In Anti & Politica, Esteri, Libertarismo

DI STEFANO MAGNI

Chi sono i candidati alla presidenza degli Stati Uniti? Barack Obama e Mitt Romney, pensano tutti. Errore. C’è un terzo candidato sempre meno trascurabile: Gary Johnson, del Partito Libertario, l’unica forza politica che mira a ridurre lo Stato ai minimi termini. Due volte governatore del New Mexico, ex candidato alle primarie repubblicane e ora alla testa del terzo partito d’America, Johnson è un caso più unico che raro di candidato minoritario che, invece di sparire, attrae maggiore attenzione man mano che procede la campagna elettorale. Completamente ignorato dai media, sotto-finanziato ed escluso dai sondaggi, ora iniziano a parlarne anche riviste politiche prestigiose come la National Review (che lo massacra) e Politico (che lo considera un candidato degno di nota). I libertari americani iniziano a prenderne atto. Finora il loro unico punto di riferimento era stato Ron Paul, all’interno del Partito Repubblicano, pronto a sfidare sino in fondo il candidato ufficiale della destra, Mitt Romney.

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Che cosa ha determinato questo cambiamento di percezione? La pubblicazione di un primo sondaggio, effettuato da Jz Analytics/Washington Times, in cui il nome di Gary Johnson appare al fianco di quello degli altri due candidati. Emerge che il 43,6% voterebbe Obama, il 38% Romney e il 5,3% il terzo incomodo libertario (gli altri sono indecisi o non rispondono). Il dato è molto rilevante, considerando che, nello stesso rilevamento, togliendo il nome di Johnson, si hanno questi risultati: il 44,9% voterebbe Obama e il 42,1% Romney, riducendo fortemente il margine fra i due. In pratica, a livello nazionale, è Johnson fa la differenza a scapito del candidato repubblicano. A livello locale, invece, nel New Mexico l’ex governatore sta portando via consensi a Obama. Nel sondaggio più recente, di Public Policy Polling, il margine fra il presidente democratico e il suo sfidante repubblicano si è ridotto da 15 a 5 punti dall’inizio dell’anno ad oggi. Analizzando il flusso delle preferenze, risulta che una parte dell’elettorato di sinistra sia confluita nel voto libertario, che mantiene un dignitoso 13%.

Come mai il libertarismo erode consensi sia a sinistra che a destra? Gary Johnson promette di non imbarcare gli Stati Uniti in altri conflitti all’estero e di tagliare del 43% il budget della difesa. E questo piace alla sinistra progressista, anche quella delusa da una politica troppo muscolare (rispetto alle promesse) di Barack Obama. Nel programma libertario c’è un impegno preciso a porre fine alla guerra alla droga, costosa e inutile nei risultati. E anche qui, è l’elettore di sinistra ad esserne attratto. Ma nell’agenda del terzo partito c’è anche un drastico taglio, di 1.400 miliardi di dollari pubblici. E quest’ultimo punto, certamente, può attrarre tutti quei conservatori che vogliono ridurre il peso del governo federale e non credono che Mitt Romney lo voglia fare seriamente.

