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libertà oro monetaDI MATTEO CORSINI

“Nei tempi difficili spuntano sempre gli auguri e i profeti e i millenaristi spacciatori di ricette miracolose e il ritorno dell’oro come ancora del sistema monetario internazionale è una di quelle… L’oro sembra soffrire di una sindrome schizoide di personalità multiple.” (F. Galimberti)

Fabrizio Galimberti è tra coloro che considerano l’oro come un “barbaro relitto”, secondo la sprezzante sentenza emessa da Keynes. Quando le sue quotazioni espresse in moneta fiat aumentano, costoro soffrono terribilmente e lanciano grida di allarme, mettendo in guardia i loro interlocutori dai rischi di bolle che peraltro non hanno mai visto, se non con il senno di poi, in altri asset. Quando, al contrario, le quotazioni espresse in moneta fiat flettono anche solo di poco, prefigurano crolli imminenti.

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Per dimostrare che l’oro non protegge chi lo detiene dalla crescita dei prezzi al consumo, selezionano accuratamente la serie storica a cui fare riferimento, e danno più o meno dei cialtroni a chi la pensa diversamente da loro.

Per di più, danno dei “millenaristi spacciatori di ricette miracolose” a coloro che auspicherebbero un ritorno al gold standard, senza, ovviamente, criticare nel merito tale posizione. Il che è tipico di chi parte da un preconcetto e non fa neppure lo sforzo di leggere una minima parte del voluminoso materiale a supporto del ritorno a una moneta sana.

Credo, tra l’altro, che non andrebbero confusi quelli che considerano l’oro semplicemente nella sua qualità di bene rifugio con quelli che vorrebbero un ritorno al gold standard. Ai primi non interessa necessariamente il dibattito su cosa la moneta dovrebbe essere e su come si potrebbe porre rimedio ai disastri provocati dagli attuali sistemi monetari. Si limitano a riconoscere che l’espansione della base monetaria e del credito/debito nei sistemi bancari a riserva frazionaria comportano una diminuzione del potere d’acquisto della moneta e tendenzialmente una rivalutazione dei beni reali – tra cui i metalli preziosi – se valutati in rapporto a quella moneta.

Chi, invece, vorrebbe un ritorno a sistemi monetari in cui la moneta, in quanto mezzo generale di scambio, sia quel bene che risulta essere il più negoziabile sulla base di un processo di mercato spontaneo, non si limita a considerare l’oro come una difesa dall’inflazione. Considera l’oro per la sua funzione monetaria svolta per secoli. Ovviamente non è detto che la moneta dovrebbe per forza essere aurea; in teoria potrebbe essere un altro bene a risultare il più utilizzato sul mercato come mezzo generale di scambio. Da questo punto di vista, penso che con “gold standard” oggi si possa intendere non solo il sistema monetario basato sull’oro in senso stretto, ma più in generale un “commodity standard”. Il punto fondamentale non è che come moneta si utilizzi l’oro, l’argento o un altro bene: ciò che conta è che si tratti di un bene prodotto in un regime di mercato concorrenziale e spontaneamente utilizzato come moneta. Un bene che ovviamente non sia riproducibile in quantità potenzialmente illimitata e a costo sostanzialmente nullo come attualmente avviene con i monopoli sull’emissione di moneta fiat concessi alle banche centrali e con il corso forzoso imposto per legge.

La produzione di moneta attualmente non si distingue dalla contraffazione.

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Per alcuni è sufficiente che una legge stabilisca che se la stessa cosa la fa il signor Rossi è contraffazione e se la fa una banca centrale non lo è; per altri, invece, quello che conta è la sostanza dell’azione, che non cambia al variare dell’agente.

Tacciare costoro di millenarismo non cambia la realtà dei fatti. Quanto alle ricette miracolose, nessun serio sostenitore di un ritorno al gold standard (o commodity standard) ritiene che ciò sarebbe semplice e indolore per tutti. Comporterebbe fallimenti a catena di molti soggetti, ma si tratta di un passaggio che non è rinviabile all’infinito, né eliminabile con altre massicce dosi di redistribuzione fiscale e/o inflattiva.

Pongo dunque un quesito: gli spacciatori di ricette miracolistiche sono quelli che vorrebbero una moneta sana e tolta dal monopolio statale delle banche centrali o piuttosto coloro che continuano ad alimentare l’illusione che dagli eccessi di debito resi possibili e incentivati dagli attuali sistemi monetari si possa uscire aumentando la dose di stimolo monetario?

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Showing 2 comments
  • Borderline Keroro
    Rispondi

    F. Galimberti scrive pro domo sua.
    Uno così, se l’economia fosse sana e la moneta onesta, non se la passerebbe troppo bene.
    Sai, raccogliere i pomodori è faticoso e non è che renda ricchi.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Millenarismo? Questa è gente che straparla, non conoscendo il significato dei termini che usa.

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