siamo tutti morti. Grazie Keynes, come avremmo fatto senza le tue perle di saggezza.
          Per quanto riguarda i salari “sono tutt’altro che alti” rispetto a che? Alla tua percezione? E che c’entrano i salari con il fatto che le imposte se ne portino via una buona fetta?
          Ciò che Rothbard intende è che i salari, come tutti gli altri prezzi devono essere liberi di fluttuare. In una condizione di deflazione tutti i prezzi si abbassano, compresi ovviamente i salari nominali, il che non significa un peggioramento della condizione dei salariati, se tutti gli altri prezzi diminuiscono coerentemente, anzi i salari reali potrebbero anche aumentare. Le innumerevoli ingessature sindacali del lavoro impediscono questo riaggiustamento e la disoccupazione diviene permanente e si aggrava.
          Tuttavia il problema non si pone, perché la deflazione verrà combattuta da governi e banche centrali con ogni mezzo, compresi gli elicotteri di Bernakkio.

          • Antonino Trunfio

            Caro Macioz, la mia era solo una risposta a Maschile Individuale. Avevo scritto :
            “Che di cavolate ne spariamo tutti, è un dato di fatto. Non è un dato di fatto, invece che tutti non riconoscono le cavolate, dalle cose fondate sulla scienza e su una sana teoria”
            Non ho detto che Rothbard ha sparato cavolate.

            Ma che cosa sono gli elicotteri di bernacchio ?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    “seppellire sotto una coltre di fango e sterco per sempre” – concordo, ma almeno di due metri.

  • macioz
    Rispondi

    Caro Trunfio, infatti non stavo rispondendo al tuo post, ma a quello di maschile individuale, di cui se noti ho appunto citato vari passaggi.
    Cosa sono gli elicotteri di Bernakkio?
    Cerca Helicopter Ben in google.
    Auguri di buon anno a tutti.

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Caro Macioz, che fosse di Bernanche l’altro illusionista-prestigiatore dell’altra sponda dell’atlantico, mi era chiaro !! quelle degli elicotteri meno. Now, everything is right.
      Merry Crisis and Happy new ici

  • Augusto
    Rispondi

    @Robespierro.
    Lascia perdere, ormai mi sto rendendo conto che non si parla più di scienza ma di articoli di fede.
    Io ero convinto che l’unico vantaggio di questa crisi fosse che, di fronte ad una evidenza talmente lampante, Austriaci/Neoliberisti/Neoclassici/Libertari etc, venissero a Canossa e capissero che l’economia non funziona secondo i loro desideri (qualcuno lo sta anche facendo …). Purtroppo la maggioranza continua a perseverare; un atteggiamento del genere è più tipico della fede che della scienza.
    PS: lo dice uno che a 30 anni, poco dopo l’università ed all’inizio del percorso lavorativo, era un ammiratore dei Chicago Boys, ma che a 40 dovuto ricredersi, dopo aver aperto la scatola.

    • macioz
      Rispondi

      E che c’era dentro la scatola?

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Le balle che ti stanno raccontando per darti ad intendere che, cambiato il suonatore, la musica è cambiata, anche se tu continui a sentire la stessa (mi pare di vivere nella fiaba del Re nudo).

    Ti dicono che oggi il peggio è passato, che puoi stare tranquillo, che puoi spendere e spandere in ristorante ed ai saldi, e magare investire qualcosa in titoli dello stato.

    Già, ma per contenerle tutte la scatola deve essere ben grande !

    Per non farle scoppiare, questa e le altre, consiglio l’astensione dalla paternale di fine anno del Re eletto dalla casta.

    Per chiudere con una risata, buon anno a tutti. Roberto

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