La strategia “terzista” di Johnson, tuttora non è quella favorita dai libertari. La politica finora preferita è quella di Ron Paul: cercare di conquistare spazio all’interno del Partito Repubblicano, più permeabile alle idee del libertarismo rispetto a quello Democratico. Ron Paul ha partecipato fino all’ultimo voto alle elezioni primarie dei repubblicani ed ora mira a continuare la sua battaglia fino alla convention di Tampa, dove verrà ufficialmente investito il candidato alla presidenza. Finora, Paul ha resistito alla tentazione di fondare un terzo partito. Anche se molto difficilmente i suoi elettori voteranno Romney, per alcuni, semplici, motivi: il candidato repubblicano è identificato come un esponente del “crony capitalism”, il capitalismo colluso col governo, da quando si è detto d’accordo con il piano di aiuti statali alle banche nel 2008 (non lo ha votato, perché non era al Congresso, ma dichiara di approvarlo); nello stato di cui era governatore, il Massachusetts, ha alzato le tasse; sempre nel suo stato ha varato una riforma statalista della sanità analoga a quella lanciata da Obama su scala nazionale; ha sempre sostenuto la guerra alla droga; si è più volte detto favorevole a severe restrizioni alla libertà di portare armi. Tutti questi sono peccati mortali per ogni libertario che si rispetti. Perché sono inaccettabili ingerenze dello stato nelle scelte di vita (personale ed economica) dei cittadini. Di qui la scelta di Ron Paul di non dare un suo sostegno aperto a Mitt Romney. Tuttavia Paul resta (finora) nello stesso Partito Repubblicano. Di qui nasce la seconda possibilità: spostare il voto su una terza forza. Ed è questo il motivo della crescita di attenzione per Gary Johnson.

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Comunque vada, quelle del 2012 sono le prime elezioni presidenziali in cui il voto libertario ha un grande peso specifico. L’unico “terzo candidato” che si ricordi nella storia recente era Ross Perot: proponeva più Internet e democrazia partecipativa, come Beppe Grillo da noi, e prese il 19% dei voti nelle presidenziali del 1992. Esattamente venti anni dopo, una parte sempre più consistente e visibile di americani dimostra di non sapere che farsene delle promesse di uno Stato “più onesto” e “più democratico”. Vuole semplicemente: meno Stato. E’ questa la domanda che è alla base del più moderato Tea Party, del più radicale movimento di Ron Paul e ora anche del “terzista” Johnson: lo Stato ha già fatto abbastanza disastri, ora è meglio che si faccia da parte.

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  • daniele
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    CMQ VADA DOPO LE NUOVE ELEZIONI “DEMOCRATICHE” COMANDERA’ SEMPRE LA FEDERAL RESERVE!

  • Mance Rayder
    Rispondi

    “si è più volte detto favorevole a severe restrizioni alla libertà di portare armi. Tutti questi sono peccati mortali per ogni libertario che si rispetti.”.
    Forse l’unica cosa su cui sono d’accordo con Romney. Date un’occhiata agli eventi di oggi, 20 luglio 2012. Nella notte un assassino psicopatico, di 24 anni, si è introdotto in un cinema di un centro commerciale vicino a Denver, Usa, e ha cominciato a sparare all’impazzata uccidendo 15 persone e ferendone più del triplo.

    Come pensate che abbia rimediato quelle armi(tra cui un fucile d’assalto, arma in dotazione degli eserciti!), se non ricorrendo alle liberalissime leggi di diffusione delle armi da fuoco vigenti attualmente nella gran parte degli Stati Uniti?

    E’ ora di finirla con il farsi le seghe mentali sul “sacrosanto diritto di un libertario di difendere la propria vita e proprietà e bla bla bla”. Consentire l’accesso indiscriminato al possesso di armi da fuoco è un rischio irragionevole. E’ una follia…non oso immaginare quanti massacri gratuiti ci sarebbero qui in italia se venissero tolte le restrizioni sulle armi. Ogni mese una strage…

    • Mance Rayder
      Rispondi

      E non mi si dica che in una comunità libertaria ognuno potrebbe virtualmente appropriarsi di armi e difendersi in qualsiasi momento.
      Lo sapete che cosa succederebbe in una situazione simile?
      Ci sarebbe un’ ESCALATION!

      • Mance Rayder
        Rispondi

        Mi dispiace ma in un nessun tipo di aggregazione sociale si avrebbe il “diritto” di armarsi a piacimento. Noi viviamo in società.

        Io voglio sapere se tu hai cattive intenzioni nei miei confronti, e pretendo che tu non abbia la possibilità di farmi del male come desideri. Anche tu hai puoi pretendere lo stesso nei miei confronti.
        Dal momento che in una società di massa, di miliardi di persone, non ci si conosce tutti, nessuno, esclusi particolari casi in cui sia giustificabile l’autodifesa, dovrebbe poter avere armi(specialmente da fuoco). Si delega la propria sicurezza a gruppi competenti e forniti di autorità(polizia, magistratura, eserciti).

