In Anti & Politica, Economia

DI REDAZIONE

Anticipiamo l’articolo di Oscar Giannino che uscirà sul numero 29/2012 di Tempi, in edicola da giovedì.

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Come mai Vittorio Grilli, all’indomani del giuramento da ministro dell’Economia, dopo tanti anni passati da ragioniere generale dello Stato e direttore generale del Tesoro, ha dichiarato che l’Italia intende vendere asset pubblici per 120 miliardi di euro entro il 2017, almeno un punto di Pil l’anno? Sono numeri che non erano mai stati esplicitati da parte del governo. Poiché è da escludere che Grilli lo abbia fatto per polemizzare indirettamente con Monti o per dar più lustro alla sua guida personale del dicastero rispetto al premier che lo reggeva interinalmente, la spiegazione deve essere un’altra.

È un’altra, infatti. Continua in questi giorni l’incedere dello spread italiano verso la soglia critica di 500 punti sul rendimento del Bund tedesco. Personalmente, sono molti mesi che tengo This is the End dei Doors in apertura del programma su Radio24, ogni giorno ricordando a chi è in ascolto che la ragione è questa. Ora che si è chiarito che anche il salva-spread per l’Italia non c’è e ragionevolmente nel breve non ci sarà, mentre la Corte costituzionale tedesca si prende fino a settembre per esaminare se l’Esm in quanto tale non violi la Grundgesetz accollando al contribuente tedesco oneri non esplicitamente autorizzati ex ante, è sempre più evidente che si avvicina l’ombra dei men in black del Fondo monetario internazionale. L’ipotesi esiste davvero, anche Monti ha pian piano virato verso l’ammissione che l’attacco all’Italia è verosimile, dopo averlo escluso. Se andiamo stabilmente oltre quota 500, sappiamo ormai che cosa dobbiamo aspettarci. I tedeschi hanno fatto capire cosa ritengano giusto e commisurato al rischio italiano. È probabile che lo abbiamo persino già contrattato con la signora Christine Lagarde al Fmi.

Poiché è l’immenso debito pubblico il nostro problema, in ulteriore crescita dopo esser cresciuto insieme a spesa pubblica e tasse a livelli record grazie al centrodestra e al centrosinistra in 18 anni di Seconda Repubblica, è sul debito pubblico che scatterebbe il piano della troika. Da un mese i più recenti studi del Consiglio dei 5 saggi tedeschi e del Diw, il secondo istituto economico germanico per autorevolezza dopo l’Ifo guidato da Hans-Werter Sinn (che pure è d’accordo), hanno disegnato con precisione il piano straordinario riservato a noi. Visto che affidata a se stessa l’Italia fa salire ancora il debito, tanto vale vincolarla a un meccanismo straordinario di abbattimento che da sola non è masi stata capace di darsi.

All’Italia verrebbe destinato un fondo straordinario di redenzione del debito, al quale asservire ogni anno per un decennio una decina di punti di Pil di gettito fiscale tra interessi dovuti sui vecchi titoli e riduzione del loro stock, e una bella patrimoniale sui privati, sia pure gentilmente denominata “prestito forzoso”. Il Diw l’ha già calcolata, per tutti gli italiani dotati di patrimonio superiore ai 230 o 250 mila euro, cosa che, comprendendovi i mattoni a valori di mercato, identifica più del 50 per cento dei cittadini, non certo i famosi “ricchi” a cui la sinistra riserva i suoi strali. A quel punto, per molti anni l’output potenziale del nostro paese verrebbe ad essere ulteriormente pregiudicato, sotto il peso dell’attuale pressione fiscale record che, scambiata per rigore da centrodestra e tecnici, ha ulteriormente depresso il Pil senza per questo riuscire a evitare che il gettito tossicchi. È evidente che un’alternativa c’era. Il debito pubblico andava abbattuto di 30 punti cedendo asset pubblici e non più perseguendo avanzi primari record. Mentre gli 8 punti di Pil di minor spesa pubblica che vanno identificati e tagliati a passo di carica devono essere retrocessi per ogni singolo euro in meno tasse a chi lavora e fa impresa, non destinati a copertura di spesa nuova come avviene ancora oggi con la spending review di Monti.

