In Anti & Politica, Libertarismo, Novità, Varie

DI STEFANO MAGNI

Mentre i grandi partiti presentano i loro programmi con manifestazioni nazionali, in un agriturismo del Monferrato è nata una nuova formazione per le elezioni del 2013. Con un nome che a molti parrà un pugno nello stomaco: Forza “Evasori” (le virgolette sono solo sul termine di “Evasori”). A fondarlo è l’editore e giornalista Leonardo Facco, già fondatore del Movimento Libertario.

Leonardo Facco, come mai scegliere proprio gli “Evasori” per il nome del nuovo partito?
“Evasore”, nella definizione dell’Enciclopedia Treccani, è colui che fugge in cerca di libertà. Voce del verbo “evadere”: “scappare, fuggire da un luogo in cui si è rinchiusi”. È chiaramente una provocazione. Però, del resto, trovo ridicoli i partiti che si chiamano “Forza Italia” o “Italia dei Valori”. Noi non viviamo in un Paese civile. E in un’Italia non civile, non è neppure possibile fare una comunicazione normale. Si è costretti a esasperare il linguaggio per far capire quali siano i contenuti.

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Questa estate è stato lanciato anche il manifesto di Fermare il Declino, che da alcuni media viene definito “turboliberista”. Come si pone di fronte a quel progetto?
Ho fatto nascere Forza “Evasori” proprio in contrapposizione a “Fermare il Declino”. Conosco da anni Oscar Giannino, uno dei suoi primi firmatari. Aveva preannunciato la nascita di un partito, contro lo “Stato ladro” (erano queste le sue parole). Però il decalogo che ne è uscito potrebbe funzionare in un Paese civile non in uno, come il nostro, sull’orlo del collasso. Quel programma non fermerà mai il declino, perché è intriso di quello stesso statalismo che ci ha ridotto in queste condizioni.

Quante tasse si dovrebbero pagare?
Si deve rivoluzionare non solo la quantità, ma anche la quantità. Noi proponiamo una tassa piatta del 15%: l’8% andrebbe al comune (l’amministrazione più vicina al cittadino), il 4% alla provincia o alla regione, il 3% rimanente allo Stato. Prevediamo una no tax area per i redditi inferiori ai 10mila euro. L’Iva non sparisce, ma proponiamo un’unica aliquota al 5%. Non devono esserci patrimoniali sulla prima casa. E, soprattutto il sistema deve essere semplificato. Sarà necessario un “condono tombale”, perché, con Equitalia, si è aperta una quantità impressionante di contraddittori legali. Infine: sarebbe bene separare il potere di tassazione da quello di spesa.

E sul fronte delle spese?
Il debito pubblico deve essere ridotto del 50% in 2 anni. Si venda tutto il vendibile. E, soprattutto: abbiamo dai 5 ai 6 milioni di dipendenti pubblici. Almeno 2,5 milioni devono essere lasciati a casa, con un anno di preavviso.

Ma lei cosa direbbe ad un dipendente pubblico, in vista del suo licenziamento?
Che gli sarà garantito un regime fiscale molto agevolato per 10 anni: sarà detassato per i primi 5 anni e dovrà pagare una tassa piatta del 5% per i successivi 5. Gli direi, prima di tutto, che lo stipendio che finora ha portato a casa è solo una regalia. Ma che, d’ora in poi, sarà padrone del suo futuro, anche per la sua pensione, che sarà privata.

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QUI IL PROGRAMMA

FONTE ORIGINALE: http://opinione.it/politica/2012/09/12/magni_politica-12-09.aspx

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Showing 17 comments
  • Stefano Nobile
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    Evvai Leo!

  • Gran Pollo
    Rispondi

    Bad name.

    Usare come callsign una parola che nell’accezione comune indica un qualcosa di odiato (l’evasore fiscale, ma è “evasore” anche un delinquente che scappa dal carcere) è la peggiore delle pubblicità.

    • Stefano Nobile
      Rispondi

      l’intento era “se ne parli pure male, purché se ne parli”.
      Essendo il movimento libertario dotato di mezzi infinitamente minori rispetto alla concorrenza, ovviamente si è costretti a pensarle tutte.

  • Albert Nextein
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    Mi va bene.
    Ma sono perplesso sull’eliminazione della patrimoniale solo sulla prima casa.

  • pippo pg
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    E’ fondamentale stabilire un limite di prelievo su tutto patrimonio
    E’ giusto togliere ogni patrimoniale sulla prima casa ma vorrei far notare che non sono affatto pochi gli italiani che posseggono una seconda, una terza casa un capannone, un terreno agricolo…
    E non si tratta necessariamente di ricchi.
    Se si aumenta l’imu su tutto il resto andiamo a finire al punto di partenza o peggio…

  • Tommaso
    Rispondi

    Vorrei proporre un differente punto di vista. Secondo me invece il nome va bene. Il fatto che all’accezione “evasore” sia comunemente dato un significato negativo va più che bene. Infatti il modo di sentire libertario va contro il diffuso moralismo delle tasse belle e giuste della nostra società. Il libertarismo non può certo pensare di essere da subito una forza a due cifre nelle elezioni nazionali, partirà in sordina ovviamente. Sono sicure però che sulla lunga distanza verrà apprezzato da una innumerevole schiera di persone.

