In Anti & Politica, Economia

DI MAURO GARGAGLIONE

«Dacci i tuoi zecchini e noi li semineremo in un campo che conosciamo ed essi si moltiplicheranno. Così tu sarai ricco»

Collodi così descrisse una cosa della vita, un soggetto ingenuo (Pinocchio), una controparte cialtrona e imbrogliona (il Gatto e la Volpe) e l’assurdità di credere alle idee affascinanti che ci descrivono una scorciatoia per aggirare le leggi di natura. Era il 1883.

Passa una cinquantina d’anni (mal contati) e ai governanti e alle classi politiche che dirigono le nazioni viene proposto il seguente ragionamento, riprendo quanto scrive Milton Friedman che lo sintetizza molto bene.

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– Supponiamo che la spesa pubblica venga aumentata di 100 dollari mentre il gettito fiscale rimane immutato. A questo punto, ci dice la nostra analisi semplificata, chi riceve i 100 dollari extra avrà un reddito maggiore. Costoro ne destineranno una parte, diciamo un terzo, al risparmio e spenderanno i due terzi restanti. Ma questo significa che, in seconda, battuta, qualcuno riceverà 66 dollari e due terzi di reddito in più. Anche costoro ne risparmieranno una quota e spenderanno il resto, e così via all’infinito. Se a ciascun passaggio un terzo della somma verrà messo da parte e il resto verrà speso, 100 dollari di spesa pubblica in più, secondo quest’analisi, produrranno 300 dollari di reddito. So tratta cioè della semplice analisi keynesiana del moltiplicatore che, in questo caso, è pari a tre. Ovviamente se verrà effettuata una sola iniezione di spesa supplementare, gli effetti tenderanno ad esaurirsi e al balzo iniziale di 100 dollari in più farà seguito un graduale declino fino a tornare al livello iniziale. Ma se la spesa pubblica verrà aumentata di 100 dollari per unità di tempo (diciamo 100 dollari in più all’anno), in base a quest’analisi il reddito salirà permanentemente di 300 dollari -. [M.Friedman – Capitalismo e Libertà – IBL Libri pagg 134-135]

Chi propose questo ragionamento non si chiamava Mr. Fox o Mr. Cat ma si chiamava Mister, anzi, Lord Keynes. La descrizione semplificata che ne fa Friedman in realtà è sostenuta da lunghe e complesse dimostrazioni statistico/matematiche, ma non fu a causa di queste dimostrazioni (tra l’altro sbagliate) che praticamente TUTTI i governi dagli anni trenta in poi sposarono questa teoria.

Fu spiegata ai politici esattamente in questo modo. Fantastico! Un professore (che mi assicura aver fatto i calcoli) mi sta dicendo che ha trovato la formula della pietra filosofale, anzi meglio, non ho neanche bisogno del piombo! Questo fu il motivo del successo.

«Allora io, politico, sapete che faccio? Se mi votate vi faccio ricchi! Beh, magari non vi faccio ricchi ‘sfondati’, quello no, ma, se c’è crisi nell’economia privata, vi invento un lavoro statale, vi assumo e vi do lo stipendio sicuro a vita e pure la pensione».

Con che soldi?

Col debito che ‘inietto’ nell’economia.

E vabbè ma chi lo paga?

Lo si rinnova di anno in anno e si pagano gli interessi ai sottoscrittori.

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E se non lo rinnovassero?

Gli restituiamo i loro quattrini, casomai li stampiamo! Ma, potendo stampare, non possiamo fallire e se non possiamo fallire non avremo problemi a rinnovare il debito. Quindi ‘no hay problema’ …

Evabbè, ma se qualcosa va storto, nel lungo periodo … ? E qui Lord Keynes pronunciò la famosa frase di scherno per mettere a tacere i ‘grilli parlanti’ della scuola austriaca di economia: nel lungo periodo saremmo tutti morti.

Il ‘periodo’ concesso dal Padreterno a Keynes terminò nel 1946. Nel lungo periodo, per cui era futile preoccuparsi, ora ci siamo noi, poi sarà il turno dei nostri figli e i loro figli. Ho cominciato a leggere qualcosa di Keynes, poi ho riletto Pinocchio col Gatto e la Volpe, e ho piantato lì.

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Showing 22 comments
  • giansart
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    il moltiplicatore di Keynes alimenta l’economia con il moltiplicato del debito pubblico, è una cura drogata diciamo per rimettere in piedi l’economia, ma quando l’economia gira da sola bisognerebbe ritogliere tutti sti debiti e invece hanno continuato per ottenere la massima occupazione a dare potere economico ai politici e questo ha incrementato il debito e le tasse per far reggere il sistema, fino al punto attuale dove tutti i paesi capitalistici sono pieni di debiti

    • Arsem
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      Le teorie Keynesiane si fondano sull’assunto che sia lo stato a stampare moneta e non come ora utilizzando una moneta a debito.
      La differenza è sostanziale e con gli effetti evidenti.

