In Economia, Esteri

Prima di cimentarci nell’analisi delle pagliacciate dello zio Ben, un’occhiata rapida all’Europa. Ieri lo zio Mario ha annunciato che manterrà i tassi d’interesse dell’area euro invariati, ad un minimo storico: 1%. I tassi di deposito resteranno allo 0.25%. Inoltre quello che salta all’occhio dell’articolo è questo passaggio: “E ora il direttorio della BCE è andato a riunirsi in Spagna.” Qualcuno ha bisogno ancora di coriandoli colorati, indovinate chi? Ma certo, nonostante lo zio Mario continui a dire che la Spagna non riceverà aiuti, questa continua a ricevere vagonate di cartaccia svolazzante dalla BCE. L’economia Spagnola sta rallentando e la disoccupazione è rampante, quindi la BCE sarà costretta a sostenere questo zombie come ha fatto in maniera crescente nei mesi passatiC’è un secondo problema: gli investitori non credono nella capacità Spagnola di ripagare il proprio debito quindi attuano una silenziosa corsa agli sportelli della nazione in modo da salvaguardare il loro capitale investito nei bond di questo paese. Come? Non rinnovano i prestiti maturatiCiò costringe le banche nazionali a riempirsi ancora di più di monnezza obbligazionaria governativa e ad esporsi ad un rischio sempre maggioreE che fa lo zio Mario? Continua a divertirsi lanciando coriandoli colorati. Un Grande Default ed un’inflazione nei prezzi rampante aspettano alla fine della strada, quando il barattolo dello zio Ben e dello zio Mario diventerà troppo grande da calciare.
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DI GARY NORTH

La posizione di Ben Bernanke come Presidente del Consiglio dei Governatori terminerà il 31 Gennaio 2014. Ora è in una corsa contro il tempo.

  1. L’economia Americana ricadrà in recessione prima di allora, negando in tal modo la triplicazione della base monetaria sotto la sua presidenza? Riuscirà ad andarsene prima che l’inflazione di massa alzi la sua brutta testa?
  2. Sarà in grado di passare la Vecchia Zitella dell’inflazione nei prezzi, nel modo in cui Alan Greenspan ha passato a lui la Vecchia Zitella della Grande Recessione?

Ha una responsabilità importante: è un accademico. Nella storia della Federal Reserve, solo tre uomini che hanno ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei Governatori hanno avuto un dottorato in economia.

ECONOMISTI ACCADEMICI AL TIMONE

Uno era Arthur Burns, che ha servito sotto Nixon, e quindi ha presieduto la distruzione del gold exchange standard, e che ha lanciato la fase peggiore d’inflazione nei prezzi nella storia Americana in tempo di pace.

Il secondo era Alan Greenspan. Non era conosciuto come Dr. Greenspan, il che è un bene, perché le condizioni in cui ha ricevuto il dottorato di ricerca sono rimaste nebulose per anni. Non è mai stata rilasciata la sua tesi di dottorato. E’ circolata una versione trafugata, e la cosa è poco più di una serie di articoli. Non ha nulla di simile al carattere accademico di una tesi di dottorato.

Ben Bernanke è il terzo. Era un professore di economia alla Princeton University. Si tratta di un’università importante. Non c’è dubbio che egli ha forti credenziali accademiche. Le sue credenziali accademiche sono superiori a tutte le credenziali detenute dai precedenti presidenti della Federal Reserve. Questo è il motivo per cui è un bersaglio facile.

Il problema di Bernanke è che gli economisti accademici sono protetti per mandato dalle realtà dei mercati dei capitali. Nessuno può licenziarli. Non sono ritenuti responsabili per qualsiasi cosa dicano. Hanno controllo sul processo di classificazione. Gli studenti non ribattono ai loro discorsi. Se un altro economista li sfida, l’altro economista sta scrivendo in qualche rivista oscura, e il pubblico non ha alcun interesse nel dibattito. Così, i dibattiti tra gli economisti si svolgono in un mondo rarefatto in cui la realtà economica raramente si intromette. Quando si intromette, di solito lo fa a spese delle teorie che vengono offerte nelle riviste accademiche normali.