  • fabri
    Rispondi

    Nazione Libertaria potrebbe essere un nome. Con l’attuale nome io voterei comunque, ovviamente per il programma, ma quanti lo farebbero?
    Quanti riuscirebbero a tralasciare l’imbarazzo per seguire il principio?
    Ci penserei non una volta, ma 10 prima di decidere il nome, le motivazioni che portate sono tutte sacrosante, ma quanti le capirebbero?
    Credo che in fondo la cosa più importante sia di raccogliere più gente possibile che effettivamente crede nell’ideologia libertaria e nel programma.
    Con questo nome si rischia che un libertario si allontani e un “furbo socialista” invece si avvicini, è questo l’obbiettivo?
    Sia chiaro che non sto criticando, ma mi starebbe a cuore un successo di questo movimento non certo un fallimento derivante da una stupidissima questione formale come il nome. Bisogna interpellare uno o più esperti in comunicazione.
    Un saluto .

  • Massimo74
    Rispondi

    Secondo me un nome appropriato potrebbe essere “movimento libertario – forza evasori”.Cosa ne pensate?

    • Lorenzo
      Rispondi

      Condivido pienamente, secondo me il termine “libertario” comunica in modo corretto il programma elettorale del partito, mentre il “forza evasori” mi sembra uno slogan che comunica solo odio verso lo stato e voglia di distruggerlo: francamente troppo rispetto a quanto il programma si propone di fare. Un esperto in comunicazione politica non lo si poteva consultare prima di dare il nome al partito?

  • Lorenzo
    Rispondi

    8% al comune e solo il 3% allo stato?!
    Scusate ma non mi sembra che il comune abbia competenze tali da giustificare un’entrata così alta rispetto allo stato.
    Non sarebbe meglio prevedere in parallelo anche il decentramento delle funzioni pubbliche?

  • Paolo
    Rispondi

    Portando il concetto al limite si puó affermare che l’evasore è colui che salva il denaro dalla voracità dello Stato malavitoso e sciupone.

  • Andrea Casalegno
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    Nella scelta del nome è indispensabile considerare l’effetto emotivo che provoca, inoltre non si deve tralasciare l’impronta che si genera nel pubblico quando il nuovo nome viene privato del contesto. In questo caso “Forza Evasori” può assumere un significato negativo, la scelta di un marchio provocatorio… quando viene decontestualizzato può risultare molto svantaggioso. Infatti leggendo semplicemente il titolo su un giornale “Nasce Forza Evasori”, nessuno si interroga sul reale significato del termine “evasore” e su come lo si vuole utilizzare, ma tutti pensano solo ad un volgare movimento per legalizzare l’evasione fiscale. In un periodo in cui la popolazione si sente lesa per l’evasione fiscale di pochi furbetti – questo è dovuto alla massiccia pubblicità sui media contro l’evasione (l’evasore è un parassita) – è sbagliato dal punto di vista della comunicazione “vestirsi con un abito scomodo all’opinione pubblica”. Molto meglio un nome trasparente come Movimento Libertario!

  • Willy
    Rispondi

    Anche insegnanti, poliziotti, infermieri e medici sono dipendenti statali, anche loro rubano lo stipendio? Con quali criteri scegliere i 2.500.000 da lasciare a casa? gnamo via, qua si discute del nome (cioè della confezione) quando il programma è di un qualunquismo allucinante.

  • Gaudenzio
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    Certo, poi non ci sarebbero soldi per i servizi, quindi quanto risparmiamo di tasse dovremmo elargirlo in spesa privata per istruzione, accesso alle cure sanitarie etc.

  • Sergio
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    populismo spicciolo da incompetenti, che può far presa soltanto tra gli ingenui.

  • zod
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    Davvero esilarante, sia il nome sia il programma, ammettiamo che lo stato sia infetto da innumerevoli disfunzioni, però che senso dovrebbe avere ammazzarlo del tutto?
    Proprio sicuri che senza di uno stato andremmo meglio? Cioè, provate a pensare: niente più sanità, scuola, forze dell’ordine, nessuno che cura le strade e la cosa pubblica, tutto viene privatizzato da caste elitarie, e ciò che resta fuori è una ignobile zona di scarso valore, dove sopravvive la plebaglia. I piccoli feudatari ingordi e materialisti spadroneggiano sui sottoposti e si azzannano tra loro, tutti con l’incubo di diventare poveri e finire nella zona ignobile.
    Un mondo di poveri diavoli allo stato brado, che conoscono solo la legge di chi pugna più forte! Niente è pubblico, niente regole, nessuno comanda nessuno! Ha ha, che società divertente! Mi viene da scrivere una distopia.

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