In Anti & Politica, Economia

DI PIETRO VIERCHOWOOD

Ora, amici, lettori e parenti; avete presente questi qui? Dico questi qui sopra del manifesto? Sono i liberali-liberisti. Gente all’apparenza preparata e intelligente. Ma solo all’apparenza. Nella realtà un branco di tontoloni: vogliono le stesse cose di Mario Monti (svendere il paese) senza essere Mario Monti. Cioè senza avere gli interessi di Mario Monti e la medesima parcella d’incasso. Dei tontoloni, ve l’avevo detto. E, badate, chi scrive non è un fanatico dello Stato. E’ uno che, fra le altre cose, si è letto Rothbard ed Hans Herman Hoppe. Mica ciuffoli da collettivo.

Dunque le cose stanno così: Oscar Giannino e quelli come lui non si sono ancora accorti, non si vogliono accorgere, che non è mai esistito un mercato senza pappa pubblica, un capitalismo senza  la tasca del contribuente, un profitto senza costo sociale, una finanza senza moneta-carta straccia: insomma queste verginelle  vorrebbero farci ancora credere al “mercato in equilibrio”, senza furbetti, cordatine, capitani coraggiosi ed eletti filibustieri. Tuttavia quella che è esistita, eccome se è esistita negli ultimi trenta e passa anni, è la loro bella “società aperta”. Sì quella del manifesto posto qui sopra, quella di Popper, di Reagan e Friedman, di Agnelli-Elkann-Marchionne, della Goldman Sachs, di Soros, Prodi, e De Benedetti , insomma quella di tutti i figli di buona donna che vi vengano alla mente; la società di tutti quelli che per decenni hanno privatizzato la crescita socializzandone i costi; di quelli che hanno tagliato pensioni, salari e diritti per aprire la società alla concorrenza immigrata; di quelli che hanno svenduto moneta e debito pubblico per “aprire” al mercato la nostra ricchezza; di quelli che infine, giusto l’altro ieri, hanno avuto il coraggio di dirci: “ Ok ragazzi, fino ad oggi abbiamo scherzato, ora tocca alla Cina. Dovete chinare la testa e aprirvi alla globalizzazione.”

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Ecco, dopo trent’anni di prese per il culo, francamente passa anche la voglia di scherzare. Passa la voglia di passare su tutto. Di far finta di niente. Di far finta di non sapere come stanno le cose e di non conoscere il vero significato delle parole. Chi oggi si arroga il diritto commerciale di tappezzare l’Italia auspicando una nuova Società Aperta offende la nostra intelligenza e spreca i trenta denari che i liberali al comando di stato e mercato, hanno fatto cadere dal tavolo a mo’ di mancia intellettuale.

Tratto da: http://www.barbadillo.it/

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Showing 12 comments
  • Adriano
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    Forza M5S.

    Meglio morire in una Nazione libera e sovrana piuttosto che vivere schiavi d’europa.
    Perchè è così che andrà a finire.
    Nonostante i nostri rappresentanti PD,PDL,UDC,Lega, ecc……..abbiano dimostrato di essere degli icapaci,
    attaccati alle poltrone e ai soldi,i cittadini italiani cosa fanno?,li rivotano
    A noi italiani piace davvero essere derubati,bastonati e inchiappettati,siamo diventato un popolo di ignoranti senza dignità.
    Un vero popolo avrebbe spazzato via questo parlamento.

    Che dio ci aiuti.

    • pippo pg
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      La storia non ci ha insegnato nulla o forse siamo veramente troppo ottusi per imparare qualcosa.
      Il processo di unione ( coatta) dei paesi europei riprende fedelmente lo schema del processo di unione ( coatta) dello stato italiano per cui il nostro destino è quello di divenire ” i terroni d’europa”

  • Albert Nextein
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    Mantengo la mia valutazione di giannino.
    Buon diagnosta, scadente nei rimedi proposti.

    Non è un libertario di certo.
    E’ la solita mezza misura italiana, compromissoria, un colpo al cerchio e uno alla botte.
    Sembra, e solo sembra, un fuori di testa a chi,come il 95% della gente comune, lo ascolta, perchè dice cose che sono in parte fuori dal coro.

    Ma non mi pare sufficiente.
    E’ scarso.

