In Anti & Politica, Economia

DI FUNNYKING*

Le poche volte che un Ministro di questo scassato governo ne dice una giusta, scoppia il caso politico.

Cosa ha detto il Ministro Elsa Fornero al Wall Street Journal?

“Il lavoro non e’ un diritto va guadagnato, anche con il sacrificio”

Ma che affermazione pericolosa! Ma quale posizione reazionaria.

E infatti è scoppiata la polemica politica, Zitta Ministra! IL LAVORO E’ UN DIRITTO!

Va bene facciamo che il lavoro è un diritto, e vediamo cosa implica. Dovete sapere che per ogni diritto garantito (anzi precostituito alla nascita) da un qualsiasi ordinamento corrisponde un dovere di alcuni o della collettività di rispettarlo.

Se dunque il lavoro è un diritto, ove il mercato non lo garantisca a tutti, cioè ove ci sia disoccupazione allora deve essere lo STATO a costringere i privati ad offrire lavoro oppure ad offrirlo esso stesso.

Dunque per garantire il diritto al lavoro si impone il dovere ad alcuni di offrirlo forzosamente oppure alla collettività di pagare lo stipendio a lavoratori inutili e non produttivi assunti al solo scopo di sussidio.

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In ogni caso il risultato è solo un altro modo per allontanare legittimamente da questo grottesco paese i migliori italiani, ovvero chi ha idee e forza per sviluppare le proprie idee e creare ricchezza e che si ritrova a fare i conti con il DOVERE di garantire posti di lavoro improduttivi.

La scelta di non creare ricchezza in Italia o di farlo in altri paesi meno folli è solo una logica conseguenza.

Dunque auguri, godetevi il diritto al lavoro. Vedrete alla fine ce ne sarà per tutti…. di miseria.

p.s. Se il lavoro è un diritto di che cavolo stiamo a lamentarci se la Sicilia assume a tempo indeterminato 20.000 precari, Italiani!  avete il dovere di pagargli stipendio dunque zitti e sotto con gli f24.

 

*Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/ah-si-il-lavoro-e-un-diritto-bene-allora-la-regione-sicilia-ha-fatto-il-suo-dovere-ad-assumere-20-000-precari.html

 

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  • Riccardo
    Rispondi

    C’è anche da dire che in un mondo sempre più automatizzato, se il lavoro non è un diritto, allora nel momento in cui io vengo sostituito da una macchina o mi pagano lo stesso oppure sono costretto a morire di fame. Inoltre…a me va benissimo quello che dice la Fornero, ma abbia pure il coraggio di proporre l’abolizione dell’articolo primo della costituzione. E aggiungo anche…se il lavoro è una conquista, come la mettiamo con le migliaia (o decine di migliaia?) di raccomandati che hanno ‘conquistato’ il lavoro grazie a parentele o amicizie illustri?
    Personalmente ho l’impressione che il mondo stia andando sempre più verso una situazione del tipo arena di gladiatori. Vince il più forte o il più bravo o il più raccomandato. Ok, daccordo. Ma attenzione che per la massa dei perdenti ci può essere sempre un nuovo Spartaco che li guida alla riscossa.

    • olivia ferraro
      Rispondi

      Temo che alcune estremizzazioni alterino i significati. La costituzione italiana recita, giustamente e con chiarezza che la nostra” è una repubblica democratica fondata sul lavoro” La parola LAVORO ha un significato preciso:” attività materiale o intellettuale per mezzo della quale si producono BENI o SERVIZI esplicati in cambio di un compenso” diverso è il significato di” posto con stipendio garantito” ; il compenso è tale in quanto corrispettivo del bene prodotto. Inoltre no si parla di “diritto” ma che la repubblica è Fondata sul lavoro” che è una faccenda molto più grossa! Quindi a mio avviso è da interpretarsi in questo modo: La repubblica democratica esiste e si basa sui BENI e Servizi che ciascun cittadino è in grado di produrre al meglio delle sue possibilità” e da questo ha il diritto di trarne sostentamento per se e la sua famiglia. Lo stato deve tutelare il lavoro e il compenso, producendo le condizioni che consentano alle persone di lavorare con profitto e impedire che per qualsiasi ragione venga alienato il compenso a tal punto che venga meno il sostentamento. Dunque procurarsi un lavoro non è solo un diritto è un DOVERE quello di produrre beni e servizi, lo stato a sua volta il dovere di mettere in condizione il cittadino di lavorare senza apporre ostacoli insensati, fornendo la possibilità di un istruzione aggiornata, amministrazioni efficienti, infrastrutture adeguate, fiscalità ragionevole. Il Lavoro è un diritto, non un impiego improduttivo.

