In Economia, Primo Piano

DI GIUSEPPE SANDRO MELA*

Chiedo venia ai Signori Lettori se questo post sarà scritto come si mangia. Non certo per togliermi qualche sassolino dalle scarpe, ma esclusivamente per essere sicuro di risultare perfettamente comprensibile.

Coloro che sostengono la opportunità o la necessità dell’intervento dello stato in economia hanno, tra le tante, alcune vistose caratteristiche. Consentitemi di enunciarle sogghignando nella mente.

1. Non sottopongono al vaglio della ragione le tesi che sostengono, non curandosi quindi di contraddirsi. Ma l’unico modo per dimostrare che una tesi economica é valida consiste in un’accurata valutazione quantitativa dei costi e dei benefici. In parole povere: ci si guadagna oppure ci si perde? A giudicare dal debito sovrano accumulato dall’Italia, non si direbbe che siamo in attivo. Ma per loro questo è un dato trascurabile, da tignosi contabili.

Ma non ve li ricordate i loro slogan? «Pubblico è bello!», quindi «debito é bello!». «Proibito proibire!», ma perché é proibito prelevare il mio denaro? «Il salario é una variabile indipendente!», ma chi li mantiene i disoccupati? Il tragicomico è che ci credevano, e che persistono a crederci. E il Libretto Rosso di Mao, sì, quello che vi mettevano sulla scrivania tutte le mattine? Ma che fine hanno fatto i sessantottini, struggenti ricordi dei vignettisti d’Italia? Con chi se la potranno prendere gli umoristi?

 2. Sono proprio dei besughi (scusate il termine così soft, quello proprio sarebbe mentecatti).

Intanto, chi sostiene tesi contraddittorie mica che è tutto a piombo.

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Chi poi le volesse proprio applicarle mica ci c’é del tutto: se non altro é un masochista.

Chi poi scambia allegramente il debito con il credito ha qualche problema percettivo e cognitivo. Per parlare come si mangia é da psichiatra, con preghiera di internarlo e tenercelo per sempre.

Ma soprattutto vi sono due vistosissimi scollamenti col reale.

a – L’intervento statale sul mercato ha un senso logico sotto la condizione che i confini dello stato siano chiusi, ed in modo perfetto: totalmente impermeabili. Un sistema chiuso può essere regolato, un sistema aperto no: maiMi angari la ditta? Bene, la delocalizzoNon posso o non conviene delocalizzare? Ma allora chiudo baracca e burattini: mi tolgo dagli ammennicoli burocrazia e tasse, ed investo il ricavato in prodotti finanziari. Mica possono obbligarmi a lavorareMetti vincoli alla circolazione finanziaria? Ma porto tutto fuori, e velocissimo. Imponi prezzi calmierati o falsati dal tuo intervento? Perfetto: nasce subito il mercato nero, che altro non è che se non il libero mercato che si beffa di tutte le leggi e regolamenti. Ma pensate soltanto a Napoli!

Sembra proprio che gli interventisti non la abbiano ancora capita.

 b – Gli interventisti sono afflitti da un delirio di persecuzioneL’attuale disastro è colpa di tutti tranne che di loro. Dei banchieri, come se questi non dipendessero dagli azionisti e non fossero condizionati dagli stati che li obbligano a comprare titoli di stato. Degli Americani; un cascame ideologico non lo si nega a nessuno. Dei Tedeschi: quei farabutti possono lavorare mentre noi non possiamo farlo a causa di burocrazia e normativi paranoici. Dell’Euro: ma avere debiti denominati in euro oppure il talleri non é la stessa ed identica cosa? Degli evasori: ma se non evadi come fai a tirare avanti la ditta? Per fortuna che il PD ha Renzi!

Cercano un capro espiatorio, meglio se immaginario, come mocciosi frignanti con il pannolone pieno.

Il problema è semplice. Il postulato che esista un nemico così malvagio ma così malvagio, che qualsiasi cosa si faccia, per quanto turpe é pur sempre molto meglio di quello che farebbe quel satanasso scatenato. Quindi, giù con altro statalismo e bravi statalisti!  Ma chi erano i Vandali, i Saraceni, i Mongoli?Dilettanti non ideologizzati.

 É del tutto evidente che la realtà si beffa di loro e delle loro ubbie alla grande. Credere di poter sfuggire alle leggi del marcato equivarrebbe al credere di poter sfuggire alla legge di gravità. Con l’auspicio che i convinti statalisti, credendosi dei fringuelli, si lancino in volo planato da un decimo piano, no, meglio da un ventesimo

Ed ecco la notizia in sintesi estrema.

1. Dal 2007 a marzo 2012  le banche europee hanno perso oltre 2,000 miliardi di depositi internazionali. e ne sono andati dove non erano perseguitati e dilapidati.

2. Solo nel primo trimestre del 2012 le banche italiane hanno perso 25 miliardi di dollari di depositi esteri e quelle spagnole 42.

3. Negli stessi tre mesi le banche tedesche hanno incassato 363 miliardi di dollari in nuovi depositi.

4. Dal 2007 le banche internazionali hanno tolto dall’Italia 519 miliardi di dollari, ossia il 41% della loro esposizione.

5. I finanziamenti in essere presso la Bce da parte delle banche italiane erano a fine luglio 283.27 miliardi di euro, rispetto ai 281.44 miliardi di fine giugno.

Come si può constatare, con buona pace degli statalisti, che alla fine non avranno più nulla e nessuno da regolamentare, direi nemmeno il mercato dell’acciaio, il libero mercato farà terra bruciata di loro e delle loro opere. Allora si potrà iniziare a ricostruire. Se non altro, almeno 2,000 miliardi di ricchezza sono stati preservati dalle loro grinfie grifagne, oncogrifoticheNon mi si dica che non é opera meritoria non dilapidare la ricchezza.

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519 miliardi di lorrari son scappati sotto il naso degli statalisti? Ma allora son proprio imbecilli! (Oppure son denari loro).

Né si dica che i tedeschi obbligano a mano armata gli altri europei a portare nelle loro banche 100 miliardi al mese: piantiamola un po’ di dire fregnacce. Chi può, galoppa in Germania con gruzzolo al seguito.

Ma perché la gente ha fatto fuggire dall’Italia 519 miliardi di dollari ed ha portato in Germania 363 miliardi di dollari? Elementare: quei birbanti ci odiano! E dovremmo credercelo? Gli sghignazziamo in faccia.

I sogni son sogni ed i deliri son deliri: ma ci pensa la realtà ad esorcizzarli per benino.

                Buona miseria a tutti!

 

*Link all’originale: http://www.rischiocalcolato.it/2012/08/duemila-miliardi-hanno-lasciato-leuropa-in-tre-mesi-363-mld-si-sono-rifugiati-in-germania-e-519-mld-son-fuggiti-dallitalia.html

 

 

 

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