In Anti & Politica, Economia, Primo Piano

DI TONTOLO

Antonio Catricalà è un burocrate passato a miglior vita, nel senso che da presidente per l’Autorità garante della concorrenza è diventato sottosegretario.

Indossati i panni dell’italiano vero, sempre al lavoro a spese dei contribuenti, è immediatamente assurto a paladino della lotta contro l’evasione e dallo studio del giornalista con più “punti neri” che la storia abbia mai conosciuto ha ammonito: “Dobbiamo stringerci attorno a coloro che combattono l’evasione. Chi evade è un traditore della Patria”. Con l’iniziale maiuscola, come la sua cultura levantina gli impone.

Tutti in piedi ad applaudire i giornalai d’Italia, standing ovation generale del cittadino medio con la bava alla bocca. Probabilmente, anche Befera gli avrà spedito un “fonogramma” con sopra scritto robe del tipo “mio caro collega, la Nazione si inchina di fronte a cotanto sillabare”! Presumo pur anche che Catricalà abbia fatto sdilinquire Napolitano, il nume tutelare del tricolore.

Immagino, invece, che per chi non provi per l’Italia sentimenti patriottici – che non credo debbano essere coercitivamente imposti, altrimenti che patria sarebbe? – le raccomandazioni del burocrate calabrese gli rimbalzano addosso, con tanto di ri-spedizione al mittente.

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Ça va sans dire, lui fa il suo dovere essendo un burocrate gallonato e – per dirla con Alessandro de Nicola – sappiamo che “la burocrazia non muore mai. Creata una burocrazia e assegnatole dei poteri, non te la toglierai mai di torno: si inventerà ogni più futile motivo per giustificare la sua esistenza e il denaro versatogli dai contribuenti”. Peccato che se l’ex-Autorità guardasse in casa sua – Casa Monti – dovrebbe indignarsi di più per i colleghi di viaggio che gli hanno affiancato, che malinconicamente non hanno mai letto Shledon Richman che spiegava che “L’imprenditore non può comprare favori da un burocrate che non ha favori da vendere”. Neppure regalando vacanze ad insaputa.

Per chiudere, ‘sto lacrimevole tentativo di far leva sulla “Madre Patria”, a noi tonti, richiama alla mente il monito di uno storico, mai studiato abbastanza da Catricalà, che affermava che “il patriottismo è l’ultimo rifugio dei mascalzoni”. Il suo nome era Samuel Johnson.

TRATTO DA www.lindipendenza.com

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Showing 26 comments
  • paolo cintolesi
    Rispondi

    Non si può che essere d’accordo con “tontolo”, questi ladri di stipendi, per continuare a rubarci i nostri soldi sono costretti a far leva sul patriottismo becero, non è un caso che alcuni miei amici e parenti (attivi e in pensione) che hanno lavorato e lavorano nel pubblico impiego, sono solidali con questa campagna del “e dagli all’evasore” anziché sparare a zero e urlare E DAGLI AGLI SPRECHI AI PRIVILEGI E ALLA CORRUZIONE, perché credo che siano questi i cancri che stanno facendo morire il nostro paese.

    • URA
      Rispondi

      DI HAI TUOI CONOSCENTI ,STATALI ,EX STATLI E PARACULI IN GENERE SE NON HANNO MAI FATTO IL SECONDO LAVORO IN NERO ,TOGLIENDO LAVORO AI GIOVANI ED EVADENDO LE TASSE.

  • Dexter
    Rispondi

    Questa volta mi sa che anche ad un patriota le raccomandazioni del burocrate calabrese gli rimbalzano…

    Poco fa siete finiti su Matrix (anche Rischio Calcolato) !
    In studio tra gli altri c’erano Befera e Giannino che ad un certo punto si è anche arrabbiato….in un servizio è stata mostrata l’home page del Movimento Libertario per far vedere che c’è qualcuno che si ribella all’oppressione fiscale.
    In collegamento c’era uno che ha scritto il libro “generazione mille euro” (scusate se non l’ho letto) che va in giro con un bottone di sughero attaccato nella camicia a denunciare gli evasori…moda che presto si diffonderà su facebook. Da come parlava si capisce che certa gente è pronta a tutto per lo stato, se ti chiede il 60% di ciò che guadagni gli da il 60%, se lo stato ti chiede il 70% gli da il 70%….l’80%….e se ti chiede un rene gli da un rene. La statolatria pagana è una religione pericolosa.
    Befera ha detto che il recupero dell’evasione serve a migliorare i servizi pubblici. Avevo ragione a pensare che vogliono aumentare la spesa pubblica. No, 800 miliardi all’anno non bastano, l’obeso ne vuole sempre di più.