    • genny guido
      Rispondi

      E’ dunque vero! Il cinismo degli Italiani ci sta riportando ai tempi degli australopitechi, quando il più forte per privilegio di nascita o forza fisica sopraffaceva i deboli. Nei paesi civili (con esclusione dell’Italia, Grecia e Ungheria, in quanto incivili) esiste il reddito di cittadinanza: non si lascia morire la gente per suicidio o per fame. IL LAVORO E’ UN DIRITTO COME QUELLO ALLA VITA! E’ lo Stato che deve preoccuparsi di utilizzare al meglio i propri dipendenti o consentire loro di trovare un’altra occupazione, non certo lasciandoli alla disperazione assieme alle loro famiglie. ANCHE AGLI SCHIAVI ERA CONCESSO IL VITTO E L’ALLOGGIO, nei tempi in cui, per assurdo, erano un po’ più civili di noi.

  • Fogo Massimo
    Rispondi

    “La Repubblica Italiana è fondata sul lavoro”.. non mi pare ci sia scritto su Topolino… E’ certo che da ogni diritto scaturisca ALMENO un DOVERE, quindi, per esprimerlo in maniera matematica LAVORO:DIRITTO=PRODURRE RICCHEZZA:DOVERE.
    Se, invece sei convinto che sia meglio che per “guadagnarsi/mantenersi” il lavoro sia necessario affrontare qualche sacrificio e/o qualche rinuncia, prova a tornare indietro con la memoria storica a qualche annetto fa (MA NEMMENO TANTI… voglio dire… io le ho viste queste cose e non sono Matusalemme), dove dei semplici capi squadra o capi reparto richiedevano il piccolo “sacrificio” di rapporti sessuali alle dipendenti, oppure il piccolo sacrificio di lavorare 14-16 ore e di vedersene riconosciute 8… Ti lascio immaginare cosa potevano chiedere i gradi più alti.
    E’ banalmente OVVIO che non tutti facessero così, ma il problema consiste nel fatto che NON C’ERANO TUTELE e che queste tutele sono state conquistate a prezzo di lotte e sacrifici e adesso questi bancari del piffero le stanno devastando tutte una dopo l’altra con il bene placido del popolo bue (e naturalmente senza che queste costituiscano il benchè minimo beneficio per la crisi).
    La via più semplice ed indolore x uscire dalla crisi è quella di lasciare che le aziende private che hanno costituito questo enorme KASINO e che sono chiamate “BANCHE” falliscano. E’ giusto che falliscano: ricordo che in un recente passato, queste medesime hanno depauperato metà degli italiani dei loro risparmi proponendo (quasi obbligando – viste le forze comunicative poste in campo) azioni Parmalat/Cirio e Bond Argentini e poi dicendo eeeeehhhh i rischi degli investimenti in borsa… adesso dovrebbero FALLIRE, chiedere scusa, essere messe in liquidazione e tutti i vertici di queste associazioni a delinquere devono PAGARE per le PORCATE che hanno fatto!

    Concludo condividendo una riflessione:
    Ho cominciato a lavorare come dipendente nel 1989… non proprio ieri… ed è da allora che, anno dopo anno, le aziende e la politica non fa altro che parlare di “un momento di crisi” anche quando a fine anno distribuiscono dividendi e il bilancio è molto più che positivo. NON HANNO SALTATO 1 SOLO ANNO!!! Se sono più di 20 anni che le aziende sono in crisi, è ora che CHIUDANO e che questi “sedicenti” imprenditori falliti vadano a fare un altro mestiere E SENZA SUPER BONUS DI USCITA!

    • andrea
      Rispondi

      un domanda per il genio, perché dato che sei così sicuro di quello che dici non fai una bella impresa tutta tua e vedi se il lavoro è un diritto oppure te lo devi guadagnare?