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Mettiamo ai voti anche la pressione fiscale
Per affrontare questa minaccia incombente, con tanti altri non politici che condividono la ricetta, abbiamo deciso di pubblicare tra poco un manifesto, che rinvia a un sito e un programma più articolato. Siamo infatti convinti che nell’offerta politica attuale non ci sia niente di adeguato alla portata di questa minaccia, al nuovo patto con gli italiani che serve per affrontarlo. Nessuno di noi si sente un salvatore della patria, nessuno di noi ambisce a incarichi. Vogliamo solo vedere se e fino a che punto la nostra sensazione è condivisa: un’Italia in cui i produttori diventano ex, e chi non lo è non lo sarà mai, ha bisogno di una rilegittimazione identitaria e programmatica che manca ai partiti della Seconda Repubblica. Arrivo personalmente a dire che, insieme ad altri, penso che se dovessimo finire sotto il tallone di un’ulteriore repressione fiscale, per colpa della vecchia politica, vincolo costituzionale o meno chiederei un referendum perché fossero gli italiani a scegliere se assoggettarsi a una tenaglia fiscale amazzafuturo, o se invece scegliere la strada autonoma del tagliadebito e del tagliaspese. Francamente, a noi sembrano questi i problemi essenziali dell’Italia. Non il numero di chili persi da Silvio Berlusconi, o se il Pd sia per le unioni gay o meno.

Tratto da www.tempi.it

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Mostrati 27 commenti
  • maschile individuale
    Rispondi

    e il movimento libertario cosa farà? sosterrà la eventuale candidatura di Giannino?

  • Dexter
    Rispondi

    “Non voglio fare politica, non mi candido”.
    E’ quanto detto da Oscar Giannino durante la registrazione dell’Ultima Parola, su Rai 2.

  • antonio
    Rispondi

    l´intelligenza di giannino é proporzionale alla densitá dei suoi capelli.
    nel referendum che proporrebbe agli italiani dovrebbe anche spigare al popolo che la ricetta liberista implica anche l´azzeramento della sanitá e dell´istruzione pubblica, ovvero:
    – visita medico privato a casa: 200 euro
    – ricovero ospedale privato: 500 euro al giorno
    – scuola privata: 300 euro al mese a figlio
    allora vedremmo come vincerebbe il referendum.

    • daouda
      Rispondi

      Caro Antonio ciò è solo parzialmente vero.

      a) perché i prezzi che riporti sono in base alla NON LIBERALIZZAZIONE ATTUALE , il che significa che sono prezzi non corrispondenti al reale valore della prestazione oltre ad essere prezzi obbligati e dipendenti dall’alta tassazione che influisce sul costo ( se non capisce mi spiace per lei )

      b) perché la privatizzazione di settori pubblici, implicandovi del risparmio, dovrebbe implicare una drastica caduta delle imposte cosicché colui che prende 1000 netti mensili dovrebbe senza difficoltà aumentare del 50% il proprio stipendio.

      c) la privatizzazione comporterebbe, per natura, e se fatta contro il corporativismo, un ingente risparmio di tempo E DI NERVI, che già da sé, nel lungo periodo, varrebbe la candela anche se si dovesse pagare di più ( ed è sicuro che si pagherà di più, ma non come lei paventa ).

      d) il fatto che si paghi di più per un qualcosa di funzionante, efficiente ed effettivo FAVORIRA’ LA RESPONSABILIZZAZIONE E LA CONSAPEVOLEZZA della gente riguardo ciò che fà. Questo è segno di “democrazia”.

      e) la distruzione delle corporazioni chiuse e l’abbattimento fiscale favorirebbe la produttività cosicché ogni stipendio standard sarebbe IPSO FACTO rimodulato verso l’alto e spinto a crescere.

      Letti questi punti , con la coda tra le gambe, se ne vada, cane bavoso.

      • antonio
        Rispondi

        con la liberalizzazione aumenterebbe non solo l’offerta dei privati ma anche la domanda di quelli che prima si rivolgevano al pubblico e quindi non vedo perchè i prezzi dovrebbero diminuire, anzi sono certo aumenterebbero, come in USA dove la fetta di pil fagocitata dalla sanità è il DOPPIO che in svezia o in germania, coglionazzo.
        e per quale motivo la caduta delle imposte dovrebbe comportare aumento dei salari? io invece credo che la differenza ve la pappate voi imprenditorucoli, conoscendo la vostra crudeltà e paranoia ossessiva per i soldi.
        sopperite coi soldi all’impotenza sessuale.
        io sono un economista e anche psicoanalista e ti faccio il culo, scemo.
        scemo nell’ipotesi che credi veramente alle stronzate che spari… nel caso contrario sei un criminale.
        per la redazione: se censurate il mio commento dovete censurare anche quello del cazzetto bonsai daouda, che m’ha preso a parolacce prima lui… e voi siete contro l’aggressione, giusto?