Greenspan non ha mai insegnato in una università. Non era assolutamente un accademico. Questo gli è stato d’aiuto. Era famoso per il suo “Greenspeak”. Lo ha ammesso sulla televisione nazionale mentre era in carica. Il pubblico pensava che questo fosse divertente. Ovviamente, anche lui. Il Congresso, ufficialmente responsabile della Federal Reserve, non lo sfidò. Ha ottenuto un giro gratis.

Bernanke cerca di sfuggire alle critiche in tre modi quando parla pubblicamente:

  1. revisionare a lungo la recente storia finanziaria, anche se tutto il pubblico già conosce questa storia;
  2. aggiungere note a piè pagina per annoiare i suoi critici accademici;
  3. accusare lievemente il Congresso per i suoi deficit, sul presupposto che il Congresso non fa nulla per equilibrare il bilancio, e quindi la FED (e Bernanke) sfuggirà alla colpa quando il castello delle carte di credito alla fine crollerà.

Agli economisti accademici non dovrebbe essere consentito nemmeno di stare vicino al potere politico. Eppure non c’è responsabilità tra le politiche nel campo economico che sia più cruciale per l’economia stessa di una responsabilità di spicco presso la banca centrale della nazione. Di tutti i luoghi in cui non si desidera che un uomo con un dottorato di ricerca presieda quell’istituto, la banca centrale è tale istituzione.

GLI SVANTAGGI DI BERNANKE

Bernanke andò al potere nel Febbraio 2006, dopo il mandato del presidente della Federal Reserve più famoso di sempre. Nemmeno Paul Volcker fu famoso come Greenspan, perché Volcker servì per un termine più breve. Se ne andò prima che le notizie via cavo sarebbero diventate dominanti. Non esistevano canali di notizie finanziarie. Non c’era YouTube.

Ho detto fin dall’inizio del suo mandato che la recessione avrebbe colpito sotto l’amministrazione di Bernanke, e così è accaduto. Alla fine dell’Aprile 2006, ho scritto questo:

La Federal Reserve deve camminare sul filo del rasoio tra l’inflazione nei prezzi da un lato, che eleverà i tassi di interesse a lungo termine ed i tassi ipotecari, minacciando di far scoppiare la bolla immobiliare, ed una recessione dall’altro. La curva dei rendimenti si è quasi invertita nei primi di Aprile, 2006. Questo è il presagio tradizionale di una recessione. Ciò metterebbe a repentaglio la bolla immobiliare. . . .

L’espansione della massa monetaria degli Stati Uniti, a partire dalla fine del 2000, ha creato la bolla del mercato immobiliare. Il modo per impedire all’oro di salire, oltre che venderne in grandi quantità, è quello di stabilizzare l’offerta di moneta. La FED ha praticamente iniziato a seguire questa politica, nel Gennaio 2006. Ma se questa politica viene estesa, il boom indotto dal denaro fiat iniziato nel 2001 lascerà spazio al bust. Bernanke deve trovare un modo per sfuggire alla trappola che Alan Greenspan ha lasciato al suo successore. Può riuscirci, ma solo a spese di una grave recessione. In un anno di elezioni per il Congresso, vi è pressione sulla FED affinché ciò non accada. . . .

LA FED NON OSA STABILIZZARE IL DENARO

La FED non stabilizzerà l’offerta di moneta per molto tempo. Bernanke è famoso per il suo discorso in cui ha paragonato la FED ad un elicottero pieno di soldi di carta. Sta cercando di superare questo errore con la ristrettezza monetaria. Ma il risultato di una politica monetaria restrittiva sarà una recessione. Poi ci sarà una depressione. Lui lo sa. Ha acclamato Milton Friedman per aver detto agli economisti nel 1963 che sono state le politiche deflazionistiche della FED che hanno prodotto la grande depressione.