    • Leonardo Facco
      Rispondi

      GRAZIE DEXTER, IL BOTTONE DI SUGHERO SE LO INFILI MILLE VOLTE IN QUEL POSTO QUEL TIZIO

      • paolo lucchese
        Rispondi

        ho visto quel megatestadicazzo col bottone di sughero a matrix, ….ho riempito il televisore di sputi…vorrei mandargli questo video…

        https://www.youtube.com/watch?v=YeqId6MN-kI

        l’ultima intervista appello …poi..

        Domenica 8 gennaio si è consumato l’ennesimo dramma della povertà e della disperazione. La perdita del lavoro, il sentirsi un peso per la società, la consapevolezza di non avere più voce per farsi ascoltare. Sono questi i motivi che hanno spinto una coppia a porre fine alla loro esistenza. Una tragedia annunciata quella di Salvatore De Salvo, 69 anni, ex rappresentante di commercio, e della moglie Antonia Azzolini, 69 anni. Ieri sera hanno trovato lei distesa sul letto dell’Hotel Sette Mari a Palese, lui l’avevano già trovato all’alba mezzo nudo tra le alghe del lido San Francesco. Già altre volte la coppia aveva tentato il gesto estremo. Da anni erano ospiti di una casa di accoglienza prima in via Napoli a Bari, poi a Triggiano. Ma soprattutto lui, Salvatore, non si era mai arreso a questa condizione di indigenza derivata dalla perdita del lavoro prima e dalla vendita della casa dopo per far fronte alle spese. Ha scritto a tutti, dal presidente della Repubblica in giù, chiedendo aiuto. Un lavoro, prima di tutto. Ha continuato a lottare fino a quando si è reso conto che gridava invano.

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          Grazie Paolo, non conoscevo la vicenda e ne sono costernato. Ho visto il filmato è una denuncia che non richiede commento. Serve a tutti noi, per urlare e vomitare tutto il nostro disprezzo e schifo dinanzi alla tirannia tra le peggiori che la storia abbia inventato : la tirannia che non esiste (lo stato dove ti fanno votare e comanda una maggioranza) e una massa di schiavi inconsapevoli e quindi scusati, o farabutti parassiti e non scusati affatto, A chi appartengono secondo te, quelli del sughero ?

          • Borderline Keroro

            mi associo.
            E mi piacerebbe sentire cos’hanno da dire quei due “galantuomini” di Emiliano e Vendola.

          • Roberto Porcù

            Commozione e rabbia.

            Da molto mi sono convinto che con le lettere e le comunicazioni varie da quelli del palazzo non si ottenga nulla.
            Loro sono lì, sono riusciti ad entrare nel castello e sono ben determinati a vivere da castellani.
            Quelli fuori sono il volgo.

            Da molto tempo mi sono convinto che chi si suicida faccia del male solo a se stesso ed ai suoi familiari e che quelli del castello, che ne hanno ignorato prima i problemi, a maggior ragione li ignorano dopo il gesto estremo.
            Lo ignorano e lo deridono per quel che ha fatto: un problema di meno per loro.

            Con il passare del tempo arriva l’oblio.

          • Borderline Keroro

            @Roberto Porcù
            sono d’accordo con te, bastava vedere l’espressione di Fini quando gli hanno detto dell’imprenditore suicida qualche giorno fa: a parole un dolore incommensurabile, ma l’espressione era di chi se ne strabatteva.
            Per certa gente l’importante, se muore uno, è che restino gli altri a pagargli il vitalizio e le vacanze alle Maldive.

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Ahia, qui stanno preparando il terreno per un massacro.
    Tenendo conto che a febbraio, a quanto ho letto, avranno bisogno di rinnovare 440 miliardi di euro di debito pubblico, credo che siamo nella situazione tipica “al mio segnale scatenate l’inferno”.
    Stanno battendo troppo il tamburo per non avere qualche sorpresa in serbo per noi.

