In Anti & Politica

di LEONARDO FACCO

Il cagnolino è tornato a scodinzolare. E’ bastato un pranzo a Milano con Berlusconi – rivelato nell’articolo di Gianluca Marchi un paio di giorni fa – e Umberto Bossi, dopo tanto abbaiare è tornato a cuccia.

Cosentino è salvo, viva Cosentino. Il segnale del ricomponete le fila è arrivato l’altroieri, in una intervista rilasciata al quotidiano “la Repubblica”, che scriveva: “«Dalle carte della magistratura su Cosentino non esce niente, non esce una colpevolezza» ha detto Bossi, prendendo una posizione contraria a quella dell’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, favorevole invece alle manette per l’ex sottosegretario. A chi fa notare a Bossi che Maroni ha detto che la Lega avrebbe votato a favore della custodia cautelare, il leader del Carroccio risponde: «Probabilmente sì», i deputati voteranno a favore, «anche se dalle carte non esce niente. Lascerò libertà di coscienza – ribadisce il Senatur – perché dalle carte non esce assolutamente la colpevolezza». Ha sbagliato Maroni ad esporsi così sul caso Cosentino? «Eh, bisogna stare tranquilli quando si tratta di arrestare qualcuno», osserva Bossi”. Risultato? Anche ieri la fronda maroniana è svanita nel nulla.

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Che la Lega sia portata a salvare i parlamentari in odore di galera non è, però, una novità.

Tutto ebbe inizio nel lontano 1993, quando Bossi ordinò il salvataggio di Bettino Craxi: “Certo, lo ricordo bene – spiega Giovanni Ongaro, ex parlamentare del Carroccio -. Eravamo pronti a mandare il ‘cinghialone’ in galera, ma all’ultimo momento Bossi ci riunì al quinto piano del parlamento per spiegarci che non conveniva e, poi, mi fece pervenire un fogliettino con sopra scritto che Craxi andava salvato. Me lo consegno l’allora collega Pierluigi Petrini”. Ho avuto conferme di questo fatto da diversi ex parlamentari di quei tempi, che ricordano che la scelta del “capo” fu tutta politica: negando l’arresto del segretario del Psi gli italiani si sarebbero incazzati ancora di più.

Un fatto che ho già avuto modo di raccontare nel mio libro “Umberto Magno, la vera storia dell’imperatore della Padania”, dove – ad maiora – è riportato anche un altro salvataggio emblematico a firma Lega Nord, quello dell’ex ministro Cesare Previti, fedelissimo di Berlusconi. La dichiarazione di voto la fece Domenico Comino, che a quel tempo era in auge ed era capogruppo leghista alla Camera. Vi riporto le sue parole: “In questi giorni si sono rincorse due tesi contrapposte: quella secondo cui il voto per concedere l’arresto sarebbe in realtà un voto contro il Polo e quella contraria secondo la quale il voto per negare l’arresto sarebbe in realtà un voto contro la procura di Milano. E’ quella stessa procura che nel 1992 finse di porre all’attenzione dell’opinione pubblica la questione morale in politica e che si tradusse nell’immenso teatrino di Tangentopoli, grazie al quale oggi il vostro beneamato Paese non è più pulito, e non è servito a consentire di assicurare alle patrie galere ladri matricolati ancorché abbigliati da eminenti uomini politici, né ad ottenere la restituzione del maltolto per reinvestirlo magari nel risanamento dei conti pubblici, senza ricorrere ai continui e “democratici” aumenti della pressione fiscale. Ha consentito semplicemente, con la liquidazione politica dei segretari del pentapartito, nessuno dei quali grava oggi sul bilancio dell’amministrazione penitenziaria, la transizione di un sistema di rappresentanza proporzionale ad uno bipolare, per impedire il cambiamento che solo la Lega Nord poteva imprimere alle istituzioni e per garantire la continuità di esistere del centralismo statalista che ha continuamente bisogno di paladini difensori, siano esse le ‘camicie blu’ dei manganellatori di Stato, siano esse le ‘camicie nere’ della magistratura”.

Tangentopoli”, insomma, divenne all’improvviso un immenso teatrino, nonostante per anni Bossi avesse cavalcato il giustizialismo per raccattare voti. Previti fu salvato e di lì a poco la Lega Nord si riaccasò con il tycoon di Arcore.

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Dal 2000 in poi, col patto d’acciaio fra Bossi e Berlusconi, il comportamento dei leghisti è stato, addirittura, di asservimento ai voleri del proprietario di Mediaset. Tutte le “leggi ad personam” richieste dal leader del Pdl il Carroccio le ha votate senza batter ciglio, così come, sempre senza batter ciglio, gli scherani de senatur hanno alzato il braccino quando era necessario salvare le terga ai vari Cosentino (Atto I°), ai vari Milanese ed ai vari Saverio Romano. Il salvagente offerto al collega palermitano è stato solo la ciliegina sulla torta dell’accondiscendenza bossiana ai voleri berlusconiani, compreso il riconoscimento ufficiale di Ruby Rubacuori quale di nipote di Mubarak.

