In Anti & Politica, Economia

di MATTEO CORSINI

“Non ci vuole molto a capire cosa dovrebbe fare l’Europa in generale (che di fatto significa la Bce e i tedeschi): meno richieste di austerity e molta più reflazione (tutta la situazione sarebbe molto migliore con un’inflazione del 3-4 per cento nell’Eurozona). E non è difficile dimostrare gli effetti controproducenti dell’austerity, quantomeno di un’austerity di questa portata, sui conti pubblici: il rigore deprime la crescita e il debito aumenta nonostante la riduzione del disavanzo corrente.” (P. Krugman)

Uno legge Paul Krugman e potrebbe chiedersi: se è così facile e indolore risolvere la crisi in Europa, perché c’è ancora chi non crede che da un eccesso di debito si possa uscire senza sacrifici? Molti, purtroppo, si fermano qui e ritengono che Krugman abbia ragione.

Sono come quelle persone molto sovrappeso che credono alle televendite di pozioni miracolose: un bicchiere prima dei pasti e in pochi mesi si raggiungerà il peso forma, pur continuando a mangiare quanto e come si vuole. Perché sottoporsi a una dieta ferrea e, magari, fare attività sportiva quando si potrebbe evitare di complicarsi la vita? Fuor di metafora: perché non lasciare che la spesa pubblica sostenga il Pil ed evitare le pene di una recessione da eccesso di debito lasciando correre l’inflazione?

Avrete notato che Krugman usa il termine “reflazione”, ma si tratta si un modo per camuffare l’inflazione. Non so se si sia accorto di quello che sta facendo la Bce e della “ritrovata fiducia” – come leggiamo sui giornali – sul debito pubblico di Italia e Spagna. Se non è “reflazione” quella…

Se si evitasse di cercare di aggiustare i bilanci pubblici con più entrate e meno spese (e credo sia giusto discutere se sia meglio agire sulla spesa, come io credo, oppure sulle entrate, come purtroppo accade), ma ci si limitasse a usare l’inflazione, qualcuno ne trarrebbe benefici, mentre i più subirebbero comunque un peggioramento delle condizioni di vita, ancorché meno percepibile nell’immediato.

Come i compratori delle pozioni magiche per dimagrire, all’inizio avrebbero l’impressione di stare meglio e magari perderebbero un chilo. Forse arriverebbero a compatire quelli che si mettono a dieta e fanno una gran fatica a perdere peso.

A lungo andare, però, tornerebbero sovrappeso e la dieta necessaria per dimagrire diventerebbe ancor più ferrea. O, peggio ancora, la loro salute verrebbe compromessa irrimediabilmente. A quel punto di pentirebbero di aver ascoltato quel televenditore il cui cognome iniziava per K.

 

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Showing 2 comments
  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Paul Krugman come il dottor Dulcamara: comprate il mio spefico per poco io ve lo do! Con una differenza: Dulcamara è un imbroglioncello simpatico, a lui può credere soltanto un tontolone come Nemorino, Krugmn un imbrolglione premio Nobel, che grazie al suo prestigio scroccato rischia di far digerire anche ai meno sprovveduti ricette tossiche, mandando il mondo a catafascio. Anathema sit!

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Errata corrige : “specifico”. Chiedo scusa a Felice Romni e Gaetano Donizetti.

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