In Anti & Politica
DI LORENZO MAYER*
Minacciato e offeso, in strada davanti ai passanti, dal presunto evasore che aveva denunciato alla guardia di finanza del Lido perché non gli rilasciava mai lo scontrino fiscale.
Invitato in maniera prepotente a non farsi più vedere in giro. L’episodio avvenuto al Lido ha davvero dell’incredibile. «Ora temo fisicamente per la mia vita», racconta il cittadino che aveva segnalato alle fiamme gialle che il barbiere dove si recava abitualmente non gli rilasciava mai lo scontrino fiscale. Da anni offriva prestazioni «in nero», e lui lo ha messo a verbale, citando una serie di episodi e riferimenti ben definiti.

Per una inspiegabile “fuga di notizie”, però, proprio il presunto evasore è venuto, chissà come mai, a sapere del verbale che lo chiamava pesantemente in causa. Il Lido è piccolo, ci si conosce un po’ tutti, e probabilmente le notizie fanno presto a fare il giro dell’isola. Anche quando meno te l’aspetti. Ma questa informazione avrebbe dovuto rimanere riservata, anche perché oggetto di indagini e accertamenti ancora in corso. Invece non è stato così e il denunciante ha paura. «Ho voluto, pur con sofferenza, solo compiere un mio preciso dovere civico – racconta – spesso ci si trincera dietro denunce anonime, io invece credo che si debba avere il coraggio delle proprie azioni e così ho indicato tutta una serie di dati e riferimenti che avvaloravano la mia tesi. Ma ora mi sento in pericolo, solo per aver esercitato un mio dovere, e non mi va di essere messo alla berlina o dileggiato da altri. L’ho fatto perché ogni volta che entravo nel negozio sentivo il titolare che si lamentava di tutto, dal sindaco al governo, salvo poi non fare gli scontrini. Non è giusto lamentarsi della pressione fiscale troppo alta e poi non pagare le tasse. E così l’ho riferito a chi ha autorità e giurisdizione in merito. È giusto che i commercianti, come tutti i cittadini, paghino le tasse in rapporto ai loro guadagni. E non mi va che ci si lamenti ma poi si sia i primi a dare il cattivo esempio».

Tratto da il Gazzetino.it

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Showing 17 comments
  • MauroLIB
    Rispondi

    A tutti coloro che vorrebbero anonimamente denunciare gli evasori, un avvertimento.

    In Itaglia il segreto non lo tiene nessuno e state certi che prima o poi il ‘beneficiato’ dalla vostra denuncia verrà a sapere che siete stati voi e vi spaccherà la faccia o vi squarcerà quattro gomme.

    Quindi anche se vi venisse voglia di seguire la moda del ‘bravo cittadino’, continuate a fare i vigliacchi in cui siete bravissimi: fatevi i cazzi vostri come sempre, che almeno questa è un’ottima causa per farveli …

  • CARLO BUTTI
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    Episodio squallido, da paese incivile. Ne escono moralmente a pezzi i tre personaggi implicati: il delatore che vorrebbe rimanere anonimo, l’accusato che minaccia pubblicamente l’accusatore, e soprattutto lo Stato, che incoraggia la delazione facendo leva sui sentimenti più ignobili, mascherati da senso civico. Aggiungiamo alla lista nera i turiferari del regime, che dalle pagine di una stampa mercenaria a loro volta magnificano quest’andazzo come segno di maturazione democratica. Se si sapesse che nell’Atene del V secolo a.C., gemma della democrazia antica, i delatori dei contrabbandieri di fichi, i cosiddetti sicofanti, erano additati al pubblico disprezzo…Se la cultura classica, come ho detto altrove, non fosse così negletta… Anche Platone, nella “Repubblica”(I,340d) usa il termine “sicofante” nel senso dispregiativo di “persona disonesta, calunniatore”.

    • Guest
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      Ritengo che tu abbia centrato in pieno tutti…
      Il delatore che, invidioso, denuncia, e poi torna dallo stesso barbiere…
      Il barbiere che punto nel vivo si incazza e dice “fai a farti tosare dalla finanza”…
      Lo stato che rimesta nel torbido dei sentimenti peggiori e li sfrutta.
      Una storia squallida da paese squallido, e si può dire ? Di Merda, con la M maiuscola.

      Guest

  • Claudio
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    Per proseguire con Platone, diretto al delatore:

    TE STA BEN, MONA!!

  • FrancescoPD
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    Immaginando il soggetto tipo che fa il delatore,.. se fossi la GdF, per prima cosa andrei ad indagare se questo “signore” che è stato così minuzioso, che per caso non abbia avuto tutto il tempo di ricamarci su la delazione proprio utilizzando l’ orario d’ufficio e magari proprio a spese del contribuente.
    Ci scommetterei su che è andata così…

    • Mance Rayder
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      Ma che c’entra la delazione? Il bravo cagnolino non l’ha mica ricattato il barbiere…Ha fatto solo il suo dovere di bravo cittadino…
      Se a qualcuno proprio non va giù che qualcun altro non paghi le tasse, costui dovrebbe discuterne pacificamente con l’interessato, invece di denunciarlo di nascosto, come si farebbe nei confronti di un omicida.

      Bisogna essere obiettivi su questo punto; molti, moltissimi, sono COSTRETTI a pagare le tasse, e (forse) giustamente fanno bene a incazzarsi se scoprono che altri hanno la possibilità di non pagarle.
      Non venitemi a dire che il cittadino potrebbe ribellarsi allo Stato e fare la rivoluzione libertaria solo se lo volesse. Siamo nel MONDO REALE, non nelle utopie..