In conclusione, appartengo a quei pochi, pochissimi, che sostengono che in Lega non esiste alcun numero due, ma un solo capo che, alla fine della fiera, decide quel che il suo, personalissimo partito – un’aziendina familiare in accomandita semplice – deve fare. Lanciando qualche avvertimento ai galletti che razzolano nel pollaio, obbliga ad abbassare la cresta anche a quelli che certa stampa continua ad osannare come segretari in pectore.

A Bossi è bastato bofonchiare qualcosa sul giornale di De Benedetti per far intendere al Berlusca che il loro contratto sarebbe stato rispettato.

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Showing 5 comments
  • Roberto
    Rispondi

    Leonardo,
    Cosentino è il simbolo del livello di lordura presente nei palazzi di questi tempi, ma l’unica differenza col passato sta nel fatto che oggi internet costringe anche i media di regime a non trascurare notizie che prima sarebbero passate senza particolare clamore.

    Bossi crederà pure di utilizzare “O’ Mericano” come Craxi per approfittare poi del malcontento, ma i tempi sono cambiati; i cittadini, specialmente i giovani, oggi possono leggere un bel po’ di roba su internet per farsi un’idea più chiara del proprietario della Lega, che non basta una sortita strategica in stile prima repubblica per recuperare il consenso perso in questi anni.

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    Io invece, pur condividendo il “torna a casa Lassie” che descrive Leo, sono abbastanza contento che Cosentino non sia stato arrestato.
    Premetto che non conosco Cosentino, non mi frega nulla di lui ecc.
    Rilevo però delle cose strane:
    1 – la magistratura italiana ha due pesi e due misure, e le leggi ai nemici le applica mentre per gli amici le interpreta
    2 – ritengo la magistratura responsabile di tante storture
    3 – i magistrati mi paiono più interessati ad apparire in televisione che a fare il loro lavoro, peraltro neanche mal pagato
    Questo mi porta a considerare che il Parlamento, per quanto infarcito di delinquenti legalizzati e non, sia per certi versi bullizzato da alcuni magistrati.
    Chiariamo, se i parlamentari hanno tra di loro dei pendagli da forca, però trombabili alle prossime elezioni.
    Per contro i magistrati non devono rendere conto a nessuno del loro operato.
    Quindi fino a che la giustizia italiana non diventerà perlomeno decente, non me la sento di augurare a chicchessia di finire in mezzo al tritacarne giudiziario.
    Inoltre, visto il battage mediatico di questi giorni, per istinto mi schiero dalla parte di uno che magari è veramente un mafioso, ma è da considerarsi innocente fino a sentenza passata in giudicato. Per quanto possano essere valide certe sentenze in ItaGlia.

    • FrancescoPD
      Rispondi

      Ciao Borderline
      pur condividendo in linea di principio il tuo intervento, credo comunque che per chiedere l’arresto di un parlamentare ci sia stato qualche macigno da verificare, più che qualche dubbio fa sfatare.
      Non siamo certo ai tempi di Tonino di Pietro, che nel dubbio sbatteva ai ferri chiunque,.. e questo credo che sia una garanzia e mi sento più che altro dalla parte degli inquirenti, se non vogliamo menzionare la parola “magistrato”.
      Comunque al di la di questo, la Lega ha perso un’ottima occasione, voglio prorpio vedere come uscirà la prossima volta con il famoso rifacimento della verginità.
      Questo mi auguro che sia il colpo di grazia e lasci posto a una nuova classe dirigente che comincia ad intravedersi per fortuna. Da abitante del nord, sono stanco di vedermi associato a questo bruco verde e a quel santo bevitore che purtroppo grazie anche al berlusca ce lo siamo trovato in regione!

  • Lorenzo
    Rispondi

    Queste cose le troveremo sul tuo nuovo libro “Grana Padana” che uscirà fra poco?
    Cosa c’è in più rispetto a “Umberto Magno”?

  • Dexter
    Rispondi

    Mah…io non ho letto le più di 1000 pagine su Cosentino, però non mi fido assolutamente della magistratura-spettacolo.
    Papa è stato arrestato e tenuto in galera senza processo per 6 mesi, poi liberato. Perché ?
    Poi è ovvio che la tentazione di molti sia quella di mandare in Parlamento delinquenti per sottrarli temporaneamente alla galera, che comunque arriva nonostante si sia parlamentari dopo una condanna di terzo grado.

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