In Anti & Politica, Economia

DI MATTEO CORSINI

“Io sono per il rigore della spesa pubblica, ma un’altra cosa è non investire su grandi opere scuola e ricerca come sta avvenendo in questi ultimi tempi. Gli Stati Uniti hanno un debito pubblico elevatissimo ma non si sono fatti scrupolo di investire migliaia di milioni nello sviluppo e nella ricerca… La crisi in atto in Europa è il segno di una inadeguatezza della risposta politica ai problemi legati alla globalizzazione. Il solo annuncio di Draghi di questi giorni sull’intervento della Bce ha scoraggiato le speculazioni permettendo all’Italia di risparmiare 35 milioni di interessi passivi per i prossimi cinque anni, ecco cosa può fare la politica, per esempio si potrebbe convertire il debito sovrano dei Paesi europei in debito europeo, così si affonderebbero le speculazioni.” (M. D’Alema)

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Intervenendo a una delle tante feste del Pd di fine estate (quelle che coloro che cercano di acchiappare i voti dei cattolici si vergognano a chiamare festa dell’Unità, come invece viene ancora considerata da chi le frequenta), Massimo D’Alema rivendica la capacità di risanamento dei conti pubblici dei governi di centrosinistra degli ultimi tre lustri, candidando il suo partito alla guida dell’Italia a partire dal prossimo anno.

Il problema di fondo di quelle manovre, a mio parere, è che erano talmente sbilanciate sul lato delle entrate che non hanno mai affrontato il vero problema del bilancio dello Stato, ossia una eccessiva spesa pubblica, soprattutto in considerazione dell’enorme debito accumulato nel corso degli anni. Quando si ha un debito elevato, aumentare le entrate senza ridurre le spese rende la sostenibilità del debito stesso dipendente per lo più da buon cuore di chi sottoscrive i titoli di Stato, perché quanto più costoro richiedono di essere remunerati, tanto più alto deve essere l’avanzo primario e, di conseguenza il gettito fiscale (dato che sulle spese non si taglia nulla). Ma il gettito fiscale dipende dalla crescita del Pil, la quale risulta essere strozzata da aliquote troppo pesanti. Un vero e proprio circolo vizioso. Un giorno sì e l’altro pure ci sentiamo ripetere che è tutta colpa dell’evasione, ma quello è un comodo pretesto per negare la necessità di tagliare drasticamente le dimensioni dell’apparato statale e la pressione fiscale.

Credo che parte del problema sia anche che, seguendo un keynesismo tanto datato quanto dannoso, troppi politici siano convinti che la spesa pubblica faccia sviluppo. Di qui la continua invocazione di investimenti pubblici come motore di crescita economica. Ma lo Stato non produce ricchezza: quando non la distrugge, può al più redistribuirla o prenderla a prestito dal futuro, indebitandosi. Gli investimenti dovrebbero essere fatti dai privati, se lo ritengono opportuno.

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Prendere gli Stati Uniti come esempio da seguire in fatto di investimenti pubblici è errato e fuorviante. Posto che neppure loro potranno continuare a non preoccuparsi a tempo indeterminato dell’aumento del debito pubblico, D’Alema pare non tenere in considerazione che buona parte del nuovo debito emesso negli ultimi anni è stato fagocitato dalla Fed e che, dettaglio non da poco, il dollaro è ancora (per quanto tempo, si vedrà) moneta di riserva internazionale.

Ma è evidente che D’Alema punta su un’azione analoga da parte della Bce, meglio se dopo aver socializzato il debito dei Paesi europei; “così si affonderebbero le speculazioni”. Credo, purtroppo, che affonderebbe molto altro…

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Showing 2 comments
  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    Massimo D’Alema non sa di cosa parla. Tutto qui. La politica dei parassiti come lui, è il luogo privilegiato per poter dire tutto e il contrario di tutto, di ogni campo della scienza e del sapere. Cosa che nella vita normale produce con certezza e subito pernacchie e sberleffi, quando va bene, calci nel sedere e licenziamento quando va meno bene. Di solito io, come tutte le persone normali, parlo solo di quello che so per lavoro, per gli studi che ho fatto.
    Meno male che i governi di D’Alema avrebbero speso bene ! i risultati sono sotto gli occhi di tutti !! tranne sotto quelli suoi che sproloquia e dei parassiti della sua corte.

  • Antonino Trunfio
    Rispondi

    ma D’Alema non ha presieduto anche lui uno dei 60 e passa governi della repubblika delle banane ?
    https://www.youtube.com/watch?v=4gCK50zHJKo

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