In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la Bce deve iniziare a stampare moneta. Così cambia l’economia. In caso contrario dovremmo dire ‘ciao ciao Europa’ o dire alla Germania o alla Francia di uscire loro dalla crisi se non sono d’accordo… Vi dico l’idea pazza: cominciamo a stampare euro noi con la nostra Zecca.” (S. Berlusconi)

Parlando ai suoi seguaci, Silvio Berlusconi ha lanciato questa sua pazza idea, poi smentita il giorno seguente, quando anche i suoi più fedeli lacché probabilmente gli hanno fatto notare che l’aveva sparata un po’ più grossa del solito: cercare tramite l’Unione europea di forzare la Bce a stampare moneta; se in Europa non si trovasse l’accordo, usare la Zecca italiana.

Non intendo commentare la notizia come hanno fatto i più, magari condannando l’attentato all’indipendenza della Bce, oppure la sostanziale impossibilità di convincere i tedeschi a cambiare i trattati per rendere legalmente possibile la proposta berlusconiana.

Preferisco soffermarmi sulla sostanza della ‘pazza idea’. Berlusconi sostiene che la Bce dovrebbe stampare moneta “così cambia l’economia”.

Probabilmente il cavaliere non se ne è accorto, ma la Bce non ha tenuto il rubinetto della liquidità chiuso da quando è iniziata la crisi, men che meno negli ultimi mesi. Uno può discutere sull’utilizzo di quella liquidità da parte di chi la riceve (ossia le banche), ma sostenere che la quantità è scarsa mi pare incongruente con la realtà.

Ciò detto, a mio parere la cosa preoccupante è che l’idea che stampare denaro rappresenti la soluzione e non l’origine del problema si stia diffondendo sempre di più. Non che da Berlusconi mi aspettassi ragionamenti economicamente ineccepibili, ma l’unica cosa condivisibile è che “cambia l’economia”.

In effetti cambia: la ricchezza reale viene redistribuita a favore dei primi percettori del nuovo flusso di denaro, e cambiano anche i prezzi in misura diversa da quella che sarebbe stato il risultato dell’interazione tra domanda e offerta in assenza di distorsioni monetarie. Ma non si risolve nessuna crisi, se non in modo temporaneo e illusorio. Semplicemente si caricano sui cosiddetti contribuenti oneri in modo più subdolo rispetto alla tassazione.

Berlusconi nello stesso intervento ha detto che farebbe volentieri l’allenatore del partito. A me fa tornare in mente l’allenatore nel pallone…

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  • Notforall
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    All’indomani del terremoto in Emilia, il Ministro Clini chiede all’Esecutivo di intercedere presso Bruxelles per dare all’Italia la possibilità di emettere nuovo debito pubblico, e finanziare con quello la ricostruzione. In buona sostanza, chiedeva di “poter stampare qualche miliardo di € ” dando in contropartita Buoni del Tesoro. Un paio di giorni or sono George Soros (colui che nel 1992, tutto da solo, speculando sulla sterlina, tenne l’Inghilterra fuori dall’Euro) in una intervista rivela che la moneta unica è stata una pura e semplice bolla speculativa, che si sgonfierà nei prossimi tre mesi.
    Nel frattempo, e da alcuni mesi ormai, sono tanti gli economisti (anche Nobel per l’economia) che indicano nella rinuncia all’euro e nel ritorno alla Sovranità Monetaria l’unico vero modo per salvarsi da questo pernicioso vortice recessivo alimentato dalla mancanza di liquidità.
    Ovviamente tutti questi esempi indicano nella stampa di moneta l’unico sbocco dell’attuale crisi europea/italiana, ma chi sono questi qua (Soros, Stigliz e tanti altri…) a confronto di Matteo Corsini? Cacchette, presumo.
    E’ la finanza, bellezza, chiunque può dire la sua (anche il sopracitato Corsini) senza timore di perdere la faccia, perché la finanza è per sua natura fuori dalla logica e dal controllo (pensate solo alle migliaia di miliardi in derivati…). Quindi, in sostanza, qualsiasi soluzione venga adombrata può essere geniale o stupida, e a valutarlo serve solo il senno di poi (come le lodi del FMI all’Argentina ancora due mesi prima del default…).
    Io penso sia valido il discorso che mi faceva un amico in tema di commercialisti: in Danimarca la maggioranza delle dichiarazioni dei redditi sono in pratica delle autocertificazioni, sottoposte all’Autorità di controllo che ne valuta la congruenza con lo stile di vita e le proprietà del dichiarante. I commercialisti, almeno come li conosciamo noi, là non esistono.
    Penso che sia arrivato il momento di dichiarare morta e superata la finanza (come tutte le cose inventate dall’uomo, ha un inizio ed una fine) e rendere immediatamente, splendidamente obsoleti e pleonastici questi finissimi pensatori del nulla, gli analisti finanziari…

    • Matteo C.
      Rispondi

      Il commento non entra nel merito della mia critica alla “pazza idea”, soprattutto su questo punto:
      “In effetti cambia: la ricchezza reale viene redistribuita a favore dei primi percettori del nuovo flusso di denaro, e cambiano anche i prezzi in misura diversa da quella che sarebbe stato il risultato dell’interazione tra domanda e offerta in assenza di distorsioni monetarie. Ma non si risolve nessuna crisi, se non in modo temporaneo e illusorio. Semplicemente si caricano sui cosiddetti contribuenti oneri in modo più subdolo rispetto alla tassazione.”
      Si tratta di uno degli effetti (il pezzo non aveva pretesa di esaustività) messi in evidenza molto meglio che dal sottoscritto da economisti come Mises, Hayek, Rothbard (solo per citarne alcuni).
      Se si ritiene che la stampa di denaro risolva i problemi, credo si dovrebbe innanzitutto dimostrare la non veridicità di quanto da me scritto. Spiegando anche, se possibile, come possa una moneta fiat che può essere emessa in quantità illimitata a costo sostanzialmente nullo rappresentare ricchezza reale.
      Ciò detto, io non ho dato della “cacchetta” a nessuno, e non ho neppure paura di perdere la faccia per quello che scrivo, tanto da firmarmi con nome e cognome.

      P.S.: Soros nel 1992 non tenne la sterlina fuori dall’Euro (che sarebbe arrivato nel 1999 e avrebbe iniziato a circolare fisicamente nel 2002), bensì ne provocò l’uscita dal Sistema Monetario Europeo (SME).

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