In Anti & Politica, Varie

DI ARTURO DOILO

di REDAZIONE

Cosa è lo Stato? E lo statale? La risposta, arriva, quotidianamente anche dalla cronaca.

Andavano a fare la spesa, a comprare i regali di Natale o semplicemente a fare una passeggiata nel centro di Trieste durante le ore d’ufficio, assentandosi dal lavoro senza timbrare il badge ne’ giustificando successivamente l’assenza. Sono i comportamenti accertati con oltre 1.100 ore di registrazioni video da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Trieste nei confronti di 40 dei 75 dipendenti della Direzione e delle Soprintendenze per i Beni culturali del Friuli Venezia Giulia, indagati per truffa ai danni dello Stato e falso.

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Alcuni si assentavano dal lavoro anche piu’ volte al giorno, altri invece lo facevano solo in alcune giornate ma per diverse ore. ”Fenomeni di questo genere – ha spiegato Michele Dalla Costa, Procuratore Capo di Trieste – minano la credibilita’ delle istituzioni e creano disservizi, percio’ sono fenomeni nei confronti dei quali vi e’ un attento e costante monitoraggio da parte della Procura”. Sulla possibilita’ che l’assenteismo sistematico riguardi anche altre istituzioni del territorio Dalla Costa non ha voluto rispondere, ammettendo pero’ che ”non si tratta certamente delle prime segnalazioni del genere”.

Oltre al processo penale, i dipendenti infedeli rischiano un procedimento contabile da parte della Corte dei Conti, che potrebbe chiedere un risarcimento pecuniario e per danni d’immagine, oltreche’ un’indagine interna alla Soprintendenza che potrebbe portare a sanzioni o addirittura al loro allontanamento.

Rischiano? Come sempre sarà all’italiana la soluzione: tarallucci e vinsanto!

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Showing 10 comments
  • hughich
    Rispondi

    Mi fa sorridere questa frase
    “Oltre al processo penale, i dipendenti infedeli rischiano un procedimento contabile da parte della Corte dei Conti, che potrebbe chiedere un risarcimento pecuniario e per danni d’immagine, oltreche’ un’indagine interna alla Soprintendenza che potrebbe portare a sanzioni o addirittura al loro allontanamento.”

    Cioè…questi “rischiano”…ma porco boia, se lo facessero da un privato andrebbero fuori a calci nel sedere in 5 minuti…ma per lo stato no.
    Ci dovrebbe essere il licenziamento automatico per fatti del genere, a maggior ragione per il fatto che i loro stipendi arrivano direttamente dalle nostre tasse.
    Il vero problema è che il lavoratore statale non rischia praticamente nulla rispetto ad un normale lavoratore e di conseguenza si moltiplica il numero dei ladroni che rubano lo stipendio.

    Ovviamente e per fortuna non tutti i dipendenti statali sono così

  • francesco
    Rispondi

    Questo perchè la stragrande maggioranza degli statali sono stati messi lì grazie a un bel voto di scambio o all’aiuto di qualche amico/parente o grazie ai bandi di gara truccati..
    Negli altri paesi lo statale non rischia provvedimenti penali, se viene beccato è fuori dalla porta senza nemmeno passare dal “Via”.
    E la cosa più brutta è che ci sia una connivenza tra questi dipendenti statali e i loro capi ufficio (alcuni perfino membri deli sindacati) che li proteggono e li difendono come se quello di cui vengono accusati non fosse mai successo.
    Inoltre grazie alle loro furberie, i servizi calano, i loro stipendi aumentano (timbrano la mattina, escono e timbrano l’uscita la sera, facendosi pure pagare lo straordinario) e noi tutti scemi a pagare le tasse per pagare i loro stipendi.
    Io sudo ogni fottuto centesimo che mi guadagno facendo l’addetto ortofrutta in un grande supermercato, e un terzo del mio guadagno lo devo dare a questi fannulloni che si arrogano pure il diritto di lamentarsi se il governo taglia loro lo stipendio…

    • Fabio
      Rispondi

      e vogliamo parlare di quelli che, sempre a spese nostre, semplicemente, grazie ad apposite leggine o a delibere di consigli d’amministrazione compiacenti con annessi sanatorie previdenziali, passano dal non fare molto in ufficio pubblico a non fare nulla in pensione??
      dov’è la differenza tra le due condizioni? certo, la gran cosa è che magari in pensione non faranno i danni devastanti di cui sono capaci quando sono ancora in ufficio.

      Facciamo una bella cosa, come è pareggiare la condizione pensionistica tra uomo/donna, com’è giusto che non ci siano discriminazioni o differenze di genere, allora parifichiamo tutti i lavoratori abolendo l’art.18 ed ogni altra pseudotutela che porta disparità e squilibri. Dipendenti ministeriali, come ai beni culturali o al comune, licenziabili come il commesso del pizzicarolo sotto casa… che bello!! :-D

      altro che guerra civile scatenerebbero le merde parassite!