  • paola leati argenziano
    Rispondi

    a proposito del #ilbottonedisughero vi scrive chi lo ha inventato.

    il 5 gennaio ho creato la pagina facebook “il bottone di sughero” con intenzioni assolutamente innocue e pacifiche.

    volevo creare un simbolo che volesse semplicemente aiutare le persone comuni (come me) ad ottenere quello che è un loro diritto: perché il medico spesso ti dice 140 con fattura 100 senza (e tu a volte non sai che le spese mediche le puoi in parte detrarre dalle tasse; perché a volte in un negozio alimentare paghi il prezzo con l’iva e poi nella borsa ti ritrovo il foglio della bilancia e non uno scontrino, etc etc.)

    non c’era nessuna intenzione delatrice, solo quella di informare, premiare il merito e diffondere un simbolo che parlasse per noi.

    in quei giorni ho visto il video di un tg su Alessandro Rimassa e, visto che in fondo il tema è quello, l’ho contattato e lui ha aderito alla nostra pagina.
    purtroppo non ho visto la puntata di Matrix e adesso vado a cercarla: ma sappiate che Alessandro sta indossando il nostro simbolo e non quello di una “lotta alle streghe”…

    la pagina #ilbottonedisughero non ha alcun intento di denuncia di persone o aziende: solo di comportamenti.
    non ci sono dietrologie, legami con la politica, con nessuna corrente di pensiero specifica.

    è una pagina che ha per oggetto un simbolo semplice e facile, per un significato semplice e facile.
    ch lo indossa o lo espone vuole dire che nella sua vita quotidiana fa del suo meglio per non evadere le tasse e che vorrebbe che chi gli vende un prodotto / servizio facesse lo stesso senza dover chiedere e polemizzare.

    questo è quanto.

    Paola Leati Argenziano

    https://www.facebook.com/pages/Il-bottone-di-sughero/165352506899093

    • Antonino Trunfio
      Rispondi

      Gentile Paola, così come lei è libera di inventare tappi di sughero e pretendere dagli altri di fare come fa lei (che già questa mi sembra una tirannia mica da poco) potremmo essere lasciati liberi di noi, di comprarci quello che ci serve, da chi vogliamo, quando ci pare e piace, ed essere pertanto liberi di non pagare per servizi imposti e non richiesti, prestazioni che non consideriamo corrispondenti alle nostre aspettative ? Le è chiaro il concetto che noi non vogliamo a gratis nulla, solo che però non tolleriamo più di pagare per altri, cose che vorremmo lasciare in dote, con onori e oneri (stato, partiti, quirinale e apparati connessi, deviati e non, servizi pubblici, e persino i suoi fantastici tappi di sughero ? Spero che le sia chiaro. Se non le è chiaro e lei si azzarda come succede sempre a questo punto, di invitarmi/ci ad andare a vivere su un’isola deserta, la preavverto che i libertari sono buoni e cari, ma se qualcuno li invita a lasciare la patria (a farabutti e canaglie cosi tanto cara) senza averlo richiesto, ecco sappia che i libertari sono la peggiore disgrazia che si possa desiderare di incrociare nella vita,

      • paola leati
        Rispondi

        non ptretendo proprio nulla da nessuno, e’ solo una proposta. condivido peraltro quasi tutto quello che dice. l’intento e’ tutt’altro che delatore o fiancheggiatore di sistemi politici corrotti. ma… perche’ nel mio lavoro e nella mia vita privata devo pagare tutte le tasse e a mie spese altri no? il dove finiscono i soldi e’ un argomento piu’ grande, il cambiamento della classe politica e’ inevitabile e l’abbattimento dei privilegi pure. ma questo non era il tema della pagina. parlo di questa specifica pagina e non di altre. l’obiettivo piu’ grande e concreto, di cui vorremmo parlare e’ quello di arrivare alla detrazione di quasi tutti i nostri costi quotidiani, come in altri paesi.
        paola