    • Mario Cabiddu
      Rispondi

      Concordo appieno, dare ragione alla fornero è sdoganare lo sfruttamento in questo momento del paese.
      Io sono d’accordo che chi non lavora possa essere licenziato, ma sono anche d’accordo sul fatto che
      chi lavora debba essere tutelato. Gli imprenditori nel rischio di impresa devono includere perforza le
      assunzioni, troppo comodo fare rischio d’impresa ma condividere il rischio coi dipendenti.
      Allora gli stipendi dovranno essere uguali. Questo significa essere un paese fondato sul lavoro e che
      riconosce il lavoro (di chi vuole lavorare e guadagnarsi da vivere) un diritto.
      Chi cavalca le stronzate della fornero è in malafede perchè deve distinguere chi lavora da chi fa finta.
      E non pigliatemi per il culo nel paese degli accozzati perché loro le tutele le ottengono lo stesso.
      Nessun rispetto per gli accozzati, scansafatiche e la fornero che li tutela, perchè non tiene conto che non
      esiste il problema di licenziare gli scansafatiche, le aziende se li tengono perchè ce li hanno messi apposta
      per conoscenze o interessi terzi. Qui si vuole solo ricattare il resto dei lavoratori per far fare ancora più
      profitti agli imprenditori che di rischio non se ne vogliono assumere. In italia gli imprenditori non rischiano.
      Solo i poveri mini-imprenditori in piccolo che vengono dal popolo credono ancora a queste cazzate e loro si
      che a causa di un dipendente fannullone magari rischiano il fallimento o falliscono e si parla di qualche migliaio di euro di improduttività, le grandi aziende non hanno quel problema. Hanno avvocati e per demeriti
      possono già licenziare per legge, non lo fanno perchè non possono licenziare i loro parenti, amici, clienti, etc.
      Qui la politica è tornare allo schiavismo. Addio diritti e tutele per i deboli. Se poi la gente si fa infarinare
      da una piccola equazione sempliciotta e semplicistica come quella presentata in quest’articolo siamo fottuti.
      Cercate di studiare la storia.
      Mario Cabiddu

      • nicola
        Rispondi

        Bravo Mario

      • aaaa
        Rispondi

        Sono perfettamente d’accordo con te, lavoro in una grande azienda e metà delle persone qua dentro non fa niente ma non viene licenziata semplicemente perchè è amico-figlio-nipote di qualcuno di importante, così all’altra metà delle persone normali viene imposto lo sfruttamento totale! ma un giorno anche le formiche nel loro piccolo si incazzeranno…………… speriamo prima della totale disfatta!

    • L'indignato
      Rispondi

      …poi bisogna aggiungere che la costituzione parla di salario adeguato ad una vita degna …poi comprende all’interno pure il concetto di famiglia e tante altre cose…..la Fornero è ignorante semplicemente e non poco…

      • stefano
        Rispondi

        magari il problema fosse che la Fornero è ignorante…

    • stefano
      Rispondi

      deduco che tieni i soldi sotto il materasso visto che speri che le banche falliscano, miopia….

  • Riccardo Cascino
    Rispondi

    I lavoratori inutili e improduttivi (che incidentalmente sono anche esseri umani con famiglia), anche i più fannulloni, percepiscono uno stipendio che viene reimmesso nell’economia e contribuiscono al gettito fiscale (reddito fisso, prelievo in busta paga, ottimi e qualche volta unici contributori).
    Lo stato deve garantire il lavoro? Esatto, con la spesa a deficit, la piena occupazione e il pieno stato sociale. Se non ti aggrada o non conosci la Modern Money Theory (http://democraziammt.info/site/) il nome di Keynes dovrebbe però dirti qualcosa. Lui aveva ragione e voi neoliberisti avete torto come dimostrano 30 anni di fallimenti e la sofferenza inflitta a milioni di persone.
    Movimento libertario? Vi prego cambiate nome perchè di libero non avete niente, siete solo servi, bugiardi e criminali.
    P.S. Il lavoro è un diritto perchè lo dice la Costituzione, quella costata migliaia di morti, prima di anche solo nominarla, tu e la Fornero sciacquatevi la bocca

  • meno stato per tutti
    Rispondi

    @riccardo
    art. 1 della costituzione: l’italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
    per caso scrive che il lavoro è un diritto? non mi pare.
    il diritto al lavoro è riconosciuto dall’art. 4
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

    attenzione!!!!! l’art 4 parla anche di doveri… ops..
    nel momento in cui il cittadino ha diritto di avere un lavoro, ha anche il dovere di svolgerlo.
    “secondo le proprie possibilità e la propria scelta”.

    e qui scatta il problema. se ho davanti 30 laureati in “scienza della comunicazione” (che oggi va de moda) ma ho a disposizione 30 posti come panettiere, il diritto al lavoro è garantito?

    amico mio, la costituzione perla di diritto al lavoro in senso assoluto, non di diritto al lavoro meno faticoso e meglio retribuito per tutti.

    ciauz

  • Francesco
    Rispondi

    Leggiti Platone privatista da 30 denari.