      • leonardofaccoeditore
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        STUDI PERFAVORE, GRAZIE

        • Arsem
          Rispondi

          oh…che peccato!
          Mi saprebbe indicare quali altri stati – a parte l’europa fatta da fanatici e ideolizzati – hanno perso o meglio, rinunciato alla sovranità monetaria?
          Sa, tanto per comprendere il contesto ed il campo di applicazione di dette teorie.

  • Nereo
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    Un applauso ad entrambi (Gargaglione e Giansart)!

  • zuanne
    Rispondi

    Milton Friedman detto l’anti-Keines è stato un collaboratore di Pinochet, le sue teorie sono quelle seguite attualmente dal FED americano e BCE europea che ci hanno regalato la situazione economica attuale, in sud America le teorie di Friedman hanno scatenato la crisi che ha poi portato al fallimento dell’Argentina, proprio questa nazione ha poi rifiutato gli aiuti dell’FMI ed abbracciato le teorie Keinasiane (seguita dagli altri paesi sud americani) e proprio nelle scorse settimane ha restituito un debito di 100 miliardi di dollari con 16 mesi d’anticipo sulla scadenza. Con questi risultati, per noi che non ci chiamiamo Rockfeller, sarà meglio Friedman o Keines?

    • Stefano Nobile
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      Che io sappia l’Argentina è esattamente pronta per il default 2.

  • fracatz
    Rispondi

    stampare soldi senza che ci sia un aumento di beni in circolazione a lungo andare trasforma i soldi in carta straccia, però un 10% di carta in più la si potrebbe stampare per via di tutte quelle somme che cittadini tajani (sempre previdenti e contadini) risparmiano inguattandole, sotto i materassi, dentro i muri, sotterrandoli, etc.. e che in genere poi vanno perse quando costoro muoiono
    Oggi invece con l’euro quel 10% inguattato da NOI viene redistribuito in tutta europa, per questo dobbiamo assolutamente tornare alla liretta, alll’inizio saranno cavoli amari per via che ogni euro oggi vale meno di mille lire di 10 anni orsono ma poi, col tempo e con la vasellina si tornerà a godere

  • andrea mansolillo
    Rispondi

    Per favore prima di scrivere certe cose studiate come funziona un sistema monetario e la differenza tra uno che utilizza una moneta sovrana (dollaro, sterlina etc…) ed uno che utilizza una moneta estera ed ha un debito pubblico e privato denominato in tale valuta (eurozona). In europa non c’e’ molto da spiegare, gli stati sono salassati dagli interessi che le banche chiedono e non potendo far altro che indebitarsi ulteriormente con esse per ripagare i propri debiti e gli interessi annessi, devono vendere il loro patrimonio ,dalle strade ai monumenti , ed in piu’ salassare la popolazione di tasse. Certo e’ che anche lo stato a moneta sovrana se decide di separare il tesoro dalla banca centrale e lasciare che essa promuova tassi di interesse su i titoli di stato superiori allo 0% per di piu’ non corrisposti da una corretta tassazione delle rendite finanziarie, immobiliari e monopolistiche spostando la tassazione sul lavoro,l’impresa e il consumo anche quello crea dei problemi a lungo termine es: mal distribuzione della ricchezza nella popolazione; inflazione spropositata nel mercato finanziario e immobiliare; deflazione da debito. Tutto parte da una non comprensione completa del sistema economico della classe politica quindi incompetente oppure dalla volonta’ della stessa di favorire la percentuale di popolazione piu’ ricca che vive di rendita sulle spalle di chi veramente lavora sviluppando l’economia di un paese.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      UN CONSIGLIO STUDI: IGNORANTE!

      • Parla come Mangi
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        Senti sei in grado di rispondere oppure preferisci che ti riempa di insulti al pari tuo?
        Capisco che il tuo habitat naturale sia un terreno circondato da filo spinato da difendere con le armi, ma scusa è già qualche secolo che i più hanno abbandonato questo tipo di convivenza con il prossimo

      • andrea mansolillo
        Rispondi

        invece di rispondere maleducatamente argomenti le sue tesi!!