  • sascia
    Rispondi

    Per i dipendenti nel privato siamo arrivati al licenziamento libero . . . che per altro nelle piccole realtà aziendali vige da sempre, con o senza giusta causa. Questo è un problema che si riscontra in ogni istituzione, ente o ufficio pubblico da nord a sud senza distinzioni……allora vogliamo risolvere e debellare il problema o no? in questi casi l’assenteismo è chiaramente accertato, sono stati colti sul fatto, quindi licenziamento immediato e processo per direttisima e come minimo allontanamento dai pubblici uffici (perchè questo comportamento è un furto alla collettività) e restituzione immediata di un paio di anni di stipendi…..annullamento dei contributi previdenziali! Queste persone sono ladri e in un paese civile e democratico come tali vanno trattati! le pratiche burocratiche in italia hanno tempi indecenti…molto probabilmente anche a causa di questi comportamenti. Quale azienda potrebbe spedire un ordine nei tempi richiesti se i suoi dipendenti andassero a spasso durante l’orario di lavoro? quindi anche il cittadino dovrebbe potersi rivalere verso questi uffici e queste persone in caso di ritardi ed inefficenze…..ma questo sarebbe un altro mondo vero?

  • Giuseppe
    Rispondi

    Quando parlo di queste cose con gli statali loro dicono che adesso le cose stanno cambiando… E’ penoso vedere come difendono la loro posizione; come se questo non fosse sempre stato il paese del gattopardo. Comunque questo paese è diviso nettamente in due: non Nord e Sud, e neanche destra e sinistra, ma statali e privati. Io sono pronto a scendere in piazza perchè ne ho le palle piene…

    • Fabio
      Rispondi

      io direi tra protetti dallo scudo dell’art.18, pubblici e pseudo-privati che possono permettersi vari gradi di privilegi, e quelli che non lo sono e devono lavorare per se e per gli altri senza se e senza ma.

  • DamyEku
    Rispondi

    Giusta osservazione Giuseppe,ciàcià. La guerra è tra privato e statale dell’azz!!!

    Basta!!! Il privato si deve PRIVARE dei FANNULLONI!!! Basta mantenere anche le loro famiglie,se con il ricavato netto non si può più manco mantenere la propria.

    Basta questo schifo!!! Non è mai esistito un FANNULLONE che abbia pagato una sola tassa,che solo quella del MANTENUTOCONRICEVUTA dei PRIVATI.Lo statale,è il TRADITOREVIVENTE di una famiglia VILE.Infatti: non esiste famiglia che non è stata SFASCIATA-DISTRUTTA per aver dentro un’INFILTRATOTRADITORE.Il TRADITORE quando non avrà più l’argine di tradire,si AUTODISTRUGGERA’ anche TRADENDOSI e INFAMANDOSI tentando il suicidio”Dico tentando”.Mi domando:perchè chi non paga le tasse è di sinistra.forse,fanno comodi 5-6 milioni di voti statali e 2-3 milioni di clandestini.In sintesi:questi signori dell’azz di sinistra,hanno sempre quasi 10milioni di voti assicurati senza scontrino.Buona serata

  • Roberto
    Rispondi

    I dipendenti statali timbratori e assenteisti sono una fortuna per i dipendenti statali che restano in ufficio: spostano l’attenzione dal fatto che anche questi ultimi sono del tutto inutili e rappresentano al meglio la figura del “consumatore di ricchezza”.

    Infatti quelli che rimangono in ufficio si dividono in due categorie: i nullafacenti da quotidiano e solitario, e gli operosi in buona fede che mandano avanti la mostruosa macchina burocratica italiana il cui unico risultato pratico è quello di creare continui ostacoli ai veri produttori di ricchezza.

  • luciano
    Rispondi

    Scommettiamo che alla fine rimangono al loro posto senza alcuna sanzione, e la colpa è solo e sempre degli autonomi che evadono ????

  • Niki
    Rispondi

    Quoto Roberto!
    “I dipendenti statali timbratori e assenteisti sono una fortuna per i dipendenti statali che restano in ufficio: spostano l’attenzione dal fatto che anche questi ultimi sono del tutto inutili e rappresentano al meglio la figura del “consumatore di ricchezza”.

    Infatti quelli che rimangono in ufficio si dividono in due categorie: i nullafacenti da quotidiano e solitario, e gli operosi in buona fede che mandano avanti la mostruosa macchina burocratica italiana il cui unico risultato pratico è quello di creare continui ostacoli ai veri produttori di ricchezza.”

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