    Il Lavoro è un diritto così come crearlo è un dovere.

    Pagare le tasse è un dovere soprattutto in uno stato come questo che è da tempi inenarrabili che la gente

    non le paga . . . e sia con prelivo equo sia con prelievo pesante. . . Gente in malafede come voi purtroppo in

    Italia è la norma e non l’eccezione.

    P.S.: i 20.000 assunti in Sicilia fa parte di quel malaffare che gente come voi alimenta con il vostro

    atteggiamento limitato e con paraocchi.

    Vergognatevi a scrivere articoli qualunquisti ed intellettualmente limitati come questo.

    Neocon vergognatevi la crisi è vostra e delle vostre sporche politiche privatistiche.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Creare lavoro è un dovere??? ahahahah Non finite mai di sbalordirmi con le cazzate che vi inventate!!

  • Notforall
    Rispondi

    Il lavoro non è un Diritto ma “il” Diritto. Non per caso appare al primo rigo del primo articolo della Costituzione Italiana. Costituzione che tutela anche la Libera Impresa.
    Il lavoro è un Diritto perché solo attraverso il lavoro per tutti possiamo ipotizzare benessere per tutti, solo col benessere per tutti possiamo pensare all’accesso a tutti ai più alti gradi di specializzazione e studio (e non, come succede oggi, che solo i già benestanti possono permettersi costosi anni universitari per i figli e ancor più onerosi Master post Laurea per sperare di arrivare davanti al solito raccomandato). Solo col lavoro per tutti una giovane coppia potrà pensare a mettere su casa, e solo con vere Garanzie a tutela di un Diritto Fondamentale Lei potrà pensare con gioia e serenità (un altro Diritto negato in Italia) a concepire un figlio, crescerlo, e poi poter accedere nuovamente al proprio impiego.
    Potrei continuare, ma chi non riesce a cogliere l’enorme valore sociale e di crescita collettiva del Diritto al Lavoro, non credo riuscirebbe a comprendere neppure il più semplice degli esempi.
    L’uscita della signora Fornero non mi sorprende: parla di “sacrifici”, ma per la casta che lei rappresenta i sacrifici sono studiare e impegnarsi per ottenere i massimi risultati. Sacrifici per i suoi figli (guarda un po’, tutti con doppi se non tripli incarichi), un lusso che non potrò garantire per i miei.

  • Cristina
    Rispondi

    Come può esistere il diritto alla vita dignitosa (alla VITA!!!!) se viene precarizzata la fonte???? Se il lavoro è una benedizione che cade dall’alto, a seconda del beneplacito del datore o della spintarella di più, o qualcosa che si conquista dopo continue lotte da proseguire per mantenerlo, saresti disposto a rinunciare ai rapporti umani che saldano una famiglia (compresa quella in cui sei cresciuto) o un gruppo di amici; o a veder crescere i figli, ammesso che ti sia rimasto coraggio per metterli a questo mondo???? Certo, se manca l’acqua occorre lottare per una bevuta o si muore, lo insegna madre natura… ma se una volta accumulata roba a spese del tuo essere uomo crepi, a cosa è valsa la tua esistenza???
    Il lavoro e il denaro sono MEZZI per una VITA che dovrebbe essere migliore… invece sono spacciati per OBIETTIVI, per l’autentico FINE. Se non si rimette l’uomo al centro e non la roba questo andazzo di merda continuerà. Non esiste un capro espiatorio: colpevoli sono i banchieri MALATI di gioco d’azzardo, i loro servi industriali, i politici che hanno dato loro corda e i popoli che con la loro passività hanno permesso tutto questo. Occorre cambiare dal basso. Non è più il tempo dei Messia.

  • davide
    Rispondi

    francamente penso che:
    1) Il “LAVORO” è un diritto cvostituzionale .. che la fornero lo voglia o meno
    2) addirittura è il principio fondante la nostra società e repubblica (si veda art. 1) … che la Fornero lo sappia o meno
    3) Le guerre e tutte le conquiste dei nostri avi hanno portato i costituenti a “regalarci” la nostra carta costituzionale.