      Molti vivono con i sussidi dello “stato sociale”. Lasciamo perdere tutti i ragionamenti economici e sociologici; pensiamo solo a cosa succederebbe se, IMPROVVISAMENTE, venisse debellato lo stato sociale…Anarchia…
      questo è il mondo.
      P.S.Anarchia come caos e violenza, non come come ordine autodiretto.

  • Al
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    Chi fa la spia non è figlio di Gesù e non è figlio di Maria. È solo un figlio di troia!!!

  • Lorenzo
    Rispondi

    Attenzione a non mettersi uno contro l’altro, chi evade contro chi denuncia. Divide et impera è l’obiettivo dello stato.

    • FrancescoPD
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      NOn è l’obiettivo dello stato, questo schifoso di stato ci ha GIA’ diviso, non lo capite ancora che in questo modo ha delegato a questi decerebrati una presunta polizia fiscale.
      Poi non si diceva che gli scontrini “dovevano essere” aboliti,.. cos’è sta storia che siamo ancora qui a parlarne!!
      Una bella randellata a questi presumo pochi insulsi, e vedrai che le cose si sistemano.

  • Dino
    Rispondi

    <>

    C’è davvero gente che ragiona così o questo articolo è uno scherzo?

    <>

  • Dino
    Rispondi

    “Non è giusto lamentarsi della pressione fiscale troppo alta e poi non pagare le tasse.”

    C’è davvero gente che ragiona così o questo articolo è uno scherzo?

    “Non è giusto lamentarsi delle frustrate e poi cercare di sfuggirgli”

  • Borderline Keroro
    Rispondi

    ok, a prescindere da altre considerazioni,
    ma il tizio che ha fatto il delatore con che faccia si presentava dal suo barbiere sapendo di averlo denunciato?
    Andava lì per ridergli anche alle spalle?
    E una volta saputo il nome del delatore, cosa avrebbe dovuto fare il barbiere? Ringraziare per il gentile omaggio?
    Oltretutto il reddito non viene desunto dagli scontrini o dalle ricevute, bensì utilizzando i famosi “studi di settore”, per cui l’obbligo di emettere scontrino e/o fattura e/o ricevuta, è solo una scusa per additare al popolino il capro espiatorio e per ricamarci sopra una simpatica multa.
    Visto che lo Stato ha già deciso quanto devi guadagnare.
    Appunto è giusta la storia delle frustate che dice Dino.
    Mentre FrancescoPD è uno a cui piace vincere facile: e certo che è così, ci scommetto anch’io.
    Però non illudiamoci, la GdF non andrà a controllare il “collllabbbbbboradore”.

  • Guest
    Rispondi

    Poi, se fossi stato io il barbiere, avrei fatto accomodare il signore sulla poltrona, ben insaponato per la barba,
    e poi con il rasoio ben affilato, poggiato delicatamente in zona gola, gli avrei detto:
    “ma lo sai che uno è andato a fare una spiata, e così e cosà ?”
    Come abbiamo visto fare in mille film italo-mafiosi.

    Minimo al tipo gli prende un infarto.

    Guest

  • TPM
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    Attenzione!!!!

    Il cliente che che ha fatto la denuncia è lui l’evasore!!!!!!!

    Perchè l’iva è una imposta che grava sul consumatore finale, e solo indirettamente il barbiere può evadere l’irpef (e non è detto che ci riesca visto che esistono gli studi di settore).

    Questo dimostra che lo stato scarica tutta la colpa della crisi sull’evasore solo per tenere buoni il popolo servo!!!!

  • Giorgio Fidenato
    Rispondi

    No mio caro denunciante, non “È giusto che i commercianti, come tutti i cittadini, paghino le tasse in rapporto ai loro guadagni. E non mi va che ci si lamenti ma poi si sia i primi a dare il cattivo esempio”, bensì è giusto che tutti i cittadini non paghino le tasse come i commercianti. Ma quale insano ragionamento state facendo cittadini onesti? Ma non vedete che i politicanti e quelli che vogliono continuare a vivere senza fare niente vi usano e vi mandano in trincea a combattere per i LORO interessi e non per i vostri? Ma non è ora che vi svegliate? e non è ora che pretendiate di non pagare le tasse come gli altri e che ognuno si guadagni da vivere con un onesto e utile lavoro?
    Che poi i commercianti e artigiani si lamentano e pretendano la regolamentazione delle professioni, beh qui non sono d’accordo per niente con loro. Ma questo non mi spingerà mai a chiedere che vengono tassati come gl altri, ma vorrei essere tassato come loro!!!!!

    • Borderline Keroro
      Rispondi

      “i politicanti e quelli che vogliono continuare a vivere senza fare niente vi usano e vi mandano in trincea a combattere per i LORO interessi e non per i vostri”

      Non credo serva aggiungere altro.
      Io e te ci vediamo in Tribunale; sì, vengo a darti una mano per quanto mi è possibile.
      Mandi e bus i frus

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Io vado da un barbiere che regolarmente mi fa la ricevuta anche se con me lo invito a soprassedere .
    Certo se fossi stato nei panni del cliente ligio ai doveri, avrei cambiato barbiere.
    E se fossi stato nei panni del barbiere, non avrei minacciato il mio cliente, ma avrei abbozzato ed a lui avrei aumentato il costo della prestazione di quel po’ rilasciandogli poi la ricevuta desiderata.
    Mi piace molto il commento di Carlo Butti, ma io ho fatto le scuole basse e nel mio senso civico seguo gli insegnamenti della nonna partenopea: “I polpi s’hanno a cuocere nell’acqua propria”, e penso che un cliente che abbia scelto di essere “polpo” meriti di essere cucinato nel brodo da lui voluto.

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