In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO BERINGHI

L’osso è ormai senza più carne attorno, ma il nostro Capitano in comando continua a dire che col decreto “Cresci Italia” ce la faremo.

Pensare di risolvere i problemi per decreto è un’illusione che hanno come forma mentis i politici e gli avvocati (non me ne vogliano i miei amici avvocati). Tutti gli altri fattori vengono sempre ignorati o ritenuti talmente ininfluenti da poter essere trascurati.

Purtroppo non è così. Ce lo insegna la Storia ma anche le Leggi della Natura, queste ultime difficilmente taroccabili o raggirabili per decreto legge.

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La ricchezza occorre produrla, crearla, generarla tramite lavoro, ingegno, volontà e perseveranza. Ma tutte queste qualità sono inutili quando non c’è ricompensa per lo sforzo e quando si ha a che fare con lo Stato, un buco nero di ricchezza e denaro, il cui unico obiettivo è l’espansione senza fine.

Tanti credono che lo Stato “siamo noi”, ma non si rendono conto che raramente gli obiettivi dello Stato coincidono con quelli dei cittadini che questo stesso vuole rappresentare. Lo Stato rappresenta un’entità a sé stante, con propri obiettivi di lungo termine ben chiari e precisi: non avere concorrenza.

Sono troppe le contraddizioni a sostegno di questa tesi: ad esempio i costi statali e burocratici che non si riescono mai ad abbassare minimamente, le spese militari e le missioni di “pace” che continuano anche i tempi di crisi, le riforme che tutti vogliono ma non si capisce mai chiaramente cosa quali siano (nonostante ne parlino da oltre trentanni) i sistemi di controllo che funzionano a senso unico (lo Stato controlla te, ma tu non puoi fare altrettanto).

Quindi potete stare certi che rimanendo intatte le condizioni per cui è difficile creare ricchezza (fisco predatore, burocrazia folle), questa non verrà creata.

Una volta un mio amico mi disse: “Cosa mi interessa se il PIL cresce del 3%, se questa ricchezza aggiuntiva se la intasca lo Stato”. Bingo! Il problema è proprio questo.

Questa e’ una Legge di Natura che possiamo ritenere basilare e quindi inaggirabile: senza sforzo non ottieni niente, e viceversa se non si ottiene niente, è inutile sforzarsi. Se il Fisco si prende il 70% di quello che produci, è inutile darsi da fare, poiché all’aumento dello sforzo non corrisponde alcun beneficio. Alla fine la moneta cattiva scaccia quella buona, il comportamento parassitario ed improduttivo ha la meglio su quello virtuoso e produttivo, se la ricompensa dello sforzo viene a mancare.

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Per cui è inutile che il sig. Monti continui a ingegnarsi per introdurre nuove tasse o a predicare che l’Evasione è cosa immorale. Immorale e contro Natura è il comportamento da predatore che lo Stato incarna. Le ulteriori tasse non faranno altro che demotivare coloro che potenzialmente sono pronti a produrre ricchezza. Oppure andranno a produrla da qualche altra parte, non sicuramente in Italia.

Sicuramente l’effetto finale sarà un depauperamento generale, con un appiattimento verso il basso sia in termini di produttività, ma soprattutto in termini morali e comportamentali (la moneta cattiva scaccia quella buona).

Alla fine il sig. Monti verrà ricordato come il predatore di ultima istanza. Prese le ultime ricchezze (i risparmi), le distribuì ai suoi amici banchieri e se ne andò…missione compiuta!

 

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