    Tanto premesso è inconcepibile un ministro che affermi “Il lavoro non e’ un diritto va guadagnato, anche con il sacrificio”…

    Che poi purtroppo nella pratica esistono anche i disoccupati .. non significa un tubo !!!
    la nostra società, i nostri governanti ed il paese tutto, deve far in modo di tutelare e garntire un posto di lavoro a tutti !!!!!!

    vi faccio un’altro esempio art. 3 Cost. … uguaglianza formale e sostanziale dei cittadini … non significa che in pratica “Tutti siamo uguali” … ma significa che l’essere uguali è un diritto è la nostra società (compresi i governanti) lo tutela e lo garantisce a tutti …. stesso discorso vale per il “diritto al lavoro”

    Chi scrive è un avvocato …. quello che spiace è che i mass-media ci riempie la testa di “false” informazioni e “false” aspettative …. come quando ci hanno spiegato che il “lavoro precario” era il lavoro del futuro … la gente al bar spiegava che ormai tutti avrebbero cambiato lavoro ogni tot anni e che questo era positivo perchè dava la possibilità al lavoratore di crescere professionalmente ……..
    che un ministro non possa

  • domenico
    Rispondi

    Il lavoro se non lo trovi te lo crei! Chiunque ha capacità imprenditoriale, che non significa aprirsi un impresa, ma in un mondo liberbo io dovrei poter fare consulenze legali, l’imbianchino, gestinere una pompa funebre, insegnare, vendere birre e panini per strada, guidare un taxi, ecc. senza che ci sia l’obligo di avere delle licenze per farlo.
    In un mondo libero non esiste il problema che “non c’è abbastanza lavoro”, e non ci sono nemmeno i raccomandati. Nelle aziende private (che possono fallire) non esistono le raccomandazioni perchè ogni azienda punta ad essere più efficiente attraverso l’assunzione dei migliori in quanto la sua sopravvivenza dipende dal mercato. Solo nel pubblico si campa di raccomandazioni!
    Quindi vi potrà pure suonare necessario che il lavoro è un diritto, ma affermare questo significa proprio affermare quello che dice l’articolo:
    1) Pagare gente il cui lavoro non serve nelle cariche pubbliche (a sto punto diamogli una sorta di pensione di assistenzialismo, che serve rompergli le scatole obbligandoli ad andare al posto di lavoro?).
    2) Finanziare aziende private perchè assumano di più o non licenziono: ovvero socializzare le perdite e privatizzare gli utili.

    Quanta merda c’è dietro un “principio sacro” come quello del diritto al lavoro?

  • Marco Ferrari
    Rispondi

    Il lavoro non è ne un diritto ne un dovere ma solo un mezzo per ottenere un beneficio. La soluzione? Sta nelle tecnologie avanzate che oggi stanno tenendo nel cassetto proprio perche non si conciliano con la visione lavorista del mondo. Ci sono le tecnologie e la scienza per creare delle comunitra autosufficenti e risolvere il problema del lavoro e del sostentamento, ma naturalmente non uscira niente prima che la base demografica attuale non sia ridotta notevolmente.

  • antonio
    Rispondi

    Art. 4
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il DIRITTO al lavoro.

    ma naturalmente quando una LEGGE non vi piace la interpretate AD FALLUM CANIS.
    se il lavoro è un diritto coi se e coi ma, allora lo è pure la proprietà: è un diritto, MA SE c’ho fame ti svaligio casa e non vado in galera. rapina per “motivi economici”… ahahah!

  • antonio
    Rispondi

    nella civiltà delle macchine e dei computer il lavoro è OBSOLETO!
    lavorare tutti, 20 ore a settimana, non di più.
    se no a che minkia serve il progresso se poi devo stare 12 ore al giorno a leccare il culo a sti malati mentali imprenditorucoli che sfogano col guadagnare soldi la loro NULLITA’ UMANA?

    • domenico
      Rispondi

      Allora impegnati per creare teconologie in grado di eliminare ogni forma di lavoro “eccessivo”. Se finora non l’hanno fatto forse perchè è una minchiata e tu un ignorante che non sa nulla di tecnologia che campa di illusioni.

