In Anti & Politica

DI FEDERICO PUNZI*

Com’è noto le pensioni d’oro costituiscono uno scandalo tutto italiano, che ha contribuito non poco al dissesto delle nostre finanze e all’esplosione del debito pubblico. Si tratta di assegni molto cospicui: 90 mila, 150 mila, 200 mila euro lordi l’anno e oltre (senza considerare chi cumula fino a tre trattamenti).

Ne usufruiscono, spesso a partire da un’età non molto avanzata (ben prima dei 60 anni, a volte persino prima dei 50), soprattutto gli appartenenti alle varie “caste” statali: manager pubblici, uomini delle istituzioni, magistrati, professori universitari. A tutti gli effetti pensioni d’oro anche quegli assegni più modesti ma percepiti fin da una “tenera” età: le famigerate baby-pensioni ai trenta-quarantenni. Abbiamo smesso da tempo di concederne di nuove, ma un esercito di persone continua a percepirle.

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Una proposta concreta per limitare almeno i casi più osceni di tale fenomeno non è giunta dal governo dei professori impegnato nella spending review, ma da un deputato del Pdl, Guido Crosetto: un “tetto” di 6 mila euro netti mensili alle pensioni «erogate in base al sistema retributivo», e di 10 mila in caso di “cumulo” di più trattamenti pensionistici con gestioni previdenziali pubbliche, ovviamente «fatti salvi le pensioni e i vitalizi corrisposti esclusivamente in base al sistema contributivo».

La proposta era contenuta in un emendamento al decreto sulla revisione della spesa (quello con la nomina di Enrico Bondi a commissario), all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Il governo Monti però ha stoppato in commissione l’emendamento Crosetto, impegnandosi ad affrontare il tema nel decreto con i primi tagli veri della spending review, che dovrebbe essere varato dal Consiglio dei ministri la prossima settimana. Il sospetto è che “burocrate non taglia pensione a burocrate”, ma è certo che sui tagli alla spesa pubblica in generale, e le pensioni d’oro in particolare, il governo si gioca la faccia con l’opinione pubblica ma anche con l’Europa.

Il tema delle pensioni d’oro era stato soltanto sfiorato dalla riforma delle pensioni approvata a dicembre, con lo stop temporaneo alla rivalutazione degli assegni oltre i 1.400 euro (non così dorati) e i contributi di solidarietà del 5, 10 e 15% rispettivamente sui trattamenti oltre i 90 mila, i 150 mila e i 200 mila euro lordi.

Misure una tantum che però non hanno tenuto in alcuna considerazione il modo in cui questi “tesoretti” si sono formati nel tempo. Molto difficile arrivare a guadagnarsi una pensione così dorata con il sistema contributivo. La maggior parte di esse, infatti, sono maturate sotto il regime retributivo o misto.

Il modo più equo per intervenire non è certo imponendo contributi di solidarietà indiscriminati, né “tetti” validi per tutti, ma procedere ad un ricalcolo delle pensioni d’oro sulla base dei contributi effettivamente versati, fissando una soglia di esclusione (per esempio, 3-4.000 euro lordi mensili), al di sotto della quale non si effettua il ricalcolo e, per coloro che la superano, non potrà scendere il nuovo assegno. Il risultato sarebbe quello di debellare l’oscenità delle pensioni d’oro, ma secondo un criterio di merito, per cui avrà comunque di più chi ha versato più contributi.

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*Link all’originale: http://www.notapolitica.it/2012/6/27/punzi_politica-27-6.aspx

 

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Showing 4 comments
  • PL
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    Amato: uno dei notabili che maggiormente ha recato danno al nostro stato, non solo per le prepende personali assolutamente immeritate, ma, soprattutto, per le negative indicazioni economiche da economista inventato più che preparato e le pessime scelte politiche e di governo compiute quando ha rivestito i più alti incarichi della repubblica.

  • Entità sempre vigile
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    La vera equità sarebbe che questo elemento raffigurato nella foto di sopra, venisse PARALIZZATO A MANI, GAMBE E CORPO, da un ICTUS, e passasse il resto della sua vita in sedia a rotelle o macchinari medici, con il cervello impeccabilmente funzionale e la realizzazione personale di essere bloccato in una sedia o ad un macchinario mentre fuori c’è un mondo che vive, si muove e corre e salta.. Ovviamente quel personaggio della fotografia, dovrebbe vivere e soffrire in questo modo fino a 150 anni, sempre paralizzato e in condizioni di capire che è castigato per sempre alla sofferenza almeno per la metà della sua sporca vita bastarda..

  • Nereo
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    Ad Amato Giuliano, figlio del guano. Io Nereo Villa (pensione 450 euro, abitante in Via della Riva 47 a 29014 Castell’Arquato – Piacenza) vorrei che ti venisse un colpo: una bella paralisi alle mani, alle gambe ed al corpo, come dice l’Entità. Che ti venisse un ictus micidiale, da farti passare il resto della tua vita in sedia a rotelle o fossilizzato in macchinari medici, con il cervello impeccabilmente funzionale e la realizzazione personale di essere bloccato in una sedia o ad quel macchinario mentre fuori c’è un mondo che vive, si muove e corre e salta… Ovviamente, brutto sporco pezzo di merda, dovresti vivere e soffrire in questo modo fino a 1500 anni, sempre paralizzato e in condizioni di capire che sei castigato alla sofferenza per la tua stronzaggine da gran figlio di puttana.
    Nereo Villa

  • daniele
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    Il sign. Amato è solo uno dei tanti pezzi di merda che ha ingrassato e ingrassa tutt’ora quei soldi pubblici dei babbi italiani…questa è la verità….

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