La Scuola Austriaca mi ha detto che il tentativo di Greenspan di ridurre l’espansione della massa monetaria avrebbe alla fine prodotto una recessione. Se n’è andato in tempo. E’ stato sostituito da un accademico che non ha capito l’economia Austriaca, e che non ha la minima idea di quello che stava per colpire l’economia. Nessun presidente della Federal Reserve è stato completamente colto di sorpresa dall’economia come lo è stato Ben Bernanke nel 2008.

Bernanke è il primo Presidente della Federal Reserve a ricevere numerose critiche da parte del pubblico. La ragione principale di ciò è stato Ron Paul. L’altro motivo lo si ritrova nei video di YouTube prodotti da persone con un punto di vista in linea con la Scuola Austriaca. Peter Schiff ha avuto molto successo in questo senso.

La Federal Reserve è ora sotto attacco. Non è un attacco diretto al governo. È più come una guerriglia. La Federal Reserve è il bersaglio dei cecchini, che sono adeguatamente informati sulla teoria economica e sulla politica. E’ anche il bersaglio dei cecchini che non sono ben informati, ma che sono veramente arrabbiati per lo stato dell’economia. La Federal Reserve ama proporsi come il fulcro della politica economica, quindi si prende la colpa per questa economia.

Bernanke è un Keynesiano. Ciò significa che in realtà non capisce come funziona l’economia. Peggio ancora, ha costruito la sua reputazione come un esperto della Grande Depressione. Ciò significa che egli è un economista pro-Roosevelt, pro-inflazione, pro-governo, pro-regolamentazione. Penso che ci sia una possibilità pari a zero che egli riconoscerà l’imminenza della prossima crisi. Non ha riconosciuto l’ultima, quindi non c’è ragione di credere che possa riconoscere la prossima.

Essendo un economista accademico, non sa come comportarsi verbalmente nel mondo altamente competitivo della retorica politica. Ha avuto vita facile in tutta la sua carriera. Non è mai stato costretto ad interagire sia con il mercato sia con gli economisti Austriaci.

Non può comunicare le sue idee, perché il Keynesismo è incoerente. Non sto esagerando. Se avete letto il famoso libro di John Maynard Keynes, Teoria Generale dell’Occupazione, dell’Interesse e della Moneta (1936), capirete fino a che punto era assolutamente incoerente in quel libro. Questo è in contrasto con la maggior parte dei suoi altri libri. Era uno scrittore molto chiaro quando voleva esserlo, così potete essere sicuri che ogni volta che leggerete dichiarazioni incoerenti in qualsiasi cosa scritta da Keynes, era perché stava cercando di coprire il fatto che egli non capiva causa ed effetto in economia.

Il suo discepolo un accolito, Paul Samuelson, era altrettanto incoerente nel suo Foundations of Economic Analysis. Samuelson si nascose dietro formule matematiche, in modo che il lettore medio non riuscisse a capire. Né la maggior parte dei suoi colleghi accademici. Il libro inizia con queste parole:

L’esistenza di analogie tra le funzioni centrali di varie teorie implica l’esistenza di una teoria generale che è alla base delle teorie particolari e le unifica in relazione a tali funzioni centrali. Questo principio fondamentale di generalizzazione per astrazione è stato enunciato dall’eminente matematico Americano E. H. Moore più di trenta anni fa. Lo scopo delle pagine che seguono è capire le sue implicazioni per l’economia teorica ed applicata.

Da qui in poi è andato in discesa. Se l’è cavata. Nei dipartimenti di economia, questo detto di facoltà è vero sin da allora: “Nessuno è mai stato licenziato per aver assegnato Economics di Samuelson, o per non aver letto Foundations of Economic Analysis.”