        Sapete dove si potrebbe avanzare un diritto del genere? In un villaggio di poche decine persone, dove tutti praticamente conoscono molto bene tutti gli altri, e dove quindi si è più o meno al corrente dello stato psichico del proprio vicino.

        • fabio
          Rispondi

          invece vuoi mettere la sicurezza data dai politici, custodi della società e della sua pace. Mica fanno guerre, mica c’è insicurezza nell’italia di mafia-ndrangheta-camorra-sacracoronaunita dove lo stato controlla tutto e tutti con forze armate d’ogni tipo e servizi palesi e segreti ad ogni livello!!

          Lo Stato, a nome tuo, può armarsi d’ogni ordigno di distruzione di massa immaginabile senza mai risponderne sotto processo.
          Tu, a nome tuo, non puoi assolutamente armarti di una pistola e risponderne responsabilmente.

          lascia che ti ricordi che i delinquenti, e lo Stato, amano vittime indifese!!

          • Mance Rayder

            Come se non lo sapessi!
            Sono tutte cose ovvie, su cui sono d’accordo.
            Lo stato preferisce cittadini impotenti, ma il punto del mio discorso era un altro. Secondo te è ragionevole che un tizio abbia la facoltà di armarsi come Rambo e fare strage di persone che nemmeno conosce, per il solo piacere di farlo?
            Questa non è diritto all’ autodifesa, è istigazione all’omicidio e alla psicopatia.
            Io mi auguro che qua in Italia per lo meno restino le leggi sul porto d’armi.

          • Mance Rayder

            Non bisogna essere dogmatici sulle questioni di libertà. La legislazione è utile in molti casi.

        • Fabio
          Rispondi

          è ovvio che è deprecabile e condannabile l’aggressione ad altri. Ma il punto è proprio questo: il divieto di armarsi non impedirà MAI al delinquente di aggredirti, è tipico di tali persone essere armate.
          Invece impedirà alle vittime di difendersi.
          Io voglio difendermi, o almeno voglio decidere io a chi devolvere il potere di difendermi.

          il governo non solo mi vieta di difendermi, ma mi sequestra anche il potere di decidere a chi appaltare la mia difesa. Me lo toglie pretendendo di assicurarmi il servizio in monopolio con le sue squadracce di tangheri da quattro soldi chiamati poliziotti, carabinieri, vigili urbani, forze armate di terra aria ed acqua, nonché i servizi d’ogni tipo che già accennavo.

          Come sempre, ogni servizio in monopolio legale (cosa ben diversa dal benedetto monopolio naturale) è un disastro, fonte di ingiustizia e sopruso.

          Lo Stato però ha altre armi a suo vantaggio:
          la scuola pubblica, con cui indottrinare peveracci comete che Lui èbuono e giusto e chissà che disastri accadrebbero senza il suo magnanimo intervanto.
          i media (o direttamente controllati come la Rai, o controllati col mercato pubblicitario delle aziende pubbliche, o controllati tramite minaccia di revoca delle concessioni) che incessantemente incensano il dittatore, ripetendo che non siamo certo in una dittatura visto che possiamo eleggere ogni quattro anni gente che non hanno alcun vincolo di mandato (salvo beccarsi i tecnici, senza alcuna elezione!).

      • leonardofaccoeditore
        Rispondi

        palle!

        • Mance Rayder
          Rispondi

          Occhi foderati di prosciutto!

        • Caber
          Rispondi

          Tra l’altro…
          da quel che mi risulta (chiedo conferma se qualcuno lo sa): scuole e cinema sono zone in cui è vietato portare armi.

          come mai le stragi si concentrano li? ci sono tante vittime disarmate…

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