In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Mi candido a fare il ministro dell’Economia in un governo guidato da Angelino Alfano.” (S. Berlusconi)

Sarà forse il caldo particolarmente intenso di questi giorni, ma da qualche tempo Silvio Berlusconi ha interrotto il silenzio durato alcuni mesi e ha tornato ad avere un’incontinenza verbale degna dei tempi migliori (o peggiori, a seconda dei punti di vista).

Tra le ultime dichiarazioni, quella della sua autocandidatura a fare il ministro dell’Economia in un ipotetico (ancorché improbabile, almeno per la prossima legislatura) governo guidato da Angelino Alfano mi ha incuriosito più di altre.

Come è noto, Berlusconi è amico di lunga data di Vladimir Putin, che ospita e del quale è ospite spesso e volentieri. Berlusconi ha sempre dimostrato una malcelata invidia nei confronti dei vasti poteri dell’amico Vladimir, il quale è passato dalla presidenza della Federazione russa alla poltrona di primo ministro, salvo poi farsi rieleggere alla presidenza, in modo tale da perpetuare nel tempo la propria posizione al comando della Russia.

Credo sia appena il caso di ricordare che quando Putin è presidente, comanda il presidente; quando è primo ministro, comanda il primo ministro.

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Non rassegnandosi a lasciare la scena politica ed essendo inadatto a restare confinato nel ruolo di padre nobile (i detrattori direbbero ignobile) del partito da lui fondato, Berlusconi deve aver pensato a come fare per adattare all’Italia il modello dell’amico Putin. Essendo alquanto improbabile una sua nomina alla presidenza della Repubblica, l’alternativa migliore deve essergli sembrata quella di fare il ministro dell’Economia, che è, di fatto, più potente del presidente del Consiglio, come lui stesso ha sperimentato quando era premier e al ministero di via XX Settembre c’era Tremonti. A maggior ragione la cosa si ripeterebbe se a palazzo Chigi ci fosse Alfano e Berlusconi fosse ministro dell’Economia.

Considerando i deludenti risultati della non breve esperienza al governo dell’Italia e le recenti ipotesi di soluzione dei problemi del Paese mediante ripristino della stampa in proprio di moneta anziché mettendo finalmente a dieta lo Stato, spero che l’autocandidatura rimanga tale.

Magari, se proprio vuole ogni tanto cambiare ruolo, potrebbe alternarsi con Galliani facendo il presidente e l’amministratore delegato del Milan.

 

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Comments
  • FrancescoPD
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    Non è Berlusconi si Berlusconi no, è l’intero arco costituzionale che è marcio, è un’accozzaglia di malati di stato, di asociali e di dissociati dalla realtà, un recinto di casi clinici che saranno studiati a lungo.

    Con l’introduzione della SCHIAVITU’ CHE QUELL’INQUALIFICABILE (*) DI MONTI HA FIRMATO 29 giugno, nessuno ha parlato, questi o non hanno capito cosa è andato a fare in Europa, o sono semplicemente dei malati di mente che per salvare se stessi hanno messo alla schiavitù per i prossimi 20 anni un popolo di addormentati di 60 milioni di pecore.

    (*) Uso il termine “inqualificabile”, quello corretto sarebbe ben altro a descrivere il soggetto!!

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