        • Antonino Trunfio
          Rispondi

          gentile Paola, la ringrazio della risposta e rimango sorpreso e compiaciuto del suo trovarsi d’accordo con un libertario. Ma come dico sempre e ho anche detto di recente, https://www.youtube.com/watch?v=OcaZLkRDyKM
          la libertà è nel DNA di tutti. Quindi anche nel suo. La invito a leggere il dato (ho inserito un post ieri qui) relativo agli ultimi 6 anni (2004 – 2010) in cui alla bugia proclamata ai 4 cantoni, di : “meno evasione, meno tasse” rispondono i numeri. Con un aumento graduale e parallelo tra recupero dell’evasione e aumento del incidenza delle imposte sul PIL. Ho i grafici anno per anno ma qui non è possibile incollarli (li può trovare sul sito http://www.rischiocalcolato.it
          La invito quindi a considerare i numeri e non i proclami e la propaganda, che come quella di qualunque regime serve solo a ottenebrare le menti e a indurre la guerra tra i poveri. “Non c’è liberta politica senza che vi sia libertà economica” non lo diceva un’anarchico ma un tale di nome Luigi Einaudi molti decenni fa.
          Cordialità

        • Borderline Keroro
          Rispondi

          No, l’obiettivo è abbassare le tasse drasticamente.
          La detrazione è una presa per il culo.
          Tu parli esattamente come vogliono sentire i politici “perché devo pagare solo io?”
          Quindi se tutti fossero svenati allo stesso modo potresti esclamare “mal comune mezzo gaudio”.
          Non so dove tu viva, né mi interessa, io so solo che a me lo scontrino me lo battono sempre, mi fanno sempre la ricevuta e io rilascio sempre fattura.
          Forse non sono sufficientemente ricco, non so che dire, ma io non sfuggo.
          Resta il fatto che io non invidio uno che riesce a fare del nero, non voglio che lui paghi come me, voglio essere io a pagare meno.

          • Ivan Di Giacomo

            Errata Corrige: “..che ho imparato a non usarla” -> “..che ho imparato a non usare”
            Scusi l’errore.

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Studi di settore: mai sentiti?
      Vediti la puntata di Matrix e capirai che, scontrino o meno, gli studi di settore obbligano i piccoli a pagare. E, tanto per chiarire, in genere a pagare di più per essere congrui ed evitare simpatiche visite ispettive.
      Questo sistema avvantaggia i soliti, se in più è vero, come è vero, che le imposte sulle società sono regressive, quindi più sei grosso e meno paghi. Sempre che non riesca addirittura a eludere felicemente.
      Non è il panettiere che rovina l’Italia perché cerca di evadere qualcosa per non chiudere (e non è detto che ci riesca, ripeto: studi di settore).
      A te non girano a sentirti dire che devi tirare la cinghia perché le esigenze dello Stato vengono prima di tutto, e poi ti vedi, che so, Fini alla Maldive? E che si appropria di un’auto blu per le uscite familiari nel fine settimana? O i politici che si lamentano perché loro sono pagati poco ? E te credo, con quello che costano mignotte, trans e cocaina. A proposito, scommettiamo che gli onorevoli non sanno quanto costa la benzina al litro ma sono perfettamente informati su quanto si spende per una dose?
      Ma non ti rendi conto che ti stai semplicemente mettendo da sola nella posizione migliore per fartela mettere in culo dai parassiti di Stato?
      Anche i dati che vengono divulgati ad arte sui guadagni medi delle varie categorie di lavoratori autonomi e fatti passare per verità assoluta dai media sono FALSI; e Befera ammette che le cifre sono molto “grezze”.
      Libera comunque di continuare a pensarla come vuoi, ma non di pretendere che i mi beva l’acqua del bidet della tua coscienza.
      Buona giornata

    • Ivan Di Giacomo
      Rispondi

      Premessa: Non sono un fiscalista, tantomeno un economista, ho solo imparato a fare molte cose da me, per non dar troppo peso al mio commercialista. Sono un “letterato”, perché “filosofo” a parer mio è improprio come termine, anche se la mia laurea questo dice. Lavoro come libero professionista, insegno, ricerco, creo, tutto inerente alle tecnologie, ai device mobili e ai nuovi media. La premessa non ha alcun fine o velleità promozionale, ma le voglio dare un quadro chiaro di chi le scrive.
      Cara Paola, prenderò spunti da le sue due risposte (piu’ precisamente da quelle che sembrano domande, anche retoriche, e da altre asserzioni) al fine di risponderle da cittadino comune come lei, anche se probabilmente “piu’ evoluto” e forse con diversa coscienza. Anzi, direi che io la coscienza, che ho imparato a non usarla, ce l’ho a riposo.

