In Anti & Politica, Economia

DI GIACOMO PETRELLA

La scienza politica ortodossa ha poche certezze. Una di queste poggia sull’assunto che le democrazie, fra loro, rifiutino la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti. Concetto relativo: quando nel 1956, in piena crisi di Suez, il Regno Unito arrivò ad un passo dall’uso della forza per riprendersi lo stretto, la Federal Reserve, di rimando, cominciò a vendere tanta di quella sterlina da far tremare Westminster.

Non fu guerra? Certo che lo fu: combattuta a cannonate monetarie. Il risultato portò alla nascita di una nuova integrazione politica anglosassone e al riconoscimento definitivo del ruolo egemone degli Usa. L’esempio ci interessa per chiarire un punto: democratico o meno il Leviatano tenderà sempre a massimizzare il suo interesse attraverso il conflitto, l’integrazione politica e il centralismo più assoluto.

Le armi del “gelido mostro che tutto ingoia” riassumono il suo carattere di monopolista: forza e moneta. La prima si rivela, ad oggi, sempre più costosa e priva di certezze di successo su singoli e loro gruppi (chiedere ai neocon); la seconda appare, invece, imbattibile. Priva di costi, slegata da qualsiasi misurazione reale, la moneta fiat incatena gli individui ed il loro orizzonte temporale alla dimensione del suo stesso debito ‘sovrano’. E’ interessante ricordare come nelle società tradizionali il debitore insolvente divenisse, automaticamente, schiavo.

In questo senso non vi può essere ammonimento migliore (o peggiore) per tutti coloro i quali, manuali di economia alla mano, non riescono o non vogliono uscire dalla ristretta opzione della salvaguardia del debito. Anche qualora si riuscisse a salvare il prezioso euro-dollaro drenando, non si sa come, tanta liquidità, il futuro degli individui sarà sempre più strettamente legato a quella mostruosa integrazione politica, a quel centralismo tecnico, burocratico e pianificatore che corre veloce verso lo Stato mondiale.

Il Leviatano si fa garante del suo stesso debito, mangia i suoi fratelli minori ancorati al vecchio totem dello Stato-nazione (povera Merkel passata da inchiavabile a neonazista) e pretende sempre più standardizzati livelli di controllo fiscale, politico e sociale. Quanto è attuale, purtroppo, il libertarismo.

 

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Showing 6 comments
  • Riccardo
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    La conclusione è quindi la seguente: pochi banchieri, diciamo un centinaio, tengono nella schiavitù, sei miliardi di individui (tra un po sette miliardi). Quindi….Nel mondo ci sono 100 delinquenti e sei miliardi di imbecilli. Posso criticare i delinquenti, ma di certo non stimo gli imbecilli.

    • Borderline Keroro
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      Facciamo la lista dei 100.
      Ma questi hanno anche i loro corifei: da Monti a Draghi passando per gente come Barisoni & co.
      Cazzarola, ce n’è da mettere i galera :D

  • mauro
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    Avviamo degli scambi personali con una moneta nostra,di metallo,con la carta ci puliamo…..le uova.
    Alcuni artigiani svizzeri si fanno pagare i mobili d’arte in oro.
    Che ne dite di fare gli eterni secondi?

    • Borderline Keroro
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      La tua idea non è per nulla cattiva.
      Il fatto è che, purtroppo, non credo sia legale in ambito UE un pagamento che non sia in neuri. Il trucco consiste proprio nel monopolio dell’emissione monetaria, altrimenti il problema non si porebbe: semplicemente la gente non accetterebbe gli euri, o i dollari, o qualsiasi altra cosa. Oppire questi verrebbero accettati a un valore di cambio diverso da quello desiderato dalla BCE rispetto a oro ed argento (per esempio).
      Io avevo una mezza intenzione di emettere fattura concedendo uno sconto del 20% sul prezzo ufficiale per chi paga in oro o argento. Tanto ora che arriva il momento di pagarci sopra le tasse l’oro sarà aumentato molto più del 20%.
      Il commercialista mi ha chiesto che droga uso e se voglio proprio andare a tenere compagnia a Riina.

  • Antonino Trunfio
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    incollo questo avviso per qualche amico veneto che magari è interessato
    la partecipazione è gratuita
    sabato 3 e domenica 4 Dicembre 2011 a MONTEGROTTO TERME – (PD)
    c/o Palazzo dei Congressi, via degli Scavi 14
    CONFERENZA: “ ECONOMIA DEL DEBITO: COSA FARE PER USCIRNE? ”

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