        • daouda
          Rispondi

          1 la domanda è già di gran lunga superiore alle possibilità del pubblico, perché il pubblico è incapace

          2 il fatto che la domanda possa aumentare di sua sponte può derivare solo da un lavaggio del cervello propagandistico, che sicuramente c’è, ma non è direttamente collegato alle liberalizzazioni.

          3 evidentemente non comprendi che il sistema sanitario U.s.a. è molto più “pubblico” del nostro, difatti. Ma sorvoliamo con tranquillità innanzi al tipico perbenismo conformista di cui sei espressione. Senza contare che gli U.s.a. sono uno dei paesi più socialisti del mondo ( giacché la “socializzazione” cancerogena deriva non solo dalla tassazione e dalla burocratizzazione, ma dall’improprio uso della moneta, di cui gli U.s.a. sono CAMPIONI indiscussi )

          4 Che gli imprenditori ( io non lo sono , MERDA PREGIUDIZIOSA CHE NON SEI ALTRO ) si pappino il tutto è possibile ma solo se nessuno controlla. Il crimine è sempre possibile se non si controlla e non si sanziona. Sono cose che non hanno alcun diretto collegamento logico poiché riguardano fattori ed àmbiti distinti.

          5 “sopperite con i soldi all’impotenza sessuale” “cazzetto bonsai daouda” se questo è il livello dialettico , accetto l’insulto e certifico assolutisticamente, di mia spontanea volontà , che è così, per il semplice fatto che ho sprecato il mio tempo a rispondere ad un celebroleso come te seppure rimangono dei dubbi su come tu abbia avuto tutte queste informazioni così “appurate”. Ora tronfio di te stesso, azzitati e a cuccia torna a leccare il culo ai tuoi padroni, unica cosa di cui sei fiero.

          6 a) sti cazzi che sei psicoanalista b) complimenti per la serietà che palesi. I tuoi colleghi ti prenderanno ad esempio c) non avendo competenze potresti umilmente sottometterti a chi è ovviamente superiore a te in queste materie? ( domanda retorica atta solo a farti incazzare e perdere il tuo àplomb da erudito, tranquillo, non avrei mai preteso tanto da un idiota come te ) d) non c’è nulla in cui credere ma solo da studiare ed appurare in teoria ed in pratica, essendo le due realtà non scindibili, come stanno le cose

          7) Innazitutto chi propaga le idealità che propaghi tu dovrebbe essere lui il criminale poiché diffonde errori gravissimi che portano schiavitù e miseria, di cui poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
          Visto che sai solo frignare, come ben hai palesato, ti consiglierei di rivedere la tua adesione alla psicoanalisi.

          8) qui non si è contro la violenza ma contro l’aggressione che è di per sé ingiustificata. Qui si è per la giustizia. Chi sbaglia deve pagare e chi lavora a favore di idealità malsane e criminali, da agitatore e sovversivo và trattato. I miei insulti sono più che dovuti, soprattutto per l’atteggiamento di merda che hai avuto nel tuo primo messaggio fin dalla prima riga.

          Adios.

          • antonio

            il bonsai me l’ha detto tua moglie… ahah!

          • daouda

            calcolando che mia moglie è morta da un bel po’ di tempo, MERDA CHE NON SEI ALTRO , non credo proprio.

            a) la libera scelta in termini assolutistici NON ESISTERA’ MAI e nessuno la professa, tranquillo.

            b) finché c’è una sanità pubblica parallela ad una sanità privata, idem con patate per quanto riguarda la scuola, è vero semmai che il privato è sotto l’egida di regole pubbliche e non l’inverso, sottoposto ad una concorrenza sleale. Ergo tutto quello che scrivi è a tuo sfavore e non a tuo guadagno ideologico.

            c) ti ho già scritto che il problema della corruzione è trasversale ed indipendente dalla forma giuridica e produttiva. Ad ogni modo è indubbio che la corruzione pubblica sia di gran lunga maggiore che nel settore cosidetto privato

            d) in regime di NON CORPORATIVISMO GARANTITO DALLO STATUALE ( che vige parallelamente allo statuale di per sé, ossia il pubblico ) società od aziende od istituiti che prospettano servizi non richiesti , inventati e scadenti fallirebbero in breve tempo. Ciò non accade proprio per via di una legislazione malsana ( e chi la crea sta legislazione? guarda caso gli appartenenti alle corporazioni ed i maneggioni del pubblico! ). Ad ogni modo ciò dipende dal punto b)

            e) qui nessuno è a favore dei cartelli aka corporazionismo. E già ti ho scritto che la pubblicità propagandistica , che per come è strutturata è una frode poiché inventa e spaccia ciò che non sussiste è da eliminare, ma ciò non significa che la pubblicità sia malvagia in sé. Anzi…

            f) i cartelli esistono perché lo stato li garantisce. Compreso ciò ci sarebbero vari modi per evitarlo, ma ciò implica la comprensione di questo punto fondamentale di cui tu non ti avvedi.