      “il 5 gennaio ho creato la pagina facebook “il bottone di sughero” con intenzioni assolutamente innocue e pacifiche.”
      Brava, bene, clap clap e quindi ? Facebook è piena di idiozie, io stesso sono autore di una di queste, la “Pagina del Fans club attentatori di Equitalia”. La pagina del bottone di sughero conta 156 preferenze (il tasto mi piace), insomma, tutto sommato.. siete quattro gatti, gli unici ancora addormentati. Siete tipo i cattolici, credete nei dogmi.” E’ giusto pagare le tasse” è un dogma, mi auguro solo che lei lo capisca presto.

      “volevo creare un simbolo che volesse semplicemente aiutare le persone comuni (come me) ad ottenere quello che è un loro diritto: perché il medico spesso ti dice 140 con fattura 100 senza (e tu a volte non sai che le spese mediche le puoi in parte detrarre dalle tasse; perché a volte in un negozio alimentare paghi il prezzo con l’iva e poi nella borsa ti ritrovo il foglio della bilancia e non uno scontrino, etc etc.)”
      In primis: ma qualcuno le ha chiesto aiuto ? Tralasciando lo spirito che anima questo suo essere crocerossina, e venendo al sodo… Lei conosce la differenza tra onere deducibile e spesa detraibile ? Dato che dopo aver letto il suo post, nella mia piccola mente di “osservatore delle filosofie e delle ideologie socio-politiche” mi si è spenta la lampadina della speranza, ho dedotto che lei non è certo una fiscalista, né tantomeno una tributarista, ancor di piu’ un’esperta contabile commercialista, le verrò in mutuo soccorso. Dunque, le spese detraibili sono “spese” in parte detraibili (percentuali che non superano mai l’1, massimo 1.5%), dall’irpef calcolata. Gli oneri deducibili, sono tutte quelle “spese”, quegli oneri sostenuti, correlati allo svolgimento della propria professione. Il totale delle spese mediche detraibili (in realtà solo una parte, il suo fiscalista conteggia uno split dello screening totale) è al massimo il 19%, con franchigia, e se si sono superati i 129 euro. Spero non sia necessario doverle tradurre cosa significa, ma in soldoni, se ipotizziamo una spesa annuale di 200 euro, lei puo’ portare in detrazione solo 38 €, ovviamente dopo aver decurtato la franchigia a cui si riferisce la sua categoria contributiva. Diverso sarebbe se lei svolgesse una professione, ci sarebbe l’eventualità di inserire le spese mediche nel quadro oneri, dimostrando che mancando uno stato di salute generale buono, non potrebbe svolgere le mansioni che le vengono affidate con contratto regolarmente stipulato tra privati e registrato a protocollo (dei privati, si intende). Comunque anche in questo caso, lo Stato si mette di traverso e riesce sempre a spuntare una percentuale a carico del contribuente (esperienza personale).

      “non c’era nessuna intenzione delatrice, solo quella di informare, premiare il merito e diffondere un simbolo che parlasse per noi.”
      Eh no cara Paola, voi siete delatori. Forse disconosce l’etimologia della parola “delatore”, ma in italiano il delatore è una SPIA. Infatti il vostro “socio del club” piu’ famoso, ha di fatto mantenuto un comportamento da “spione” chiamando la GdF e denunciando il famoso panettiere. Non c’è nessun merito ad avvisare uno stato parassita circa il bisogno di un libero imprenditore durante lo svolgimento di un diritto umano sacrosanto e fondamentale: proteggere il frutto del suo sudore dalle grinfie di un Fisco vorace. Circa il simbolo che parlasse per voi, posso concordare. Leggendo il libro di Rimassa, e leggendo i suoi post, concordo sul fatto che un simbolo potrebbe decisamente fare di meglio.

      “in quei giorni ho visto il video di un tg su Alessandro Rimassa e, visto che in fondo..etc.”
      Ecco, lei continui a seguire i TG ed i media che diffondono un messaggio distorto, non posso rubare questo spazio anche per farle una lezione di “Media e Comunicazione” (ammesso che lei sia la Paola Leati Argenzani che lavora presso la Eventi s.r.l non dovrebbe averne bisogno, occupandosi di Marketing…), in primis perché i miei discenti sono ragazzi dotati di incredibile acume ed intelligenza inferenziale, difficilmente paragonabile, secundis perché il vostro “messaggio” è gia inquinato e vittima di un’operazione di manipolazione dell’opinione pubblica, le consiglio solo di documentarsi circa la “teoria dell’Agenda Setting”, sperando che il suo poco lungo acume capisca quel che leggerà. Continui a cercare la puntata di Matrix e, mi raccomando, continui a guardare Matrix ed Alessio Vinci, lei si merità una televisione come questa.

