In Economia, Esteri, Libertarismo

Oggi ce ne andiamo in India. E’ uno scherzo? No, dato che i Keynesiani sono partiti all’arrembaggio. Questa la passerella d’abbordaggioLa risposta della banca centrale Indiana: taglio dei tassi d’interesseLeggendo l’articolo del New York Timesscopriamo come le banche gestite dallo stato (ohibò!) siano finite in un “campo minato” a causa dei cattivi prestiti che hanno concesso. Cosa ci si doveva aspettare da chi credeva di poter direzionare a proprio piacimento l’economia attraverso il giudizio buroratico? L’idea che una persona dietro una scrivania possa conoscere “meglio” le dinamiche di mercato è semplicemente ridicola, ma questo è quello che “passa il convento” in India. Ed ora la soluzione implementata è “più della stessa cosa”. I paesi BRIC sono un fuoco di paglia, bruceranno, faranno un grande falò ed infine si spegneranno. E’ questo il destino inevitabile dei sistemi gestiti centralmente. Il problema è: a che prezzo? La strada imboccata dall’India, come quella imboccata dalla Cina, per risolvere i guai economici condurrà solamente ad un crash più doloroso. L’unico antidoto a questa follia è spiegare come la libertà sia lo scudo contro gl iabusi pubblici e mercantilisti; ma, soprattutto, che l’azione umana è di gran lunga una strada più prefereibile di qualcosa imposto centralmente da burocrati e banchieri centrali. Non è mai troppo tardi per seguire la via tracciata da madame libertà.
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di Shanmuganathan “Shan” Nagasundaram

Nel film thriller Il Codice Da Vinci, Silas l’albino è alla ricerca della chiave di volta e, dalla confessione di quattro sénéchaux circa la sua posizione, visita la chiesa di Saint Sulpice a Parigi per recuperarla. Tuttavia, dopo aver scavato nel punto indicato, tutto ciò che trova è una pietra con la scritta “Giobbe 38:11.” Una suora spiega il simbolismo: “Tu sei arrivato fin qui, ma non andrai oltre”, indicando che Silas aveva raggiunto la fine della strada nel suo tentativo di trovare la chiave di volta.

Proprio come Silas, i membri del think tank economico Indiano si perdono in termini di quello che deve essere fatto.[1] Mentre nel Codice Da Vinci l’inganno elaborato era un progetto esplicito dei quattro sénéchaux per salvaguardare la chiave di volta, nello scenario Indiano il problema sta tra le orecchie del think-tank ed è stato messo in atto decenni fà da John Maynard Keynes. Operando forse con la più altruista delle intenzioni, il pensiero economico Keynesiano è stato e continuerà ad essere lo scoglio del nostro progresso. A meno che non si possa disimparare la “stregoneria” Keynesiana per capire il capitalismo (cioè, il libero mercato come inteso dall’economia Austriaca), il progresso sarà arrestato, se ancora ci sarà.

A questo punto, il lettore potrebbe legittimamente porre la domanda: “Come ha fatto, quindi, lo stesso think-thank ad architettare le riforme del 1990-2010?” La risposta è abbastanza semplice: tutto quello a cui siamo andati incontro è stata una transizione da un’economia quasi comunista (definita come proprietà statale della produzione) verso un’economia quasi fascista (in cui la proprietà della produzione è privata, ma lo stato pianifica e controlla i mezzi di di produzione).[2] Tale transizione è stata intellettualmente coerente con le convinzioni Keynesiane del team promotore della riforma e quindi non è stata difficile da implementare. Anche questo movimento limitato verso un “libero mercato” ha dato all’economia Indiana enormi ricompense in termini di crescita e riduzione della povertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nonostante gli evidenti vantaggi della liberalizzazione, l’India continua a pianificare centralmente l’economia e ad indulgere in vari schemi socialisti. Mentre gli impulsi politici della politica democratica potrebbero essere parte del problema, il blocco vero e proprio risiede nella pensiero economico retrogado. Qui di seguito vengono riportati alcuni problemi in cui l’ideologia fallace sta influenzando il progresso.

