In Anti & Politica, Libertarismo

DI FEDERICO DEGNI CARANDO

Noi della scuola austriaca, noi seguaci del pensiero liberale in economia che da David Hume a Von Hayek dobbiamo dichiarare la nostra sconfitta.

Noi che pensiamo che una famiglia che spende il 123% di quello che produce sia una famiglia destinata alla bancarotta evidentemente ci siamo illusi.

Noi ultimi baluardi del rigore tedesco, della difesa dei prezzi e del potere d’acquisto dei salari e dei risparmi, possiamo sventolare bandiera bianca.

Noi che abbiamo sempre creduto che la ricchezza, per essere redistribuita, vada creata, non abbiamo evidentemente capito nulla.

Noi che abbiamo sempre pensato che indebitarsi sia una “colpa”, come nell’etica protestante e come nella lingua e nella cultura tedesche, ci siamo sbagliati.

Le parole di Draghi denotano tutto ciò. Denotano che basta stampare, stampare e ancora stampare. Creare ricchezza dal nulla. Senza averla prodotta.

“Niente si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma” ci avevano insegnato a scuola. Non vale più. In questo millennio si crea il nulla dal nulla, cartamoneta che gradatamente perderà valore perché accanto ad essa se ne ritroverà altra.

Un po’ come se in un’aia anziché veder sparire ogni anno qualche maiale, se ne vedesse la costante moltiplicazione.

Ora che abbiamo dichiarato senza se e senza ma la nostra sconfitta, per favore, riconosceteci l’onore delle armi:

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PIANTATELA DI DEFINIRVI TUTTI “LIBERALI” E DEFINITEVI PER QUELLO CHE SIETE:  SOCIALISTI – ANZI NO! – COLLETTIVISTI!

Avete nel DNA culturale quel DNA tipico dei popoli cattolici, ortodossi e levantini che vede la ricchezza come una vergogna o come un furto.

Per cui lasciate a noi, che moriremo liberali, liberisti e libertari, la solitudine di lottare per la difesa della proprietà, dei prezzi e dei risparmi. Una battaglia contro i mulini a vento, visto che la mastodontica massa monetaria che state stampando con Mario DrOghi, colui che iniettando liquidità infinita droga l’economia, distruggerà i nostri risparmi ed i vostri salari.

Ma voi keynesiani – come il “cane di Mustafà” – non ve ne rendete conto e continuerete spendendo oggi quello che NON avete guadagnato ieri e NON produrrete domani.

 

 

 

 

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Showing 9 comments
  • antonio
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    ma che dici?
    a parte che di keynes non hai capito nulla…
    dall’80 in poi (proprio da quando è aumentato a dismisura debito e stampa) in tutti i paesi occidentali è AUMENTATA la disparità tra redditi alti e bassi… questo è il “socialismo-collettivismo”???
    allora reagan e tatcher erano come lenin?

  • zioAlbert
    Rispondi

    Concentrazione dei redditi nelle caste alte, è proprio questo l’effetto, verificato, del socialismo.
    I boiardi al potere sempre più ricchi, espropriata e dissanguata l’odiata borghesia mercantile, e sempre più estesa la base di schiavi sempre più poveri.
    Finchè dura però, perchè quanto più virulento è l’attacco di socialismo (IV reich, 12 anni) e tanto prima si risolve, se è mediamente virulento ci vuole del tempo (urss & c. 70 anni) ma se è soft come quello occidentale in salsa social-democratica allora si va per le lunghe.

  • antonio
    Rispondi

    beh, non vedo fidel castro figurare ai primi posti dei megamiliardari della classifica di forbes…
    lo zar era moooooooooooooooooooooooolto più ricco di lenin, allora secondo la vostra pittoresca teoria era anche più socialista-collettivista…
    ma per favore…

    • zioAlbert
      Rispondi

      Castro si è arricchito in maniera smodata, lo sanno anche i sassi, quanto a Lenin, non ha fatto in tempo ma dopo di lui i super burocrati avevano in mano tutto, potere e ricchezza.
      In Italia la ricchezza viene distribuita ai clienti-fornitori dello stato, nel nostro socialismo soft-assistenzialista, oltre ai boiardi, che si abbuffano, c’è una marea di persone che si accontenta di poco ma continuativo.
      D’altra parte, sempre meglio che lavorare.

  • Riccardo
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    Sono cattolico, ma non ho mai considerato la ricchezza come un furto, anche perchè mi considero, se non proprio ricco, diciamo, benestante. Semmai l’hanno considerata tale i comunisti, cioè quelli che si rifacevano a dottrine statali di tipo orientaleggiante. Forse l’autore di questo articolo dovrebbe leggere ‘Il dispotismo orientale’ di Karl Wittfogel. Potrebbe imparare qualcosa e questo gli eviterebbe di dire corbellerie.

    • zioAlbert
      Rispondi

      Cristo e la sua filosofia non erano particolarmente “occidentali”.

      • daouda
        Rispondi

        Strano perché i druidi ed i pitagorici non la peserebbero come te…Ad ogni modo l’Europa è settentrione , non occidente.
        Se volete accodarvi ad Huntington e Luttwak fate pure…

  • daouda
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    Ma sto tipo ha letto Rothbard?
    No perché è tutto l’inverso semmai.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    Lascerei perdere l’etica protestante, ch’è una bella invenzione di Max Weber, la cui insostenibilità alla luce dei dati storici è stata dimostrata in modo inoppugnabile dal nostro Luciano Pellicani. Tra l’altro, io credo pochissimo a questo presunto influsso dell’ideologia religiosa sulle dinamiche del sistema economico. Nel tardo Medioevo i mercanti dei liberi comuni italici accumulavano profitti grazie ai loro lucrosi affari continuando a frequentare con devozione i sacramenti; i banchieri prestavano a interesse anche se la Chiesa ufficialmente bollava come usuraria la loro attività,poi magari,come Enrico Scrovegni(che Dante mette all’Inferno) per lavare le proprie colpe, se colpe erano, finanziavano la costruzione d’una cappella.I Peruzzi e i Bardi erano i banchieri più ricchi d’Europa: se la memoria non mi inganna, qualcuno di loro commissionò a Giotto un ciclo di affreschi di cui si può ancora ammirare qualche traccia nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze. E visto che si parla di Scuola Economica Austriaca( alla quale, per quel che possono valere le mie conoscenze dilettantesche, aderisco anch’io) non dimentichiamoci che l’Austria è cattolica…Ah le splendide opere sacre, su testo latino, del mio amato Mozart!

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