      “la pagina #ilbottonedisughero non ha alcun intento di denuncia di persone o aziende: solo di comportamenti.
      non ci sono dietrologie, legami con la politica, con nessuna corrente di pensiero specifica.”
      (ora legga la mia ironia, anzi il mio sarcasmo…)
      Comportamenti… devo dedurre che lei opera come Sociologa, o come Psicologa…o forse è solo una bigotta media italiana. Ma per caso lei è una dipendente pubblica ? La vostra iniziativa è pura “dietrologia” ma lo capirà solo quando si sarà documentata su cos’è e su come funziona l’Agenda Setting, e comunque resta legata ad un sentimento di invidia che di solito anima i dipendenti pubblici o i facinorosi di sinistra, per quelle categorie che possono, grazie all’ingegno, modulare i danni che il Fisco apporta alle proprie entrate. Siete una corrente di pensiero invece, lo dimostra il fatto state provocando una netta spaccatura tra chi la pensa come lei e chi la pensa come noi. Certo che non capirlo…fa cadere le braccia. Lei è degna di essere una fan e lettrice di Rimassa.

      “è una pagina che ha per oggetto un simbolo semplice e facile, per un significato semplice e facile.
      ch lo indossa o lo espone vuole dire che nella sua vita quotidiana fa del suo meglio per non evadere le tasse e che vorrebbe che chi gli vende un prodotto / servizio facesse lo stesso senza dover chiedere e polemizzare.”
      È una pagina, come ce ne sono tante. Un simbolo che non rappresenta nulla, se non un gruppo di idioti che si fanno andare bene il parassitismo di questo Stato. Certo che ci sarebbe da chiedervelo…: ma voi non avete un cazzo di meglio da fare che divulgare il vostro essere “Pro-parrasitismo-di-stato” ? Ma se chi vi vende un prodotto e/o servizio non vuole farlo, a voi che cazzo ve ne frega ?

      Le chiedo formalmente scusa per essermi dilungato troppo, e soprattutto per non averle inserito riferimenti bibliografici circa le filosofie e le ideologie che stanno dietro alcuni “libertari”, sono speranzoso che lei presto possa documentarsi a tal proposito.
      Ora invito lei, il Rimassa e tutti gli aderenti al “bottone di sughero” (156..su 60 milioni..dovrebbe gia far capire..) a prendere il vostro bel bottone di sughero ed utilizzarlo per tappare le vostre coscienze. Siamo stufi di buoni propositi e di solfe circa contributi, fisco, servizi pubblici etc. Sono 60 anni che lo ripetono, a destra e a manca, sopra e sotto. Nel 2012 la cultura media dell’italiano medio è cresciuta di livello, oggi l’informazione è alla portata di tutti. Siamo in grado di decidere come comportarci e come scegliere di vivere le nostre intense giornate lavorative.
      S-Cordialmente…

      • Roberto Porcù
        Rispondi

        Bella risposta ! Semplice, ironica e di piacevole lettura.

        La crisi morde alcuni e lascia indifferenti altri. Stamattina un vecchio cliente, molto posato, mi ha detto di aspettare che per strada passi un matto per seguirlo. Se burocrati, sindacalisti e politici continuano ad eludere la loro quota di sacrifici, sono pronto a scommettere che entro l’anno un matto passerà per strada.

        • Ivan Di Giacomo
          Rispondi

          Rischi di vincere la scommessa. I matti si stanno organizzando e presto scenderanno in piazza.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Quanto alla favola di meno evasione = meno tasse per tutti, ecco quattro numeri in croce anche per i deficienti :
    fonte agenzia delle entrate (!!!)
    Anno 2006 : evasione recuperata 4,4 miliardi di euro
    Anno 2006 : pressione fiscale / PIL 40,3 %
    Anno 2010 : evasione recuperato 10,5 miliardi di euro
    Anno 2011 : pressione fiscale / PIL 43,3 %

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Oggi pomeriggio ero nel trevisano in una ditta scivolata in stato prefallimentare per via della crisi ed il capofabbrica, una gran brava persona, mi diceva di avere 45 anni, di avanzare tre stipendi e di tirare avanti grazie alla casa di proprietà e l’aiuto dei genitori. La figlia ventenne alla ricerca di lavoro si è sentita offrire 300 euro al mese per un lavoro di commessa sette giorni alla settimana.