  • Sigismondo di Treviri
    Rispondi

    Giannino non sarà un genio, ma è il meno peggio. E comunque, chi ha l’opportunità di ascoltare su radio 24, la sua trasmissione: ‘Nove in punto: il parere di Oscar’, si renderà conto che ha il coraggio di dire male dello stato in maniera a volte rischiosa (per lui). Insomma, il coraggio non gli manca e in un posto come l’Italia odierna non mi sembra cosa da poco. Per il resto, condivido l’impressione che non sia un libertario convinto. Forse lo è in pectore, ma dello stato non parla certo bene. Ha un solo difetto grave: è spudoratamente filogermanico.

    • leonardofaccoeditore
      Rispondi

      Uno che voleva e pregava di allearsi con Monti è il meno peggio per te, forse. Per me è il peggio.

    • Giorgio Fidenato
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      Per fortuna che è filogermanico, altrimenti era una mezza calzetta mediterranea!!!!

      • Sigismondo di Treviri
        Rispondi

        Sfortunatamente per i tedeschi, noi italiani siamo tutti mediterranei, indipendentemente dalla latitudine. E visto che viviamo qui, non mi aggrada per niente l’idea di un tizio che fa il tifo per chi ci sta prosciugando le tasche

  • alessandro
    Rispondi

    ma che caxxo di articolo è questo?qualcuno traduca.

  • Rorschach
    Rispondi

    Hmmm…. Ho come l´impressione che il sito da cui proviene tale articolo non sia propriamente alfiere della causa libertaria. Resto sempre dello stesso parere: la critica di Rothbard e Hoppe é estremamente importante al livello teorico, mentre al livello empirico credo sia valida al massimo per indicare una direzione di marcia. Prendiamo il caso di una azienda privata che viene finanziata con i soldi pubblici. É chiaro che in linea di principio questo é immorale e a tale situazione va posto rimedio. Se domani i fondi pubblici a questa azienda vengono rimossi, il mercato riequilibra il tutto e migliaia di dipendenti probabilmente vengono cacciati, smettendo di occupare una posizione che neanche sarebbe dovuta esistere. Tutto ció non fa una piega. Solo che ora il sistema si trova di fronte migliaia di disoccupati da riassorbire; gente che fino a ieri comprava roba sul mercato e che ora non puó piú farlo. Senza contare il fatto che ora i disoccupati possono recriminare per la truffa subita, ponendo la domanda: “Se il mio posto di lavoro non esisteva, perché mi é stato offerto?”. Forse un approccio pragamtico alla Giannino é utile a raggiungere riforme libertarie per graduale approssimazione, piuttosto che rischiare di farlo implodere con il metodo rothbardiano.

  • Damiano Mondini
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    L’articolo non mi piace, e come dice Rorschach non viene propriamente da fonti libertarie. Nondimeno, l’esempio dell’azienda sussidiata e dei disoccupati non regge, considerando che a monte verrebbero recuperati i soldi pompati con una corrispondente diminuzione della pressione fiscale, e dunque un reddito più ampio disponibile sul mercato – anche per riassorbire la disoccupazione. Resta il fatto che l’articolo è illeggibile:

    “di quelli che hanno tagliato pensioni, salari e diritti per aprire la società alla concorrenza immigrata; di quelli che hanno svenduto moneta e debito pubblico per “aprire” al mercato la nostra ricchezza; di quelli che infine, giusto l’altro ieri, hanno avuto il coraggio di dirci: “ Ok ragazzi, fino ad oggi abbiamo scherzato, ora tocca alla Cina. Dovete chinare la testa e aprirvi alla globalizzazione.”

    Per non parlare del “mercato senza pappa pubblica” e del “capitalismo senza tasca del contribuente”, che a quanto pare non esistono. Mah…

  • Rorschach
    Rispondi

    Damiano,

    il discorso che poni ha di nuovo senso sul lungo termine: l´azienda pubblica fallisce, la pressione fiscale si riduce e con i nuovi soldi in circolo alcuni imprenditori possono pensare di investire e offrire nuovo lavoro. Non é peró detto che sul breve termine i disoccupati dell´azienda riescano ad essere immediatamente riassorbiti. Quindi mi sembra appunto di buon senso coniugare un sistema di Welfare to Work come previsto da Giannino per tamponare i danni a breve termine dovuti alla dismissione delle aziende pseudo-private.

  • pippo pg
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    Il punto è che se ci fanno accettare la globalizzazione con un fiume di merci a basso costo ( e in effetti spesso a bassissima qualità) devono anche accettare “loro” per primi la riduzione del carico fiscale . Oltretutto di fronte ad un’economia di tipo nuovo l’euro stesso appare come qualcosa di superato

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