            Distanti saluti.

    • dante
      Rispondi

      la tua è paragonabile a quella di fidel castro e stalin.
      In cliniche privete senza tangenti, ruberie varie ( striscia ne documentate qualcuna) e interessi mafiosi vari i prezzi diminuirebbero del 70- 80 % e il servizio sarebbe molto migliore, e con i soldi riparmiati (le tasse si ridurrebbero al 20 – 30%) guadagnermmo ancora moltissimo.

    • dante
      Rispondi

      la tua è paragonabile a quella di fidel castro e stalin.
      In cliniche privete senza tangenti, ruberie varie ( striscia ne documentate qualcuna) e interessi mafiosi vari i prezzi diminuirebbero del 70- 80 % e il servizio sarebbe molto migliore, e con i soldi riparmiati (le tasse si ridurrebbero al 20 – 30%) guadagnermmo ancora moltissimo

  • antonio
    Rispondi

    mi sforzo di ritornare all’educazione…
    io ho vissuto (e ancora vivo) in vari paesi in cui sanità e scuola sono sostanzialmente privatizzate e voi non sapete NIENTE di come funziona. spesso è proprio la privatizzazione a produrre inefficienze peggiori di quelle statali:
    – scuola: promuovono cani e porci (verrebbe promosso perfino giannino) per non perdere mercato, se ti bocciano il figlio tu lo trasferisci in scuola più “benevola”. succede anche in italia.
    – sanità: dove c’è un sistema misto, chi può ruba macchinari e medicinali dall’ospedale pubblico e se li porta nella sua clinica privata.
    inoltre, i privati CORROMPONO I POLITICI al fine di far funzionare il peggio possibile il settore pubblico, per far passare dalla loro parte fette di mercato. è facile in quanto spesso grandi imprenditori e politici, oltre alla solidarietà “di classe”, appartengono anche alle stesse famiglie.
    poi, anche dove il ruolo privato è preponderante, ti somministrano cure e prestazioni inutili a mitraglia, così paghi di più. a mio figlio una volta, causa una spina sul viso, hanno somministrato ben 24 esami .
    è una PIA ILLUSIONE quella della libera scelta del consumatore (che tra l’altro presuppone perfetta conoscenza obiettiva del mercato, obiettività resa fallace dal bombardamento psicopubblicitario), NECESSARIAMENTE limitata dall’organizzarsi dei privati in CARTELLI. modo di evitare i cartelli?
    nessuno.

    • daouda
      Rispondi

      calcolando che mia moglie è morta da un bel po’ di tempo, MERDA CHE NON SEI ALTRO , non credo proprio.

      a) la libera scelta in termini assolutistici NON ESISTERA’ MAI e nessuno la professa, tranquillo.

      b) finché c’è una sanità pubblica parallela ad una sanità privata, idem con patate per quanto riguarda la scuola, è vero semmai che il privato è sotto l’egida di regole pubbliche e non l’inverso, sottoposto ad una concorrenza sleale. Ergo tutto quello che scrivi è a tuo sfavore e non a tuo guadagno ideologico.

      c) ti ho già scritto che il problema della corruzione è trasversale ed indipendente dalla forma giuridica e produttiva. Ad ogni modo è indubbio che la corruzione pubblica sia di gran lunga maggiore che nel settore cosidetto privato

      d) in regime di NON CORPORATIVISMO GARANTITO DALLO STATUALE ( che vige parallelamente allo statuale di per sé, ossia il pubblico ) società od aziende od istituiti che prospettano servizi non richiesti , inventati e scadenti fallirebbero in breve tempo. Ciò non accade proprio per via di una legislazione malsana ( e chi la crea sta legislazione? guarda caso gli appartenenti alle corporazioni ed i maneggioni del pubblico! ). Ad ogni modo ciò dipende dal punto b)

      e) qui nessuno è a favore dei cartelli aka corporazionismo. E già ti ho scritto che la pubblicità propagandistica , che per come è strutturata è una frode poiché inventa e spaccia ciò che non sussiste è da eliminare, ma ciò non significa che la pubblicità sia malvagia in sé. Anzi…

      f) i cartelli esistono perché lo stato li garantisce. Compreso ciò ci sarebbero vari modi per evitarlo, ma ciò implica la comprensione di questo punto fondamentale di cui tu non ti avvedi.

      Distanti saluti.