  • Riccardo
    Rispondi

    Il punto è questo: cento anni fa, le società erano prettamente agricole ed il lavoro produttivo era soprattutto manuale. Richiedeva quindi una piccola dose di ingegno e un bassissimo livello culturale. In sostanza il 99% della popolazione era in grado di compiere attività manuali produttive. Oggi il lavoro si è spostato verso una specializzazione che lo rende altamente complesso. Se prima per lavorare potevi anche non essere alfabetizzato, oggi devi essere come minimo un ingegnere. Domani sarai costretto ad avere il Ph.D. La conclusione è ovvia: il mondo del lavoro si sposta verso attività sempre più complesse che necessitano di una intelligenza non banale. A questo aumento della richiesta, non è corrisposto un uguale aumento delle capacità intellettive della gente. Cioè, detto in parole semplici: il cervello umano è rimasto quello di cento anni fa e non si è adeguato alla richiesta del mercato. Se prima il 99% della gente era in grado di fare lavori produttivi, oggi la media si è ridotta al 30% più o meno. Chi non è in grado di laurearsi che cosa fa? Muore di fame? Con questo non voglio dire che i pochi che producono devono mantenere una massa di improduttivi. Ma mi spaventa l’idea di una società Lager in cui chi non è stato sufficientemente dotato dalla natura, sia costretto a morire di fame o a chiedere l’elemosina.
    Per concludere…una domanda: i figli della Fornero e dei vari politicanti che girano per l’Italia, il lavoro se lo sono conquistato?

  • scocca l'ora
    Rispondi

    Quando la cacciamo a calci in culo?

  • CONTRO LO STATO CONTRO IL POTERE
    Rispondi

    Premettendo che la burocrata ministra della Fornero e gli altri burocrati politicanti tecnocrati che vivono e parasittano alle nostre spalle mi stanno sul cazzo,vorrei far riflettere sul lavoro.Io dico :basta con questo dogma,con questa ossessione per questo lavoro,questo vivere(e morire)solo per il lavoro,non credo più alle menzogne della “nobiltà del lavoro” e che il lavoro rende liberi.Il lavoro rende schiavi,sia per lo Stato sia per multinazionali ecc.Quello che ci vuole è la riscoperta del lavoro autonomo,indipendete e libero da tutto il marciume burocratico/autoritario/gerarchico e clericalista(riferimento ai vari scaerdoti del lavoro ecc)…Basta con questo dogma novecentesco che già troppi danni ha creato,questa fissazione totalitaria comune a nazismo,fascismo,socialismo reale e capitalismo consumistico /corporativistico e neoliberalstatalista…Insomma chi vuole lavorare molto libero di farlo,chi non vuole libero di farlo(e come alternativa al lavoro ci sono molte altre attività o l’ozio direttamente ecc)ecc…lavorare di meno,invece di lavorare di più questa l’unica ricetta x uscire dalla crisi…che poi ad es si potrebbe smetterla di produrre armi inutili,e altri sprechi:senza il parassitario complesso militarindustriale,centro del potere oligopolistico/monopolistico di Stati,mafie,terrorismi,corporations(grosse industrie,imprese)banche ecc e senza dover finanziare spese per manternere la casta dei mercenari che uccidono e usano violenza nel nome della “sicurezza” ecc si starebbe meglio e il lavoro non impiegato per quello,andrebbe speso in modo più costruttivo per cose più serie….

  • CONTRO LO STATO CONTRO IL POTERE
    Rispondi

    Un’ultima cosa sulla Fornero:è chiaro lo scopo della frase della grigiocrata:”voi popolo lavorate,e noi parassiti governanti vivremo meglio di rendita.”La poltorna del politicante e dei suoi lacchè non è un diritto:quindi cacciamoli via sti fessi tecnoburocrati monotoni e il più presto possibile,se ne ritornino a giocare ai padrini del mondo alla Trilaterale o al Bilderberg,o in alternativa a masturbarsi di statistiche(credo che solo con questo trovano piacere …..)alla Goldman Sachs o alla Bocconi…noi non li vogliamo e non vogliamo nemmeno i politicanti di destra,sinistra,centro ecc.Via Via si scelga il popolo,la comunità,l’individuo l’autonomia,l’indipendenza,la libertà!

  • Elisabetta
    Rispondi

    Credo che ciò che ha scandalizzato veramente non sia tanto la frase, ma chi l’ha detta. Una signora che lavora nella stessa università del marito e della figlia… se lo sono sudati tutti il posto? Tutti meritevoli e nella stessa università? Non mi sembra credibile.

