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DI DOMENICO LETIZIA

La teoria libertaria ha inciso e continua a farlo, sull’attuale ricerca politica, o almeno quella che da un punto di vista anche scientifico cerca soluzioni politiche alla gestione e alla funzione di tutti gli apparati amministrativi. Tra le discussioni più interessanti vi è il rapporto tra proprietà privata, inquinamento e libertà assoluta della proprietà. Per la critica statalista un’assoluta libertà nei rapporti di proprietà porterebbe a numerose problematiche, tra queste, la più importante riguarda la non opposizione alla capacità immensa di inquinare delle fabbriche e industrie. L’anarco-capitalismo nel rispondere a tale critica sembra essere superficiale e poco concreto. Invece, una teoria libertaria applicata alla proprietà e all’ambiente risulterebbe davvero un freno al disastro ecologico. Bisogna analizzare bene cosa intendiamo con questi rapporti di proprietà e cosa intendiamo quando denunciamo la loro violazione.

Come ha ben sottolineato Carlo Lottieri la stessa riduzione della proprietà alla sua dimensione di bene è artificiale dato che così s’intende la proprietà solo riconducile allo schema di un individuo che possiede un bene, senza ritenere valide soluzioni di carattere volontario, consensuale e di mercato a questioni fondamentali come l’inquinamento o l’utilizzo di risorse come acqua e aria. Riguardo “l’aria” proprio sostenendo una teoria libertaria della proprietà questa risulterebbe essere condivisa e protetta. Rothbard ritiene che nel corso dei millenni tutti coloro che hanno respirato e utilizzato l’ossigeno hanno acquisito titoli validi su di essa, trasmettendoli ai loro eredi.

Ciò vuole dire che il semplice fatto di vivere e respirare da diritto alla “privatizzazione” di una quota di ossigeno. Fabio Massimo Nicosia illustrando cosa intendiamo quando si parla di “privatizzazione” come concetto, fa riferimento proprio all’aria: “Ogni volta che si respira e s’immette aria nei polmoni si privatizza l’aria in quanto la si sottrae, all’uso comune.

Gli uomini sono divisi fisicamente gli uni dagli altri sicché possono soddisfare i propri bisogni solo privatizzando delle risorse”. Riflettere su questo punto è fondamentale perché l’inquinamento è allora una forma di aggressione verso i proprietari dell’aria, cioè ogni singolo individuo di questo pianeta. Sempre Carlo Lottieri ci ricorda che “l’inquinatore opera quindi in maniera aggressiva ai danni dei diritti storici di coloro che vivono sulla terra e , in particolare di coloro che più direttamente sono interessati da tale azione: perché più vicini, minacciati e danneggiati”. Per Rothbard “tutti hanno il diritto di avere la loro aria non invasa da agenti inquinanti prodotti da un aggressione.” Sicché ogni volta che i colossi industriali immettono nell’aria ogni tipologia di sostanza inquinante compiono un aggressione nei confronti degli individui circostanti. Un aggressione comporta sempre un risarcimento, seguendo proprio la teoria libertaria si è violato “il principio di non aggressione.”

Una soluzione liberale e libertaria appare logica, cioè il Risarcimento. Un reddito di esistenza universale potrebbe essere versato a tutti coloro che vedono violati i propri diritti, i colossi industriali dovrebbero versare una quota di risarcimento. Tale ragionamento risulta non corrosivo per la libertà, si potrebbe semplicemente superare la critica al reddito di cittadinanza inteso come strumento statalista, perché queste quote di risarcimento potrebbero essere raccolte da “agenzie private” in concorrenza tra loro sul mercato, sia sui metodi di raccolta che sulle tariffe applicate. Tale schema, in questa analisi puramente teorico, sembra aver trovato una soluzione al problema inquinamento ( considerando che si applicherebbe una velocissima razionalizzazione delle immissioni inquinanti, semplicemente perché più s’inquina più si paga) e contemporaneamente preservato l’idea di sovranità libertaria e antistatalista.

Nel contesto attuale, invece, lo stato con le sue “amicizie” monopolistiche e affariste è il problema non la soluzione al disastro ambientale.