  • antonio
    Rispondi

    mi spiace per la signora ma è facile che la raggiungi presto, che sei rabbiosetto e potresti subire un infarto. forse una sega o una moldava risolverebbero il problema (oh, ti sto salvando la vita!)…
    e dove sta questo tuo regno dell’aldilà dell’inesistenza dei cartelli??? sul pianeta PAPALLA?
    “… dal nostro inviato sul pianeta papalla daouda… ” ahahah!
    TUTTO E’ CARTELLO!
    a partire dalla famiglia… gli HOMO SAPIENS per loro natura si associano perchè sperimentano facilmente che l’unione fa la forza.
    cartellos will never die! ahahah!

    • daouda
      Rispondi

      Se non capisci la differenza tra associazione e cartello stiamo fuori dalla benché minima possibilità di interloquire.
      Inoltre il fatto che ci siano, non impedisce che li si possa ridimensionare, riformare, limitare e financo eliminare. Fosse per te per il semplice fatto che lo stupro è sempre possibile e da sempre dato, tanto varrebbe legalizzarlo!
      Ad ogni modo continua pure ad eludere gli argomenti…a te la tua strada a me la mia.

      Per il resto , perché scrivi che ti dispiace se non te ne freka nint? E per proseguire , tranquillo sulla mia vita privata. Ho invece dubbi sulla tua proprio non ce li ho perché non mi interessa affatto, cara mia sòla. Ma preferisco ottenere poco e goderne poco, in giustizia, che avere chissà cosa grazie a prebende, slinguazzate o agevolazioni come financo ripetere pedissequamente e pappagallescamente le stupidaggini vigenti.
      Ad ogni modo il buonismo non credo che appartenga a questi lidi…gente come te meriterebbe ben altri trattamenti.
      E se vuoi salvarmi la vita, agisci, che parlare e cianciare è tipico di voi gente col culo parato, oltre al dileggio ed al voltafaccia, che chissà come ti poni innanzi ai tuoi compari…a moralizzare e disquisire sui “massimi sistemi”.

      p.s. Se vuoi te ce mando il al Creatore. Io sò onesto, sò pé la pena de morte. Risarcirò la tua famiglia ( anche cò lavori forzati ) e poi mi faccio scannà. Aaaaaaaah ma mme sò scordeto…Gesù Cristo era socialista! Mortacci tua cìai puro la paraculata della resurrezione, anvedi quanto fai schifo!

      p.p.s. tutto è cartello? pure il bonsai? Calcola che la misura standard è 50 x 70. Me sà che sò la reincarnazione de Priapo…aò se vuoi te lo appongo , non mi dire che fai di queste discriminazioni “unpolitically correct” ! Sei evoluto tu! Và a morì ammazzato và…

  • antonio
    Rispondi

    gianninuzzo prende soldi da giornali che prendono soldi dallo stato… cominciamo a licenziare lui…

    • daouda
      Rispondi

      Come scriverebbe qualcuno più capace di me…Dehe!

  • Giuliano
    Rispondi

    Ragazzi, la lettura sarebbe molto più piacevole e istruttiva se tutti, e dico tutti, smettessero di usare termini offensivi e parolacce. Peccato perché i contenuti, tolte le volgarità, portano a pacata riflessione: poi ognuno trae le sue conclusioni, secondo cultura, carattere e conoscenza.
    Per favore, ritorniamo sui binari della buona educazione. Grazie.

    • daouda
      Rispondi

      Ed è qua che sbagli.

      Riflette lo specchio, ma se è offuscato, te attacchi. E te lo scrivo perchè TE DEVI ABBITUA’ A PIJALLA N DER CULO.
      Dopo, solo dopo, quanno ciài ‘r deretano largo, quanno comprenderai che uccidere è male MA però solo in relazione all’intenzione ed all’oggetto, ebbene, allora potrai sentenziare.
      Sinceramente credi che dù parole su internet arisolveno la cosa? PAGA ALLO STATO, questo è il solo imperativo che arimane!!!!!! Cò gli sbeffeggiatori appizzati che nn vedono l’ora da dì due parole a sconferma della verità, che la loro natura è vile.
      Ciò deve essere.
      A chi capisch…