Verità Economiche Le Convinzioni Fallaci Socialiste/Keynesiane  Impulsi della Politica Democratica
 
NREGA (National Rural Employment Guarantee Act) Programma che assicura occupazione per un membro a famiglia nelle aree rurali. 
Il NREGA intralcia la crescita e la produzione deviando lontano capitali/manodopera scarsi dalle attività produttive. Lo stato può manipolare l’economia e promuovere la produzione.
Le persone vengono pagate con salari al di sopra del mercato per non far niente con perdite condivise dai funzionari che le implementano.
Investimento Diretto Estero nel Settore della Vendita al Dettaglio Multimarca — Il piano per autorizzare l’IDE nella vendita al dettaglio che permetterebbe a soggetti simili al Walmart di operare in India è stato accantonato. 
Ostacolare la tecnologia moderna intralcia la crescita economica. Ciò incoraggia solamente una manciata di attori privati a danno della nazione.
La sindrome delle tecnologie inutili e la paura fuori luogo delle compagnie multinazionali risulta vincente per i negozi piccoli.
I piccoli negozianti inefficienti e gli intermediari godono della generosità creata dal governo.
Allocazione dei Fondi al Settore Agricolo
L’allocazione dei fondi non garantisce una buona diffusione, ed invariabilmente il risultato lascia molto a desiderare. Peggio ancora, ciò permette alle compagnie corrotte di guadagnare quote di mercato a spese di quelle oneste.
Il governo dovrebbe pianificare attivamente per migliorare la produttività e promuovere la meccanizzazione attraverso i sussidi.
I contadini poveri ottengono “qualcosa” gratuitamente. Alle compagnie che implementano i progetti vengono garantiti profitti dal sistema.

Ho riportato tre esempi per spiegare come l’interferenza del governo inibisca l’attività economica ed incoraggi le inefficienze. I beneficiari del sistema economico attuale sono le imprese che possono prosperare nell’ambito del sistema corrotto ed i cittadini destinatari delle sovvenzioni. Questo avviene a scapito di un deprezzamento della moneta e chi si sobbarca il peso di queste politiche è la grande classe media Indiana.

Salvare il Paese dal Keynesiani

Dati i problemi futuri in termini di sconvolgimenti nell’economia globale, la cosa giusta da fare per il governo sarebbe quella di liberare il capitale, ridurre la spesa (il che abbasserà le tasse e l’inflazione) e ridurre drasticamente il suo coinvolgimento nelle attività economiche consentendo alle forze competitive di decidere i risultati di mercato. Naturalmente, ci sarebbero interessi che protesterebbero contro questi cambiamenti: le imprese che beneficiano oggi dalle politiche governative ed i cittadini che fruiscono dei sussidi Keynesiani.

Mentre ci sarebbero degli impedimenti al tale realizzazione, come già citato, il blocco più grande consiste nella comprensione da parte del team economico del motivo per cui quanto detto qui sopra sia la cosa giusta da fare. Per una team che ha dato sfoggio della legge NREGA come fiore all’occhiello, che indulge nel controllo dei prezzi come un modo per gestire l’inflazione, che ha lodato i ministri per aver presentato bilanci socialisti (ad esempio: il preventivo ferroviario, dove le tariffe passeggeri non sono state rivedute negli ultimi otto anni a causa del deficit crescente, e si è registrato un aumento nominale nel 2012), il vero ostacolo è la cecità intellettuale. Con l’iperbole ripetuta nei media mainstream secondo cui il Primo Ministro Indiano Dr. Manmohan Singh è un “brillante economista”, e dato che egli si è circondato di consiglieri che sono essenzialmente degli economisti Keynesiani, la salvezza è davvero un lumicino.

 

*traduzione di Johnny Cloaca

 

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  • Peter
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    Le teorie Keynesiane sono come le teorie di fisica nucleare, poi l’uomo inventa la bomba nucleare e distrugge, ma non e’ certo colpa della fisica nucleare.

    Inoltre le teorie Keynesiane in India sono lungi dall’essere applicate (mi chiedo se l’autore dell’articolo sappia di cosa stia parlando, e se sappia cosa sia la moneta moderna).