  • Luca Cellai
    Rispondi

    Negli Stati piu’ civili il mancato rispetto del diritto al lavoro non comporta l’invenzione di posti di lavoro pubblici fittizi (con retribuzione piena), ma la corresponsione di un assegno di disoccupazione, commisurato alle possibilita’ di spesa dello Stato.
    E’ chiaro che l’assegno di disoccupazione deve essere sufficientemente basso per incentivare i disoccupati a darsi da fare sul serio per trovare un lavoro meglio retribuito.
    In questo modo viene anche fatto salvo il principio, enunciato dalla Fornero, che il lavoro (inteso come quello meglio retribuito rispetto al mero importo dell’assegno di disoccupazione) bisogna guadagnarselo.
    In sintesi, il lavoro e’ un diritto, i cittadini disoccupati dovrebbero ricevere un reddito minimo (sotto forma di assegno di disoccupazione), il reddito minimo di lavoro dovrebbe essere significativamente maggiore dell’assegno di disoccupazione.
    La distanza della situazione attuale Italiana da questo scenario teorico e’ una misura del gap di civilta’ che dovremmo cercare di colmare.

  • TPM
    Rispondi

    se il lavoro è un diritto allora lo voglio anch’io dallo stato.
    pensate…40 milioni di dipendenti statali…un sogno…
    l’ URSS ritorna!!

    • domenico
      Rispondi

      eheheheh anch’io lo voglio, con stipendio minimo di 60000 €/anno. Che mi facciano pure fare quello che cancella gli ultimi 3 zeri con un pennarell nero di un elenco di cifre stampate, come faceva Fantozzi nel film. Anche quello nobilita l’uomo!

  • giovanni cortinovis
    Rispondi

    ki ha scritto l’articolo,secondo me dimentica alcune cose,il lavoro è un diritto,è lo stato ke deve far rispettare questo diritto,non assumendo persone dove non servono,ma nemmeno far trasferire aziende all’estero,spesso con i soldi pubblici,creando disoccupazione,affermando poi ke loro esportano democrazia,quale democrazia,quella di sfruttare i popoli con stipendi da fame e nessuna regola?fate in modo ke nei paesi dell’est,in oriente vengano rispettati i diritti umani,e quindi quelli salariali dei lavoratori,poi vediamo quanti esportano aziende,solo quelli ke non accettano pizzo e corruzzioni varie se ne andranno,il resto rimarra qua’ ha sfruttare il piu possibile.ma quando un cosidetto imprenditore investira’ soldi propri,non quelli delle banche o peggio ancora quelli del popolo?tutti son capaci di fare l’imprenditore con i soldi degli altri,se va bene,sotto con gli utili,se va male ci pensa lo stato.l’imprenditoria italiana funziona come la pastorizia,un pastore,un paio di muli x scaricare i pesi(le colpe),foraggiare 4-5 cagnacci,x controllare un gregge di pecore,questo è il risultato,fatelo sapere ha ki ha scritto quest’articolo,ha poca memoria storica.

    • domenico
      Rispondi

      Che significa 2 cose:
      1) agevolare economicamente aziende private, ovviamente facendoci rimettere a chi azienda non ce l’ha, o comnque non ha un azienda che può delocalizzare.
      2) andare ad “esportare democrazia” anche nei paesi dell’est. Ma che bello.

      Se si vuole creare più lavoro una sola cosa s’ha da fare: liberalizzare.

  • Dexter
    Rispondi

    In molti hanno l’assurda pretesa che lo Stato, una volta finita la scuola/università, ti debba trovare un lavoro in base al titolo di studio. Assurdo ! Ma come fa certa gente ad avere così tanta fiducia nello Stato ?
    Il lavoro è un diritto che va guadagnato con impegno e sacrificio, la nostra felicità dipende soprattutto da noi stessi. Il lavoro non è un atto dovuto, lo devi guadagnare.
    A chi filosofeggia sulla costituzione non rispondo nemmeno, mi sembra così stupido ritenere sempre giusto e venerabile un pezzo di carta scritto più di 60 anni fa, obsoleto e in parte di origine sovietica.

  • Massimo74
    Rispondi

    @riccardo cascino

    Che emerita cazzata!Seguendo questa logica anche i ladri e i borseggiatori aiutano l’economia perchè spendono i soldi di cui si sono appropriati illegalmente.Tra l’altro non’è neanche del tutto vero che i dipendenti fannulloni costituiscono comunque un entrata per le casse dello stato, o perlomeno non’è vero per quanto concerne i dipendenti pubblici visto che le tasse pagate da questi ultimi non sono nient’ altro che una partita di giro.