  • kmatica
    Rispondi

    @daiuda
    Forse hai un pò di confusione in testa. Parti da un assunto completamente sbagliato in quanto bisogna distinguere gli eventuali debiti o avanzi dello stato.
    Se il tuo ragionamento, senza entrare nel merito delle medicine propinate, si riferisce al disavanzo primario ti informo a salvaguardia della tua pigrizia che è pressoché in pareggio con tanto di trend.
    Se invece di riferivi al debito monetario, anche in questo caso senza entrare nel merito, le medicine che propinavi non centrano proprio nulla, in quanto detto debito è imputabile all’uso di una moneta non nostra, chiaramente con perdita di sovranità monetaria e della quale dobbiamo approvvigionarci sui mercati acquistandola pagando interessi, che trattandosi di interessi di mercato sono soggetti a fluttuazioni, non regolamentati come lo sono ad esempio gli interessi applicati dalle banche che oltre una certa soglia diventano reato, e che quindi vanno a gravare come ulteriore voce di spesa sul bilancio dello stato.
    Compreso ciò, risulta evidente un riflesso poco noto ai più, quindi credo a te sia completamente sconosciuto, ed è quello che se l’economia si espande, quindi cresce, lo stato necessità di ulteriore danaro, acquistandolo sul mercato a debito per immetterlo successivamente nell’economia.
    Quindi il debito, quello che interessa a noi, è principalmente monetario. E’ l’uso di una moneta forte a debito in una economia debole a non essere sostenibile. E’ tutto ciò era risaputo, ma per motivi di immagine – un euro senza itaglia – si volle lo stesso farne parte e come gira anche rete, si taroccarono pure i conti.
    Privatizzare tutto, anche lo stato, è come curare una malattia con l’aspirina, passa il dolore ma la malattia non risulta neanche scalpita.
    Se invece “il privatutto” è frutto di un’ideologia, allora forse siamo fuori tempo massimo, abbiamo problemi di “cosa mangiare” e non di “come cucinarlo”.

    • daouda
      Rispondi

      Veramente sei tu che tiri in ballo una questione non direttamente toccata, cosa che, però, tutto sommato, fai bene a fare visto che tutto è collegato.

      Ora ,però , non solo tu giungi e spari una subdola pippa sulla sovranità monetaria, interessi, disavanzi et cetera appioppandomele a prova della mia ignoranza, quando i temi erano diversi, ma ti poni con un atteggiamento socialistoide il che ti squalifica e non dovrebbe permetterti di arguire al riguardo.

      Inoltre se permetti il tuo discorso sulla moneta forte moneta debole, ha senso oggi, grazie al cazzo, ma nel 2001 , l’euro poteva rivelarsi utilissimo ai fini dell’abbattimento del debito e relativa distruzione degli interessi.
      Inoltre poi se nel corso degli anni, more solito, i problemi non si risolvono ma addirittura si ingrandiscono, non facendo alcuna seria riforma, non risanando l’organizzazione statale, continuando a sottostare a meccanismi di corruzione, clientele e mafie, beh, tute ste belle cosette in 10 anni potevano comunque essere migliorate, non dico risolte poiché ci vogliono generazioni, ma suvvia!

      Il problema è e rimane NON LO STATO ( poiché tecnicamente non esiste come entità ) ma il suo utilizzo.
      Non ho poi proprio voglia di star a fare un discorso sul perché una spesa sociale ingente, ergo una statualizzazione di determinate prestazioni, comporti disgregazione sociale.
      E nenahce ho voglia di esplicitare il perché sia sempre una forma di statualismo imperialista a difendere banche e inganni finanziari.

      Leggere poi che lo stato vada privatizzato, QUANDO E’ PRIVATO PER DEFINIZIONE, veramente fà sorridere.

      Visto che di solito venie qua gente di ogni risma a moralizzare ed insegnare, dal basso della loro viltà , con sicumera stucchevole talmente ebbri della loro ignoranza uniforme da non accorgersi di ciò, dialogare è cosa proprio fatua alle volte, se non c’è disponibilità a farlo.
      Spesso servono anche le armi. Lo scrivo per Giuliano, perché al ladro che ti entra dentro casa , se te tira fuori i diritti, è la volta buona che te à salì er mostro!
      C’è gente che vuole deviare, non dialogare. Ed anche questi sono agenti in guerra non giuridicamente dipendenti e sussidiati dallo “stato”, ma ltale differenza a questo punto diviene puramente formale.

      saluti

  • Roberto Porcù
    Rispondi

    Già, e la patrimoniale prossima ventura sui privati sarà un patriottico prestito forzoso e non l’ennesima tassa sul lavoro dei Cittadini, … ma, … di prestiti mi pare di averne fatto degli altri, altrettanto volontariamente, … ed a ripensarci, … non mi furono più restituiti.

