In Economia, Esteri

DI GIUSEPPE SANDRO MELA*

Ci sono molti validi motivi per ritenere che la gente comune non abbia ancora capito l’immane portata devastante della Nuova Grande Depressione, né quella della svolta epocale cui sta andando incontro l’Occidente.

Non se ne rimane stupiti, e si deve ancora un volta constatare quanto sia inutile cercare di spiegare qualcosa a chi non ci sia già arrivato da solo. I cascami ideologici offuscano tuttora le menti al punto tale di impedire la corretta percezione di quanto sta accadendo e della sua portata. Eppure di segnali c’é solo l’imbarazzo della scelta. Eccone uno, molto significativo.

Il fatto.

Ecco l’annuncio on-line della AU-PAIR Vermittlung.

 AU-PAIR Vermittlung

AU PAIR AGENCY

Preferibilmente nelle aree metropolitane di Dresda, Lipsia, Berlino, Erfurt e Halle

Corsi di lingua presso l’Istituto Goethe di Dresda, Università, Community College ed altre Istituzioni.

In cooperazione con l’Ambasciata e le Autorità tedesche

Supporto on-site affidabile e qualificato agli standard qualitativi riconosciuti dal Ministero Federale

“QUALITA ‘DELLA COMUNITÀ AU PAIR e.V.”

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Stiamo cercando:

Giovani donne di età compresa tra 18 ei 24 anni

Conoscenza tedesco requisito livelli A1, Goethe Institute

Interesse per il linguaggio e il soggiorno culturale in Germania

Specializzazione in puericultura famigliare e lavori domestici

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I diritti e gli obblighi:

La cura dei figli, responsabile, amorevole verso i bambini

Sorveglianza attiva dei bambini

Riordino della casa come lavare, passare l’aspirapolvere, stirare, riassettare

Cucinare piatti semplici, fare la spesa

Occupazione di tempo 6 ore al giorno, 5 giorni la settimana, 30 ore settimanali

Baby sitter su appuntamento

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Vacanze 4 settimane per un anno, 2 giorni al mese

Tempo libero: 1 ½ giorni consecutivi liberi ogni settimana

Tempo libero per la scuola di lingua, previo accordo con la famiglia

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La famiglia ospitante paga la ragazza au pair 260 euro al mese

Vitto e alloggio gratuiti (camera)

La famiglia paga un abbonamento mensile per il trasporto pubblico

La famiglia paga i costi dell’assicurazione sanitaria, per infortuni e responsabilità civile

La partecipazione al costo per il corso di lingua, previo comune accordo

Durata del soggiorno è di solito 12 mesi

Sì, avete letto bene. Le assunzioni di personale au-pair in Germania sono regolate dallo Stato Federale secondo lo Statuto „Gütegemeinschaft Au Pair E.V.“. Trenta ore di lavoro la settimana (di lavoro tedesco [N.d.A.]) consistente nel fare tutti i lavori domestici, ivi compresa la cucina, e sorveglianza dei bambini. Vitto ed alloggio gratuito, un giorno e mezzo libero ogni settimana e 28 giorni di ferie annuali, assicurazione sanitaria, per infortuni e responsabilità civile a carico del datore di lavoro. Ed il tutto per:

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260 (duecentosessanta)

Euro al Mese.

                E la gente fa la fila per questi posti.

Ma non sono marocchine, cingalesi, albanesi o rumene. Sono fior di laureati con il dottorato di ricerca e master conseguiti in una Patria martirizzata dagli esiti esasperati ed esasperanti della implosione della “società dei diritti“. Per garantire i “diritti precostituiti” che la generazione che li ha preceduti si è arrogata, e che tuttora se li gode alla grande, i giovani sono costretti ad emigrare e la fame li obbliga ad accettare condizioni del genere, benedicendo il cielo di aver superato una severa prova di selezione.

Il caso personale.

La Frankfurter Allgemeine riporta ieri il caso del dr. Víctor Marí Cervera.

D. Signor Víctor Cervera Marí, che cosa sei venuto a fare qui in Germania?

R. La crisi in Spagna. Ho studiato biologia con specializzazione in biochimica a Valencia e stavo lavorando come ricercatore. Ma a causa della crisi, non c’erano posti di lavoro nei laboratori scientifici o delle imprese.

D. E poi, sei arrivato qui per lavorare come au pair?

D. No, ho conseguito un master per insegnare biologia e chimica. Ma non ci sono più posti liberi per insegnanti in Spagna. Non c’era nessuna possibilità per me, anche se ho una buona votazione. Le uniche cose che mi avrebbe potuto aiutare sarebbero state delle raccomandazioni. Ma non ne ho.

D. Ma non aveva avuto modo di sapere che la situazione sarebbe stata così grama quando ha iniziato il master?

D. Non sembrava essere la situazione per gli insegnanti. Le scuole in Spagna mancano di insegnanti di biologia. E negli ultimi anni sono stati ancora assunti.