    Ma quello che e’ sconvolgente e’ che l’autore OGGI sostiene che la piaga del mondo moderno sono le teorie keynesiane? E che il liberalismo e le multinazionali sono la soluzione?? Beh questo e’ vaneggiamento puro, mi chiedo se io e l’autore di questo articolo viviamo sullo stesso pianeta! Hello! Qui pianeta terra come va li nella vostra lontana galassia?? Come? Dice che le teorie Keynesiane sono applicate su scala planetaria e non funzionano e provocano una crisi globale? Come? Dite che pensate di applicare il liberalismo all'”Austriaca” e il capitalismo per risolvere i problemi del mondo?…Strano questi abitanti di un’altra galassia devono avere la testa per camminare e i piedi per pensare, si dice anche che non abbiano occhi per guardare e orecchie per sentire quello che e’ intorno a loro, si dice che si orientino con la fantasia…

  • CARLO BUTTI
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    Sarò cieco e sordo e probabilmente anche imbecille (l’età avanza, purtroppo), ma io a questo mondo vedo massicci interventi pubblici nel sistema economico e finanziario, banche centrali che sono tutte pappa e ciccia con i governi, cattedre universitarie da cui pontificano nipotini e pronipotini di Keynes. Dove sono i “liberisti selvaggi”? Dov’è il libero mercato senza regole, che i cantori delle “magnifiche sorti e progressive” non si stancano di marchiare a fuoco? Del libero mercato come lo intendiamo noi libertari “austriaci” si può dire quel che della democrazia il grande Carlo Porta faceva proclamare a un suo personaggio:”Dove set ?Cossa fet? No t’hoo mai vista!”(Paricc penser bislacch d’on meneghin republican, strofa I, v.9)
    :

  • Peter
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    Nipotini e pronipotini di Keynes nelle cattedre universitarie? In Italia? Negli USA??? In UK? E io che pensavo che in Italia ci fossero nipoti, pronipoti e figli di emeriti ignoranti a detenere cattedre in economia ecc, e che Keynes salvo rare eccezioni fosse ormai dimenticato e sepolto. Banche centrali pappa e ciccia con i governi? Quali governi? ahh forse si parla dell’accrocchio di figuri e marionette con la cultura e la fermezza di bambini di 5 anni o con la malafede di demoni e con la propensione a piegarsi a 90 al primo sentore di potere economico (“liberisti”) sull’orizzonte? Sodoma gli faceva un baffo ai governi europei. “Dove sono i liberisti selvaggi”??!Ho capito va’ forse deve essere la frustrazione di non far parte di quei liberisti selvaggi a rendere cechi. Ero sicuro che ci fosse gente non ancora soddisfatta del livello di neoliberismo dilagante sul pianeta e di tutte le nefaste conseguenze, ma che addirittura ci fosse chi ne nega l’esistenza, beh senza parole, l’umanita’ moderna e’ all’ atroce apice del “io faccio quel che cacchio mi pare, il resto si fotta non e’ affar mio”, ma evidentemente non basta, l’apice non e’ ancora raggiunto. Io sono sinceramente stanco, che sia ultraliberismo, e finiamolo di distruggere questo mondo, anzi tramutiamolo in una giungla, via senza piu’ regole, ne umane, ne civili, il piu’ furbo, il piu’ spietato, il piu’ forte sopravvive, gli altri possono anche diventare schiavi (consapevoli o non), non disperare ormai siamo a buon punto. D’altronde un insieme di bestie quali siamo non puo’ fare altro che generare regole bestiali, appunto quelle della giungla. Altro che teorie Keynesiane e “liberismo austriaco” sono 10000 anni che ci sono le stesse regole, solo ci piace chiamarle con nomi diversi e idealizzarle. Qui giriamo intorno allo stesso problema da sempre, che non e’ una teoria o l’altra o ancora un’altra idea, il problema e’ l’uomo in se e la sua natura, senza capire questo ed esserne consapevoli non ci sposteremo di un solo millimetro da dove siamo.

    • CARLO BUTTI
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      Caro Peter, ho capito poco della Sua replica, però ci tengo a precisare che sono senz’altro cieco(ho l’occhio sinistro ridotto a mal partito e ho subito molti anni fa un’operazione alla retina dell’occhio destro), ma non sono nato nella Repubblica Ceca

  • Peter
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    beh! In bocca a lupo per la vista allora, voglia mai un miracolo possa farla ritornare intatta e perfetta…come prima? Comunque, “la proprieta’ e’ un diritto naturale” , “le tasse sono un furto”, io aggiungerei “le costruzioni lego sono mie mie mie”, “le caramelle non le divido con nessuno, me le sono guadagnate col sudore della fronte” …mi sa che il tutto non sia ridotto solo alla cattiva vista.

  • maschile individuale
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    non è che le banche private occidentali abbiamo concessi prestisti con furbuzia finora.
    comunque io questo fuoco di paglia dei bric non lo vedo.
    almeno per quanto riguarda il brasile.

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