  • kmatica
    Rispondi

    …Ora ,però , non solo tu giungi e spari una subdola pippa sulla sovranità monetaria, interessi, disavanzi et cetera appioppandomele a prova della mia ignoranza, quando i temi erano diversi, ma ti poni con un atteggiamento socialistoide il che ti squalifica e non dovrebbe permetterti di arguire al riguardo…Premesso che non mi interesso di estetica, di forma ma bensì di contenuti, La “pippa sulla sovranità monetaria” ovvero la perdita di essa, è una realtà di fatto. Se riesci puoi anche consultare Wikipedia al riguardo e miriadi di blog che trattano questo argomento con tutti gli annessi che detta perdita comporta. Non si può parlare di debito dello stato senza fare riferimento a quale di riferisce, perchè a secondo di quale si prenda in cosiderazione gli e effetti e le cuse sono differenti, anche se può trarre in inganno che abbiano origine nello stesso soggetto.
    …”Inoltre se permetti il tuo discorso sulla moneta forte moneta debole, ha senso oggi, grazie al cazzo, ma nel 2001 , l’euro poteva rivelarsi utilissimo ai fini dell’abbattimento del debito e relativa distruzione degli interessi.
    Inoltre poi se nel corso degli anni, more solito, i problemi non si risolvono ma addirittura si ingrandiscono, non facendo alcuna seria riforma, non risanando l’organizzazione statale, continuando a sottostare a meccanismi di corruzione, clientele e mafie, beh, tute ste belle cosette in 10 anni potevano comunque essere migliorate, non dico risolte poiché ci vogliono generazioni, ma suvvia!”…
    Non capisco perchè tu debba sforzarti di fare l’indovino, il voler far di tutti il tuo non sapevo quando io ho scritto “E’ tutto ciò era risaputo, ma per motivi di immagine – un euro senza itaglia – si volle lo stesso farne parte e come gira anche rete, si taroccarono pure i conti. Poi comunque devi metterti d’accordo prima con stesso e poi con gli altri eventualmente, Prima scrivi che l’euro “poteva rivelarsi utilissimo ai f…distruzione degli interessi…” ma subito dopo scrivi che i problemi si dono ingranditi. Quindi ho è stato un vantaggio entrare usare l’ero, e quindi me lo devi spiegare, diversamente non è stato un vantaggio, anzi si è aggiunto un debito (quello monetario) a quello abnorme statale (primario – entrate=uscite). Non ti viene il dubbio che questo acutizzarsi della situazione sia magari imputabile all’uso dell’uro, come già scritto precedentemente?…”Quindi il debito, quello che interessa a noi, è principalmente monetario. E’ l’uso di una moneta forte a debito in una economia debole a non essere sostenibile. E’ tutto ciò era risaputo, ma per motivi di immagine – un euro senza itaglia – si volle lo stesso farne parte e come gira anche rete, si taroccarono pure i conti.”…
    Non faccio pedagogia, tantomeno infantile e mi rammarico che leggendomi tu debba sentirti toccato nell’orgoglio.
    Non era mia intenzione, chiedo scusa.

  • daouda
    Rispondi

    Interessati di estetica perché se appioppi tutto inzimbra nn se capish nint.

    a) La sovranità monetaria non come realtà è un’illusione signoraggista. Scritto da me che preferivo la lira, per semplice questione di anti-mondialismo

    b) la fallacia del tuo discorso non solo consiste nell’alludere alla strategicità di qualche settore , senza peraltro specificarlo e soprattutto dimenticando che un’esacerbazione di statualismo in esso determinerebbe comunque un danno per il sistema paese e financo la riduzione di tali colonne portanti del sistema a colabrodi, il che è veramente comico, ma anche nella incomprensione che uno stato in rosso non ha senso che esista se non in fasi limitate e motivate, soprattuto quando il suo finanziamento è “perpetuamente” sussistente tramite la tassazione.
    Ed è qui che si torna appunto sulla questione della moneta, che sarei proprio curioso che tu mi spiegassi dal TUO punto di vista.
    L’allusione è vana perché, oltre che gettata là tanto per, non spiega come si possa evitare IL CLASSISMO INTERNO, cosa chiaramente di cui te ne sbatti.
    NOn dico che non sia risolvibile sia chiaro, ma tu e quelli come te ve ne sbattete altamente.

    c) alla luce del punto b) , vedendo i temi toccati, ossia la privatizzazione/liberalizzazione di determinate prestazioni dello stato, il tuo discorso può entrarci solo se posto e specificato, mentre tu hai fatto un supponente attacco privo di logica, giacché ora mi chiedi di specificare, quando tu stesso dall’inizio non lo hai fatto buttando tutto sul medesimo piano.
    Inoltre, che si possa disquisire sul valore e l’importanza dello statuale, non sono io a chiudere la porta, ma per piacere, suvvia, tu sei disposto a distruggere la realtà sociale per far permanere un sistema che valuti come sano a prescindere e che , a conti dati, è distorcente e bieco, il che ci pone su di una lunghezza d’onda incompatibile.