D. Quando ti è venuta l’idea di scappare?

D. Subito dopo la laurea. Lasciare la Spagna per imparare una lingua. Avrei dovuto aspettare un anno perché mi avevano prospettato un assegno di ricerca. Ma ero certo che volevo andare via. Ho 26 anni e non voglio perdere altro tempo.

D. E come ti senti tu, che sei un accademico, a sentirti equiparato ad una au pair?

R. Volevo trovare un modo per imparare la lingua, poi, magari, farò un concorso in Germania come insegnante o in laboratori di ricerca.

D. Non percepisci che il lavoro come au pair è sotto la tua dignità?

R. Ma, naturalmente sì. Ma poi arriverò a conoscere qualcuno qui in Germania, quindi evito il problema per ora. Ho avuto un po’ di vergogna all’inizio. Ma io vedo la “ragazza alla pari” come un trampolino di lancio per imparare la lingua e trovare lavoro. Mi piace anche il lavoro. Ha molto a che fare con l’educazione. Amo l’educazione. Il lavoro è una buona preparazione per la professione di insegnante.

D. Hai già fatto qualche domanda per le scuole?

R. Sì, e non sembra andar male. Sono d’accordo con la famiglia che mi ospita che potrei andarmene, se trovassi un buon lavoro. La famiglia che mi ospita può ottenere rapidamente un sostituto, penso, anche tra le masse di studiosi spagnoli.

D: Perché?

R. Quando la signora che mi ospita stava cercando qualcuno, mise un’offerta su un sito web internazionale au pair ed ottenne rapidamente 30 richieste provenienti dalla Spagna: avvocati, architetti, ingegneri.

….

Considerazioni.

Questa é la situazione. E’ inutile cercare di non vederla. Questo posto da 260 Euro al mese era ambito da trenta laureati: architetti, avvocati, ingegneri disposti a fare la “ragazza alla pari” pur di sopravvivere, di cercare di non morire di inedia edi fame.

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Ci sono persone che hanno capito l’aria che tira e cercano di darsi da fare, anche per 260 Euro al mese. Ce ne sono altre che invece rimangono a marcire a casa, senza far nulla, in attesa di chissà cosa. Forse hanno ancora la pancia troppo piena.

Però adesso si ripropone in modo sempre più drammatico questo quesito:

Risponde a giustizia che la nuova generazione subisca questo trattamento, perché

chi gode di stipendio statale o di pensione ha un “diritto precostituito”?

 

Ma esistono i “diritti precostituiti”?

 

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Ma che razza di padri siamo a trattare così i nostri figli?

 

 

* Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2012/04/la-nuova-grande-depressione-in-germania-coda-per-posti-full-time-a-260-euromese-presto-in-italia.html

 

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Mostrati 6 commenti
  • Fabio
    Rispondi

    padri (e zii, nonni, cognati, cugini o anche solo paesani e conoscenti) impiegati pubblici, ministeriali, regionali, comunali, assunti dalle forze armate di terra, cielo e mare, di polizia, carabinieri, nella guardia di finanza, nelle accademie d’ogni arma…..
    chi è riuscito a garantirsi uno stipendio (ben diverso dal posto di Lavoro!) da parassita non lo mollerà mai. Sanno bene che è questione di vita o di morte.
    Al massimo, dicono, se muoio io allora che si muoia TUTTI !!
    …e parlano davvero sul serio.

  • luca
    Rispondi

    260 euro+vitto+alloggio+scuola di lingue+trasporti pubblici+assicurazione sanitaria, non mi sembra affatto scandaloso, tutt’altro. Il problema non e’ il trattamento, del tutto accettabile, e’ che in Spagna e in Italia e altri Paesi ci siano fior di laureati, costati tantissimo allo Stato, che non riescono ad avere un lavoro in cui utilizzare le loro conoscenze, indipendentemente dai loro meriti.

    • Roberto
      Rispondi

      E quali “meriti” o “conoscenze” avrebbero accumulato i laureati italiani?

      Nel mondo reale, quello in cui non prendi un posto da parassita nello stato o nel parastato, gli studenti che vengono fuori dalle università italiane, sia tecniche che umanistiche, possono al massimo fare le ragazze alla pari a 260 euro al mese.

  • daniele
    Rispondi

    Penso che ormai..siamo davvero alla frutta anzi direi al AMMAZZA CAFFE’..è UN DISASTRO QUESTA EUROPA DEI BANCHIERI DI MERDA…..per me finiremo per ammazzarci a vicenda se nn ci daremo una svegliata!
    Beh..ormai sappiamo alla grande che chi ha un posto statale si puo’ permettere il lusso di far quel cazzo che vuole!
    Cmq vedo che stiam andando bene…..di male in peggio!

  • gigante
    Rispondi

    il prof. mela, che era statale quando effettivamente gli statali erano dei parassiti (cioè 20 anni fa) scopre l’acqua calda. i ragazzi alla pari (anzi, le ragazze) hanno sempre preso una miseria. SEMPRE. talvolta manco venivano pagati. E’ dura sostenere l’insostenibile, ma l’ideologia anacronistica e antistatale di Mela ci riesce

  • paolo lucchese
    Rispondi

    diffondete

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