Questi accademici di ruolo pensano che l’incoerenza sia un vantaggio. Credono di potersi nascondere dietro equazioni e verbosità per proteggersi dalle realtà della logica e del libero mercato. Lo hanno fatto per tutta la vita, e sono completamente indifesi quando si tratta di rendere chiaro ciò di cui stanno parlando, e di essere abbastanza convincenti per essere creduti. In questi giorni ricevono un sacco di critiche da parte di persone che sono chiare, che hanno una comprensione di causa-effetto economica, e sono in grado di indicare la loro posizione in modo tale che gli elettori possano capire di cosa stanno parlando. Questo è il motivo per cui Ron Paul ha inflitto tanti danni alla Federal Reserve. La gente può capire di cosa sta parlando.

Bernanke è del tutto indifeso. Presumo che sia abbastanza intelligente da sapere che è stato battuto da Ron Paul. O forse non è così intelligente. Forse è stato protetto dal mondo accademico per così tanto tempo che pensa che le opinioni espresse dagli elettori sono irrilevanti, e perciò non ha bisogno di confrontarsi con esse. Ciò castigherà i suoi sforzi quando l’economia si rivolterà contro di lui.

UNA NUOVA ERA DI CONTROLLO PUBBLICO

Viviamo in un tempo in cui i fallimenti del governo stanno diventando evidenti ad una minoranza crescente di elettori. La Federal Reserve è al centro di questi fallimenti. Essa controlla l’istituto centrale, ovvero il settore bancario, ovvero il denaro. I suoi errori sono amplificati in tutta l’economia. I suoi errori sono molti. Questi errori non possono più essere nascosti agli elettori intelligenti.

Gli elettori hanno ricevuto una soffiata da Ron Paul e da YouTube sul fatto che Bernanke ha i piedi d’argilla. Non sono più impressionati dalla sua cortina fumogena accademica. Le sue note a pié pagina, che sono il suo vano tentativo di indossare un giubbotto anti-proiettile, non svolgono più questo compito. Non sa dove nascondersi in caso di crisi.

Se vi ricordate cosa è successo alla fine del 2008, era quasi invisibile. Beh, non proprio invisibile, ma impercettibile. Hank Paulson parlò per entrambi. Paulson capiva il confronto e la retorica. Sapeva come agire come se sapesse di cosa stesse parlando, in realtà no, ma almeno ne dava l’impressione. Ingannò il Congresso, il che non è così difficile per qualcuno che dà l’impressione di sapere di cosa stia parlando. Paul Volcker ed Alan Greenspan ci sono riusciti per anni.

Al contrario, Bernanke era come un timido topo in un angolo, ed i mercati dei capitali erano il gatto. Sapeva che stava per essere mangiato vivo. Si nascose dietro Hank Paulson. Non mostrò alcuna iniziativa, nessun segno di fiducia in se stesso, né la consapevolezza di come comportarsi nel bel mezzo di una crisi che avevano creato le sue politiche. Lui era da incolpare, nella misura in cui ha ereditato il disastro lasciato da Alan Greenspan. E’ rimasto con la granata in mano, e ha fatto tutto il possibile per rendersi invisibile.

Questo silenzio di fronte all’incombente catastrofe non funzionerà mai più. Se c’è un’altra crisi, il Congresso urlerà per avere la sua testa. Così anche la popolazione. Certo, i media mainstream probabilmente si tratterranno, perché la Federal Reserve è il cuore, mente ed anima del meccanismo di controllo che l’Establishment ha sull’economia. I media daranno sempre vita facile al presidente della Federal Reserve. Ma non credo che i media incerti saranno in grado di proteggerlo la prossima volta.

CONCLUSIONE

Bernanke può farla franca quando lascerà l’incarico nei primi mesi del 2014. Forse l’economia non sarà in crisi. Forse può passare la Vecchia Zitella, come Greenspan ha fatto con lui. Ma questa è la sua unica speranza.

* Link all’originale: http://johnnycloaca.blogspot.it/2012/05/la-corsa-contro-il-tempo-di-bernanke.html

Traduzione di Johnny Cloaca

 

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