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  • antonio
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    ma per fare e imporre una regola del genere, imporre e riscuotere le sanzioni, ci vuole un’entità più grande e più forte dei colossi industriali… uno STATO.
    e poi… se sono naturalmente proprietario di una quota di ossigeno perchè respiro, dovrei anche essere naturalmente proprietario di una quota di terra perchè cammino.

    • CARLO BUTTI
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      Caro Antonio, riconosco che le Sue argomentazioni sono forti e imtelligenti: Proverò a replicare, sperando di essere alòtrettanto forte e intelligente, anche se non ne sono per niente sicuro. Comincio dalla Sua seconda obiezione. Io distinguerei tra beni solidi, come il terreno, che possono essere posseduti in forma individuata(quell’appezzamento, in quel luogo, di tanti metri quadrati , delimitato da confini ben precisi) e beni fluidi, come l’acqua o l’aria, che possono essere posseduti solo in forma di quote astratte(una determinata quantità di aria o di acqua). Un terreno fino a questo momento incolto potrà diventare legittima proprietà non di chi si limiti ad occuparlo, ma di chi lo faccia fruttare attraverso il lavoro.A chi poi abitualmente cammini su una medesima striscia di terreno, per le sue esigenze di locomozine, senza che alcun legittimo proprietario glielo impedisca, credo si possa riconoscere un diritto di proprietà in base a quel principio giuridico che i Romani chiamavano “usucapio”, e che è rimasto negli ordinamenti moderni. Per l’aria il discorso è diverso.Ogni persona, nel momento in cui viene al mondo, col suo primo respiro viene in possesso di una “quota” dell’aria necessaria alla sua sopravvivenza, fino al momento della morte. E’ come in una Società per Azioni:se posseggo un numero x di titoli della società y, questo non significa che io posseggo una parte individuata, ma solo una quota astratta del capitale di quella società. Naturalmente la mia quota d’aria dovrà essere pura. E qui vengo alla prima obiezione : Solo uno Stato può imporre una tassa all’inquinatore? Non direi. In un sistema libertario tutti coloro che, per esempio, vivono nell’ambito d’un terrritorio appestato da ciminiere inquinanti potranno liberamente unirsi per rivolgere una petizione ai resposabili, chiedendo adeguati risarcimenti, che potranno essere fissati per contratto liberamente sottoscritto dalle parti.Nel caso di un diniego, sarà possibile ricorrere ad agenzie arbitrali private . Ultima forma di difesa il boicottaggio.

    • Fabio Massimo Nicosia
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      Hai colto nel segno. a Il primo problema si risolve affidando ad agenzie in concorrenza la riscossione degli importi. Infatti, non solo lo Stato è più forte dei colossi industriali, ma anche il mercato nel suo complesso.
      b) Quanto al fatto che camminando diventi proprietario, il problema si risolve invertendo i fattori: non è l’atto del camminare che ti rende proprietario, ma tu sei proprietario di una quota di mondo per il solo fatto di nascere, e poi puoi camminare quanto vuoi su percorsi già tuoi. Se qualcuno te lo vuole impedire, magari erigendo un muro, è lui il violatore della tua libertà, e infatti ti deve compensare secondo il punto a)

  • Pedante
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    Ancor prima di parlare di mitigazione dei danni all’ambiente, bisogna sottolineare che una grossa percentuale della produzione mondiale di questi tempi rappresenta uno spreco generato dalla moneta fiat. Bolle nell’infrastruttura, mattone, beni di consumo, servizi per industrie che non esisterebbero nella forma attuale, ecc.

    Città fantasma come Ordos in Cina sono solo la punta dell’iceberg. Quante tonnellate di sostanze inquinanti sono state emesse nell’atmosfera per soddisfare una domanda che magari non ci sarebbe neanche stata se gli stessi prezzi non fossero stati “inquinati” dall’intervento monetario statale?

    Prima concentrarsi sulle cause dopo sul contenere dei danni.