    Adnkronos ultimo aggiornamento: 12 gennaio, ore 14:53
    Tragedia della disperazione nel vicentino, operaio perde il lavoro e si spara alla testa.

    In questo momento, i produttori, imprenditori o dipendenti che siano, sono penalizzati oltremodo, mentre chi ha il culo al caldo nello stato può spendere tranquillamente e trova anche merci e servizi a prezzi sempre più bassi: la crisi lo agevola, “chissà che duri!”
    La situazione sta precipitando e se Monti non provvede rapidamente a liberare l’economia dalle pastoie burocratiche (mi piace quel che Tontolo ha ricordato di Alessandro de Nicola) e diminuire la tassazione intervenendo pesantemente sulle retribuzioni dei burocrati, qui scivoliamo nella guerra civile.
    E’ sufficiente che qualcuno ridotto alla disperazione, anziché ammazzarsi, si faccia carico lui di iniziare quella pulizia che Monti pare non abbia intenzione di fare. Chi ha fatto il chierichetto sa che è faticoso far iniziare a suonare le campane, ma poi esse suonano da sole ed a lungo con un minimo sforzo.
    Leo longanesi diceva che “Un’idea che non trova posto a sedere, finisce con il fare la rivoluzione” e, giusto stamattina, qualcuno mi raccontava che a Cortina con gli schifosi evasori, c’era anche il ministo di grazia e giustizia, alloggiata lì con tutta la scorta, … ma ci sono scorte a sufficienza per tutti?

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      Ma infatti prima o poi succede e qualcuno passerà alle vie di fatto: pensa te se per salvare il vitalizio all’onorevole devono portare via la casa alla gente.
      Checché ne dica Monti gli Italiani, perlomeno quelli che conosco io, sono incazzati neri.

      O.T.: ma i titoli di Stato all’ultima asta tosta, chi se li è comprati che qui la gente è alla disperazione?

      • Roberto Porcù
        Rispondi

        Le banche, con i quattrini del Monopoli stampati dalla BCE. Quanto prima cercheranno di girarli ai clienti.

        Poi, non è vero che tutta la gente è alla disperazione. L’Italia si sta dividendo in due tra quelli che hanno il culo al caldo e quelli che devono combattere per sopravvivere.
        John Kennedy disse al tempo della crisi di Cuba che non bisogna mai mettere la gente con le spalle al muro, Krusciov lo capì ed a noi fu risparmiato un conflitto nucleare, ma la classe politico sindacal burocratica (quelli del culo al caldo) con le spalle al muro sono arrivati a mettere i productivos, imprenditori e dipendenti, ed è da qui, se Monti non lo capirà e si ravvederà arriverrà la rivolta allo stato, intesa come rivolta agli accasati nello stato. A parte la rivoluzione americana e francese, esempi non ne mancano, la Milano della tassa sul macinato con Bava Beccaris ed il re bomba, … e fino all’insorgere di tutto il nordafrica.
        Già qualcuno lo sosteneva su questo sito che le paghe e le tasse non potessero essere uguali per chi è a rischio e chi ha la retribuzione assicurata. Mi pare che Mussolini bloccò il rimborso dei titoli di stato pagando solo gli interessi e dimezzò la retribuzione del pubblico impiego. Io semplicemente sostengo che sono scandalose quelle negl alti piani del palazzo e che retribuzioni ed a maggior ragione pensioni, andrebbero sforbiciate di brutto.
        Gli dei tolgono il senno a coloro che vogliono perdere, il futuro ci dirà se essi sono benigni o avversi con Mario Monti.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    CATRICALA’ il parassita di Calabria !! sappiate che di calabresi affatto parassiti ce ne stanno ancora molti. Appartengo e me ne vanto di diritto alla categoria dei productivos. Mi vergogno di chiamare calabrese il CAZZICALA’, non perchè lavori per lo stato, saranno affari suoi, ma perchè con ghigno beffardo e sorrisetto sprezzante rassomiglia tanto a quel Goebbels capo della propaganda nazista, che al suo Hitler, un giorno ebbe a dire : “Mein Furher, la verità ? …. niente più che una bugia ripetuta almeno tre volte”.
    Sappiamo tutti come andarono le cose.

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