    La nostra costituzione è ispirata chiaramente a principi di stampo sovietico,non a caso alla sua scrittura ha contribuito anche un certo palmiro togliatti(noto connivente del criminale stalin) e comunque si tratta di una costituzione illegittima visto che non è mai nemmeno stata sottoposta al vaglio del giudizio popolare.

    Mi dispiace per te, ma i paesi in cui c’è maggior benessere,maggiore crescita economica, minor disoccupazione e minor povertà, sono proprio i paesi più liberi,cioè quei paesi in cui lo stato è meno invadente,la spesa pubblica è più bassa,il fisco è molto più leggero,la burocrazia limitata.Cmq se a te la cosa non piace, puoi sempre decidere di trasferirti in corea del nord: lì potrai verificare di persona quali grandi progressi il socialismo e l’economia pianificata hanno portato alla popolazione locale.

  • daniele
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    Diciamo che la Fornero mi sta sul cazzo moltooo prima di questa battuta…. è una poveraccia presuntuosa messa lì dalle banche a fare un ruolo che non gli si addice cmq ognuno la vede come vuole!
    Ok ammettiamo che il lavoro non sia un diritto e che bisogna conquistarselo….ma la stessa cosa vale anche per i politici!?
    Partiamo da una logica con semplici domande: 1) I POLITICI HANNO DIRITTI AD AVER ENORMI VITALIZI? 2) I POLITICI (CHIAMIAMOLI COSI….) HANNO DIRITTO DI RICEVERE STIPENDIONI FUORI DAL NORMALE?
    3) LA FORNERO SE LE GUADAGNATO CON I SACRIFICI QUEL POSTO DI “LAVORO” CHE TIENE?

    Caro leonardo….io non sono comunista ma penso che ognuno di noi (popolo) ha diritti e doveri come per quei 4 figli di troia che giocano dentro PALAZZO MADAMA!
    SALUTI

  • daniele
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    POI DIMENTICAVO…..VISTO CHE MANTENIAMO TRUPPE IN LIBANO A DORMIRE…..GENTE IN GALERA come: mafiosi,pedofili,tossici,ladri,maniaci,anormali, PENSIONI CHE VENGONO REGALATE AI BOSS DELLA MALA, SI REGALANO SOLDI AI “POVERACCI” EXTRACOMUNITARI, SI DANNO SOLDI ALLA CHIESA, AGLI EBREI, AI TESTIMONI DI GEOVA…. MANTIENI UNA CASTA POLITICA A SUON DI MILIONI, sei lunica nazione in Europa ad avere UN CASINO DI corpi DI SICUREZZA: CARABINIERI, POLIZIA,G.FINANZA, VIGILI URBANI, G.FORESTALE! SI CONTINUA A COMPRAR ARMI, SI CONTINUA A BUTTAR SOLDI NEL CESSO….VISTO CHE LANDAZZO E’ QUESTO POSSIAMO MANTENERE TRANQUILLAMENTE 30 MILA PRECARI IN SICILIA!

    • CONTRO LO STATO CONTRO IL POTERE
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      INFATTI,INVECE DI MANTENERE POLITICANTI,SBIRRI E ALTRI VIZIATI DI STATO,SI POTREBBERO TAGLIARE COMPLETAMENTE LE INUTILI SPESE MILITARI E QUASI TOT LE POLITICHE(NIENTE VITALIZI ECC)ECC E INVECE AGEVOLARE (ALMENO UN POCO) LA SPESA SOCIALE

  • Anthem
    Rispondi

    eheheheheh anch’io voglio un lavoro e stipendio garantito, che diamine!!!!!!

    E’ UN MIO DIRITTO!!!
    C’é SCRITTO NELLA COSTITUZIONE !!!
    LO VOGLIO SUBITO!!!
    MI SPETTA!!!
    MA PERCHÉ NON ME LO DANNO !!!
    FACCIO CAUSA ALLO STATO PER INADEMPIENZA!!!
    Com’era buono quel latte materno che poppavo gratis da piccolina….oh! cruda sorte! Per campare mi devo inventare qualcosa (se lo sapevo non nascevo).
    Com’era buono quel latte materno che poppavo da piccolina, gratis….com’era buono…..gratis…senza sforzo…bei tempi andati….
    AH! CRUDA SORTE! SI DEVE SAPER FARE QUALCOSA !!!!!

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