    d) No non devo fare pace con me stesso. E’ semplicemente che sò usare il cervello. Data una situazione, per quanto negativa, la si può (potrebbe of course) comunque sfruttare al meglio.

    e) debito monetario IN CHE SENSO?

    f) l’Italia senza l’Euro avrebbe fatto quella fine molto prima. L’uso dell’euro è un uso non tanto economico, ma ideologico.
    L’acutizzarsi della situazione?
    COME SE LE COSE CASCANO DALL’ALBERO DELLA CUCCAGNA? Bonanotte…

    g) “Non faccio pedagogia, tantomeno infantile e mi rammarico che leggendomi tu debba sentirti toccato nell’orgoglio”

    E STI CAZZI NUN CE LO METTI? Mmo spero che te scuserai che mài fatto leggermente inalberà, che la natura vile nun se smentisce…

  • kmatica
    Rispondi

    Ma tu non sai quello che scrivi. Pensi che l’economia sia quella cosa quando si va a far la spesa!
    …”e) debito monetario IN CHE SENSO?”…????????????????????

    In macroeconomia per signoraggio si intendono i redditi che un governo ottiene grazie alla possibilità di creare base monetaria in condizioni di monopolio.

    Prima documentati! La rete non perdona!!

    • daouda
      Rispondi

      Cosa potevi esse se non signoraggista?

      E’ inutile che te dico dà studià ( invece che legge le stronzate che mi proponi ) perché non solo si deve avé na certa disponibilità atta alla comprensione, ma bisogna puro avecce na capacità al riguardo.
      Il tempo ci sarà da testimone.

      Ad-dio.

  • kmatica
    Rispondi

    Il tempo ci sarà da testimone de cheèèè? Alle nozze tue?Al tuo funerale?
    Lascia perde, torna a mangià e a profumare, tanto per quelli come, anche se cambia il gorverno, se viene na rivoluzione, non cambia nulla per te sarà sempre tutto uguale.
    Buona abbuffata e saluteme assoreta!

  • Sergio Barbera
    Rispondi

    Le pesanti volgarità gratuite ed il pessimo esempio rispettivamente impiegate e messo in campo da certi “commentatori”, ne “CERTIFICANO LE RADICI IN MODO INEQUIVOCABILE”. Lo abbiamo potuto sperimentare nei periodi più oscuri della nostra storia: dal fascismo nero a quello rosso, al catto-comunismo allo statalismo esasperato. Questi nostri “prodi eroi”, si sono sempre sciacquati la bocca con pretese di gestione di una “libertà” che era invece “licenza persomale” di una “democrazia fasulla”, ignorando che la vera LIBERTA’ dispone del criterio di reciprocità, ed assieme alla DEMOCRAZIA hanno autenticità e vita, soltanto se sorrette dall’ ETICA, che pochissimi nominano perchè forse troppo impegnativa !
    Il CORPORATIVISMO è “più comodo” per certuni.
    Credo che più di un lettore meno distratto, dalle oscenità messe in campo, non abbia fatto fatica a colgliere le affinità di certi interventi di cui sopra, con altri radiofonici dove, con il beneplacito dei conduttori, gli “spazi” d’intervento venivano di fatto privilegiati ad ascoltatori con la stessa “fede politica” della casta degli conduttori.
    Egoismo, arroganza, ignoranza accidiosa e malafede, linfe vitali delle “caste” ed assenza di ogni parvenza di ETICA, sono le cause principali del peggior delitto che una Società possa commettere:
    L’ANNIENTAMENTO DELLE SPERANZE PER LE FUTURE GENERAZIONI.
    Esiste un rimedio ? Purtroppo, per tornare a sperare, occorre estirpare i privilegi delle “caste”, ma la cancrena è così diffusa che il “chirurgo” dovrà agire in profondità e su di un campo molto vasto ? Non vedo un “chirurgo”
    In assenza dell’ETICA invece, ci si trova al cospetto dell’arroganza che non sempre è generata dalla sola ignoranza, ma molto spesso dalla tornacconto,
    dalla malafede e spesso da un fanatismo miope! E’ vero che i cicli storici non si ripetono con mofalità identiche, tuttavia aleggia lo spettro della rivoluzione francese.
    A questo mondo di corporazioni ed ai loro opportunismi la Nazione (intesa come Terra dei Padri) sta pagando un prezzo inaudito ed insopportabile.

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