  • antonio
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    butti,
    e chi mi garantisce che le “agenzie di arbitraggio private” facciano onestamente il loro lavoro e non cadano sotto le grinfie dei “colossi”?
    lo abbiamo visto nel medioevo… lo vedo oggi in sudamerica, dove intere regioni sono assolutamente prive di stato: il colosso locale (non importa se industriale o latifondista) fagocita tutto, compra tutto, corrompe tutto, 1000 volte peggio dello stato. tutte le “agenzie” direttamente o indirettamente fanno capo al colosso. non si muove una mosca senza o contro il beneplacito del colosso.
    guarda, io considero UTILE il lavoro che state facendo, nel senso di controllo e eventualmente lotta contro gli eccessi statali… ma purtroppo dallo stato e dalla politica non si può prescindere.

    • Fidenato Giorgio
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      Antonio quello che tu descrivi del sudamerica non è libero mercato e nemmeno capitalismo. Quello è lo stato, cioè un ente monopolista della violenza. Che poi sia di un privato o di un gruppo di persone poco cambia. Quelli comandano con l’uso della violenza e questo in un sistema libertario non è ammesso. E’ ammessa da un libertario una risposta armata a tale situazione in quanto i liberi individui non hanno cominciato per primi la violenza ma con essa devono difendersi dai bruti.

    • Domenico Letizia
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      La concorrenza stessa, in assenza di stato a ciò va aggiunta una sincera sovranità del consumatore (Bruno Leoni).. se i consumatori si rendono conto del carattere monopolistico e totalitario di una data agenzia passno all’altra e così le altre, in questo modo proprio il carattere della concorrenza produce concorrenza non solo economicamente ma anche sui diritti, ambiente e democrazia gestionale… Il tutto se si ha un consumatore cosciente e solo in un sistema libertario ciò è possibile, ma oggi, penso, si può lavorare in questa direzione….

  • Pedante
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    Chi ha dei (ragionevoli) dubbi sulla gestione privata dell’inquinamento non ha che guardare Chernobyl, il mare di Aral, o semplicemente stare dietro a una Lada per convincersi che il pubblico è il più sporco che esista.

    • macioz
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      Senza dimenticare che la Lada è una Rolls Royce in confronto alla Trabant.

  • salusbellatrix
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    buongiorno a tutti, sono capitata causa link in questo sito.
    Ho conosciuto Giorgio Fidenato ad una trasmissione TV, nella quale eravamo contrapposti sul tema OGM.
    Per doveroso chiarimento, da 30 anni sono contraria anche a vaccini, medicine (salvo casi eccezionali) alla chirurgia (anche qui fatta salva quella d’emergenza: se dovessimo incorrere io o uno dei miei quattro figli in un incidente, sono ben felice che le attuali conoscenze possano ricostruirmi in modo decente!),
    al nucleare a fissione, e altri diversi argomenti che non mi dilungo a spiegare (troppo palloso per voi leggermi)
    Allo stesso tempo cerco di divulgare e contestare da molti anni la bufala del riscaldamento antropico…
    Sono appassionata di biodinamico e micorrizazioni e molto incazz. con coloro che speculano con il cosiddetto “biologico”
    Domanda: cosa ne pensate della Moderna teoria russa sull’origine del petrolio?
    cito:
    “I russi dimostrano che il carburante ‘fossile’ è spazzatura scientifica legata alla teoria del riscaldamento globale. Il petrolio è dimostrato essere originato dai minerali, non da organismi fossilizzati. Niente più paura per la contrazione delle riserve, come dicono gli esperti del petrolio naturalmente ‘rinnovabile’.”
    Scusate se ne avevate già parlato in passato…qui sono nuova!
    grazie, Francesca S.

    • macioz
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      Moderna? Ne ha parlato Mendeleev ancora nel 1877.
      Scientificamente l’ipotesi dell’abiogenesi è MOLTO più attendibile.
      Basta il fatto che l’idrocarburo alla basa di tutto, il metano, è stato rinvenuto più volte in comete e altri corpi celesti.

      • salusbellatrix
        Rispondi

        prendo nota, poichè sono profana nell’argomento. Grazie, Francesca

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