  • zuanne
    Rispondi

    Caro Stefano invito Te e chiunque avesse voglia di approfondire l’argomento alla lettura di questo link: http://www.wallstreetitalia.com/article/1418361/debiti/argentina-esulta-ripianamento-debiti-l-europa-impari-da-noi.aspx

    • Giorgio Fidenato
      Rispondi

      Leggi le ultime quattro righe e capirai che quello che dici non è sostenuto da dati certi e veritieri. Anzi …..

  • Fabio
    Rispondi

    la faccenda delle monete di pinocchio mi fa pensare così tanto i numerosissimi ‘Compro Oro’ spuntati come funghi in italia e spagna, dove in cambio di oro vero e tangibile ti danno carta ….

  • zuanne
    Rispondi

    Ho scelto non a caso il link di wallstreetitalia perchè nonostante il suo orientamento, dichiarato anche nel nome che si è dato, ha riportato la notizia del pagamento del debito da parte dell’Argentina. Per quanto riguarda la critica dell’FMI( di cui non si ricorda un solo successo nell’aiutare paesi in difficoltà, anzi…) riportata nell’articolo dico solo che comunque i soldi li hanno presi ed erano buoni e garantiti, ma invito ancora tutti coloro che vogliano approfondire a cercare notizie su ciò che sta succedendo in sud America perchè aiuta a capire meglio ciò che succede da noi in Europa, ad esempio l’Equador ha buttato fuori dal paese la “Del Monte”, perchè imponeva condizioni schiaviste, ed ha nazionalizzato l’esportazione delle banane, osteggiata dal solito FMI è stato soccorso dagli altri paesi sudamericani ed è venuto fuori dalla crisi.

  • CARLO BUTTI
    Rispondi

    La critica di Milton fFiedman al pensiero di Keynes è corretta, ma non si può dire che i monetasristi, di cui Friedman stesso è considerato il caposcuola, siano molto meglio. Se da un lato i keynesiani sono fautori della spesa pubblica come motore di sviluppo, dall’altro i monetaristi, pur con tutto il loro predicare contro la “tirannia dello status quo”, non hanno nulla da dire sul sistema vigente dei banchieri centrali come demiurghi e controllori di agenzie monetarie monopolistiche.Gli uni sono socialisti sul piano della produzione di merci e servizi, gli altri sul piano della produzione di moneta. A livello teorico, partono da due analisi, diverse ma entrambe sbagliate, della crisi del ’29, e propongono due ricette anticrisi anch’esse diverse ma entrambe sbagliate. Se c’è una virtù che va riconosciura agli uni e agli altri è la coerenza. Oggi tutti i governi sono keynesiani e tutti i banchieri centrali sono monetaristi. Si salvi chi può. Il Gatto e la Volpe erano imbroglioni in mala fede, costoro invece,purtroppo, credono in quello che fanno.E come ci ha insegnato il grande Carlo Cipolla il cretino è più pericoloso del delinquente.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Concordo

  • Mauro Gargaglione
    Rispondi

    Se pensate che -lo stato siamo noi-, allora ha senso che invochiate la sovranità monetaria dello stato italiano.

    Se al contrario pensate, come il sottoscritto, che con questo stato di cialtroni farabutti non avete niente a che spartire (se non i quattrini che il fisco vi rapina contro la vostra volontà), allora il problema della moneta in mano alla BCE o a Bankitalia è un non-problema.

    Così come DI FATTO la sovranità politica appartenente al popolo è una mistificazione assoluta (quanti voti ha preso Monti?), altrettanto lo è la sovranità monetaria in mano al singolo stato.

    Il grande escluso è sempre e solo il popolo, anzi l’individuo (che al termine popolo non sono molto affezionato).

    • Arsem
      Rispondi

      Non si tratta di pensare ne tantomeno rincorrere illusioni o vivere di impressioni.
      Che lo stato non siamo noi è un dato di fatto in questo contesto che si fonda sulla mistificazione, che lo stato siamo noi è un principio che merita di essere ereditato, trasmesso, ma ancor più ora come ora non basta rivendicarlo ma necessità di essere conquistato.

  • Nereo
    Rispondi

    Chi pensa che lo Stato siamo noi è un cretino!
    http://digilander.libero.it/VNereo/paolo_pasotto_sul_concetto_di_stato.doc

    • Arsem
      Rispondi

      Non si può affermare che un’idea di democrazia mai realizzata, per tutta una serie di motivi che possono essere ricondotti alla malafede e all’imbroglio, significhi che essa non esista o non sia realizzabile.
      Sarebbe come affermare che se la tua macchina non funziona oppure è difettosa, tutte le macchine sono difettose.
      Dipende dalle capacità del progettista e dalla precisione dell’operaio.
      Sai non basta un saio per fare un monaco!

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